Maria Assunta Calvisi: Biografia e Carriera Teatrale

Maria Assunta Calvisi è una figura di spicco nel panorama teatrale italiano, con una carriera che spazia dalla regia alla direzione artistica, segnata da un profondo legame con la Sardegna, sua terra d'adozione.

Le Origini e la Formazione

Nata a Fossa, un paesino a 12 km dall’Aquila, tristemente noto dopo il terremoto del 2009, Maria Assunta Calvisi si è laureata in filosofia all’Università dell’Aquila nel 1973. Fin da giovanissima, l'attività teatrale ha sempre fatto parte della sua vita. Nel 1974 ha fondato il “Laboratorio teatrale di Fossa”, con il quale ha realizzato spettacoli per e con i bambini e di teatro danza. Ha anche avuto un’esperienza triennale nel teatro della danza, rivestendo il ruolo di attrice. Fino al 1994 ha vissuto due vite parallele: quella dell’insegnante e quella della teatrante, per poi immergersi a tempo pieno nella sua attività di regista.

Ritratto di Maria Assunta Calvisi

L'Approdo in Sardegna e la Nascita de "L'Effimero Meraviglioso"

Nel 1986, Maria Assunta Calvisi si è trasferita in Sardegna, un anno in cui ha deciso di ricominciare da zero in una realtà nuova e sconosciuta. Qui ha incontrato il suo attuale compagno, Nino Nonnis. La Sardegna le ha portato grandi soddisfazioni professionali e personali. Nel 1991 ha fondato la compagnia teatrale L’Effimero Meraviglioso, di cui è regista, con sede a Sinnai, un centro di 17.000 abitanti a dodici chilometri da Cagliari, paese dove si sente davvero a casa.

La sua caparbietà e il suo lavoro hanno contribuito alla realizzazione del Teatro Civico di Sinnai, una bellissima struttura di 380 posti. Dal 2005, Maria Assunta Calvisi è la direttrice artistica di questo teatro, che porta avanti un’attività ininterrotta durante tutto l’anno ed è un vivace centro culturale e teatrale di riferimento per tutto l’hinterland cagliaritano. Il teatro ha ottenuto svariati riconoscimenti, tra cui il Best Practice per la fruibilità dei servizi. La sua passione per il teatro è innata: "Si sente dentro, l’ho sentita fin da ragazzina." Gli studi in filosofia hanno rafforzato questa passione, vedendo teatro, letteratura e filosofia come sfaccettature interconnesse della cultura.

Visione Artistica e Regie Significative

Nel corso dei venti anni de L’Effimero Meraviglioso, Maria Assunta Calvisi ha realizzato una quarantina di regie di spettacoli, molti dei quali hanno partecipato a importanti festival e rassegne. La sua filosofia nella scelta degli spettacoli è quella di offrire un ampio ventaglio di proposte, capaci di soddisfare sia chi si avvicina al teatro per la prima volta con generi più leggeri e divertenti, sia chi, già frequentatore abituale, cerca approfondimento attraverso generi più impegnati come il teatro contemporaneo. A lei personalmente piace mettere in scena spettacoli comici, drammatici e impegnati: "Mi piace il teatro in tutte le sue espressioni purché possa suscitare emozioni."

Tra le sue regie più significative si ricordano:

  • “Le figlie del defunto colonnello” di Dacia Maraini (1992).
  • “A metà della notte” di Elio Pecora (1992, debutto al Todi Festival).
  • “Lettere a Olga” di Vaclav Havel con Giorgio Albertazzi (1993, coordinamento registico al Todi Festival).
  • “Stasera arsenico ovvero la commedia del caffè” di Carlo Terron (1993).
  • “Grazia a Maria” di Nino Nonnis (1995), uno spettacolo su Grazia Deledda e Maria Carta.
  • “La Piccola Parigi” di Nino Nonnis (1998), sui moti di Buggerru del 1904, con oltre 250 repliche in Italia e all’estero.
  • “La Luna si fermò di camminare” di Nino Nonnis (2001, Festival di Spoltore).
  • “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello (2002).
  • “Sono nata dalla Luna” da Italo Calvino (2005), coproduzione con Circo Maccus.
  • “Nonostante Gramsci” di Adele Cambria (2006).
  • “Volevo vedere il cielo” di Massimo Carlotto (2007, Teatro dell’Orologio a Roma), portato in scena in più occasioni, tra cui il Capoterra Teatro Festival e al Teatro Electra.
  • “La casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca (2010), un progetto europeo rappresentato in Italia, Polonia e Romania, che prevedeva di calare il testo nella realtà di una Sardegna anni ’50, in una interazione tra teatro e cinema.
  • “Sento strane voci” sulle poesie di Maria Giacobbe.
  • “Diversamente, straordinariamente abile: Frida”, testo di Nino Nonnis sulla pittrice Frida Kahlo.
  • “Istòs” (dal greco telaio), spettacolo teatrale ispirato alla leggenda del "Cervo in ascolto" di Salvatore Cambosu, rielaborata dalla drammaturga Virginia Garau, per il progetto "Memory Wefts", con l'obiettivo di diffondere la cultura sarda attraverso il teatro a livello internazionale.

Impegno Culturale e Territoriale

Oltre all'attività di produzione, Maria Assunta Calvisi e la sua compagnia portano gli spettacoli in giro per l'isola e il resto d'Italia. Promuovono attivamente la loro attività coinvolgendo le scuole e creando laboratori teatrali per bambini, giovani e adulti. Il Teatro Civico di Sinnai è diventato un punto di riferimento importante per le scuole dell’hinterland e della provincia di Cagliari. Tra le iniziative collaterali finalizzate all’educazione del pubblico più giovane si annoverano la rassegna "La scuola va a teatro", "A teatro con mamma e papà", e la Scuola di teatro “Fulvio Fo”. Inoltre, è in calendario il "The Letterario", un dibattito su autori, libri o temi scelti occasionalmente, moderato da Nino Nonnis, un momento di partecipazione e consenso di pubblico. Il loro obiettivo più grande è produrre "un teatro fatto bene. Un teatro che ci renda felici di fare il nostro lavoro."

Il Legame con la Terra d'Origine

Maria Assunta Calvisi vive in Sardegna da oltre 25 anni e la considera ormai la sua terra. Vede molte affinità tra gli abruzzesi e i sardi, come "le pecore, quindi il buon pecorino, una cucina semplice ma buona, la cordialità e l’accoglienza." Ha scoperto che il suo cognome, Calvisi, è di origine sarda (bittese per l'esattezza), un fatto che le fa sentire di aver compiuto un destino e la rende una "sardabbruzzese". Nonostante questo forte legame, la sua terra d'origine, l'Abruzzo, e L’Aquila, dove ha studiato e vissuto intensamente per dieci anni, le mancano. Il terremoto del 2009, che ha distrutto la sua casa e quella dei suoi genitori, e gran parte della città, rappresenta per lei una "ferita sempre aperta che non credo potrà mai rimarginarsi".

Mappa che evidenzia Fossa (AQ) e Sinnai (CA)

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