Frutto della ricerca condotta per diversi anni dallo storico ed archeologo Mauro Dadea, supportata dalle splendide immagini del fotografo Mario Lastretti, il volume Memoriae racconta un luogo simbolo di Cagliari: la sua città dei morti. Lo spazio ove, per decenni, dal momento della sua apertura fino agli anni '60 del Novecento, le élite borghesi, i nobili, le corporazioni, gli stranieri, ma anche la gente umile, tutti insieme, hanno trovato il riposo eterno.

L’opera: un'indagine approfondita sul Cimitero di Bonaria
L’opera è divisa in due volumi, di godibile lettura, ricchissimi di informazioni e dettagli, spesso inediti, che indagano sulle varie tematiche inerenti l'area. Tra i principali filoni di ricerca si annoverano:
- La storia del sito su cui sorge l'attuale cimitero (dall'epoca fenicia in poi);
- L'evoluzione nei secoli e la nuova costituzione del cimitero agli albori dell'800;
- Il suo espandersi dal punto di vista edilizio;
- Le sue qualità architettoniche e le opere d'arte che conserva.
Infatti, Bonaria è un piccolo scrigno, conservando all'interno delle sue mura esempi molto importanti della scultura tardo ottocentesca e dei primi del Novecento. Il secondo volume, che ha richiesto la lettura di migliaia di epigrafi, porta all'attenzione del lettore quelle iscrizioni più significative ancora in situ, che testimoniano personaggi, fatti ed avvenimenti oramai dimenticati dai più. Un'opera, quella di Mauro Dadea e Mario Lastretti, doviziosa di contenuti, esaustiva in ogni sua parte, vero e proprio punto di arrivo degli studi dedicati alla materia.

Analisi storica: la basilica di San Saturnino e le epigrafi
La ricerca scientifica del professor Dadea si spinge oltre la dimensione cimiteriale, analizzando con rigore filologico il patrimonio monumentale sardo. Un esempio di tale lavoro riguarda l'interpretazione delle epigrafi della Basilica di San Saturnino. Spesso, iscrizioni storiche sono state oggetto di interpretazioni arbitrarie da parte di studiosi dei secoli passati, come il Carmona, il Vidal o il canonico Cossu.
Lo studio dei documenti d'archivio
La documentazione conservata nell'Archivio Capitolare di Cagliari, inclusi manoscritti di grande valore, ha permesso di chiarire dubbi secolari sulla natura delle iscrizioni presenti nella basilica. Gli studi evidenziano come, in diversi casi, testi vergati per fini non lapidei siano stati successivamente erroneamente trasposti su pietra, creando confusioni storiografiche protrattesi per lungo tempo.
| Fonte | Contesto/Riferimento |
|---|---|
| Archivio Capitolare | Manoscritti vol. 173, cc. 216-230 |
| J.F. Carmona | Alabanças (c. 62r) |
| S. Vidal | Propugnaculum triumphale (1643) |
L'approfondimento critico operato da Dadea consente di distinguere tra le iscrizioni autentiche e quelle frutto di rielaborazioni successive, restituendo così un quadro preciso dei lavori di restauro e delle dediche religiose che hanno caratterizzato la storia della Basilica di San Saturnino tra l'età umanistica e quella moderna.
Cagliari: cimitero monumentale di bonaria, tour tra lapidi distrutte
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