La preparazione di una locandina o di un messaggio di benvenuto in occasione della visita dell'Arcivescovo non è un semplice esercizio di etichetta. Non si tratta di un’analisi a sfondo sociologico, tantomeno di curiosità, piuttosto della preoccupazione di ciò che ci diciamo e di ciò che ci consegniamo gli uni gli altri in questo momento di comunione ecclesiale.

Il saluto corretto: il valore del "Kaire"
Molti fedeli e organizzatori si pongono la domanda: "Eccellenza, monsignore, reverendo, don, eminenza, santità? Come dobbiamo rivolgerci al nostro Vescovo?"
È importante sottolineare che il nostro Vescovo, Mario Delpini, conosce benissimo il greco antico. Il saluto che egli stesso ripete da anni, anche nella preghiera quotidiana d’Avvento, è un invito a riscoprire la gioia di essere visitati dall’Amore di Dio e dalla sua Grazia. Per questo motivo, il Vescovo ama farsi salutare dicendogli "KAIRE" (che si legge come è scritto).
- Significato: Dire "Kaire" significa "Rallegrati!".
- Valore spirituale: È un dono che facciamo all'interlocutore, ma è anche una chiamata per noi stessi a riscoprire i motivi della nostra contentezza.
- Condivisione: Usare questo termine ci dà la possibilità di condividere con lui la Gioia vera e profonda della presenza di Dio che ci viene incontro, ci ama, ci accoglie, ci custodisce e ci accompagna.

Profilo biografico dell'Arcivescovo Mario Enrico Delpini
Conoscere la figura del proprio pastore aiuta a comprendere meglio lo spirito della visita. Mario Enrico Delpini nasce a Gallarate il 29 luglio 1951, terzo di sei figli. Il suo cammino è profondamente legato alla formazione teologica e all'insegnamento:
| Periodo | Incarico |
|---|---|
| 1975 | Ordinato presbitero in Cattedrale |
| 1975-1987 | Docente di greco e latino nel Seminario minore |
| 1989-2000 | Rettore del Seminario Minore e del Quadriennio Teologico |
| 2007 | Nominato Vescovo ausiliare di Milano |
| 2017 | Nominato Arcivescovo di Milano |
Il suo motto episcopale, Plena est terra Gloria Eius, riflette una visione spirituale che pone al centro la vicinanza di Dio alla vita dell'uomo. Questo approccio si estende a ogni momento dell'esistenza, inclusi quelli più difficili.
La vicinanza di Dio nei momenti di fragilità
Un aspetto fondamentale del magistero dell'Arcivescovo riguarda la cura per chi soffre. Dio è vicino alla vita dell'uomo in ogni occasione e, pertanto, non può essere lontano nel momento della sofferenza, della malattia e del passaggio della morte.
A tal proposito, è bene ricordare che il Sacramento dell’Unzione degli infermi non è una generica benedizione né una semplice pacca sulla spalla di chi è provato. Esso rappresenta il dono dello Spirito Santo, la Forza di Dio, che interviene quando un credente si trova ad affrontare una situazione che pare superare le sue forze umane.
Diario Visita Pastorale - sedicesima tappa
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