L'Origine delle Litanie e la Rivelazione della Divina Tenerezza

Cosa Sono le Litanie e le Loro Radici Storiche

Con il termine "Litanie" si indicano suppliche, una forma di preghiera cristiana caratterizzata da una serie di invocazioni e risposte, spesso recitate in modo alternato tra un celebrante e l’assemblea. La parola deriva dal greco "litanéia", che significa "supplica" o "preghiera". Le litanie hanno radici molto antiche, già presenti nei primi secoli del cristianesimo, ma derivano anche da pratiche religiose precristiane, in cui si invocavano le divinità con formule ripetitive e cadenzate. Gli studiosi concordano sul fatto che l’origine della litania come forma specifica di preghiera cristiana risalga al IV secolo d.C. in Oriente, forse ad Antiochia, e da lì si diffuse nelle altre Chiese orientali. Testimonianze di litanie in forma collettiva, come invocazione agli abitanti del Paradiso, si trovano in testi greci dell’Asia Minore intorno al 400 d.C. Le più antiche litanie cristiane conosciute sono le "Litaniae majores" e le "Litaniae minores", legate a processioni penitenziali in uso già nel V secolo. Papa Gregorio Magno (590-604) utilizzò il termine "Litania" per indicare le grandi processioni di fedeli a Roma. La forma classica prevede l’enunciazione di titoli o invocazioni, a cui l’assemblea risponde con formule standard come "prega per noi" o "liberaci, Signore".

Le Litanie Lauretane: Storia e Sviluppo

Un ramo molto popolare sviluppatosi dalle Litanie è quello delle "Litanie Mariane" della Beata Vergine Maria. Le Litanie Lauretane devono il loro nome al Santuario della Santa Casa di Loreto, dove erano cantate regolarmente, soprattutto il sabato, già nel XVI secolo. Tuttavia, nella loro forma caratteristica e nel contenuto essenziale, le litanie "Lauretane" sono già attestate in un antico manoscritto del XII secolo, suggerendo che forse non nacquero direttamente nel celebre santuario delle Marche. Le Litanie si sviluppano a seguito della devozione tipicamente Mariana, in esse appunto si cantano le grazie elargite da Dio a Maria e il popolo canta festoso perché sa che quella gloria mariana lo riguarda personalmente attraverso il singolare "Sì" a Dio di ognuno. Le Litanie a Maria Santissima sono le più antiche che si conoscano, formatesi lentamente già dal IV secolo. Nel 1587, furono approvate ufficialmente da Sisto V, il quale eresse la Diocesi di Loreto facendo costruire la facciata del Santuario, e da quel momento sono ufficialmente conosciute come "Litanie Lauretane". Lungo i secoli, secondo i bisogni della Chiesa e lo sviluppo dottrinale del Magistero, sono state aggiunte altre invocazioni. L’ultima, "Regina della famiglia", è stata inserita per espressa volontà di Giovanni Paolo II, mentre "Regina della Pace" fu aggiunta da Benedetto XV per porre fine alla guerra mondiale. Alle Litanie Lauretane, nate proprio per la devozione alla Madonna di Loreto e dunque alla Madonna del Rosario nel XVI secolo, si aggiunsero quelle al Sacro Cuore di Gesù dopo le apparizioni del Cristo che diedero origine alla devozione al Sacro Cuore e alla Divina Misericordia, e poi anche quelle per San Giuseppe. A queste si uniscono anche quelle dei Santi.

Veduta panoramica del Santuario della Santa Casa di Loreto

La Divina Tenerezza nel Cuore di Dio

La "divina tenerezza" ha la sua origine in Dio stesso. Come recita una preghiera: "O Dio, Padre nostro, che fin dall’eternità ci ami con infinita tenerezza da mandare sulla terra il tuo unico Figlio Gesù per la nostra Salvezza". Possiamo conoscere il mistero della Divina Misericordia e quindi della divina tenerezza solamente perché Dio stesso l’ha rivelato e contemplato dagli autori ispirati nei testi sacri dell’Antico e Nuovo Testamento. Nella storia del mondo, nella vita delle singole persone bibliche e nella storia del popolo eletto, Dio ha rivelato il Suo Amore Misericordioso che non solamente solleva l’uomo dal peccato, ma anche ripara tutte le debolezze umane, le mancanze e dona anche l’esistenza. La Misericordia, quindi, si manifesta in ogni azione di Dio all’esterno, sia creativa che di salvezza.

