Chiaramonte Gulfi, un comune nella provincia di Ragusa, vanta una storia ricca e una profonda devozione mariana, manifestata in particolare attraverso il culto della Madonna delle Grazie e della Madonna di Gulfi. Le origini della comunità affondano nell'epoca arcaica, intorno al VI secolo, con tracce rintracciabili nelle contrade Paraspola, Giglia e Aranci. In epoca greca si ha la prima attestazione del toponimo Acrille, che indicava anche la città di epoca ellenistica e romana, ubicata nella vallata sottostante l’attuale abitato. Successivamente, la comunità araba diede vita a Gulfi, la quale scomparve nel 1299 a seguito di un attacco angioino. La ricostruzione in un sito più elevato e fortificato si deve al conte normanno Manfredi Chiaramonte, infeudato sul finire del XIII secolo della Contea di Modica, da cui la città trasse il suo nome attuale.
Dopo il terribile sisma del 1693 che distrusse gran parte dell'abitato, Chiaramonte Gulfi risorse nello stesso sito con un connotato architettonico e urbanistico tardobarocco, caratterizzato da edifici notevoli come la Chiesa Madre.

La Chiesetta della Madonna delle Grazie
In alto sulla montagna sovrastante l'abitato, accanto a una sorgente, si trova la suggestiva Chiesetta della Madonna delle Grazie. La sua statua in marmo è un'opera di Cola Maldotto risalente al XVII secolo.
La chiesa, circondata da una ricca pineta il cui nucleo più antico risale agli anni Trenta del ‘900, deve la sua origine a una sorgente d'acqua già nota agli inizi del XVI secolo. La chiesetta sorse a partire dal 1576, quando i chiaramontani, a seguito di una terribile pestilenza, decisero di proteggere la sorgente edificandovi una chiesa dedicata alla Madonna. Il tempio, a navata unica, ospita la statua della titolare, la Madonna delle Grazie (1646), dello scultore messinese Cola Giovanni Maldotto. Di interesse è anche l'altare centrale, opera dello scultore chiaramontano Simone Melilli.

Il Santuario di Maria Santissima di Gulfi
Il Santuario interdiocesano di Maria Santissima di Gulfi è un luogo di profonda devozione mariana, molto amato dai fedeli della cittadina e del circondario. È situato ai piedi di Chiaramonte Gulfi e la sua origine viene fatta risalire tra i secoli IV e VI d.C., epoca durante la quale sorsero diverse chiese paleocristiane nella zona.
Le Origini e la Leggenda della Statua
All'interno della chiesa è custodita e venerata la grande immagine della Madonna col Bambino. Secondo una pia credenza, assecondata dalla devozione popolare e dai racconti tramandati nei secoli, la statua avrebbe una provenienza molto lontana: Costantinopoli, nel periodo della persecuzione dell’imperatore iconoclasta Leone Isaurico. Sottratta misteriosamente alla distruzione, insieme a quella del Santissimo Salvatore, sarebbe giunta miracolosamente su una cassa sulla spiaggia fra Scoglitti e Santa Croce Camerina.
La contesa tra i fedeli delle città vicine per il possesso delle due statue fu risolta ponendole su due carri trainati da buoi, lasciando così agli animali la scelta del sito a cui dovessero appartenere le immagini sacre. La tradizione vuole che il carro che trasportava l’effige della Vergine si fermò nei pressi di Gulfi, dove fu eretto il Santuario, mentre l’altro con la statua del Santissimo Salvatore si sarebbe fermato a Chiaramonte.
Architettura e Interventi Storici
La grotta dedicata alla Natività, collocata a sinistra dell’altare maggiore del Santuario, sarebbe secondo gli storici locali, l'unico altare della primitiva chiesetta paleocristiana. Un segno tangibile che dimostra che in epoca medievale la Chiesa fu riedificata su quella paleocristiana è visibile nella parete esterna est, dove si trova una porta a sesto acuto di gusto gotico, insieme alle fondamenta formate da blocchi di calcare duro. L'antico tempio era già intitolato alla Madonna, come si può desumere dalla sua originaria titolazione (S. Maria La Vetere) che la distingue dal Duomo (S. Maria La Nova).
Intorno al 1550/1590 fu costruito a ridosso della chiesa un corpo laterale destinato al convento dei Padri Cappuccini. L'attuale aspetto del Santuario, salvo pochi rimaneggiamenti, è frutto dell'intervento voluto tra il 1730 e il 1740 dal Padre Antonio Finocchio, che, utilizzando fondi raccolti tra i devoti, riuscì a rendere il piccolo tempio degno della Madonna di Gulfi. A questo periodo risalgono, oltre l'erezione del campanile, l'ampliamento della navata unica della chiesa e la realizzazione della maestosa tribuna in legno e pietra, opera dell'artista Benedetto Cultraro, che custodisce la sacra effige della Madonna con Bambino. Le tele lungo la navata, dipinte con le storie del Santuario, la Deposizione e i Santi, risalgono al XIX secolo.
Oggi la parte più antica sopravvissuta dell’edificio è la piccola Grotta della Natività, una nicchia di pietra a sinistra dell’altare, nella quale è stato posto un presepe in legno e cartapesta realizzato nel XIX secolo.
La Festa Patronale di Maria Santissima di Gulfi
Ogni anno, Maria Santissima di Gulfi, Regina e Patrona della città, viene festeggiata con un solenne Novenario. Questo è preceduto dal trasporto processionale della statua dal Santuario alla Chiesa Madre (la Domenica successiva alla Pasqua) e concluso col ritorno al Santuario (il Mercoledì dopo la terza Domenica di Pasqua).
In particolare, durante la Domenica in Albis (prima domenica dopo Pasqua) i cittadini portano in spalla la statua della Vergine dal Santuario alla Chiesa Madre del paese. Questa processione, effettuata in velocità, quasi di corsa, vede numerosissimi portatori sollevare l'enorme statua della Vergine e issarla, aiutati e sospinti dai fedeli, su per la china che dal Santuario va verso Chiaramonte.

