L'imprenditrice di Pompei, Maria Rosaria Boccia, si trova al centro di diverse inchieste giudiziarie che hanno portato al suo ritiro dalla scena politica e hanno sollevato interrogativi su vari aspetti della sua vita professionale e personale. Le accuse spaziano dalla truffa al plagio della tesi di laurea, passando per stalking e interferenze illecite nella vita privata di figure pubbliche, inclusa quella dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Il Ritiro dalla Candidatura Regionale e Nuovi Avvisi di Garanzia
Maria Rosaria Boccia ha annunciato il suo ritiro dalle elezioni Regionali in Campania, dove era candidata come consigliere con la lista «Dimensione Bandecchi». La decisione, comunicata tramite una lettera inviata a Stefano Bandecchi il 5 novembre 2025, è stata motivata da un secondo avviso di garanzia ricevuto la sera di martedì 4 novembre. L'imprenditrice ha dichiarato di «non avere la forza di affrontare nuovamente un simile calvario», definendo la notizia come profondamente ferente.
Proprio pochi giorni prima di questo ritiro, la Boccia era finita al centro di una nuova indagine. La Procura di Roma le ha contestato, in concorso con un giornalista di una testata online, il reato di interferenze illecite nella vita privata dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Il Caso Sangiuliano: Stalking, Diffamazione e Interferenze Illecite
Le Accuse e il Rinvio a Giudizio
Il 9 febbraio è fissata l’udienza del procedimento che vede Boccia accusata per stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione, a seguito di un altro esposto presentato sempre da Sangiuliano. Dopo la chiusura dell’indagine nel luglio scorso, i pm di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio.
Con queste accuse, a cui si aggiungono le false attestazioni nel curriculum, l’imprenditrice di Pompei andrà a processo. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare di Roma. Questo segna la chiusura di un primo capitolo sul caso, scoppiato la scorsa estate, che ha portato l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a dimettersi dal dicastero.
Nel procedimento, oltre a Sangiuliano, risultano parti offese anche sua moglie, Federica Corsini, e l’ex capo di gabinetto Francesco Gilioli. I pubblici ministeri contestano all’imprenditrice, che aveva intrapreso una relazione con l’ex ministro e che alla fine non aveva visto concretizzarsi la nomina a sua consigliera, una serie di condotte. Tra queste, quella di aver cagionato in Sangiuliano «un perdurante e grave stato di ansia e paura che si estrinsecava in un forte stress, un notevole dimagrimento, pensieri suicidi, in modo tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita», compromettendone la figura pubblica e inducendolo a rassegnare le dimissioni.
I magistrati capitolini delineano un quadro basato su pressioni psicologiche e controllo, sostenendo che la Boccia «pubblicava foto di loro due al concerto dei Coldplay senza il consenso di Sangiuliano e imponeva a Sangiuliano di non portare addosso la fede nuziale e alla fine gliela sottraeva». Un altro episodio riguarda la vicenda della "chiave di Pompei", del valore di circa 14.823,00 euro, che doveva essere consegnata dal Sindaco al Ministro. A luglio del 2024, Boccia «chiedeva la consegna della chiave», asserendo che il ministro «gliela aveva promessa e le promesse vanno mantenute».
A marzo 2025 l’imprenditrice era stata interrogata dai magistrati capitolini, a luglio era arrivata invece la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Nelle scorsa settimana, inoltre, un altro guaio giudiziario: la notifica a Boccia del 415 bis. In questo caso, i pm di piazzale Clodio le contestano di aver diffuso e rivelato informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura e della moglie tramite l’audio di una loro conversazione.
Gli avvocati di Boccia SUL CASO SANGIULIANO: "Accuse inventate, nessuno stalking"
Il Ruolo del Giornalista
Con Maria Rosaria Boccia, è indagato anche un giornalista del sito di news campano Anteprima24, Carlo Tarallo, per aver diffuso la registrazione di una telefonata fra Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, nell'ambito delle accuse di interferenze illecite nella vita privata. Anche lui ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.
La Posizione della Difesa
Gli avvocati che difendono Maria Rosaria Boccia, Francesco Di Deco e Saverio Sapia, hanno commentato a stretto giro: «Siamo convinti che non ci sia alcuna condotta illecita, alcun atto persecutorio». Hanno sostenuto che «dai principi del giugno del 2024 era l'allora ministro a proporle in primis la nomina e successivamente già dalla settimana dopo si dichiarava follemente innamorato», mettendo in discussione la coerenza delle accuse di stalking con messaggi affettuosi quasi "asfissianti". Per quanto riguarda l'accusa di interferenze illecite, la difesa di Boccia sostiene che «la condotta è stata totalmente diversa: è stata ammessa ad ascoltare una telefonata e quindi come presente, cioè il consenso non era rilevante», in quanto il querelante stesso avrebbe permesso l'ascolto della telefonata in viva voce.

