Il 13 maggio ricorre il centenario della prima delle Apparizioni della Madonna a Fatima, un evento che ha generato numerose discussioni e interpretazioni nel corso dei decenni. Nelle settimane precedenti, il tema è stato trattato più volte, anche in relazione al libro di José Maria Zavala “El secréto mejor guardado de Fatima” e a “Il segreto non svelato. A cento anni dal futuro della Chiesa”, oltre a un'intervista del cardinale Joseph Zen Ze-kiun.
Il Messaggio di Fatima: Un Evento Chiave del XX Secolo
Il messaggio di Fatima è considerato un evento di primaria importanza del XX secolo e, a 100 anni di distanza, "mostra tutta la sua attualità". Molti lo ritengono una chiave interpretativa fondamentale per il nostro tempo. Il messaggio è un "tutto unico" composto di tre parti.
La prima parte è una terrificante visione dell’Inferno, a cui rimedia l'infinita misericordia di Dio espressa attraverso il Cuore Immacolato della Madonna. La seconda parte riguarda le nazioni ed è riassunta dalla frase secondo cui la Russia diffonderà nel mondo i suoi errori. Infine, la terza parte del segreto, oggetto di molte discussioni, parla della persecuzione contro la Chiesa, con vittime "precisamente identificate" nel "macrocosmo della cristianità". Le parole "penitenza, penitenza, penitenza" richiamano l’idea del peccato e dell’esistenza del bene e del male, colpendo frontalmente il relativismo e l’edonismo dominanti.

Il "Quarto Segreto" e il Libro di José María Zavala
Un recente libro, "El secreto mejor guardado de Fatima" dell'autorevole scrittore cattolico spagnolo José María Zavala, ha suscitato ampio dibattito. L'opera contiene una sorta di «quarto segreto» di Fatima, proposto come un ulteriore frammento del «terzo», che "ha messo in subbuglio l’ambiente dei cattolici conservatori". In Italia, a parlarne per primo è stato il noto vaticanista Marco Tosatti, sulla pagina web de La Nuova Bussola Quotidiana, seguito dal giornalista Antonio Socci, esperto di Fatima e dei suoi segreti.
Secondo quanto riportato, l'autore spagnolo avrebbe ricevuto un testo manoscritto, anonimo, via posta elettronica. Gli esperti calligrafi consultati avrebbero attribuito la grafia a Suor Lucia dos Santos, l'unica ancora in vita dei tre pastorelli. Il testo, datato 1944, rivelerebbe il "terzo frammento del segreto" come "l’apostasia nella Chiesa". In esso, Nostra Signora mostrerebbe una visione di un individuo descritto come «il Santo Padre», lodato da una moltitudine, ma con "lo sguardo del demonio" e "gli occhi del male". Successivamente, lo stesso Papa entrerebbe in una "Chiesa dell’inferno", un luogo di "bruttezza indescrivibile", simile a una fortezza di cemento grigio con "angoli rotti e finestre come occhi", sormontata da un picco sul tetto.
La visione proseguirebbe con le parole di Nostra Signora: "avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960". Il testo menziona inoltre che "nel regno di Giovanni Paolo II la pietra angolare della tomba di Pietro deve essere rimossa e trasportata a Fatima. Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima. La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima. Se 69 settimane dopo che questo ordine sia annunciato, Roma continua la sua abominazione, la città sarà distrutta. Nostra Signora ci disse che questo è scritto, Daniele 9,24-25 e Matteo 21, 42-44".
Analisi del Testo Attribuito a Suor Lucia: Autenticità e Contraddizioni
Il testo, che circola da tempo in ambienti vaticani e tra gli "specialisti" che ritengono la rivelazione del Terzo Segreto parziale, ha generato molti dubbi sulla sua autenticità. Già un testo analogo a quello pubblicato da Zavala era apparso nel 2010 sul sito “Tradition in Action”, sempre in formato digitale, senza che nessuno avesse mai visto un originale cartaceo. L'ipotesi che l'autore avesse un documento originale ma ne coprisse la fonte, dichiarando un'origine anonima, è stata avanzata.
