La Devozione e la Processione della Madonna Addolorata a Molfetta

La Madonna Addolorata, in latino Mater Dolorosa, è un titolo con cui viene invocata Maria, la madre di Gesù, dai cristiani. Questa devozione, particolarmente diffusa nei Paesi del Mediterraneo, si sviluppa a partire dalla fine dell'XI secolo, anticipando la celebrazione liturgica ufficiale.

L'inizio di una ricca tradizione letteraria è segnato dal “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di autore ignoto, che ha ispirato la composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”. Già nel secolo XV si assiste alle prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, integrate nel tempo di Passione. A metà del secolo XIII, più precisamente nel 1233, l'Ordine dei frati “Servi di Maria” sorse a Firenze, fondato dai Santi Sette Fondatori e ispirato direttamente dalla Vergine.

L'istituzione liturgica della festa dei Sette Dolori della Beata Vergine ha attraversato diverse tappe. Papa Innocenzo XII, il 9 agosto 1692, autorizzò la celebrazione la terza domenica di settembre. Successivamente, il 18 agosto 1714, la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria per il venerdì precedente la Domenica delle Palme. Infine, papa Pio VII, il 18 settembre 1814, estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, inserendola nel calendario romano.

Il Culto dell'Addolorata a Molfetta

A Molfetta, in Puglia, una splendida statua della Madonna Addolorata è venerata nella Chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, popolarmente conosciuta come “del Purgatorio”. In questa suggestiva immagine, l'arte, la sacralità e la tradizione si fondono in un unicum inscindibile, esprimendo fede, sacralità, tradizione e pathos nel solco immutabile del tempo.

Il culto dell’Addolorata a Molfetta è profondamente legato al periodo quaresimale e alla Settimana Santa. Le celebrazioni dei Dolori di Maria si svolgono attraverso la funzione del Settenario, dal penultimo venerdì all’ultimo giovedì di Quaresima, in tutte le chiese cittadine.

Le celebrazioni più sentite e care ai molfettesi sono quelle che si tengono nella Chiesa del Purgatorio, dove è esposta la statua destinata alla processione del Venerdì di Passione.

La Statua Processionale di Giulio Cozzoli

L'attuale statua dell’Addolorata, che anima la processione, fu plasmata dallo scultore Giulio Cozzoli nel 1957 e portata in processione per la prima volta nel Venerdì di Passione del 1958. Purtroppo, l’artista non poté vederla sfilare, essendo venuto a mancare il 15 febbraio del 1957. Per la creazione di quest'opera, Cozzoli prese spunto dalla precedente statua settecentesca che fino ad allora era stata utilizzata per le processioni.

Dell'opera di Cozzoli, sono visibili unicamente il volto, coperto da un lungo velo nero, le mani allargate in segno di sconforto, e i piedi. Non mancano le effigie tradizionali che ne arricchiscono il simbolismo: il pugnale nel petto, il fazzoletto bianco tenuto in mano e lo stellario.

Foto della statua della Madonna Addolorata di Giulio Cozzoli a Molfetta

La Solenne Processione del Venerdì di Passione

La processione dell’Addolorata a Molfetta è un rito antico che si perpetua da secoli, svolgendosi ogni anno nel Venerdì di Passione, che precede la Domenica delle Palme. Questa processione rappresenta uno degli eventi più significativi e toccanti del calendario religioso della città.

Preparazione e Partenza del Corteo

Il Venerdì antecedente la Domenica delle Palme, intorno a mezzogiorno, nella Chiesa del Purgatorio, dopo la Santa Messa celebrata dal Vescovo a porte chiuse, la Statua della Madonna Addolorata viene preparata per la processione. Durante questa fase, il velo, la corona di stelle e lo spadino in argento vengono sostituiti con quelli in oro, prelevati dalla Curia Vescovile dove sono custoditi durante l'anno, il tutto avviene davanti ai presenti.

Alle ore 15:30, il portone della chiesa viene aperto, annunciando l'inizio dell'atteso evento. Poco dopo, intorno alle 16:00, le campane risuonano e la processione prende ufficialmente il via dalla Chiesa del Purgatorio.

