La figura di Madre Teresa di Calcutta, già beata e icona mondiale della carità, ha raggiunto la canonizzazione grazie al riconoscimento di due miracoli. Il cammino verso gli altari, culminato il 4 settembre 2016 nell'Anno Santo della Misericordia, ha visto papa Francesco dare il via libera alla proclamazione di santità per la religiosa, scomparsa il 5 settembre 1997.

Il Primo Miracolo per la Beatificazione: La Guarigione di Monica Besra
Il primo miracolo riconosciuto, che ha portato alla beatificazione di Madre Teresa, riguarda la guarigione di Monica Besra, una donna indiana. Nel 2002, il Vaticano ha ufficialmente accertato la guarigione istantanea di Monica da un tumore all'addome. L'evento risale al 5 settembre 1998, un anno dopo la morte di Madre Teresa. La donna aveva pregato insieme alle suore e aveva appoggiato un medaglione con l'immagine di Madre Teresa sulla protuberanza tumorale. Monica Besra stessa ha affermato che un fascio di luce fuoriuscì dal ciondolo, curandole il tumore. «Monica era l’ammalata più grave, quella per la quale provavamo maggiore compassione: rappresentava davvero, fra i tanti ricoverati nella nostra casa per i moribondi, “la più povera fra i poveri”» riferiva Suor Bartholomea. La sua guarigione, dichiarata scientificamente inspiegabile, aprì la strada alla beatificazione, avvenuta il 19 ottobre 2003.
Il Secondo Miracolo per la Canonizzazione: La Guarigione di Marcilio Haddad Andrino
Il secondo miracolo, necessario per la proclamazione della santità, è stato riconosciuto nella guarigione improvvisa e inspiegabile dell'ingegnere brasiliano Marcilio Haddad Andrino. L'episodio è avvenuto il 9 dicembre 2008.
La Malattia e l'Intervento Rimandato
Marcilio, all'epoca trentacinquenne e già sottoposto a trapianto renale con terapia immunosoppressiva, era affetto da una grave patologia cerebrale: «otto ascessi multipli cerebrali con idrocefalo ostruttivo». La diagnosi non lasciava spazio ad alcuna speranza. Le sue condizioni erano critiche, portandolo in coma. Il 9 dicembre 2008, venne condotto in sala operatoria per un intervento urgente volto a scongiurare la morte imminente. Tuttavia, l'intervento venne rimandato di mezz'ora per problemi tecnici. «Dite a Madre Teresa che lo curi». Con queste parole, la moglie di Marcilio, Fernanda, implorava amici e conoscenti a pregare per il marito, devota alla Beata, chiedendo anche a un sacerdote di pregare accanto al letto del marito e di amministrare l'unzione degli infermi. Poco prima dell'intervento, il sacerdote pose un'immaginetta di Madre Teresa sul cuscino accanto alla testa di Marcilio.
La Guarigione Inesplicabile
Al suo ritorno in sala operatoria, il chirurgo trovò il paziente seduto, sveglio, asintomatico e perfettamente cosciente, che chiedeva: «Cosa ci sto a fare qui?». Il medico, che nella sua deposizione testimoniò di non avere alcuna spiegazione per quella totale guarigione, affermò: «Non ho mai visto un caso come questo». Agli esami successivi, la patologia cerebrale era definitivamente ristabilita, senza lasciare conseguenze. La TAC rivelò che l'infezione iniziale si era ridotta del 70%. Marcilio guarì totalmente, riprendendo la sua vita di sempre, tornando a lavorare come ingegnere meccanico e avendo due bambini, nonostante le prolungate cure farmacologiche che lo avevano reso sterile.

Il Riconoscimento del Miracolo
Dopo un esame del caso condotto il 10 settembre 2015, i sette membri della Consulta medica della Chiesa cattolica dichiararono all'unanimità la scomparsa della malattia scientificamente inspiegabile. Successivamente, i consultori teologi riconobbero «la perfetta connessione di causa ed effetto tra l’invocazione univoca alla beata Madre Teresa e l’improvvisa guarigione». Il miracolo riconosciuto dal Papa all’intervento di Teresa di Calcutta è stato definito di "primo grado", quoad vitam, paragonabile a un ritorno in vita per la potenza con cui lo straordinario è intervenuto nell’ordine naturale delle cose, sovvertendolo.
