Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità, è stata proclamata Santa il 4 settembre in Vaticano. Per lungo tempo identificata come un esempio di misericordia verso i poveri, è diventata una vera e propria icona del XX secolo. Tuttavia, la sua figura è stata oggetto di intense critiche e dibattiti, che ne hanno scalfito il mito, ponendo interrogativi sulla qualità delle cure, la gestione finanziaria e la sua concezione della sofferenza.

Le Prime Voci Critiche: Christopher Hitchens e Aroup Chatterjee
Uno dei primi e più influenti critici fu il giornalista britannico Christopher Hitchens. Nel suo libro “La posizione della missionaria” (1995) e nel documentario “Hell's Angel”, Hitchens criticò aspramente l’operato di Madre Teresa, sostenendo che non fosse tanto "un’amica dei poveri quanto della povertà". Egli affermava: “Lodava la povertà, la malattia e la sofferenza come doni dall'alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia”.
Nel giugno del 2001, Hitchens testimoniò nella causa di beatificazione di Madre Teresa, dichiarando: “La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire, un luogo dove le cure mediche erano poche, quando non addirittura inesistenti”. Le sue accuse furono sostenute anche da Aroup Chatterjee, uno scrittore indiano che aveva lavorato in una delle case di accoglienza e che, nel suo libro “Mother Teresa: The Final Verdict”, criticava la visione religiosa dogmatica di Madre Teresa e le sue dichiarazioni politiche. Un altro motivo di controversia per Chatterjee era la gestione opaca delle generose donazioni, che sarebbero confluite in conti segreti.
Madre Teresa di CALCUTTA - Alessandro Barbero (Inedito | Intesa San Paolo 2021)
Critiche alla Qualità delle Cure e All'Igiene
Non fu solo Hitchens a denunciare la scarsa qualità delle cure. Anche le riviste mediche The Lancet (nel 1994) e British Medical Journal segnalarono le cattive condizioni di vita dei pazienti. Ex volontari hanno riportato carenze igieniche, cibo inadeguato e l’assenza di antidolorifici. Hemley Gonzalez, un ex volontario, dichiarò alla CNN che, quando propose di installare un boiler per l'acqua calda, gli fu risposto: “Qui non si fa così. È la volontà di Gesù”.
Uno studio scientifico canadese del 2013, condotto da Serge Larivée, Geneviève Chénard e Carole Sénéchal, dopo aver consultato quasi 300 documenti, ne smontò il mito di altruismo e generosità, rilevando “il suo metodo opinabile nella gestione dei malati, la controversa gestione dell’enorme quantità di soldi che ha ricevuto, i suoi strani agganci politici e la sua visione molto dogmatica su certi temi, fra cui l’aborto, la contraccezione e il divorzio”.
La Concezione della Sofferenza e il "Dolorismo"
Al centro delle critiche vi era la "particolare concezione della sofferenza e della morte" attribuita a Madre Teresa. Una sua citazione spesso ripresa dai critici è: “C'è qualcosa di bello nel vedere i poveri accettare il loro destino, vederli soffrire la passione di Cristo. Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente”. Questa visione, definita "dolorismo", suggeriva un'esaltazione ideologica della sofferenza come via per la beatitudine.
Una tavola rotonda a Roma, dal titolo "Il valore della sofferenza in madre Teresa e la concezione laica del dolore", ha evidenziato questa contrapposizione. Il professore di sociologia del diritto Valerio Pocar ha sottolineato che “ogni individuo ha diritto a soffrire il meno possibile” e che la società civile deve operare per rimuovere le cause della sofferenza, anziché glorificarla.
Gestione Finanziaria Opaca e Connessioni Politiche Ambiguë
Molti aspetti controversi legati all'attività della religiosa riguardavano la gestione delle finanze. Hitchens stimò che un singolo conto bancario gestito dall'ordine a New York potesse contenere fino a cinquanta milioni di dollari, pur mantenendo un'ostentazione di povertà e continuando a chiedere donazioni. I critici lamentavano l'assenza di un rendiconto pubblico dei fondi raccolti, suggerendo che le ingenti somme avrebbero potuto finanziare ospedali moderni.
