Madre Teresa di Calcutta: Vita, Missione e Profonda Carità

La figura di Madre Teresa di Calcutta, Agnese Gonxha Bojaxhiu, rimane un faro di carità e dedizione, la cui vita è stata interamente consacrata al servizio dei "più poveri tra i poveri". La sua opera, iniziata nelle strade di Calcutta, si è espansa globalmente, lasciando un'eredità di amore e compassione che continua a ispirare milioni di persone.

Con gli Occhi di Madre Teresa: Un Reportage sulla Realtà di Calcutta

Il reportage fotografico intitolato "Con gli occhi di madre Teresa di Calcutta", realizzato da Gian Butturini tra il 2004 e il 2006, documentava la realtà della megalopoli indiana e spaziava nelle diverse strutture assistenziali che le Sorelle della Misericordia di Madre Teresa offrivano a Calcutta. Gian Butturini, photo reporter e regista, sempre dalla parte degli ultimi, fu profondamente affascinato dalla Religiosa, Premio Nobel per la Pace, che riteneva il servizio a favore dei poveri una naturale conseguenza della preghiera e del dialogo con Dio. Questa straordinaria estensione planetaria della sua azione è motivata dall’intima convinzione che "puoi trovare Calcutta in tutto il mondo se hai occhi per vedere: dovunque ci sono i non amati, i non voluti, i non curati, i respinti, i dimenticati".

Foto di Madre Teresa di Calcutta in mezzo ai poveri o durante il suo apostolato

Nella prefazione al photo book, Pietro Gorlani descriveva i loro incontri con le Suore provenienti da diversi Paesi impegnate per fare fronte alle situazioni più estreme, come quelle incontrate nell'Ospedale dei moribondi, il primo ad essere fondato da Madre Teresa. Per Teresa non aveva importanza se i poveri non erano cristiani, poiché affermava: "ogni, povero, ogni persona rappresenta Cristo … l’immanenza di Dio è in ogni creatura". Così il dialogo interreligioso si faceva sostanza, perché "la religione è culto di Dio".

Il viaggio del reportage toccò anche l’orfanatrofio, dove lavoravano volontarie giapponesi shintoiste nelle sezioni per gli handicap, i denutriti e il nido, spingendosi sino al lebbrosario autogestito. Le foto mostravano anche la città con i volti e le vesti di un’umanità spesso smarrita, indugiando sulle vite, i movimenti e i mestieri delle persone, i riti della cultura induista e le richieste di elemosina.

Le Radici della Fede: Nascita e Primi Anni

Le Origini di Gonxha Agnes Bojaxhiu

Questa luminosa messaggera dell'amore di Dio nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, città situata al punto d’incrocio della storia dei Balcani. La più piccola dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu, fu battezzata Gonxha Agnes e ricevette la Prima Comunione all’età di cinque anni e mezzo, per poi essere cresimata nel novembre 1916. Dal giorno della Prima Comunione, l’amore per le anime entrò nel suo cuore.

Foto di Skopje o della casa natale di Madre Teresa

L’improvvisa morte del padre, avvenuta quando Agnes aveva circa otto anni, lasciò la famiglia in difficoltà finanziarie. Drane allevò i figli con fermezza e amore, influenzando notevolmente il carattere e la vocazione della figlia. La formazione religiosa di Gonxha fu rafforzata ulteriormente dalla vivace parrocchia gesuita del Sacro Cuore, in cui era attivamente impegnata. Ella stessa si descriveva così: "Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù".

La Scelta della Vita Religiosa e l'Arrivo in India

All’età di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha lasciò la sua casa nel settembre 1928 per entrare nell’Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come “le Suore di Loreto”, in Irlanda. Lì ricevette il nome di suor Mary Teresa, in onore di Santa Teresa di Lisieux. Nel dicembre dello stesso anno partì per l’India, arrivando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo la Professione dei voti temporanei nel maggio 1931, Suor Teresa venne mandata presso la comunità di Loreto a Entally e insegnò nella scuola per ragazze St. Mary.