Breve Profilo Biografico di Santa Teresa di Calcutta
Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu (Gondža Agnes Bojadžiu), al secolo Madre Teresa di Calcutta, nacque a Skopje, in Macedonia, il 26 agosto 1910, la più piccola dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu. Ricevette la Prima Comunione all’età di cinque anni e mezzo e fu cresimata nel novembre 1916. L'improvvisa morte del padre, avvenuta quando Agnes aveva circa otto anni, lasciò la famiglia in difficoltà finanziarie.
All'età di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha lasciò la sua casa nel settembre 1928 per entrare nell’Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come “le Suore di Loreto”, in Irlanda. Lì ricevette il nome di Suor Mary Teresa, in onore di Santa Teresa di Lisieux. Nel dicembre 1928, partì per l’India, arrivando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo la Professione dei voti temporanei nel maggio 1931, Suor Teresa venne mandata presso la comunità di Loreto a Entally e insegnò nella scuola per ragazze, St. Mary. Il 24 maggio 1937, suor Teresa fece la Professione dei voti perpetui, divenendo, come lei stessa disse: “la sposa di Gesù” per “tutta l’eternità”. Da quel giorno fu sempre chiamata Madre Teresa. Nel 1944 divenne la direttrice della scuola.
La "Chiamata nella Chiamata" e le Missionarie della Carità
Il 10 settembre 1946, durante un viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling, Madre Teresa ricevette l’“ispirazione”, la sua “chiamata nella chiamata”. In questo periodo, Gesù le rivelò il desiderio del suo Cuore per “vittime d’amore” che avrebbero “irradiato il suo amore sulle anime”, chiedendole di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri. Il 17 agosto 1948, indossò per la prima volta il sari bianco bordato d’azzurro, che divenne la divisa della congregazione. Il 7 ottobre 1950, la nuova Congregazione veniva riconosciuta ufficialmente nell’Arcidiocesi di Calcutta.
Negli anni ’60, la missione si espanse fuori dall'India, e nel febbraio 1965, Papa Paolo VI concesse alle Missionarie della Carità il titolo di "congregazione di diritto pontificio". Per rispondere meglio alle necessità dei poveri, Madre Teresa fondò nel 1963 i Fratelli Missionari della Carità, seguiti da altri rami contemplativi e laicali.
Riconoscimenti e la "Oscurità" Interiore
La sua opera le valse numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. Rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero. Nel corso degli anni Ottanta, nacque l'amicizia tra Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa, che si ricambiarono visite reciproche, e con l'appoggio di Papa Wojtyla, Madre Teresa riuscì ad aprire diverse case a Roma.
Un aspetto eroico della sua vita, scoperto solo dopo la sua morte, fu la sua "oscurità" interiore: una profonda e dolorosa sensazione di essere separata da Dio, che iniziò con il suo apostolato con i poveri e perdurò per tutta la vita. Questa prova interiore la condusse, paradossalmente, a un’unione ancora più profonda con Dio.
Morte e Beatificazione
Madre Teresa continuò a guidare la sua Congregazione nonostante i gravi problemi di salute. Il 13 marzo 1997 lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della Carità. Il 5 settembre 1997, all'età di ottantasette anni, la vita terrena di Madre Teresa giunse al termine a Calcutta, dove è sepolta. L'India le riservò solenni funerali di stato. Meno di due anni dopo la sua morte, a causa della diffusa fama di santità e delle grazie ottenute per sua intercessione, Papa Giovanni Paolo II permise l’apertura della Causa di Canonizzazione, che portò alla sua beatificazione nel 2003.
Madre Teresa di Calcutta | Documentario COMPLETO
L'Eredità Spirituale
Madre Teresa ha spesso condannato l'aborto e i metodi di contraccezione artificiali, sostenendo che l'aborto fosse "il più grande distruttore di pace". Si espresse anche contro il divorzio, ma sosteneva l'ecumenismo e l'apertura alle religioni non-cristiane, affermando: «C'è un solo Dio, ed è Dio per tutti; è per questo importante che ognuno appaia uguale dinnanzi a Lui. Ho sempre detto che dobbiamo aiutare un indù a diventare un indù migliore, un musulmano a diventare un musulmano migliore e un cattolico a diventare un cattolico migliore.»
Il suo testamento di fede incrollabile, speranza invincibile e straordinaria carità la rese Missionaria della Carità, “Madre per i poveri”, simbolo di compassione per il mondo e testimone vivente dell’amore assetato di Dio.