Sergio Mattarella e l'Azione Cattolica: Radici di un Impegno Civile e Istituzionale

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Gli scritti qui raccolti documentano le diverse fasi dell’impegno sociale e politico di Sergio Mattarella, dall’epoca della militanza nel Movimento Studenti di Azione Cattolica a quella di responsabile del Ministero dell’Istruzione, fino al primo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica. Il filo rosso che attraversa queste pagine è racchiuso nell’espressione «crescere insieme», che sottolinea come non vi siano crescita e liberazione della singola persona se non in un rapporto di stretta interdipendenza con la maturazione e la liberazione degli altri. Tutti, soprattutto i più svantaggiati, vanno aiutati a partecipare alla costruzione della “città”. Sergio Mattarella è stato eletto nel 2015 Presidente della Repubblica Italiana e riconfermato per un secondo mandato il 29 gennaio 2022.

Ritratto di Sergio Mattarella sorridente in un contesto istituzionale

Le Origini e le Radici Familiari nel Cattolicesimo Democratico

Una sezione introduttiva presenta l’itinerario culturale e politico di Mattarella e l’importanza assunta in questo percorso dalla scuola e dalla formazione dei giovani. La sua storia personale e politica è profondamente intrecciata con i valori del cattolicesimo democratico, ereditati e coltivati all'interno della sua famiglia.

Bernardo Mattarella: Un'Eredità Democratica Cattolica

Sergio Mattarella è il quarto figlio di Bernardo Mattarella (1905-1971), politico democristiano che fu cinque volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta, e di Maria Buccellato (1907-2001), entrambi originari di Castellammare del Golfo (TP). Bernardo Mattarella, giovane popolare nella fase crepuscolare del partito, presto divenuta «catacombale», raccolse durante il fascismo il testimone di un sistema di valori, alimentandolo, anche grazie a un’intensa attività pubblicistica, nelle organizzazioni di Azione Cattolica di cui fece parte, la Gioventù e l’Unione uomini, in entrambe da consigliere superiore.

La sua formazione avvenne anche attraverso mai interrotte frequentazioni con quanto sopravviveva a Roma di quel sistema di valori, nei cenacoli clandestini che si riunivano attorno a De Gasperi, studiando le opere del maestro Luigi Sturzo, in esilio. Da parecchie figure trasse in quegli anni un esempio di vita, come i sacerdoti Giuseppe Ancona e Gaspare Morello, Francesco Vivona, Vincenzo Mangano e Igino Giordani. Alla caduta del regime, la solida formazione gli consentì di apportare un determinante contributo per l’affermazione dei principi del cattolicesimo democratico, dapprima nella sua Sicilia, dove fu tra i fondatori della DC nella convulsa fase della lotta al separatismo, poi nel Paese attraverso l’assunzione di ruoli importanti nel partito e nel governo della Repubblica.

Innumerevoli i circoli di Azione Cattolica delle federazioni diocesane di Sicilia dove per un ventennio, domenica dopo domenica, fianco a fianco agli assistenti ecclesiastici e sotto la paterna e benevola guida dei prelati, formò generazioni di giovani cattolici, senza trascurare i rapporti con i sopravvissuti del popolarismo prefascista. Questa comunione di spiriti e fratellanza di fede gli consentirono di proporsi in maniera credibile all’elettorato cattolico quando il Paese fu chiamato alla ricostruzione del tessuto civile. Commemorando l’anniversario della Rerum Novarum sull’organo del Consiglio regionale siculo della Gioventù cattolica - periodico che poi dirigerà nella seconda metà degli anni Trenta - il diciannovenne Bernardo Mattarella trasponeva il tema sul piano dell’attualità, nella prima testimonianza pubblica, a mezzo stampa, del suo spirito antifascista. Egli vedeva nella Rerum Novarum, considerata la magna charta della democrazia cristiana, la rinascita morale ed economica del proletariato, sostenendo che l'azione della Chiesa non predicava la dittatura di classe, ma collaborazione, armonia, carità fraterna. Tuttavia, questa azione della Chiesa fu tacciata di sovversivismo e le organizzazioni cattoliche dovettero subire persecuzioni analoghe a quelle socialiste.

