Le celebrazioni della Festa della Liberazione hanno visto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, protagonista di un omaggio in forma privata. L'evento, svoltosi in un contesto senza precedenti, è stato profondamente segnato dall'emergenza sanitaria da COVID-19, con il Capo dello Stato che ha voluto lanciare un chiaro messaggio alla Nazione: l'unità è la chiave per superare le avversità.

Un 25 aprile inedito: la cerimonia ai tempi del coronavirus
La celebrazione del 75° anniversario della Liberazione si è svolta in un'atmosfera irreale, che alcuni hanno paragonato a una scena di un film di fantascienza, eppure era realtà. L'Altare della Patria è rimasto vuoto, la scorta ridotta al minimo, e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presenziato con la mascherina. Nonostante l'annullamento di tutte le celebrazioni pubbliche, il Presidente Mattarella non ha voluto mancare alle tradizionali celebrazioni per il 25 aprile, portandole a termine in forma strettamente privata.
La cerimonia, sottotono, ricordava "un po' l'immagine del Papa in solitaria a Pasqua in San Pietro". Diversamente dagli altri anni, il Presidente non era circondato da esponenti del governo e del parlamento, leader politici e della società civile, o comuni cittadini, né dalla consueta parata militare. Non c'erano autorità civili né militari, e neanche il seguito presidenziale e il cerimoniale.
25 Aprile, il Presidente Mattarella all’Altare della Patria
L'omaggio al Milite Ignoto
Una cerimonia insolita ha visto questa mattina protagonista il presidente Sergio Mattarella che, si è recato da solo - senza alcun seguito - all'Altare della Patria. Il Capo dello Stato, indossando una mascherina, ha voluto celebrare così il 25 aprile in piena emergenza coronavirus. In cima alla scalinata del Vittoriano, il Capo dello Stato ha trovato due corazzieri, anch'essi dotati di protezioni sanitarie, che hanno portato una corona al sacello del «Milite Ignoto». Un trombettiere dei Carabinieri ha suonato il «silenzio», la sequenza musicale di sole tre note eseguita in cerimonie sia istituzionali che militari. La scorta, ridotta al minimo, non è salita con lui all'Altare della Patria ma lo ha aspettato a debita distanza ai piedi del monumento. Il Capo dello Stato ha tolto la mascherina solo al momento della deposizione della corona, per poi rimetterla. Mattarella ha ricordato con rammarico come "la pandemia ci costringe a celebrare questa giornata nelle nostre case", rendendo impossibile il suo discorso previsto in Toscana, in uno dei luoghi delle stragi nazifasciste.
Il significato del Milite Ignoto
Con il termine «Milite Ignoto» si indica un combattente italiano senza nome. Questa figura fu scelta da Maria Bergamas, mamma di un soldato deceduto, Antonio, tra un gruppo di militari caduti in battaglia e mai identificati, alla fine della Prima Guerra Mondiale. Una commissione aveva rintracciato undici salme, sepolte nei territori dove il conflitto fu più duro. Fu Gabriele D’Annunzio a dare il nome di «Milite Ignoto» alla salma del soldato senza nome che avrebbe ricordato nel tempo i sacrifici e gli eroismi della Grande Guerra, rappresentando idealmente tutti coloro che non fecero ritorno a casa.
Il messaggio del Presidente: unità per superare le avversità
Il messaggio che Mattarella ha rilasciato per ricordare la Liberazione d'Italia è ancora una volta rivolto alla crisi da COVID-19: «l’unità è la chiave per superare ancora una volta le avversità». Il Presidente ha voluto collegare la resilienza del passato con le sfide del presente, sottolineando i valori fondanti della Repubblica.
«Nella primavera del 1945 l'Europa vide la sconfitta del nazifascismo e dei suoi seguaci. L'idea di potenza, di superiorità di razza, di sopraffazione di un popolo contro l'altro, all'origine della seconda guerra mondiale, lasciò il posto a quella di cooperazione nella libertà e nella pace e, in coerenza con quella scelta, pochi anni dopo è nata la Comunità europea».
Il Presidente ha evidenziato come il 25 aprile sia la data fondatrice dell'esperienza democratica italiana, presidiata dalla sua Costituzione. «Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all'oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore».
Mattarella ha ricordato che «nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro. Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista».
Il Presidente ha poi ribadito il valore dell'unità: «Nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato l'esigenza di unità del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identità. E dunque avvertiamo la consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale».

Il richiamo alla solidarietà e alla ripartenza
Mattarella ha ricordato i tanti morti del coronavirus, esprimendo vicinanza: «Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunità nazionale, così come va espressa riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali. Manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese».
Guardando alla fase di ripartenza, il Presidente ha concluso con un forte appello: «Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore. Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando. Viva l'Italia! Viva la Liberazione!»
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