Madre Teresa fu anche criticata per le sue amicizie con personaggi controversi. Ricevette sostegno economico da figure come il dittatore di Haiti Jean-Claude Duvalier (milionario in un paese estremamente povero) e il finanziere americano Charles Keating, uno dei più grandi truffatori della storia americana, che lei difese anche durante il processo nel 1992. Furono notate anche le immagini dei fiori da lei portati sulla tomba del dittatore albanese Enver Hoxha.

La "Notte Oscura della Fede"
Nel libro “Sii la mia luce” (2007), una raccolta di 60 lettere di Madre Teresa, emersero profondi dubbi sulla sua fede, vissuti per circa metà della sua vita. Nello scambio epistolare con i suoi confessori si legge: “C’è un’oscurità terribile in me, come se ogni cosa fosse morta. Ed è stato più o meno così da quando ho cominciato il mio lavoro” e ancora: “Mormoro le preghiere della Comunità e mi sforzo per trarre da ogni parola la dolcezza che essa deve regalare, ma la mia preghiera di unione non esiste più, io non prego più”. Questi tormenti spirituali, paragonati alla "notte oscura della fede" di altri santi, mostrano un lato più umano e tormentato della futura santa.
Secondo Marina Ricci, vaticanista del Tg5, Madre Teresa "aveva stretto tra le braccia troppo forte quella Croce. E i segni di quell’abbraccio avevano passato il corpo fino ad arrivare all’anima, trasformandola in un orto del Getsemani e costringendola a urlare: 'Dio, Padre, dove sei?'".
Difese e Contestualizzazione Storica
Molte delle critiche mosse a Madre Teresa hanno ricevuto risposte e contestualizzazioni, volte a offrire una visione più equilibrata della sua opera.
Non Ospedali, ma Case per Moribondi
Un equivoco fondamentale, evidenziato dal giornalista Bryan Lawrence Gonsalves, riguarda la natura delle strutture gestite da Madre Teresa. Le Missionarie della Carità non gestivano ospedali, ma “case per i moribondi, mense, dispensari, orfanotrofi e centri per i senzatetto, i disabili e le vittime di disastri”. La distinzione è cruciale: gli ospedali si concentrano sui trattamenti curativi, mentre gli ospizi offrono conforto e dignità ai morenti. Quando Madre Teresa aprì il suo primo ospizio nel 1952, le moderne cure palliative non esistevano; il primo hospice moderno fu fondato solo nel 1967 da Cicely Saunders.
L'ex madre superiora delle Missionarie della Carità, Suor Mary Prema Pierick, ha chiarito: “La Madre non ha mai avuto ospedali; abbiamo case per coloro che non sono accettati in ospedale...” La sua missione era assicurare dignità, amore e conforto agli abbandonati e ai morenti nei loro ultimi momenti, non curare malattie con alta tecnologia.
Il Contesto dell'India Post-Indipendenza
L'opera di Madre Teresa deve essere compresa nel contesto dell'India post-indipendenza, un paese segnato da divisioni civili, collasso economico e povertà diffusa. Calcutta, negli anni '70 e '80, era una città con uno degli standard di vita urbani più bassi al mondo, dove gli ospedali spesso rifiutavano i più indigenti. Le case di Madre Teresa offrivano riparo, cibo e dignità a chi non aveva altro.
La Questione degli Antidolorifici
L'accusa di negare deliberatamente gli antidolorifici ai moribondi è stata contestata. L'articolo del dottor Robin Fox su The Lancet, citato da Hitchens, notava la mancanza di analgesici forti, ma non affermava che il sollievo dal dolore fosse negato intenzionalmente. La ragione era sistemica: il governo indiano aveva gradualmente inasprito le leggi sull'oppio dopo l'indipendenza, limitando fortemente l'uso degli oppiacei anche a scopo medico. Le suore facevano ciò che potevano con le risorse a loro disposizione.