Il 24 maggio 1937 suor Teresa fece la Professione dei voti perpetui, divenendo, come lei stessa disse: "la sposa di Gesù" per "tutta l’eternità". Da quel giorno fu sempre chiamata Madre Teresa. Continuò a insegnare a St. Mary e nel 1944 divenne la direttrice della scuola. Persona di profonda preghiera e amore intenso per le consorelle e per le sue allieve, Madre Teresa trascorse i venti anni della sua vita a “Loreto” con grande felicità. Tuttavia, durante gli anni a Calcutta, nonostante la regola della clausura prevista dalle suore di Loreto, ebbe l’occasione di uscire dal convento e vedere con i suoi occhi le terribili condizioni di vita della città, una consapevolezza che si rivelò fondamentale per la sua futura missione.

La "Chiamata nella Chiamata": Le Missionarie della Carità

Il 10 settembre 1946, durante il viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette l’“ispirazione”, la sua “chiamata nella chiamata”. Quel giorno, in che modo non lo raccontò mai, la sete di Gesù per amore e per le anime si impossessò del suo cuore, e il desiderio ardente di saziare la Sua sete divenne il cardine della sua esistenza. Nel corso delle settimane e dei mesi successivi, per mezzo di locuzioni e visioni interiori, Gesù le rivelò il desiderio del suo Cuore per "vittime d’amore" che avrebbero "irradiato il suo amore sulle anime." "Vieni, sii la mia luce", la pregò, rivelandole la sua sofferenza nel vedere l’incuria verso i poveri, il suo dolore per non essere conosciuto da loro e il suo ardente desiderio per il loro amore. Gesù chiese a Madre Teresa di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri.

Gesù, Madre Teresa e le Missionarie della Carità

Circa due anni di discernimento e verifiche trascorsero prima che Madre Teresa ottenesse il permesso di cominciare la sua nuova missione. Il 17 agosto 1948 indossò per la prima volta il sari bianco bordato d’azzurro e oltrepassò il cancello del suo amato convento di “Loreto” per entrare nel mondo dei poveri. Dopo un breve corso con le Suore Mediche Missionarie a Patna, Madre Teresa rientrò a Calcutta e trovò un alloggio temporaneo presso le Piccole Sorelle dei Poveri. Il 21 dicembre andò per la prima volta nei sobborghi: visitò famiglie, lavò le ferite di alcuni bambini, si prese cura di un uomo anziano che giaceva ammalato sulla strada e di una donna che stava morendo di fame e di tubercolosi. Iniziava ogni giornata con Gesù nell’Eucaristia e usciva con la corona del Rosario tra le mani, per cercare e servire Lui in coloro che sono "non voluti, non amati, non curati". Alcuni mesi più tardi si unirono a lei, l’una dopo l’altra, alcune sue ex allieve.

Il 7 ottobre 1950 la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità veniva riconosciuta ufficialmente nell’Arcidiocesi di Calcutta.

L'Espansione Globale della Carità

Agli inizi del 1960 Madre Teresa iniziò a inviare le sue sorelle in altre parti dell’India. Il Diritto Pontificio concesso alla Congregazione dal Papa Paolo VI nel febbraio 1965 la incoraggiò ad aprire una casa di missione in Venezuela. Ad essa seguirono subito altre fondazioni a Roma e in Tanzania e, successivamente, in tutti i continenti. Per rispondere meglio alle necessità dei poveri, sia fisiche sia spirituali, Madre Teresa fondò nel 1963 i Fratelli Missionari della Carità; nel 1976 il ramo contemplativo delle sorelle, nel 1979 i Fratelli contemplativi e nel 1984 i Padri Missionari della Carità.

