Il rapporto tra Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, e il suo medico personale, Domenico Cives, è stato un legame profondo che ha lasciato un segno indelebile, culminato nella testimonianza degli ultimi istanti di vita del presule. Cives non fu solo un curante, ma un confidente e un amico, la cui narrazione ha contribuito a tramandare la memoria di un uomo di fede e pace.
Gli Ultimi Giorni di Don Tonino Bello: Tra Fede e Sofferenza
Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, ha ricordato gli ultimi giorni di Don Tonino Bello, offrendo uno spaccato della sua profonda spiritualità e della sua incondizionata dedizione. Nel lunedì di Carnevale del 1993, Bettazzi fece visita a Don Tonino portandogli la reliquia di un santo vescovo irlandese, invitandolo a pregare insieme durante la Quaresima. Al suo ritorno, il lunedì di Pasqua, Don Tonino era già profondamente debilitato, avendo tenuto il discorso del Giovedì Santo dalla carrozzella. Ricevendo una statua stilizzata africana del Padre che sorregge il figliol prodigo, Don Tonino pronunciò il suo ultimo discorso, incentrato sulla figura del Padre misericordioso che esce di casa per incontrare i figli prodighi. Durante l'ultima messa, indossò una fascia portata dall'Ecuador, simbolo di un popolo unito da diverse tribù, e sul tavolino dell'altare c'era un tessuto realizzato dalle donne serbe e croate di Sarajevo, a testimonianza del suo incessante impegno per la pace.
In quell'occasione, la preghiera non seguì le litanie lauretane tradizionali, ma si basò su un libretto scritto da Don Tonino stesso, che elencava le molteplici figure di Maria:
- Maria, donna feriale
- Maria, donna senza retorica
- Maria, donna dell’attesa
- Maria, donna innamorata
- Maria, donna gestante
- Maria, donna accogliente
- Maria, donna del primo passo
- Maria, donna missionaria
- Maria, donna di parte
- Maria, donna del primo sguardo
- Maria, donna del pane
- Maria, donna di frontiera
- Maria, donna coraggiosa
- Maria, donna in cammino
- Maria, donna del riposo
- Maria, donna del vino nuovo
- Maria, donna del silenzio
- Maria, donna obbediente
- Maria, donna di servizio
- Maria, donna vera
- Maria, donna del popolo
- Maria, donna che conosce la danza
- Maria, donna del sabato santo
- Maria, donna del terzo giorno
- Maria, donna conviviale
- Maria, donna del piano superiore
- Maria, donna bellissima
- Maria, donna elegante
- Maria, donna dei nostri giorni
- Maria, donna dell’ultima ora
- Santa Maria, compagna di viaggio.
Questa fu la sua ultima preghiera. Don Tonino soffriva molto ed era stanco, ma offriva le sue sofferenze per la sua Chiesa di Molfetta e per il popolo della pace. Alla sua morte, fu recitato il Magnificat.

L'Agonia e l'Ultimo Respiro: La Testimonianza di Domenico Cives
Per tutta la mattinata del 20 aprile, Don Tonino non aveva più la forza di parlare, ma il suo sguardo rimaneva fisso sul quadro della Madonna delle Grazie. L'agonia cessò alle 15:26 di quel 20 aprile 1993. Le campane suonarono a festa, annunciando l'ingresso di Don Tonino in paradiso, e la gente si riversò nei pressi del Palazzo Vescovile.
Domenico Cives, il medico personale di Don Tonino, ha descritto dettagliatamente gli ultimi istanti di vita del vescovo nel suo libro-memoriale. Raccontò: «All’improvviso don Tonino si mostrò agitato. Mi guardò con occhi sbarrati e sembrava volermi parlare. Notai che i dolori si erano volatilizzati, poiché compiva ogni movimento senza lasciarsi sfuggire alcun lamento. Piegò infine la testa all’indietro, mentre ancora gli cingevo le spalle. Guardò verso la finestra, poi fissò nuovamente il quadro della Madonna delle Grazie. In quel preciso istante si abbandonò sulle mie braccia e il torace fu sollevato da violenti sussulti. Il suo grande cuore stava cedendo. Mentre una moltitudine di persone si era disposta attorno al letto e pregava, io ero rimasto in disparte: ebbi modo di notare il momento in cui don Tonino esalò l’ultimo respiro, mentre Marcello gli teneva il polso destro e Trifone gli accarezzava e baciava la mano sinistra».

Domenico Cives: Medico, Politico e Autore al Servizio della Comunità
La scomparsa di Don Tonino Bello si diffuse rapidamente in Italia e nel mondo. Dopo una lunga notte di preghiera, le spoglie del vescovo furono portate in processione nella Cattedrale di Molfetta, che divenne meta di un pellegrinaggio ininterrotto di fedeli, amici, politici e giovani. Il funerale, celebrato sul molo con sessantamila persone, fu un grande addio, un augurio all'Albania, quasi una continuazione ideale della marcia di Capodanno che Don Tonino aveva voluto a Molfetta e che avrebbe dovuto concludersi proprio lì.
Domenico Cives, oltre ad essere il medico personale di Don Tonino, è stato una figura di spicco nella comunità molfettese. Attivamente impegnato in politica come consigliere provinciale e comunale di opposizione, Cives è stato il medico di intere generazioni di molfettesi. Dopo la morte di Don Tonino, ha scritto la prima biografia del vescovo, intitolata «Parola di Uomo. Don Tonino, un vescovo per amico», pubblicata in quattro edizioni e sempre esaurita, a testimonianza del grande interesse e affetto per la figura di Don Tonino.

Il Legame Profondo con Don Tonino e l'Impegno per la Pace
Cives, direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, ha spesso raccontato alla stampa il suo unico connubio con Don Tonino. «Siamo come due rette parallele destinate a incontrarsi all’infinito», affermava, evidenziando come l'umanità e la capacità di pensare agli altri del vescovo lo avessero sempre toccato profondamente.
Un momento significativo del loro rapporto fu l'esperienza in terra balcanica. Nonostante la malattia che lo avrebbe portato via, Don Tonino, come presidente di Pax Christi, si recò a Sarajevo nel 1992 con 550 costruttori di pace per la marcia di Capodanno, che Cives definì il suo "addio". Don Tonino definiva quella spedizione "una carovana di folli", volendo deporre un segno di pace in un luogo martoriato dalla guerra. Questa determinazione in un contesto di grave malattia testimoniava il suo incrollabile impegno per la pace, al quale Cives fu testimone.
Anelito di pace - Ritratto di don Tonino Bello
L'Eredità e il Ricordo di Domenico Cives
Il dottor Domenico Cives è venuto a mancare il Sabato Santo. La sua scomparsa ha suscitato grande commozione a Molfetta, come dimostrato dalla folta partecipazione al suo funerale. Il sindaco Tommaso Minervini ha ricordato Cives per il suo impegno politico e la sua grande umanità, definendolo un medico stimato e un uomo di grande sensibilità, il medico dell'amato Don Tonino Bello, che "è andato via in punta di piedi". Il sindaco ha espresso la speranza che ad accoglierlo nell'aldilà ci sia stato proprio Don Tonino. Sulla tomba di Don Tonino, sepolto per terra accanto alla madre, i suoi fratelli hanno creato un piccolo anfiteatro dove ancora oggi c'è gente a pregare e meditare, un luogo che simboleggia la sua eredità di pace e fede.