Fatima - Il segreto rivelato (Documentario)
La Perizia Calligrafica e le sue Implicazioni
La presunta attribuzione del manoscritto alla grafia di Suor Lucia dos Santos si basa su consultazioni con esperti. La perita grafologa Begona Slocker, con venticinque anni di esperienza, sottolinea il rigore del suo lavoro e la difficoltà di falsificare una scrittura: "Penso che sia impossibile scrivere identiche due lettere, perché abbiamo vita, movimento, ed è questo che da’ alla scrittura di una certa persona alcune differenze in una stessa lettera. Inoltre abbiamo segni personali che vengono dalla nostra parte non cosciente, e che è impossibile che un altro autore che non sia lo stesso li riproduca. La velocità è molto importante, perché è molto difficile da imitare, l’inclinazione, la coesione. Sono segni che un falsificatore non può mantenere in più di sei righe di seguito, perché la parte non cosciente tradisce e il movimento della mano obbedisce al cervello, non alle nostre intenzioni".
Dubbi e Critiche
Nonostante l'analisi calligrafica, numerosi elementi mettono in discussione la veridicità del testo. Alcuni osservatori hanno notato che "un buon programma di photoshop riesce egregiamente a imitare la calligrafia di chiunque, perciò potrebbe trattarsi di una bufala". Inoltre, il contenuto stesso presenta incongruenze: ad esempio, la "cattedrale" di Roma è San Giovanni in Laterano, non San Pietro. La datazione "1944" nel testo è problematica, in quanto Suor Lucia scrisse la parte a lei richiesta tra il 2 e il 9 gennaio 1944. Se la data "1" dovesse significare gennaio, implicherebbe l'uso di un sistema di datazione in vigore negli USA, ritenuto "a dir poco problematico" per Suor Lucia.
Per Andrea Tornielli e Massimo Introvigne, non ci sono dubbi: questo testo è "costruito a tavolino", un "ennesimo tentativo per molti di de-legittimare il pontificato di Papa Francesco". Introvigne, in particolare, definisce "ridicolo" parlare di "distruzione di Roma" e spostamento della Santa Sede in Portogallo, e "decisamente assurdo" che la Madonna possa minacciare tale distruzione. Tornielli ha inoltre rivelato che il testo circolava già da circa sette anni senza credito.
Marco Tosatti, ad onor del vero, "si è solo limitato a raccontare i fatti della pubblicazione di questo libro senza prendere (...) posizioni in merito". L'ipotesi di una "trappola" per screditare l'autore Zavala, noto per il suo impegno nel diffondere l'opera di Padre Pio in Spagna, rimane valida in assenza di altri elementi a sostegno dell'autenticità della lettera.
Il "Terzo Segreto" Ufficiale e le Persistenti Domande
Già il "terzo segreto" rivelato pubblicamente nel 2000 "presta il fianco a dubbi e incertezze". La versione ufficiale suggerisce che si sia realizzato con l’attentato di Alì Agca a Giovanni Paolo II, ma le scene descritte, come i vescovi e i fedeli uccisi sotto la croce di tronchi, non sembrano corrispondere letteralmente, a meno che non si interpretino come simbolismi, che però "si può far dir di tutto".
La Chiesa, riguardo alle rivelazioni private, non esprime mai giudizi definitivi, poiché il testo, passando per il "filtro umano dei veggenti", può subire diverse interpretazioni nel tempo. Spesso, questi testi presentano "definizioni non chiare, espressioni contradditorie e anacronistiche", ma ciò "di solito non scandalizza". Anche nel testo del Terzo Segreto rivelato nel 2000 si fa riferimento a una città distrutta ai piedi di una montagna, che il Santo Padre attraversa prima di essere "ucciso da un gruppo di soldati", insieme a "Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari".
Molti, inclusi Benedetto XVI, hanno insinuato che il messaggio di Fatima non sia ancora del tutto concluso o completamente rivelato. L'allora cardinale Ratzinger avrebbe confidato nel 2000 a un amico che "non tutto era stato reso pubblico". Allo stesso modo, il cardinale Stanislao Dziwisz, segretario di Giovanni Paolo II, aveva espresso una sostanziale diffidenza degli uomini di Chiesa per le rivelazioni private. Se una parte della profezia avesse riguardato "un vertice della Chiesa 'infiltrato' dal nemico, e una Chiesa in deriva di apostasia", i responsabili "avrebbero preferito lasciar cadere tutto nel cestino".
Di fronte a tali questioni, "è legittimo dubitare della veridicità di certi testi, senza però avere la presunzione di bollarli frettolosamente come “bufale”". Molto ci sarà ancora da approfondire e studiare. Le profezie, antiche e moderne, "hanno sempre scandalizzato il popolo dei fedeli e molte di loro si sono col tempo realizzate". Fatima, con i suoi segreti e le sue interpretazioni, continua a far parlare di sé e "certamente continuerà ancora anche in futuro".