Incastonato nel cuore del Piano delle Cinquemiglia, in una posizione dominante e suggestiva, il Santuario della Madonna della Portella, conosciuto anche come Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, è un luogo di pace e devozione che da secoli accoglie pellegrini e viaggiatori.
Situato a circa due chilometri dal centro abitato di Rivisondoli (AQ), sulle ultime propaggini della Majella, in località Passo della Portella, questo eremo-santuario offre un’esperienza spirituale unica nel panorama dei santuari abruzzesi.

Storia e Origini
Le Prime Testimonianze e la Leggenda di Fondazione
Le prime notizie sul santuario risalgono alla prima metà del XVI secolo, quando viene nominato tra le strutture presenti nella masseria armentizia del Pio Luogo Portella. Nei secoli successivi, il suo nome risuona con maggiore frequenza.
Secondo la tradizione, si potrebbe ipotizzare l'originaria nascita di un'edicola votiva venerata dai viaggiatori e in seguito trasformata in piccolo rifugio. La storia del santuario affonda le sue radici in una leggenda devozionale: si narra che, intorno al XVI secolo, un pastore di ritorno dalla transumanza nelle Puglie portasse con sé una preziosa immagine della Madonna di Costantinopoli.
Questo tipo di icona, con l’attributo di Hodighitria (Colei che indica la via), era particolarmente cara ai viaggiatori. Giunto in prossimità del valico della Portella, l’immagine divenne improvvisamente così pesante da non poter essere più spostata. Il pastore interpretò questo segno soprannaturale come la volontà della Vergine di fermarsi proprio in quel luogo. Fu così che, per volontà divina e grazie alle elemosine dei fedeli, iniziò la costruzione del primo luogo di culto, consacrato nel 1589. Questa data segnò anche l’ampliamento della chiesa e la nomina del primo procuratore.
Il Ruolo dei Tratturi e la Transumanza
Il luogo dove sorge il tempio era attraversato da uno dei grandi tratturi, importanti assi commerciali per la transumanza degli armenti. Con la presenza del pozzo, l'eremo rappresentava un punto di sosta e di ricovero sulla via della transumanza, fornendo un supporto essenziale per pastori e viaggiatori.
Architettura Esterna: Un Rifugio sul Piano delle Cinquemiglia
La costruzione, di circa 35 metri di fronte e di 7,5 metri sul lato minore, si sviluppa principalmente alla quota della chiesa con due eccezioni all'estremità. Sopraelevata rispetto alla strada, vi si accede tramite una rampa di scale che termina su di una balconata che interessa buona parte dell'edificio.
L'edificio si presenta con pianta longitudinale ed è ricoperto da un tetto a due falde. Sul fronte principale si aprono tre porte che immettono, rispettivamente, procedendo da sinistra, alla foresteria, alla sacrestia e all'ambiente liturgico. La chiesa è illuminata da quattro grandi finestre che si aprono sul prospetto principale.
La chiesetta presenta anche un piccolo campanile a vela, in cui venne posta nel 1796 una campanella.

Il Portale e l'Iscrizione
L'ingresso alla chiesa è molto semplice e reca sull'architrave un'importante iscrizione che ne chiarisce la datazione:
« OPUSCULUM HOC ELEMOSINALITER ERECTUM ASCANIO SI MON CURANTE SPE AUXILII ASPICIENTIUM UGMENTARI OPTATUR (SUPERUM OPE) A. D. 1589 »
L'Ascanio Simone menzionato dall'epigrafe fu il primo procuratore della chiesa, appartenente a una nobile famiglia di Bisaccia e presente nel territorio di Rivisondoli sin dal 1447.
Sopra il portale della chiesa sono stati collocati due angeli, raffigurazioni di cherubini d'arte barocca, qui dal 1964 dopo lo spostamento dalla loro collocazione originaria, lateralmente all'altare.

Gli Interni: Spazi Sacri e Dettagli Artistici
L'interno, cui si giunge grazie ad alcuni gradini, è costituito da un'unica aula sormontata da una volta a botte. Due archi di lesene con archi a sesto pieno si alternano lungo le pareti, mentre il presbiterio è rialzato e separato da una balaustra di marmo con ornamenti di angeli in gesso.
I dipinti murali del presbiterio sono databili al 1924.

L'Altare e l'Immagine Miracolosa della Madonna
L'altare, dove alloggia la Madonna della Portella, è addossato alla parete sinistra e presenta un bassorilievo e decorazioni lignee. L'altare in marmo intarsiato reca sul timpano la data del 1611.
Al di sopra della cornice settecentesca è collocata una lastra in pietra con il bassorilievo della Madonna con Bambino. Tale effige, originariamente di colore bianco, è stata successivamente dipinta, trasformazione che ha esaltato il carattere popolare della scultura.
L’opera, di stile cinquecentesco, raffigura la Madonna che stringe a sé il Bambino Gesù. Il particolare più commovente è il gesto del piccolo Gesù, che mostra alla Madre un uccellino che tiene nella mano sinistra. Nella tradizione iconografica, questo volatile simboleggia la natura divina di Cristo e il suo destino di Passione; alcuni studiosi vedono nella coda dell’uccello una rondine, simbolo di Resurrezione e Pasqua.
La devozione per questa immagine è stata confermata da un evento miracoloso avvenuto il 6 maggio 1875, giorno dell’Ascensione: nonostante il crollo del tetto della chiesa, sia la sacra effigie che le donne che erano all’interno a pregare rimasero miracolosamente illese.