Mappa mondiale con i punti in cui sono presenti le case delle Missionarie della Carità

Tuttavia, la sua ispirazione non si limitò soltanto alle vocazioni religiose. Formò i Collaboratori di Madre Teresa e i Collaboratori Ammalati e Sofferenti, persone di diverse confessioni di fede e nazionalità con cui condivise il suo spirito di preghiera, semplicità, sacrificio e il suo apostolato di umili opere d’amore. Questo spirito successivamente portò alla fondazione dei Missionari della Carità Laici. In risposta alla richiesta di molti sacerdoti, nel 1991 Madre Teresa dette vita anche al Movimento Corpus Christi per Sacerdoti come una “piccola via per la santità” per coloro che desideravano condividere il suo carisma e spirito.

Riconoscimenti, Critiche e Battaglie

In questi anni di rapida espansione della sua missione, il mondo cominciò a rivolgere l’attenzione verso Madre Teresa e l’opera che aveva avviato. Numerose onorificenze, a cominciare dal Premio indiano Padmashri nel 1962 e dal rilevante Premio Nobel per la Pace nel 1979, dettero onore alla sua opera, mentre i media cominciarono a seguire le sue attività con interesse sempre più crescente. Madre Teresa ricevette tutti questi riconoscimenti e attenzioni "per la gloria di Dio e in nome dei poveri".

La Denuncia dell'Aborto e le Polemiche

Un aspetto rappresentativo del suo ministero riguarda anche l’impegno verso i non nati e la denuncia dell’aborto come la "grande povertà del mondo". Una battaglia che ha sempre combattuto attraverso le adozioni e una campagna sui metodi "naturali" di controllo delle nascite. Madre Teresa espresse chiaramente questo punto di vista anche durante il discorso del conferimento del Premio Nobel per la Pace, l'11 dicembre 1979. Il discorso fu compiuto ben sapendo di aprire dibattiti e polemiche, ma Madre Teresa non si lasciò intimidire o scoraggiare, anche a costo di scandalizzare.

Tuttavia, la vita della santa non è stata esente da critiche. L’amicizia instaurata con Diana Spencer, grazie a numerose occasioni di incontri e un periodo di lavoro condiviso in India, attirò a Madre Teresa l’accusa di tentare di convertire al cattolicesimo la principessa. Si parlò inoltre della manipolazione mediatica a favore della santa, che divenne una delle donne cattoliche più influenti del mondo.

La Profonda Spiritualità e l'Eredità Duratura

L'Oscurità Interiore: La "Notte Dolorosa" dell'Anima

L’intera vita e l’opera di Madre Teresa offrirono testimonianza della gioia di amare, della grandezza e della dignità di ogni essere umano, del valore delle piccole cose fatte fedelmente e con amore, e dell’incomparabile valore dell’amicizia con Dio. Ma vi fu un altro aspetto eroico di questa grande donna di cui si venne a conoscenza solo dopo la sua morte. Nascosta agli occhi di tutti, persino a coloro che le stettero più vicino, la sua vita interiore fu contrassegnata dall’esperienza di una profonda, dolorosa e permanente sensazione di essere separata da Dio, addirittura rifiutata da Lui, assieme a un crescente desiderio di Lui. Chiamò la sua prova interiore: "l’oscurità". La "dolorosa notte" della sua anima, che ebbe inizio intorno al periodo in cui aveva cominciato il suo apostolato con i poveri e perdurò tutta la vita, condusse Madre Teresa a un’unione ancora più profonda con Dio.

Rappresentazione artistica o simbolica dell'oscurità interiore o della fede incrollabile

Gli Ultimi Anni, la Morte e la Canonizzazione

Durante gli ultimi anni della sua vita, nonostante i crescenti seri problemi di salute, Madre Teresa continuò a guidare la sua Congregazione e a rispondere alle necessità dei poveri e della Chiesa. Nel 1997 le suore di Madre Teresa erano circa 4.000, presenti nelle 610 case di missione sparse in 123 paesi del mondo. Nel marzo 1997 benedisse la neo-eletta nuova Superiora Generale delle Missionarie della Carità e fece ancora un viaggio all’estero. Dopo avere incontrato il Papa Giovanni Paolo II per l’ultima volta, rientrò a Calcutta e trascorse le ultime settimane di vita ricevendo visitatori e istruendo le consorelle.

