I Maestri Bach: Johann Sebastian e Carl Philipp Emanuel
La figura di Johann Sebastian Bach è una delle più imponenti nella storia della musica. La sua vita si articolò tra Weimar, Cöthen e Lipsia. Figlio di un violinista, ricevette la prima istruzione musicale dal padre e, dopo la sua morte (1695), dal fratello maggiore. Nel 1700 entrò a far parte, come soprano, del coro di S. Michele a Lüneburg, rimanendo al servizio di quella chiesa anche dopo la muta della voce, avvenuta l'anno seguente. Nel 1703 ebbe un breve incarico a Weimar come violinista nell'orchestra ducale; pochi mesi dopo divenne organista di chiesa ad Arnstadt. Nel 1707, colpito da dure critiche perché si era assentato senza permesso e perché sottoponeva a eccessive elaborazioni l'accompagnamento dei corali, si trasferì a Mühlhausen, presso la chiesa di S. Biagio. Nello stesso anno sposò sua cugina. Nel 1708 tornò a Weimar come organista di corte. L’opera di Johann Sebastian Bach come Il Clavicembalo ben temperato è considerata uno dei più conosciuti e celebrati monumenti della letteratura musicale di tutti i tempi. Nel 1750, padre Martini affermava che Johann Sebastian Bach era molto noto in Italia. Un'altra delle sue composizioni celeberrime sono le Variazioni Goldberg, spesso ricordate anche per ragioni extramusicali e il loro uso cinematografico nella versione pianistica. È particolarmente intrigante ascoltarle nella loro forma originale al cembalo, come concepite dal compositore. Inoltre, i sei Concerti brandeburghesi di Bach sono indagati come organi distinti di un unico corpo musicale, radicandosi in forme preesistenti, dal Concerto grosso all'Ouverture, per poi trascenderle, raggiungendo la perfezione della forma.

Anche il secondo figlio di Johann Sebastian, Carl Philipp Emanuel Bach, fu un compositore tedesco di grande rilevanza. Frequentò la Thomasschule di Lipsia e l'università di Francoforte sull'Oder, dove studiò legge. Dal 1740 al 1767 fu al servizio di Federico il Grande come clavicembalista e dal 1767 direttore di musica nelle chiese di Amburgo. Fu un fecondo compositore di sinfonie, concerti, musica da camera, musica sacra, Lieder e pezzi per clavicembalo, fra cui le 6 Sonate prussiane (1742, dedicate a Federico II di Prussia), le 6 Sonate württemberghesi, e le 6 Sonate con ripresa variata (1760).
Arcangelo Corelli: Il Maestro del Violino Barocco
Arcangelo Corelli, fusignanese di nascita e romano di adozione per i lunghi e fecondi soggiorni trascorsi nella capitale, è un altro pilastro del barocco italiano. Il suo lavoro ha avuto un'influenza duratura sulla musica per violino. Le sue Sonate a violino e violone o cimbalo op.5 (Roma 1700), culminanti nelle celebri Variazioni della Follia in re minore, rappresentano una pietra miliare. Corelli pubblicò questa opera molto simbolicamente il 1° gennaio 1700, per indicare che, a suo parere, non solo un nuovo secolo ma anche una nuova fase nello sviluppo del violino era iniziata. L'esuberanza della musica per violino del XVII secolo lasciò il posto a uno stile più equilibrato, un aspetto che gli interpreti moderni come Enrico Gatti riescono a approfondire magnificamente.

Il Magnificat: Un Capolavoro del Reperorio Sacro
Il Magnificat, cantico mariano di antica tradizione, ha ispirato numerosi compositori nel corso dei secoli, diventando un genere sacro di grande profondità. Tra le versioni più celebri e significative si annoverano:
- Magnificat in Re maggiore, BWV 243 (di Johann Sebastian Bach):
- I. Magnificat
- II. Et exultavit spiritus meus
- III. Quia respexit humilitatem
- IV. Omnes generationes
- V. Quia fecit mihi magna
- VI. Et misericordia
- VII. Fecit potentiam
- VIII. Deposuit potentes
- IX. Esurientes implevit bonis
- X. Suscepit Israel
- XI. Sicut locutus est
- Magnificat in Do maggiore, E22 (presumibilmente di un compositore del Barocco tedesco):
- I. Magnificat
- II. Et exultavit
- III. Quia respexit
- IV. Quia fecit
- V. Deposuit potentes
- Magnificat in Re maggiore, H772 (di Marc-Antoine Charpentier):
- I. Magnificat
- II. Et exultavit
- III. Quia respexit
- IV. Quia fecit
- V. Et misericordia
- VI. Fecit potentiam
- VII. Deposuit potentes
- VIII. Esurientes
- IX. Suscepit Israel
Queste composizioni dimostrano la ricchezza e la varietà con cui il testo sacro è stato interpretato e musicato dai grandi maestri.