I Mentori: Pietro Mignosi e Salvatore Aldisio

Bernardo Mattarella scelse due figure eminenti, Pietro Mignosi per Piersanti e Salvatore Aldisio per Sergio, per accompagnare i suoi figli nel cammino della fede, considerandoli esempi concreti di vita cristiana. Pietro Mignosi era una personalità complessa e poliedrica: docente, poeta, narratore, editore, filosofo dallo spirito inquieto. Nel 1925, in un articolo su «La Rivoluzione liberale», Mignosi criticò i risultati dell’opera del prefetto Mori e scrisse apertamente delle collusioni tra mafia e fascismo, concludendo con una disamina sulla necessità di una illuminata e chiaroveggente educazione politica per distruggere la mafia. Mignosi, definendo Igino Giordani «un maestro» cui ispirarsi, dimostrò il coraggio di raccontare il torbido e corrotto tessuto socio-politico nel suo romanzo Perfetta letizia e di sostenere su «La Tradizione», già nel 1937, la natura antiumana e anticristiana della teoria che affermava l’esistenza di razze inferiori.

I rapporti tra Aldisio e Bernardo Mattarella risalgono al primo dopoguerra. Aldisio, giovane attivista cattolico e tra i più vicini a Sturzo, avversò decisamente il fascismo sin dal suo nascere. Ancora nel febbraio 1941, in un rapporto prefettizio si legge che Aldisio, pur mantenendo contegno riservato, «continua a professare idee di opposizione al regime». Fu proprio a lui che Bernardo Mattarella, nel luglio 1941, alla nascita del quarto figlio Sergio, chiese di tenerlo a battesimo. Il rapporto tra Aldisio e Mattarella si cementò ulteriormente con l’instancabile attività alla caduta del regime, quando furono entrambi protagonisti della nascita della Democrazia Cristiana siciliana.

Piersanti Mattarella: Un Sogno Politico Stroncato dalla Mafia

Uno dei fratelli di Sergio Mattarella era Piersanti Mattarella, brutalmente assassinato da Cosa nostra il 6 gennaio 1980, mentre ricopriva la carica di Presidente della Regione Siciliana. Quell’omicidio stroncò l’azione rinnovatrice che Piersanti aveva messo in atto e il sogno di tanti uomini e donne, giovani e adulti, che con lui riponevano questa speranza di rinnovamento. La sua morte rappresentò un duro colpo al processo di riforma avviato in Sicilia e per l’intera nazione italiana.

Piersanti Mattarella, nato a Castellammare del Golfo (TP) il 24 maggio 1935, crebbe sulla scia degli insegnamenti politici, sociali ed etici di don Luigi Sturzo. Era il punto di riferimento di un gruppo di dirigenti partitici che, alla luce dell’ispirazione cristiana, si impegnavano per la ricerca della libertà e della giustizia sociale. Uomo di profonda fede, maturata anche grazie all’appartenenza all’Azione Cattolica, si occupò della formazione di tanti giovani che, alla sua scuola, iniziavano a sognare una nuova politica, attenta ai bisogni dell’uomo e aperta al bene comune.

Come assessore al bilancio e poi presidente della Regione Siciliana, Piersanti pianificò una serie di interventi con l’obiettivo di superare il sottosviluppo dell’isola. Lontano dalla logica dei favori o della difesa di interessi particolari, fece approvare dall’Assemblea regionale un “piano d’interventi per il periodo 1975-1980”, il primo tentativo siciliano di una politica produttiva e non assistenziale. Il suo operato è contraddistinto anche dal tentativo di generare un ponte fra l’Unione Europea e i Paesi nordafricani e di mettere in atto una serie di riforme strutturali per smantellare l’illegalità diffusa, in particolare nel settore urbanistico e dell’edilizia. Il suo impegno sociale era fondato su una fede solida e radicata nel Vangelo, che lo spingeva a un impegno concreto frutto del discernimento cristiano.