Il 5 settembre 1997 la vita terrena di Madre Teresa giunse al termine. Le fu dato l’onore dei funerali di Stato da parte del Governo indiano e il suo corpo fu seppellito nella Casa Madre delle Missionarie della Carità. La sua tomba divenne ben presto luogo di pellegrinaggi e di preghiera per gente di ogni credo, poveri e ricchi, senza distinzione alcuna. Madre Teresa ci lascia un testamento di fede incrollabile, speranza invincibile e straordinaria carità. La sua risposta alla richiesta di Gesù: "Vieni, sii la mia luce", la rese Missionaria della Carità, "Madre per i poveri", simbolo di compassione per il mondo e testimone vivente dell’amore assetato di Dio.

Meno di due anni dopo la sua morte, a causa della diffusa fama di santità e delle grazie ottenute per sua intercessione, il Papa Giovanni Paolo II permise l’apertura della Causa di Canonizzazione. In virtù di uno dei processi più rapidi di canonizzazione nella storia della Chiesa cattolica, Madre Teresa è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e, in seguito, canonizzata da Papa Francesco il 4 settembre 2016.

Curiosità e Insegnamenti di Vita

Il Segreto della Felicità e la Visione di Madre Teresa

Madre Teresa aveva una visione unica della felicità, che non dipendeva da fattori esterni, ma da un profondo stato interiore. Durante una conferenza, il Cardinale Angelo Comastri ha riportato alcune domande poste a Madre Teresa e le sue risposte illuminanti:

  • "Madre, qual è per lei il giorno più bello della sua vita?" - La risposta di Madre Teresa suggeriva un approccio alla felicità che trascendeva le circostanze esterne.
  • "Madre, qual è per lei la persona più importante? - Quella con cui sto parlando."
  • "Qual è il segreto della felicità? - La felicità non si trova cercando! La felicità si riceve in regalo da Dio cercando la felicità degli altri. Per questo gli egoisti sono tutti infelici."

Queste parole evidenziano come la vera gioia per Madre Teresa risiedesse nel donarsi agli altri. Una celebre aneddoto racconta che un fotografo un giorno le chiese: "Madre, mi tolga una curiosità: perché nei suoi occhi brilla tanta felicità?". La Madre con semplicità rispose: "I miei occhi sono felici perché le mie mani asciugano tante lacrime!". Questa meravigliosa risposta ci fa comprendere come Madre Teresa fosse felice, perché viveva intensamente la carità.

Illustrazione o foto che simboleggia la gioia e la carità di Madre Teresa

Incontri Significativi: Pasolini e l'Impronta Umana

Nel 1961, Pier Paolo Pasolini, invitato in India per le celebrazioni del centenario del poeta nazionale Tagore, volle conoscere questa suora di cui aveva sentito parlare, sebbene allora avesse solo 50 anni e fosse semplicemente Suor Teresa. Il ricordo di tale incontro è riportato da Pasolini nel suo libro “L’odore dell’India”, nel quale scrisse: "Suor Teresa è una donna anziana (in realtà aveva solo 50 anni), bruna di pelle perché è albanese, asciutta, con due mascelle quasi virili, e l’occhio dolce, che dove guarda, vede".

L'Esempio della Famiglia e il Valore dell'Altruismo

Un'altra importante riflessione su cui si è soffermato il Cardinale Comastri riguarda il valore della famiglia e degli insegnamenti che i genitori trasmettono ai propri figli. Per la Santa fu molto importante l’esempio di carità e amore che le trasmisero i suoi genitori, e come affermava lei stessa, senza di loro non ci sarebbe mai stata una Madre Teresa di Calcutta. Suo papà in particolare le diceva così: "Figlia mia, non prendere ed accettare mai un boccone se non è diviso con gli altri!" Oppure: "L’egoismo è una malattia spirituale che ti rende schiavo e non ti permette di vivere o di servire gli altri".

Il cardinale Comastri ha invitato inoltre a riflettere sul fatto che se ognuno di noi, come diceva Madre Teresa, tenesse pulita la propria mattonella, tutto il mondo sarebbe più pulito.

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