La preghiera e la meditazione sono pratiche spirituali profondamente radicate nell'esperienza umana. Sebbene spesso utilizzate in modo intercambiabile, soprattutto nel linguaggio comune contemporaneo, all'interno della tradizione cristiana esse assumono significati specifici e ruoli distinti, pur presentando punti di contatto essenziali. Comprendere le loro sfumature è fondamentale per una piena adesione alla vita di fede.
Cos'è la Preghiera Cristiana?
La preghiera è definita come l'elevazione dell’anima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti. Essa è un vero e proprio dialogo personale, intimo e profondo, tra una persona e Dio. Tutti sono chiamati a scoprire la ricchezza di questo dialogo e a mettersi in relazione con il Creatore. Dio stesso prende l'iniziativa, risvegliando in noi la volontà di cercarlo, di comunicare con Lui e di farlo partecipe della nostra vita. La persona che prega, disposta ad ascoltare Dio e a dialogare con Lui, risponde a questa iniziativa divina.
Il cristiano ha come esempio lo stesso Cristo, che ha costantemente pregato il Padre e ci ha insegnato come farlo. La preghiera cristiana non è il risultato di un esercizio individuale di riflessione e di introspezione, ma si innesta nel dialogo tra il Figlio e il Padre tramite l’azione nell’anima dello Spirito Santo. È in Gesù, infatti, che l’uomo diventa capace di accostarsi a Dio con la profondità e l’intimità del rapporto di paternità e di figliolanza. Insieme ai primi discepoli, con umile confidenza ci rivolgiamo allora al Maestro e Gli chiediamo: “Signore, insegnaci a pregare”.

San Josemaría Escrivá sottolinea l'importanza della preghiera costante: «Ogni volta che sentiamo nel cuore il desiderio di essere migliori, di corrispondere con più generosità al Signore, e cerchiamo una luce che ci guidi, un riferimento preciso per la nostra esistenza cristiana, lo Spirito Santo porta alla nostra memoria le parole del Vangelo: È necessario pregare sempre, senza stancarsi (Lc 18, 1). L’orazione è il fondamento di ogni attività soprannaturale; l’orazione ci rende onnipotenti, e se prescindessimo dalla sua potenza non otterremmo nulla.» Egli ricorda inoltre le intense scene in cui Gesù parla con il Padre, specialmente prima della Passione e Morte, quando il Signore si prepara a consumare il Sacrificio che ci restituirà l’Amore divino.
Caratteristiche Distintive della Preghiera Cristiana
Incontro Personale con Dio Trino
La principale differenza della preghiera cristiana rispetto a quella di altre religioni è fondata sulla ricerca di un incontro personale con Dio, Uno e Trino (con Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, nello Spirito Santo), e non semplicemente come una ricerca personale di pace e di equilibrio interiore. La preghiera cristiana è sempre determinata dalla struttura della fede cristiana, nella quale risplende la verità stessa di Dio e della creatura. Cristo ci insegna come dobbiamo pregare, ovvero pregare nell'ambito del suo corpo mistico che è la Chiesa.
Dimensione Comunitaria e il Ruolo della Chiesa
La preghiera cristiana ha anche una dimensione comunitaria: anche quando è fatta in solitudine, in realtà è sempre all’interno di quella “comunione dei santi” nella quale e con la quale si prega, tanto in forma pubblica e liturgica quanto in forma privata. Il cristiano, anche quando è solo e prega nel segreto, è sicuro di pregare sempre in unione con Cristo, nello Spirito Santo, insieme con tutti i battezzati per il bene della Chiesa. La preghiera del Signore Gesù è stata affidata alla Chiesa («così dovete pregare», Mt 6, 9) e, quindi, si realizza pienamente all’interno della comunità dei battezzati.

San Josemaría Escrivá evidenzia: «L’orazione del cristiano non è mai un monologo.» E aggiunge: «“Minuti di silenzio”. Lasciateli a coloro che hanno il cuore secco. Noi cattolici, figli di Dio, parliamo con il Padre nostro che è nei cieli.» La preghiera cristiana non rifugge da tecniche impersonali o incentrate sull’io, capaci di produrre automatismi nei quali l’orante resta prigioniero di uno spiritualismo intimista, incapace di un’apertura libera al Dio trascendente. Essa si configura piuttosto come l’incontro di due libertà, quella infinita di Dio con quella finita dell’uomo.
Per giungere alla relazione intima e fiduciosa alla quale siamo stati chiamati, abbiamo bisogno dei sacramenti della Chiesa, che sono i segni e gli strumenti mediante i quali lo Spirito Santo diffonde la grazia di Cristo, che è il Capo, nella Chiesa, che è il suo corpo. La Chiesa, dunque, contiene e comunica la grazia invisibile che essa significa. Per mezzo dei sacramenti il cristiano è introdotto nel mistero della Comunione dei santi, grazie alla quale è unito a tutta la comunità della Chiesa e partecipa dei suoi beni spirituali. In tal modo, quando prega lo fa con tutta la Chiesa, così come la preghiera della Chiesa diventa quella di ogni cristiano.