L'Accusa di Truffa a Pisa
Maria Rosaria Boccia dovrà essere sentita nell'ambito di un processo che la vede imputata a Pisa. Il dibattimento è agli inizi, con un'udienza rinviata a fine giugno per un legittimo impedimento del difensore. L'imprenditrice è chiamata a difendersi nel tribunale pisano dall’accusa di truffa, con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità. Secondo l'accusa, avrebbe approfittato dell’amicizia di vecchia data con un coetaneo, originario della provincia di Napoli ma residente nel pisano per lavoro, per "spillargli" 30mila euro.
Come «trappola», secondo quanto ipotizza la procura, ci sarebbe stata la proposta di investire i suoi risparmi in un’attività imprenditoriale promettente e redditizia: l’apertura di un locale di lusso, una terrazza bar affacciata sul golfo di Napoli, che avrebbe compreso ai piani inferiori anche altre attività. A conferma che la Boccia fosse indagata per una vicenda legata a una «presunta partecipazione a un progetto imprenditoriale riguardante un immobile» era stato il Procuratore della Repubblica di Pisa, Teresa Angela Camelio, nell’ottobre del 2024. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Lydia Pagnini sono sfociate nel decreto di citazione diretta a giudizio, e l’imprenditrice da indagata è diventata imputata, davanti al giudice monocratico Paola Giovannelli.
L'uomo, spazientitosi di fronte alla mancata restituzione dei soldi, si è rivolto con il proprio legale al giudice civile di Pisa, ottenendo un decreto ingiuntivo che obbliga la Boccia a rendergli 30mila euro più interessi. Tuttavia, secondo l'avvocato Cammarota, «dalle visure patrimoniali ci risulta che la signora Boccia sia nullatenente».

L'Inchiesta sulla Laurea in Economia
Reati Ipotizzati e Acquisizioni Documentali
La Procura di Napoli ha iscritto l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia nel registro degli indagati nell'ambito di un'inchiesta che mira a fare luce sulla sua laurea in economia. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono falso, truffa e falsa attribuzione di valori altrui. I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli hanno eseguito delle acquisizioni documentali nelle università ‘Parthenope’, ‘Pegaso’ e ‘Luiss Guido Carli’.
Le Irregolarità Rilevate
Gli accertamenti mirano a riscontrare quanto denunciato dalla stessa università Pegaso in un esposto presentato all'ufficio inquirente partenopeo a seguito di una verifica interna. La denuncia riguarda il plagio da parte della Boccia di una tesi presentata da una studentessa della Luiss, intitolata “Il Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un'eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”. All'atto dell'iscrizione alla Pegaso (nel 2020), la Boccia avrebbe inoltre presentato un'autocertificazione non firmata, facendosi riconoscere alcuni esami precedentemente sostenuti alla Parthenope. L'autocertificazione sarebbe stata all'epoca acquisita dalla Pegaso senza alcuna verifica presso la Parthenope circa l'effettivo sostenimento degli esami.
Maria Rosaria Boccia si è laureata alla Pegaso in Economia e Management con il punteggio di 91/110. Gli accertamenti interni della Pegaso sono partiti dopo un servizio andato in onda il 9 settembre 2024 su "Rete 4", in cui si sollevavano dubbi sull'autenticità della tesi di laurea della Boccia, il cui elaborato sarebbe stato messo a confronto utilizzando un software antiplagio con quello di una studentessa laureatasi nel 2019 alla Luiss.

La Posizione dell'Università Pegaso
L’università telematica Pegaso ha diffuso una nota per precisare di essere “parte lesa nella vicenda”. Ha inoltre dichiarato che “La Procura ha richiesto all’Ateneo la documentazione necessaria, senza procedere ad accessi invasivi”.