Il Festival di Musica Antica all'Aventino 2025: Un Ponte tra Passato e Presente
Il Festival di Musica Antica all'Aventino, giunto a essere ormai un appuntamento tradizionale per la Basilica di Sant'Alessio all'Aventino, rinnoverà nel 2025 il proprio progetto musicale. Dal 8 giugno al 28 settembre 2025 si terrà a Roma, presso la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino, una rassegna dedicata al grande repertorio vocale e strumentale dei secoli XVII e XVIII eseguito su strumenti storici, in una delle più suggestive cornici architettoniche della Capitale. L'evento conferma la vocazione a valorizzare il repertorio barocco, mantenendo immutata la qualità e lo spirito originario. Il Festival di Musica Antica all'Aventino è una produzione di Progetto Sonora Impresa Sociale Srl ed è organizzato da Associazione Insieme Strumentale di Roma e ACMT (Associazione Culturale Marco Taschler), con il contributo del Ministero dei Beni Culturali.

Il Festival 2025 si articolerà in due periodi distinti: il primo, nel mese di giugno, proporrà quattro appuntamenti domenicali all'insegna della grande musica antica, mentre il secondo, in programma a settembre, offrirà tre serate dedicate a capolavori del repertorio sacro e profano.
Programma del Festival 2025
GIUGNO
- Domenica 8 giugno ore 19.00 - "Due Romani nati altrove" - Ensemble Barocco di Napoli, con musiche di Corelli e Scarlatti. In programma tre Sonate a tre di Corelli tratte dalle opere terza e quarta, ideali per rappresentare lo stile maturo del maestro di Fusignano, e due concerti per flauto dolce, due violini e continuo di Scarlatti, lavori rari e preziosi.
- Domenica 15 giugno ore 19.00 - Le Variazioni Goldberg di J.S. Bach, affidate al cembalo di Simone Pierini.
- Domenica 22 giugno ore 20.00 - "Alla Corte degli Esterhazy", musiche di Haydn e Mozart con Manuel Granatiero, Teresa e Marco Ceccato. Il programma prevede alcuni dei Trii op. 34 di Franz Joseph Haydn e la magnifica Serenata in re maggiore KV 439 di Wolfgang Amadeus Mozart.
- Domenica 29 giugno ore 19.00 - L'Accademia Veracini di Firenze proporrà un programma dedicato a Corelli, Bach e Vivaldi, con pagine che testimoniano i rapporti tra scuola italiana e influenza europea nel primo '700.
SETTEMBRE
- Domenica 14 settembre - Lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, tra le pagine sacre più celebri del barocco italiano, eseguito dall'Insieme Strumentale di Roma con le voci di Minni Diodati (soprano) e Lucia Napoli (contralto).
- Domenica 21 settembre - "Un Pastiche", una prima esecuzione ideata per il Festival, che proporrà un progetto artistico originale attraverso un racconto aneddotico, colto e leggero, per trasportare il pubblico nella musica del '700, tra elaborazioni musicali e celebri brani rielaborati, come La Follia di Vivaldi, la Passacaglia dal Radamisto di Händel e pagine di Corelli.
- Domenica 28 settembre - Il Festival si concluderà con "Palestrina Vs Lassus", confronto tra due giganti della musica polifonica rinascimentale: Giovanni Pierluigi da Palestrina e Orlando di Lasso, eseguiti dall'ensemble vocale Extravocalia.
Incontri Musicali Orchestra Barocca 2021 (Trailer)
Enrico Gatti e l'Arte dell'Interpretazione Barocca
Il violinista Enrico Gatti, sommité riconosciuta nel mondo intero e designato cittadino d'onore di Fusignano (patria di Corelli), è uno degli interpreti più solidi nell'aspetto tecnico e profondamente dotato nell'aspetto espressivo del violino barocco. È anche uno degli interpreti musicologicamente più rigorosi, selezionando programmi di grande interesse che apportano sempre qualcosa di nuovo, con letture molto azzeccate nella scelta dei tempi e del carattere di ogni pezzo.