Le Forme della Preghiera nella Tradizione Cristiana
Tradizionalmente la Chiesa distingue le principali espressioni della preghiera in tre tipologie: la preghiera vocale, la meditazione e la preghiera contemplativa. Essendo tra loro complementari, sono tutte essenziali per il cristiano che vuole approfondire la propria relazione con Dio e condividono la caratteristica comune del raccoglimento del cuore.
La Preghiera Vocale
È una forma di preghiera che si esprime verbalmente, cioè con parole articolate o pronunciate, e che può manifestarsi sia esternamente che solo interiormente, nel profondo del cuore. Questa forma di preghiera viene fatta con l’uso di formule prestabilite, sia lunghe che brevi, prese dalla Sacra Scrittura (come il Padre nostro e l’Ave Maria) o tramandate dalla tradizione spirituale (come la Salve Regina). La preghiera vocale è per eccellenza la preghiera delle folle, ma anche la più interiore delle preghiere non potrebbe fare a meno di essa, diventando una prima forma della preghiera contemplativa.
San Josemaría descrive le orazioni vocali come «gemme» incastonate nella trama della fede cristiana, quali «frasi ardenti e semplici, rivolte a Dio e a sua Madre.»
La Meditazione Cristiana (Orazione Mentale)
Meditare vuol dire impegnare la mente nella considerazione calma di una realtà o idea, con lo scopo di arrivare a una comprensione più completa e migliore. Per un cristiano, la pratica della meditazione implica dirigere i pensieri verso Dio. La meditazione mette in azione il pensiero, l’immaginazione, l’emozione e il desiderio. Questa mobilitazione è necessaria per approfondire le convinzioni di fede, suscitare la conversione del cuore e rafforzare la volontà di seguire Cristo. Le forme della meditazione sono tante quanti i maestri spirituali nella Chiesa, ma un metodo non è che una guida; l’importante è avanzare, con lo Spirito Santo, sull’unica via della preghiera: Cristo Gesù.
La meditazione cristiana ha un carattere discorsivo e mira a favorire l’appropriazione personale del mistero di salvezza rivelato in Cristo, assimilandone progressivamente il senso e il contenuto. Chi medita può aiutarsi abitualmente con la Sacra Scrittura (in particolare il Vangelo), le sante icone, i testi liturgici del giorno e del tempo, gli scritti dei Padri della vita spirituale, le opere di spiritualità, il grande libro della creazione e quello della storia, la pagina dell’Oggi di Dio. In ogni caso il cristiano, anche se prende per oggetto della meditazione la propria vita o le decisioni che si appresta a prendere, si muove sempre all’interno della vita di fede ed è questa che si sforza di far crescere.
San Josemaría invita a essere anime contemplative «nel bel mezzo della strada e del lavoro, grazie ad un colloquio costante con il nostro Dio, che non deve mai venir meno lungo tutta la giornata.»
La Preghiera Contemplativa
La preghiera contemplativa è la più semplice espressione del mistero della preghiera. Essa è un dono, una grazia, e non può essere accolta che nell’umiltà e nella povertà. La Chiesa la indica come la forma più intima del dialogo personale con Dio, nella quale l’anima si unisce con la preghiera di Cristo che ci rende partecipi del suo mistero, in un’atmosfera interiore di amore silenzioso. Ogni cristiano è chiamato a raggiungere la pienezza della contemplazione in qualunque circostanza della propria vita.
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Questa preghiera porta a una crescita attiva e alla consapevolezza della presenza di Dio, e al desiderio di una profonda comunione con lui, sia nei tempi propriamente dedicati alla preghiera come in tutti gli altri momenti della vita. La preghiera, quindi, ha come obiettivo di integrare tutte le dimensioni della persona umana, abbracciando l’intelligenza, la volontà e i sentimenti, e giunge nell’intimo del cuore per trasformare le sue disposizioni e informare tutta la vita cristiana, facendolo simile a Cristo. La contemplazione è uno sguardo semplice sulla verità che termina nell’amore (Tommaso d’Aquino), una scienza d’amore infusa da Dio che simultaneamente illumina e innamora l’anima fino a farla salire di grado in grado a Dio suo creatore, poiché solo l’amore è ciò che unisce e congiunge l’anima con Dio (Giovanni della Croce). È uno sguardo di fede fissato su Gesù che purifica il cuore e ci insegna a vedere tutto nella luce della sua verità e della sua compassione per tutti gli uomini, conducendoci alla conoscenza interiore del Signore per amarlo e seguirlo di più.
