Il contesto dell’inchiesta e le accuse
L'intera vicenda giudiziaria ruota attorno a un brutale episodio di violenza avvenuto tra il 26 e il 27 settembre dello scorso anno a Napoli. Un gruppo criminale, riconducibile al clan Contini e diretto dal boss Nicola Rullo, noto come “’o nfamone”, avrebbe orchestrato un feroce duplice sequestro di persona ai danni di due imprenditori, Pietro e Carlo Gagliotta. Il movente del crimine sarebbe stata la pretesa estorsiva di una somma di denaro, quantificata tra i 360mila e i 375mila euro, legata a un presunto debito maturato in una compravendita di auto.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), hanno portato all'emissione di decreti di fermo e, successivamente, al rinvio a giudizio di numerosi soggetti. Tra gli indagati figura Marcello Madonna, la cui posizione processuale si è distinta nel tempo. Se per gran parte degli imputati il gip ha rigettato le richieste di rito abbreviato, soltanto Marcello Madonna sarà processato con il rito ordinario.
La dinamica del sequestro e le violenze
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la trappola scattò in un appartamento di via Nuova del Campo, a Poggioreale. La vittima, un giovane imprenditore di 26 anni, fu attirata nel luogo prestabilito, dove ad attenderla vi era un gruppo di persone. Le minacce esplicite, tra cui le parole attribuite a Marcello Madonna - «Ma hai capito con chi hai il problema? Con Nicola Rullo. Dove stanno i soldi miei? Tu non arrivi a stasera» - precedettero l'escalation di brutalità.
Il pestaggio sarebbe iniziato con l'arrivo del boss Nicola Rullo, che avrebbe colpito il giovane con un martello e un sampietrino. Successivamente, anche il padre della vittima, recatosi sul posto per rintracciare il figlio, fu sequestrato e minacciato. Il calvario, durato circa 12 ore, vide le vittime trasferite a Castel Volturno, presso il complesso Parco Fontana Bleu, dove furono medicate sommariamente per nascondere le tracce delle violenze prima del rilascio, avvenuto davanti al pronto soccorso dell'ospedale Fatebenefratelli di Napoli.
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L'iter processuale e le sentenze
Il processo di primo grado, celebrato dinanzi al gip Federica Girardi, ha portato a otto condanne per un totale di 76 anni e 2 mesi di reclusione. Nonostante l'inchiesta abbia retto al vaglio del tribunale, l'esito ha visto anche tre assoluzioni con formula piena: Maria Rullo, Assunta Giuliani e l'imprenditore Gabriele Esposito. Per quest'ultimo, la decisione è stata influenzata dal deposito di nuove intercettazioni ambientali, interpretate dalla difesa come prova di estraneità ai fatti.
Il collegio difensivo
Il nutrito collegio difensivo che ha assistito gli imputati durante le varie fasi del procedimento è composto dagli avvocati:
- Leopoldo Perone
- Domenico Dello Iacono
- Roberto Saccomanno
- Andrea Imperato
- Raffaele De Rosa
- Angelo Riccio
- Claudio Botti
- Fabio Visco
- Ivan Filippelli
- Antonio Del Vecchio
- Vincenzo Strazzullo
Le accuse contestate, a vario titolo, includono il sequestro di persona a scopo di estorsione, le lesioni personali aggravate dall'agevolazione mafiosa e l'associazione a delinquere. La vicenda rimane un esempio emblematico delle modalità operative tipiche della camorra nel controllo del territorio e nel recupero coatto di presunti crediti.