Termini Ebraici per la Misericordia Divina

L’Antico Testamento, per descrivere la realtà incredibilmente ricca della Misericordia del Dio Trino ed Unico, utilizza molti termini, ciascuno dei quali sottolinea un aspetto di questo grande mistero della nostra fede:

  • La parola più frequentemente usata (più di duecento volte) è hesed. La troviamo nel Deuteronomio, nei libri storici, nella letteratura saggistica e soprattutto nei salmi e nei profeti, nel contesto dell’Alleanza che Dio stabilì con il popolo eletto. Essa definisce l’amore fedele che mostra sempre bontà e grazia, sottolineando la fedeltà di Dio a sé stesso (alleanza fatta con le persone) e la responsabilità nell’amore.
  • Molto spesso viene utilizzato il termine rahamim (parola derivante da rehem - seno della madre), che sottolinea le caratteristiche proprie dell’amore della donna e della madre. È caratterizzato da una forte intensità delle emozioni più sensibili e indica il totale impegno dell’uomo nel portare aiuto agli altri, non negando neppure le lacrime della compassione. Definisce l’amore donato gratuitamente, non meritato, che scaturisce dalla necessità e non "dall’obbligo" del cuore, ed è caratterizzato dalla bontà, dalla tenerezza, dalla pazienza, dalla comprensione oppure dalla prontezza al perdono.
  • Esprimono il mistero della Divina Misericordia anche le parole hanan, che definisce un atteggiamento fermo, cordiale e di magnanimità.
  • La parola hamal (letteralmente - il risparmio dell’avversario vinto) esprime quegli aspetti della misericordia, quali la manifestazione di pietà, di compassione, di perdono e di remissione delle colpe.
  • Significato simile ha la parola hus, che esprime pietà e compassione, soprattutto come sentimento.
Illustrazione della Misericordia Divina che abbraccia l'umanità

Maria, Specchio della Divina Tenerezza

La Vergine Maria è vista come un esemplare unico di tenerezza e purità, che corrisponde degnamente all'amabilità infinita del Verbo Incarnato. La sua figura è inseparabile dal concetto di divina tenerezza per molteplici ragioni teologiche e devozionali, come espresso in varie invocazioni delle Litanie Lauretane e negli scritti dei Padri della Chiesa.

La Maternità Divina e la Tenerezza Materna

Maria è la Madre di Dio, il primo e principale titolo a lei dato, la ragione di tutte le grazie e di tutti i privilegi soprannaturali. San Cirillo d'Alessandria, già il 27 giugno nella "Liturgia delle Ore di Rito Romano", si meravigliava che alcuni dubitassero di chiamare la santa Vergine Madre di Dio, argomentando che se Gesù Cristo è Dio, allora la Vergine che lo ha generato deve essere chiamata Madre di Dio. Maria, come Madonna del Natale, è la donna del primo sguardo dell'uomo sul Dio fatto uomo, accarezzato con occhi trasparenti di tenerezza materna e di santità. Il Verbo di Dio, che è la Santità per essenza, non poteva nascere se non da una Vergine perfettamente pura; la perfetta verginità preparò così Maria alla maternità divina. I due privilegi personali di Maria, che riassumono la sua grandezza e la elevano al di sopra di tutte le creature, sono la maternità divina e la perfetta verginità. Come in Maria la divina maternità consacrò e abbellì la sua perfetta integrità spirituale e fisica, così la verginità consacrata cerca di imitare la santità di Dio, nell'integrità di vita. Maria visse in un'atmosfera divina le gioie della maternità, come rivelano le parole della Scrittura: "Peperit Filium suum primogenitum et pannis eum involvit" (Lc 2, 7) e "Te in utero novem mensibus portavi, et lac dedi, et alui" (2 Mac 7, 27). Quale immensa gioia fu per Maria veder crescere il figlio, ascoltarlo nell'intimità e vederlo obbedire e faticare nel lavoro, sentirlo tutto a lei dedicato ed essere tutta per lui!