Foto storica in bianco e nero di Piersanti Mattarella

Sergio Mattarella: Gli Anni della Formazione nell'Azione Cattolica

Sergio Mattarella ha documentato la sua esperienza nella GIAC (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) e nel suo Movimento Studenti. È stato responsabile del Movimento Studenti della GIAC di Roma e del Lazio tra il 1960 e il 1964, anni in cui Livio Pescia e poi Amedeo Postiglione erano delegati nazionali. Il Centro diocesano di Roma si raccoglieva intorno all’Assistente, don Paolo Gillet, e ad altre figure sacerdotali come don Luigi Di Liegro, don Alessandro Plotti, don Diego Bona, don Aldo Zega. Le riunioni si tenevano nei locali di via della Pigna e poi di Borgo Santo Spirito, e, nonostante i diversi settori di impegno, si costituiva una vera comunità, tanto che molti continuano a vedersi ancora oggi per meditare sulla Scrittura.

Mattarella condivideva la responsabilità del Movimento studenti con l’Assistente, Filippo Gentiloni, e collaborava intensamente con il corrispondente Movimento femminile, di cui Bianca Storchi era la responsabile. Sebbene all’epoca l’Azione Cattolica fosse rigorosamente separata tra maschile e femminile, i due Movimenti studenti lavoravano insieme, con un coordinamento costante e iniziative comuni, soprattutto nelle scuole. Per operare unitariamente, il Movimento femminile e quello maschile costituirono insieme Gioventù Studentesca, pubblicando con questo nome diversi numeri di un foglio a stampa per fornire ai gruppi delle singole scuole uno strumento di raccordo e di senso di partecipazione alla più vasta realtà diocesana.

Erano gli anni di Papa Giovanni XXIII e poi di Paolo VI, gli anni del Concilio Vaticano II: un periodo di entusiasmo, speranza e innovazione, dalla riforma liturgica all’insegnamento delle Costituzioni conciliari. Mattarella ricorda numerosi incontri organizzati con padri conciliari di diversi continenti. Queste occasioni, in un’epoca in cui le comunicazioni non erano facili come oggi, permettevano di scoprire direttamente e di trasmettere agli studenti il senso pieno dell’universalità della Chiesa, l’apporto originale e prezioso delle varie Chiese di ogni parte del mondo, e la dimensione profetica che affascinava allora come oggi. Tra i ricordi più significativi, l'impegno della GIAC per organizzare la Santa Messa sul sagrato di San Pietro nelle ultime ore di vita di Papa Giovanni, e la Veglia di preghiera per il Concilio alla basilica dell’Aracoeli nel maggio del 1963.

Quel periodo ha rappresentato e continua a rappresentare la sua formazione. L’esperienza di quell’impegno nella GIAC e nel suo Movimento Studenti, e soprattutto i riferimenti di valore su cui si fondava e quanto ricevuto per alimentarlo, hanno disegnato il suo senso della vita e la sua fisionomia come persona. Per Mattarella, il contenuto essenziale di quel periodo, straordinario ed entusiasmante, è pienamente attuale nella sua vita.

Illustrazione storica di giovani studenti dell'Azione Cattolica in Italia

Dall'Impegno Politico ai Ruoli Ministeriali

Carriera Parlamentare e Riforme Chiave

Esponente dell'ala sociale del cristianesimo democratico, dal 1983 al 2008 Sergio Mattarella ha ricoperto la carica di deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di cui fu vicesegretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, La Margherita e il Partito Democratico. Uno dei suoi primi incarichi di rilievo fu il ruolo di capo del collegio dei probiviri della DC, ricostituito in fretta alla fine del 1981 a seguito dello scandalo P2 e dell'istituzione della relativa Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta dall'onorevole Tina Anselmi.

