Contesto e Ubicazione
Il Santuario della Madonna delle Grazie di Acerno si trova in una posizione suggestiva, a cavaliere del fiume e circondato da castagni. Dal centro abitato di Acerno, il santuario dista un quarto d’ora o poco più di cammino.

Architettura e Interni
Artisticamente, questo Santuario non presenta nulla di particolarmente pregevole nella sua forma, essendo stato rifatto diverse volte nel corso del tempo.
Al suo interno, il santuario dispone di due altari: uno, abbastanza maestoso e realizzato in marmo, è dedicato alla Santissima Vergine; l'altro, in fabbrica, è dedicato a Sant'Anna.
Il Magnifico Quadro della Vergine
Il Santuario possiede un magnifico quadro della Vergine, un dipinto di straordinaria bellezza di cui si ignorano l’autore e l’epoca.
È così bello ed espressivo che il popolino, nella sua ingenua fede, crede sia stata la Vergine stessa a dipingersi.
Il volto della Vergine presenta lineamenti dolcissimi, sprigionando tutta la graziosa maestà di una regina congiunta all’infinita tenerezza di una madre.

Un dettaglio iconografico particolarmente toccante è la raffigurazione della Vergine che porge con la poppa sinistra il latte al suo vezzoso, divino Bambino. Il Figlioletto, avendo cessato di succhiare, stringe la manina, mentre con incantevole grazia tiene al popolo rivolto il volto. Questa scelta di mostrare la poppa sinistra potrebbe richiamare antiche credenze, essendo risaputo che presso i Greci la sinistra, come mano situata nella regione del cuore, era ritenuta più nobile della destra.
Verso questa immagine, il popolo locale nutre una devozione sconfinata, mantenutasi sempre inalterata attraverso tutte le vicissitudini.
Inoltre, una sua copia originale su legno fu in seguito ritrovata ed è quella che si porta in processione durante la ricorrenza della festività.
Il Restauro Dopo il Sisma del 1980
La chiesa fu danneggiata dal sisma del 1980, ma fu una delle prime, nell'ambito della Diocesi, ad essere restaurata e riaperta al pubblico, e questo avvenne senza l'intervento dello Stato.
L'Arcivescovo diede atto di tanto in uno scritto al Rettore. I lavori di restauro inclusero l'impianto elettrico e di amplificazione, la ripitturazione, il ripristino dei due altari e l'intonaco della “facciata esterna”. Inoltre, una bella cornice di fiori arreda le aiuole dell'ampio cortile, frutto dell'instancabile impegno di alcuni devoti.