Praeconium Solitudinis: Un Progetto di Vita
Enrico Gatti ha lavorato al suo progetto "Praeconium Solitudinis" per ben 40 anni. Si tratta di un doppio CD che include opere per violino solo, seguendo un percorso filosofico e umano che si muove dall'idea della Solitudine come condizione obbligatoria dell'essere umano e dell'artista. I due CD sono inclusi in un Media Book con testi di diversi scrittori e filosofi e le foto della rinomata fotografa italiana Silvia Camporesi. L'intero concept album è stato totalmente concepito da Enrico Gatti durante tutta la sua vita artistica ed è ora finalmente uscito. Questa concettualizzazione, insieme alle qualità spaziali della registrazione audio, riporta la mente indietro di alcuni secoli. Intervallato da "Promenade" con suoni della natura, come nei "Quadri di un'esposizione" di Mussorgsky, l'intera registrazione fa sentire l'ascoltatore come se stesse vagando nel tempo, ascoltando di nascosto sessioni private di composizione di ogni singolo compositore. Ciò che rimane è una forte impressione dell'intento del compositore, e non solo semplicemente l'immagine di una persona in piedi davanti ai microfoni che suona un violino.

Interpretazione di Tartini, Corelli e Bach
Gatti ha consultato varie fonti per la registrazione delle sonate di Tartini, affermando che nei movimenti lenti non esistono versioni con ornamenti del compositore stesso. Per questo aggiunge ornamenti suoi, in modi diversi: nelle Op. 1 è più generoso rispetto alle sonate Op. 2, dove Tartini ha inserito molti ornamenti nella linea melodica. Questo approccio attento e ponderato all'interpretazione delle sonate di Tartini evita effetti spettacolari - sebbene non rifugga affatto il virtuosismo, ad esempio nella sua ornamentazione - e piuttosto enfatizza le caratteristiche intime e poetiche della musica, rendendo questo set di grande importanza. Gatti è stato un pioniere della prassi esecutiva storica in Italia, e questo set di dischi è anche un tributo alla sua arte e alle sue attività nel revival della musica barocca. La sua interpretazione delle sonate di Tartini è superba, e il suo tono è ricco e attraente, con un fraseggio costantemente vivace che fa danzare la musica.
Per quanto riguarda Corelli, il doppio CD consacrato alla raccolta di dodici Sonate a violino e violone o cimbalo op.5 si raccomanda all’estro non comune di un trio strumentale di eccellenti solisti: il violinista virtuoso Enrico Gatti assecondato dal violoncellista Gaetano Nasillo e dal cembalista Anna Fontana. Tutti e tre virtuosi del loro strumento ed esperti della prassi esecutiva filologica, interpretano con strumenti puramente originali (violino Cornelis Kleymann, Amsterdam, c. 1660; violoncello Giuseppe Ungarini, Fabriano c. 1750; clavicembalo anonimo, Firenze, seconda metà del XVII secolo). Le note illustrative dello stesso Gatti chiariscono la necessità di concedere il necessario respiro ai tempi lenti per consentire le diminuzioni in voga all’epoca ma non scritte in partitura, il carattere gioioso ma non veloce degli Allegro (“allegro” come carattere e non come velocità), e ancora la valenza musicale e non solo coreografica dei tempi di danza. La sua vivida esecuzione resta da antologia, sicuramente un'edizione di riferimento per la pietra miliare corelliana. Gatti sa esattamente cogliere l'essenza dell'arte di Corelli, dove il virtuosismo gioca un ruolo, ma dove si tratta soprattutto di esplorare le possibilità armoniche del violino.
Con il titolo ingegnoso di "Cross-dressing Bach" ("Travestendo Bach"), Enrico Gatti e Rinaldo Alessandrini presentano un affascinante saggio sonoro in cui le opere di Johann Sebastian Bach si presentano in nuove vesti, seguendo l'orma di un esercizio che il Cantor stesso non smise mai di realizzare. Se Gatti (violino) e Alessandrini (cembalo) si dedicano a queste versioni alternative e approfondiscono l'idea con arrangiamenti propri intelligenti, ciò è estremamente rinfrescante. Porta sul mercato discografico musica che ravviva il repertorio bachiano interamente conosciuto con varianti, senza tuttavia depredare l'opera del compositore. L'escursione nel mondo delle varianti bachiane acquista profondità grazie all'accurata contestualizzazione nel libretto, ma Gatti e Alessandrini offrono anche con le loro interpretazioni coerenti un bell'esempio di come si possano trovare nuovi punti di luce nell'opera di un compositore in realtà ben noto, nobilitando il tutto con il suo inconfondibile stile personale, immensamente lirico, ricco di risonanza strumentale, sempre profondo ed espressivo, a volte anche piacevolmente malinconico. L'Ensemble Aurora, diretto da Gatti, si distingue dal rumoroso e frenetico ambiente della musica antica odierna e riporta lo sguardo all'interno.