Sulla "Sofferenza Redentiva"
Il concetto di "sofferenza redentiva", per cui il dolore, se associato alla sofferenza di Cristo, può avere un valore spirituale, non implica che la sofferenza debba essere cercata o inflitta. Suor Mary Prema Pierick ha specificato: “La Madre non ha mai voluto che una persona soffrisse per il gusto di soffrire. Al contrario, la Madre faceva tutto il possibile per alleviare le loro sofferenze”. Le Missionarie della Carità si dedicavano ad alleviare la sofferenza, offrendo cibo, alloggio e cure.
Le Cure Mediche Personali di Madre Teresa
L'affermazione che Madre Teresa cercasse cure mediche di prima classe per sé mentre i suoi assistiti ricevevano trattamenti scadenti è stata smentita. Il suo biografo Navin B. Chawla, indù e amico personale di Madre Teresa, ha ricordato che nel 1994 fu ricoverata in una struttura pubblica di Delhi e che si oppose al ricovero in ospedali d'élite. La dottoressa Patricia Aubanel, che la curò, la descrisse come "la peggiore paziente che abbia mai avuto" perché resisteva alle cure mediche e non amava riposare.

Critiche ai Critici e Testimonianze Contraddittorie
Le accuse contro Madre Teresa sono state a loro volta oggetto di critica. William A. Donohue, sociologo cattolico, ha definito il libro di Hitchens un “saggio di 98 pagine, senza note, né fonti di citazioni di alcun tipo, il genere è quello del gossip di Vanity Fair”. Anche Gezim Alpion, sociologo dell'Università di Birmingham, ha accusato Hitchens di tesi deboli e non sempre basate su una ricerca imparziale, attaccando chiunque avesse aiutato la suora a diventare celebrità.
Il "documento di ricerca" canadese del 2013, sebbene influente, è stato descritto come una "revisione della letteratura" da William Doino e dal giornalista scientifico Michel Alberganti, basata solo su analisi di documenti e non su una vera indagine sul campo. Molti in India hanno fornito testimonianze di ammirazione e gratitudine, contraddicendo le accuse, e hanno sfidato i critici a visitare le strutture di persona. Inoltre, lo stesso Aroup Chatterjee ha ammesso che dalla fine degli anni '90 le case gestite dalle Missionarie della Carità avevano notevolmente "migliorato lo status sanitario".
Il Ruolo dei Media e la Formazione del Mito
L'immagine di Madre Teresa fu fortemente influenzata dai media. Malcolm Muggeridge, un personaggio pubblico inglese, contribuì significativamente alla sua fama con un documentario agiografico nel 1969 e un libro nel 1971, "Something Beautiful for God". Muggeridge arrivò a sostenere che un "miracolo" fosse avvenuto alla sua cinepresa durante le riprese, con una "luce gentile" apparsa intorno a Madre Teresa, sebbene il cameraman avesse una spiegazione più tecnica (nuove pellicole Kodak per scarsa luce).
Il sociologo Serge Larivée e i suoi colleghi hanno rilevato come "il pesante contributo dei media abbia favorito il mito di Madre Teresa, fornendo un'immagine esageratamente entusiastica e celebrativa". La giornalista indiana Krithika Varagur ha criticato questa glorificazione, definendola "un reperto della supremazia bianca occidentale" che avviene "a scapito della psiche collettiva indiana". La teologa Adriana Zarri nel 1997 parlò di "curioso incrocio tra orientalismo formale e occidentalità sostanziale", dove Madre Teresa e le sue suore, vestite in sari, sposavano la teologia vaticana ed erano strumentalizzate senza scrupolo nelle campagne contro la legalizzazione del divorzio e dell'aborto. Zarri suggerì che Madre Teresa fosse "troppo candida per comprendere il gioco", arrivando a definire Duvalier "protettore dei poveri".
Le critiche evidenziano la complessità di una figura che ha ispirato milioni, ma che ha anche suscitato profonde perplessità per le sue pratiche e la sua filosofia. La sua eredità continua a essere oggetto di analisi e dibattito, richiedendo un approccio che tenga conto del contesto storico e culturale, al di là di visioni preconcette o semplicemente agiografiche.
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