Nel 1982 fu spinto dal neo-segretario DC Ciriaco De Mita a intensificare il proprio impegno politico attivo. Rieletto alla Camera nel 1987 con 143.935 preferenze, si mantenne vicino alle correnti di sinistra del partito e in particolare al segretario De Mita. A luglio dello stesso anno fu nominato ministro per i rapporti con il Parlamento del governo Goria e confermato nell'incarico nel 1988 con il governo De Mita. Nel luglio del 1989, con la formazione del governo Andreotti VI, fu nominato Ministro della Pubblica Istruzione.

Alle elezioni del 1992 Sergio Mattarella venne rieletto alla Camera con 50.280 preferenze, confermandosi il secondo democristiano più votato del collegio elettorale della Sicilia occidentale. Nel corso dell'XI legislatura fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l'esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria, sia pure mitigata dall'attribuzione, con il sistema proporzionale, del 25% dei seggi. Questa legge, alla quale il politologo Giovanni Sartori diede l'appellativo di Mattarellum, fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001. Fu sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli nell'agosto 1993. Al congresso di luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, si oppose alla candidatura di Rocco Buttiglione alla segreteria del partito.

Dopo aver ricoperto il ruolo di Ministro della Difesa nei governi D'Alema II e Amato II fino al 2001, Mattarella fu rieletto alla Camera dei deputati nelle liste de La Margherita. Alle elezioni politiche del 2006 fu candidato nella lista dell'Ulivo e venne eletto deputato per la settima volta. Lasciato il Parlamento, il 22 aprile 2009 Mattarella è stato eletto dalla Camera dei deputati componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, di cui è poi diventato vicepresidente.

Legge elettorale, tra Porcellum e Mattarellum

La Presidenza della Repubblica Italiana

L'apice dell'impegno istituzionale di Sergio Mattarella è giunto con la sua elezione alla più alta carica dello Stato.

L'Elezione e la Riconferma

Nel gennaio 2015, con le dimissioni di Giorgio Napolitano, si rese necessario eleggere un nuovo Presidente della Repubblica e il nome di Mattarella fu subito considerato tra quelli spendibili. Fu eletto Capo di Stato il 31 gennaio 2015, al quarto scrutinio con 665 voti, giurando il successivo 3 febbraio e diventando il primo siciliano a ricoprire tale carica. È stato rieletto il 29 gennaio 2022, all'ottavo scrutinio con 759 voti, divenendo il secondo Presidente della Repubblica Italiana, dopo Giorgio Napolitano, a essere riconfermato per un secondo mandato, oltreché il secondo più votato di sempre dopo Sandro Pertini.

La sua prima visita presidenziale avvenne il giorno stesso della sua elezione, quando visitò le Fosse Ardeatine, luogo simbolo di memoria e sacrificio. Tra i primi atti della sua presidenza, la rinuncia alla pensione da professore universitario e l'ampliamento della zona visitabile del Quirinale. Come Capo dello Stato, ha finora conferito l'incarico a quattro presidenti del Consiglio dei ministri: Paolo Gentiloni (2016-2018), Giuseppe Conte (2018-2021), Mario Draghi (2021-2022) e Giorgia Meloni (dal 2022).

Gli Atti e le Sfide del Settennato

Appena insediatosi, Mattarella ha dovuto affrontare diverse crisi, tra cui le conseguenze della grande recessione e la crisi europea dei migranti, che hanno cambiato radicalmente la vita politica, culturale ed economica del Paese e hanno segnato l'espansione del populismo. Nonostante le critiche di intrusività nelle questioni politiche da parte di alcuni, Mattarella ha goduto, per l'intera durata del mandato, di ampia popolarità e di elevati indici di gradimento presso la popolazione.