Riflessioni sull'Arte della Diminuzione
Per chi guarda con interesse all'arte delle variazioni improvvisate è altamente raccomandabile la lettura del saggio di Enrico Gatti "Però ci vole pacientia": un excursus sull'arte della diminuzione nei secoli XVI, XVII e XVIII "per uso di chi avrà la volontà di studiare". La fama di Gatti quale eccellente violinista barocco non deve far pensare a un taglio troppo specialistico: in questo centinaio di pagine, corredate da puntuali esempi musicali, si parla certamente di violino, ma anche di liuto, d'organo, di altri strumenti e, soprattutto, necessariamente di voci umane. Le sue uscite discografiche sono spesso corredate da saggi scientifici di alta scuola, rivelando che nelle sue interpretazioni all’insegna del respiro lento e del fitto lavorio di fioritura sta annidato un pensiero, non già la pura istanza ginnica. Il lavoro svolto da Gatti è ammirevole e devozionale, mostrando sempre letture molto azzeccate nella scelta dei tempi e nel carattere che apporta a ogni pezzo.
Il Vasto Universo della Musica Barocca
L'epoca barocca è un periodo di viaggi e scambi tra culture diverse. Ogni Paese di destinazione finisce per influenzare profondamente i compositori italiani, creando nuove sonorità e nuove forme, spesso di grande originalità. Maestri come Antonio Vivaldi, il "Prete rosso", dimostrava di essere un attento commerciante della propria arte, riuscendo ad adattare le proprie composizioni ai gusti e alle esigenze dei diversi pubblici, fissando per sempre la scrittura del concerto per violino e influenzando la sua epoca e quelle a venire.

Anche Georg Friedrich Händel, dopo poco più di un anno di soggiorno in Italia, dimostrò di aver assimilato tutti gli stili in voga nel Bel Paese, fondendoli nella propria concezione musicale. La sua opera Giulio Cesare è certamente una delle più belle e riuscite sia dal punto di vista musicale che drammaturgico. Nicola Porpora, maestro di canto tra i più apprezzati e raffinato compositore, metteva in campo tutte le proprie risorse: fluida linea melodica, delicati ornamenti, perfetta padronanza del contrappunto.
Il Museo della Musica, attraverso le collezioni ri-Create dagli esperti di Athena Musica, associazione culturale nata per iniziativa di docenti e ricercatori interessati a promuovere metodi, oggetti e prospettive dell’estetica musicale, offre uno sguardo approfondito su questo periodo. Ad esempio, il Museo della Musica contiene due testimoni parziali della Declaratio Musicae Disciplinae di Ugolino da Orvieto, il più ampio trattato musicale della prima metà del Quattrocento. L'attività musicale di Giovanni Battista Bassani, padovano d’origine e ferrarese d’adozione, è indissolubilmente legata al genere musicale dell’oratorio. La miscellanea AA.360 è uno dei tanti tesori “nascosti“ della biblioteca del museo, contenendo di tutto: da Frescobaldi a passi musicati della Gerusalemme Liberata e brani per danza, oltre a preziose informazioni per violino, tromba marina e strumenti a tastiera e a pizzico. Nel ‘600 e nel ‘700, mentre pochi fortunati potevano studiare musica nei salotti, nelle strade e nelle piazze erano molti i musicisti girovaghi che allietavano feste e celebrazioni pubbliche, suonando strumenti come i salteri, di cui il museo espone una ricca collezione.
Talune composizioni vanno al di là del periodo in cui sono state create, assumendo il carattere di massima espressione artistica e capolavoro senza tempo. Riscoprire e interpretare queste opere significa liberare la musica, infonderle nuova vita, e darle la possibilità di emozionarci ancora, come dimostrato dalla continua ricerca e dalle esecuzioni appassionate di maestri e studiosi del Barocco.
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