La Madonna Addolorata a Molfetta 2023

Ordine del Corteo e Accompagnamento Musicale

Il corteo sacro è aperto da tre giovani in frac, detti stradari, preceduti da un quartetto di musicanti che esegue un'antica melodia dal motivo orientaleggiante. Segue lo stendardo processionale dell'Arciconfraternita della Morte, di colore nero con stelle in oro, e la croce della Passione, affiancata da due lanterne, portati da confratelli incappucciati. Successivamente, si posiziona lo stendardo dell'Associazione Femminile, seguito dalle Socie e dai Confratelli che portano un cero.

Nel momento che precede l'uscita della Statua della Madonna Addolorata, la banda musicale, prendendo posto di fianco alla Chiesa del Purgatorio, esegue le marce funebri di Jone e dalla Messa di requiem di Giuseppe Verdi. Intorno alle 16:00, dalla chiesa esce il baldacchino, sorretto da otto confratelli, sotto il quale passerà il simulacro dell'Addolorata, portato a spalla da quattro confratelli incappucciati. L'uscita della Madonna è accompagnata dalle solenni note della marcia funebre "Sventurato" del molfettese Vincenzo Valente.

Immagine del corteo della processione della Madonna Addolorata a Molfetta

Il Percorso e il Rientro in Chiesa

La processione si snoda per otto ore attraverso le vie del centro storico di Molfetta, creando un'atmosfera di profonda spiritualità. L'Addolorata, una statua che rappresenta la Vergine Maria nel suo dolore per la morte di Gesù, è portata a spalla dai confratelli lungo un percorso che culmina a mezzanotte con il rientro in chiesa sulle note dello Stabat Mater.

Dopo il rientro, davanti all'altare della reposizione, illuminato da candele e dalla saettia, nove Confratelli si alternano nell'esecuzione, in lingua latina, di altrettanti brani tratti dalle Lamentazioni di Geremia, dagli scritti di Sant'Agostino e dalle Lettere di San Paolo. I Confratelli preposti a questo compito sono per tradizione sempre gli stessi e spesso tramandano questa responsabilità di generazione in generazione.

Le letture, conosciute come lezioni, sono cantate a gruppi di tre, dando origine ai cosiddetti notturni, intervallati dai salmi (dal 68 al 76), cantati in italiano dall'assemblea. In questo contesto, la chiesa rimane nell'oscurità, rischiarata solo dalla luce fioca delle candele poste sui cinque Misteri, creando l'illusione di una reale agonia del Figlio di Dio.

La Settimana Santa a Molfetta e il Turismo delle Radici

La Settimana Santa a Molfetta non è solo un momento di profonda devozione religiosa, ma anche un'importante opportunità per gli emigrati molfettesi di tornare alle loro radici. Molti di loro, provenienti anche da oltreoceano, partecipano a questo "turismo delle radici", rafforzando il legame con la loro città natale e le sue tradizioni secolari.

Oltre alla processione dell'Addolorata, la Settimana Santa a Molfetta include altri riti significativi. Il Venerdì Santo si svolge la Processione dei Misteri, che parte dalla Chiesa di Santo Stefano, con statue come Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani (Crìste all'ùerte), Gesù Cristo alla colonna (Crìste alla kelònne) e Gesù Cristo coronato di spine (Crìste alla chènnèdde), tutte portate a spalla dalla Confraternita di Maria Santissima. Questa processione percorre le strade del centro storico per circa nove ore, accompagnata da bande musicali che eseguono marce funebri.

Il Sabato Santo è la volta della Processione della Pietà, che inizia dalla Chiesa del Purgatorio. Le statue includono San Pietro apostolo (Sèn Bìete), La Veronica (Là Veròneche) e Santa Maria di Cleofa (Mèrì'à Clèefe), anch'esse recate a spalla dalle rispettive confraternite. Al momento della ritirata, prevista intorno alle ore 21:30, la statua della Pietà viene presa in consegna dai sacerdoti, in cotta e stola, e portata a spalla.

È degno di nota che le statue di proprietà dell'Arciconfraternita della Morte, portate in processione il Venerdì di Passione e il Sabato Santo (ad eccezione dell'Addolorata del 1957), sono state realizzate tra il 1906 e il 1956 dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli, lo stesso artista che ha plasmato l'attuale Madonna Addolorata.

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