Il 6 maggio 2015, Mattarella ha promulgato la nuova legge elettorale, nota come Italicum. Nel dicembre 2017 ha sciolto anticipatamente le Camere, dando avvio alle procedure per il rinnovo del Parlamento culminate con le elezioni del 4 marzo 2018. Ha gestito complesse fasi di formazione del governo, conferendo mandati esplorativi alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al presidente della Camera Roberto Fico. Ha infine accettato le dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi dopo il mancato voto di fiducia sul decreto aiuti da parte del Movimento 5 Stelle.

Vita Personale

Sergio Mattarella è stato sposato con Marisa Chiazzese, figlia dell’ex rettore dell’Università di Palermo e docente di diritto romano Lauro Chiazzese, deceduta il 1° marzo 2012. Ha tre figli: Laura (che durante il mandato presidenziale del padre svolge le funzioni di protocollo tipiche del consorte), Bernardo Giorgio e Francesco.

Foto del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana

La Visione dell'Azione Cattolica nel Ruolo di Mattarella

Una delegazione dei componenti della Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, guidata da Giuseppe Notarstefano, Presidente nazionale dell’Ac, e da mons. Gualtiero Sigismondi, Assistente ecclesiastico generale, ha incontrato il Presidente Mattarella al Quirinale. La delegazione ha manifestato l’affetto, la vicinanza e l’apprezzamento di tutta l’Azione Cattolica per l’opera che il Presidente ha svolto e continua a svolgere lungo tutto il suo settennato.

L'Azione Cattolica ha riconosciuto in Mattarella un "tessitore instancabile del tessuto democratico e repubblicano del Paese" e un “organizzatore della speranza” per una rinascita morale capace di dare nuovo slancio al rapporto istituzioni-cittadini, per la modernizzazione del Paese, e, in particolare, per il suo impegno e la sua vicinanza verso tutti gli italiani durante la stagione della pandemia. Nel sottolineare l’attenzione alla democrazia vissuta dall’associazione, storicamente e quotidianamente coniugata, la delegazione ha prospettato al Capo dello Stato la particolare attenzione rivolta dall’Azione Cattolica al protagonismo dei ragazzi nella vita della Chiesa e del Paese, all’accompagnamento e alla vicinanza alle giovani generazioni nell’affrontare le problematiche della scuola e del lavoro, e alla centralità del rapporto intergenerazionale come risorsa per il rilancio del Paese.

L'Appello dell'Azione Cattolica per un Rinnovato Impegno Politico

L’Azione Cattolica Italiana ha espresso gratitudine a Sergio Mattarella per la disponibilità a svolgere un secondo mandato da Presidente della Repubblica, contribuendo così al superamento di una pericolosa paralisi istituzionale. L'associazione si è detta certa che Mattarella saprà essere ancora il Presidente di tutti gli italiani, come sempre è stato in questi sette anni.

L'Azione Cattolica si è rivolta al Capo dello Stato nella speranza che il suo esempio di fedeltà alla Costituzione e di impegno nella costruzione del bene dell’Italia sia di monito per tutti e faccia fare alla politica un passo avanti. Sottolinea che se la politica diventa un continuo "gridare e gareggiare", le istituzioni e i cittadini ne soffrono. Per questo, l'associazione evidenzia la necessità di mettere in cima all’agenda politica la coesione sociale e una transizione energetica ed ecologica più giusta per il Paese, una maggiore attenzione per i ragazzi e gli anziani, e di ridare centralità al mondo della scuola.

Si auspica inoltre di rilanciare l’economia, ridurre la disoccupazione, in particolare quella giovanile, e promuovere un impegno organico e adeguato in favore della famiglia e delle giovani coppie, riducendo le distanze tra Nord e Sud. Con la riconferma di Sergio Mattarella, l'Azione Cattolica spera si possa andare oltre la difficoltà dei giorni di non esaltante confronto politico, e lavorare insieme per la tenuta delle istituzioni e per offrire alle nuove generazioni il dono di una democrazia compiuta. L'unica richiesta avanzata al Presidente è quella di continuare ad essere instancabile monito presso Governo e Parlamento, affinché si curino vecchie e nuove ferite del Paese acuite e generate dalla pandemia.

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