Altre Attrazioni e Patrimoni di Chiaramonte Gulfi
Oltre ai santuari mariani, Chiaramonte Gulfi offre un ricco patrimonio artistico e naturale. Passeggiate nel centro storico possono iniziare da Piazza Duomo, dove si trova la Chiesa Madre intitolata a S. Maria La Nova, con un prospetto rinascimentale nel primo ordine (ultimato nel 1608) e settecentesco negli altri due. All'interno si possono ammirare dipinti di G. Mercurio (XVIII secolo), Simone Ventura (XVIII secolo) e Gaetano Distefano (XIX secolo).
Nella parte medievale, accanto a dove sorgeva la torre comitale, si trova la Chiesa di S. Giovanni Battista, costruita nel XV secolo e interamente rinnovata nel XVIII. Di interesse sono la statua lignea del titolare e la dorata arca a forma di tempietto rinascimentale, opera di Rosario e Mariano Distefano (1869), alcuni dipinti di Lorenzo Cutello (XVIII secolo), una statua lignea del Cristo alla colonna di Carmelo Distefano (XIX secolo) e il dipinto della Madonna della Misericordia (XVII secolo).
Nelle vicinanze, verso est al limitare della città, sorge la Chiesa e convento di S. Maria di Gesù (XVII secolo). La chiesa, che trae nome da un simulacro marmoreo di tarda bottega gaginiana, custodisce alcune interessanti opere: un crocifisso ligneo opera di fra Umile da Petralia, una Pietà di scuola del Preti, il dipinto S. Francesco d'Assisi (1725) di Simone Ventura e resti di eleganti stucchi di Gianforma (XVIII secolo).
Resti rinascimentali si trovano nella Chiesa del Salvatore (la statua del titolare è opera gaginiana del XVI secolo) e in quella di S. Giovanni Battista. Un elegante complesso architettonico è l'ex convento francescano, oggi Palazzo di Città, e l'ex chiesa annessa, trasformata in sala poliuso intitolata a Leonardo Sciascia.
La valle di Chiaramonte è inoltre rinomata per la sua produzione olivicola, che, a seguito dell'attribuzione della DOP Monti Iblei - sottozona Gulfi, ha ottenuto il giusto riconoscimento per la produzione di olio extravergine d'oliva di alta qualità. Questa tradizione agricola, risalente a dopo l'unificazione italiana, ha trasformato la fertile valle in un vasto uliveto. Oggi la zona vanta un eccezionale patrimonio artistico, paesaggi naturali mozzafiato e fitte pinete che circondano le montagne sopra e sotto la città, tanto che il belvedere a nord-ovest nel "Piano dei Cappuccini" è stato nominato "Il Balcone di Sicilia".
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