Ambienti Annessi: Sacrestia, Cisterna e Soppalco dell'Organo
Sul lato opposto della chiesa c'è una tomba da attribuirsi probabilmente al primo eremita; essa è chiusa da una lastra decorata con la raffigurazione di un monaco e datata 1645. Sul lato dell'altare è posta una piccola porta che introduce nella sacrestia, l'ambiente presenta una volta a crociera e ad esso si può accedere da un ingresso indipendente situato sul fronte dell'edificio.
La stanza adiacente alla sacrestia, quasi completamente ricavata nel banco roccioso, presenta la copertura a volta a botte ed è anch'essa munita di ingresso indipendente. Il piano superiore, composto da due stanze e dai servizi, è raggiungibile dalla sacrestia attraverso una piccola scalinata oppure tramite una botola, ora murata.
All'estremità opposta della chiesa, una porta centrale introduce nella stanza della cisterna, la quale è dotata di un'imboccatura in pietra con stemma gentilizio. Vicino la cisterna, nella parte bassa, una piccola stanza presenta copertura a volta a botte ed ingresso sul fronte.
Sul lato destro della cisterna, una piccola scalinata porta al soppalco dell'organo. Questa estrema parte del Santuario ha una finestra sul fronte ed una murata sul lato corto. Originariamente la conformazione di questo spazio doveva essere differente, come dimostrano i resti di imposte di volta inglobate nel muro e di parte di un parapetto, che sembrerebbero appartenere ad una piccola loggia.
La Vita Eremitica e i Custodi del Santuario
Al di sopra degli ambienti principali della chiesa si trovano alcuni locali che gli eremiti occupavano fino al 1968. La vera anima del santuario è stata la sequela di eremiti che per secoli ne hanno avuto cura, vivendo in preghiera e solitudine, garantendo la continuità del culto in un luogo che, come annotò il vescovo Francesco Cavalieri nel 1622, era di estrema difficoltà da raggiungere.
Dalle visite pastorali e dagli studi storici emergono i nomi di questi custodi della fede:
- Giuseppe Tonti di Rionero (1694)
- Fra’ Girolamo Gamberale, sepolto alla Portella nel 1712
- Costantino Roselli, anch’egli sepolto sul luogo nel 1793
- Fra’ Eustachio di Tocco da Casauria (1879)
Fra' Nicola, l'Ultimo Eremita
L'ultimo eremita fu Fra' Nicola di Coccia, il cui vero nome era Teodoro Di Biase, un vecchio contadino palenese. Egli si ritirò a vivere nella zona di Guado di Coccia, scendendo in paese solo per le maggiori solennità, per poi trasferirsi nell'eremo di Santa Maria della Portella, dove morì alla fine degli anni '60.

Eventi Storici e Trasformazioni Architettoniche
Le testimonianze circa l'esistenza della chiesa e le opere architettoniche in essa contenute nel XVII secolo sono fornite da numerosi documenti attestanti le visite pastorali di alcuni vescovi, secondo le quali, ad esempio, la chiesa era dotata, almeno sino al 1694, di un Crocifisso in assai precarie condizioni strutturali.
La chiesa fu istituita nel 1702 dai padri gesuiti "in occasione delle sante missioni che fecero in detta terra"; tuttavia, la sua costruzione potrebbe porsi tra il 1514 e la fine degli anni '60.
Il Crollo del 1875 e la Ricostruzione
Dal 1875, anno in cui vi fu il crollo del tetto che provocò la distruzione del soffitto dorato a zecchino e dipinto con rappresentazione di soggetti biblici, la chiesa fu sottoposta a un'opera di parziale ricostruzione. Tale intervento condusse alla realizzazione di una volta a botte, al posto del precedente soffitto ligneo. Durante questo evento, la sacra effigie e le donne che erano all’interno a pregare rimasero miracolosamente illese, rafforzando la devozione verso l'immagine della Madonna.
Tradizioni e Devozione Popolare
Il santuario è ancora oggi un vivace centro di devozione popolare. È mantenuto da una Confraternita del SS Nome di Maria e pertanto officiato in occasione della festa titolare. Attualmente, il santuario è affidato alle cure dei parroci di Rivisondoli.
Il Pellegrinaggio e la Festa di Pentecoste
La Madonna della Portella viene festeggiata il martedì di Pentecoste con i fedeli che affluiscono dai paesi limitrofi, in particolare da Rivisondoli e da Roccaraso. Questa tradizione è un momento di forte aggregazione comunitaria e di rinnovamento spirituale.
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La Tradizione del "Passalacqua"
Una tradizione particolarmente sentita è il “passalacqua” che si svolge sul Piano della Portella ogni lunedì di Pasqua. Questa usanza, che alcuni studiosi fanno risalire a reminiscenze di culti pagani legati all'acqua e al risveglio della primavera, è stata cristianizzata, e rappresenta un momento di forte aggregazione e spiritualità.
Come Visitare il Santuario
Visitare la Madonna della Portella significa compiere un viaggio nel tempo e nello spirito, in un luogo dove la storia, l’arte sacra e una fede semplice e genuina si fondono con il paesaggio maestoso delle montagne d’Abruzzo, seguendo idealmente le orme dei pastori transumanti e degli antichi eremiti.