San Josemaría descrive il passaggio dalla preghiera vocale a quella più profonda: «Dapprima una giaculatoria, poi un’altra, e un’altra ancora… finché questo fervore appare insufficiente, perché le parole sono povere… e allora subentra l’intimità divina, lo sguardo fisso in Dio, senza soste e senza mai stancarsi. Si vive allora come in cattività, come prigionieri. Mentre svolgiamo con la massima perfezione possibile, pur con i nostri errori e con i nostri limiti, i compiti propri della nostra condizione e del nostro lavoro, l’anima vorrebbe fuggire. Ci si volge a Dio, come il ferro attirato dalla forza della calamita. Si comincia ad amare Gesù in un modo più efficace, con un dolce palpito.»
Meditazione Generale e Preghiera Cristiana: Un Confronto
Diversità di Obiettivi e Metodi
L'uomo di oggi, più aperto alla spiritualità che alla religione, parla spesso di meditazione, una parola alla moda che serve a tutto. È importante distinguere tra la meditazione cristiana e la meditazione in un senso più ampio. Sebbene ci sia un certo tipo di riflessione cristiana che assomiglia alla pratica della meditazione intesa come addentrarsi in se stessi e aprirsi alla pienezza interiore, concentrandosi sulla respirazione, su una parola o su un’immagine per calmare i pensieri, gli obiettivi finali non sono gli stessi.
La meditazione cristiana aspira all’incontro e all’unione con Dio, mentre la meditazione di piena coscienza (mindfulness), ad esempio, cerca di calmare l’ansia e di trovare il benessere interiore. Pregare è parlare con Dio con tutta la fiducia nella fede. Vocale o silenziosa, la preghiera assume la forma di una richiesta o di una lode, di una supplica o di un’azione di grazie, di un’adorazione o di un’intercessione, di silenzio o di perdono. Il Padre Nostro di Gesù e il Magnificat di Maria sono due esempi perfetti. La preghiera parte dalla vita, esprime un desiderio e si incarna nel corpo.
Nella tradizione cristiana, la meditazione viene vista soprattutto come una riflessione su Dio a partire dalle Scritture. Esempi ne sono la Lectio Divina dei monaci e gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio. La Lectio Divina è una lettura meditata e recitata della Parola di Dio, composta da quattro tappe:
- Lectio: lettura attenta del testo.
- Meditatio: riflessione sul significato.
- Oratio: dialogo con Dio.
- Contemplatio: riposo nell'amore di Dio.
È un rapporto di amicizia con Dio, che ci ama, è lo scambio degli sguardi tra due amanti che si consumano in silenzio. Dio viene a noi. Lo conosciamo mediante la fede, anche quando non ne sentiamo la presenza. Si tratta di permettere che Dio sia Padre, Figlio e Spirito Santo in noi. La tradizione carmelitana, per esempio, distingue tra orazione di raccoglimento, di semplicità, di quiete e di unione. Per Giovanni della Croce, è un’infusione segreta, pacifica e amorevole di Dio nell’anima, un abbandonarsi alla sua misericordia che illumina e trasforma tutto il nostro essere. L’amore che chiama l’amore. Questa esperienza di comunicazione con il Padre unifica tutta la persona nello Spirito Santo e la apre alla sofferenza del mondo attraverso Cristo risorto.
Il Ruolo Fondamentale dello Spirito Santo
Indipendentemente dal cammino o metodo della preghiera, è lo Spirito Santo che agisce in ogni cristiano. Per partecipare al dialogo d’amore tra il Padre e il Figlio, la preghiera cristiana è il risultato dell’azione dello Spirito Santo, che agisce nell’anima infondendo le virtù della fede, della speranza e della carità, e conduce l’essere umano a crescere nella presenza di Dio. Lo Spirito Santo, la cui unzione impregna tutto il nostro essere, è il maestro interiore della preghiera cristiana. È l’artefice della tradizione vivente della preghiera. Nella comunione nello Spirito Santo la preghiera cristiana è preghiera nella Chiesa.

Come sottolinea San Josemaría: «Se non ti senti preparato, va’ da Gesù come andavano da Lui i discepoli: Insegnaci a pregare! (Lc 11, 1), E vedrai tu stesso che lo Spirito Santo viene in soccorso della nostra debolezza, poiché noi non sappiamo né che cosa si deve chiedere nella preghiera né come convenga chiederlo; ma lo Spirito in persona intercede per noi con gemiti inesprimibili (Rm 8, 26), inenarrabili, poiché non esistono mezzi adeguati a descrivere la loro profondità.» Non si tratta di seguire un metodo concreto per meditare, ma di essere preparati a ciò che lo Spirito Santo chiederà, abbandonandosi a Lui, poiché la sua ispirazione è la via più sicura per ottenere la vera libertà. Ciò che Gesù ha proposto come cammino da seguire era il proprio esempio: perdonare tutto a tutti, coprire le necessità materiali e spirituali degli altri, amare il prossimo come Lui ci ha amato.
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