La comunità montorfanese della parrocchia di San Giovanni evangelista ha annunciato il suo nuovo pastore dopo mesi travagliati, seguiti alla partenza per un periodo di riflessione e riposo e le conseguenti dimissioni di don Gaetano Biagioni. Sarà don Felice Cantoni, 69 anni, a guidare la comunità. La sua vita è stata spesa tra il servizio missionario in Africa e gli impegni pastorali in diocesi. Il sacerdote non ha ancora preso contatto diretto con i nuovi parrocchiani, ma nelle prossime settimane arriverà in paese per il suo ingresso solenne.

Una Lunga Storia di Missione in Africa
Don Felice Cantoni vanta una lunga e ricca storia da missionario. Ha trascorso undici anni nel sud del Camerun fino al 1991 e successivamente nel Nord dal 1992 al 1994. Dopo essere rientrato in Italia e aver servito per alcuni anni come parroco a Tavernola, è tornato in Camerun per altri quattro anni e mezzo, prima di fare ritorno in patria nel 2013.
Nativo di Trepalle e sacerdote della diocesi, Don Felice Cantoni è ripartito per il Camerun sabato 3 gennaio come fidei donum, con un mandato di tre anni ricevuto dal vescovo durante il convegno missionario diocesano. Non si tratta di una nuova esperienza per lui, in quanto è stato co-fondatore, insieme a don Gianni Allievi, della prima missione africana della diocesi a Bimengué. Successivamente, ha aperto con don Donato Giacomelli la missione del Nord Camerun a Sir. In un'intervista alla vigilia della sua partenza, ha condiviso la sua profonda visione del ministero missionario.
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La Visione del "Fidei Donum": Condivisione e Collaborazione
Il sacerdote ha espresso la sua interpretazione del ritorno in Camerun come un gesto di generosità della Chiesa di Como. Ha sottolineato come la missione debba prevalere su ogni ragionamento e razionalità, poiché il Vangelo non si basa sulla mancanza di preti o sulla necessità di "sistemare" le parrocchie, ma sulla generosità di non chiudersi ai propri bisogni, perché il mondo ha bisogno di più.
A livello personale, Don Felice Cantoni ha evidenziato una maturazione nella sua consapevolezza missionaria. Se in passato l'andare missionario poteva significare "creare" o "seminare", ora lo vede come un atto di "condivisione", un partecipare alla maturazione di un seme che ha già dato i suoi frutti. Ha ribadito il desiderio di condividere ogni aspetto della sua vita, convinto che non sia l'"elemosina" a cambiare il mondo, ma il "rischiare" sempre per e con gli altri.
Progetti Pastorali e Supporto ai Sacerdoti Locali
Il suo nuovo impegno in Camerun lo vede rispondere a un progetto di mons. Philipe, vescovo della diocesi di Maroua-Mokolo. Il suo ruolo sarà quello di affiancare i sacerdoti locali nella progettazione pastorale. L'urgenza odierna, secondo Don Felice, non è più quella di aprire nuove missioni, dato che la responsabilità autonoma della Chiesa locale è cresciuta, tanto che un sacerdote del luogo è stato nominato vescovo.
Sarà assegnato a una parrocchia piuttosto remota, a Nguetchewe, al confine tra Ciad e Nigeria, dove al momento c'è una comunità di suore ma non un parroco. Qui, il suo compito principale sarà collaborare e supportare i preti locali delle tre parrocchie vicine nella progettazione pastorale. Ogni esperienza fidei donum è vista come uno scambio tra Chiese sorelle, con la consapevolezza che c'è molto da imparare dalla vita ecclesiale in Africa.
Una Nuova Pastoralità e il Ruolo del Laicato
Don Felice Cantoni ha sottolineato che l'urgenza missionaria di oggi è quella di aprirsi a un'altra pastoralità. Questa prospettiva, che si può apprendere dalle parrocchie africane, implica un maggiore coinvolgimento del laicato e una maggiore responsabilità affidata ai fedeli laici, in quanto le comunità sono pronte a impegnarsi attivamente.
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