Icona della Theotokos con Gesù Bambino, che esprime tenerezza materna

Maria, Mediatrice di Grazia e Misericordia

Maria merita il titolo di Madre della grazia divina non soltanto perché, avendo messo al mondo l'Autore della Grazia, a noi la procura in Lui e per mezzo di Lui, ma soprattutto perché veramente la meritò e ne è la dispensatrice. Maria è, infatti, corredentrice del genere umano, inseparabile da Gesù nella promessa e nel compimento dei santi misteri che questa grazia ci ottengono. A lei vanno giustamente applicate le parole della Scrittura: "Adeamus ad tronum gratiae" (Eb 4, 16), "In me gratia omnis" (Sir 24, 25) e specialmente: "Gratia plena" (Lc 1, 28). Nella sequenza delle Litanie Lauretane, dopo aver invocato la Madonna Madre di Cristo, la si invoca anche Madre della grazia divina, poiché la maternità spirituale della Beata Vergine è la conseguenza della sua maternità corporale: Maria, che ha avuto in Gesù l'Autore della Redenzione, con Gesù ce ne applica gli effetti; come aveva generato il Capo, ne genera le membra. Il titolo di mediatrice universale di tutte le grazie, espresso anche dal magistero pontificio e dai testi liturgici, le assegna la missione di impetrare da Dio e distribuire a tutti gli uomini ogni tipo di grazie, da quelle temporali a quelle della salvezza eterna. Maria, cioè, ha una "funzione salvifica subordinata", è "causa mediata" della grazia, mentre solo "Cristo è l'unico mediatore fra Dio e l'uomo" (1 Tim 2, 5-6).

Santità e Intercessione

Maria è proclamata "Tota pulchra es et macula non est in te" (Ct 4, 7), un titolo che ha il suo fondamento nella sua immunità dalla colpa originale (il privilegio dell'Immacolato Concepimento) e nella totale assenza di ogni peccato personale. La dignità eccelsa della divina maternità di Maria esigeva la più perfetta santità, cioè la purità del corpo e dello spirito. Maria è stata sempre il tabernacolo della dimora di Dio, colei che "conservava sempre nel suo cuore tutto ciò che riguardava la santità di Dio". San Bernardo di Chiaravalle afferma che "Ella apre l'abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge". Questo mostra il grande tema dell'intercessione di Maria che con la sua preghiera presso Dio compie l'opera della nostra salvezza, ottenendoci tutti i frutti della Passione di Cristo. San Bernardo esprime il potere d'intercessione della preghiera della Madre di Dio dicendo che "Siccome la natura divina, la sua essenza e il suo potere, tutto ciò che essa è, fu racchiusa nel seno della Santa Vergine, non temo di dire che Maria ricevette una specie di giurisdizione su tutto ciò che appartiene a Dio". L'amore di Dio per Maria è talmente immenso, infinito ed illimitato che Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ne parla in "Le glorie di Maria". Per la sua santità assoluta, la Vergine Maria è considerata come un "complemento di grazia" della Trinità Santissima, e la Chiesa da sempre la considera "Venerabilis et sancta", "Sacra e venerabile". L'invocazione a Maria "Salute degli infermi" manifesta con forza la fede nel potere della Santa Vergine di guarirci da tutti i nostri mali. Inoltre, Maria ci ha come generato nel dolore, ai piedi della Croce, invitandoci ad accostarci a lei con fiducia: "Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix; nostras deprecationes ne dispicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta". Invocazioni come "Santa Maria, piena di tenerezza" e "Santa Maria, Madre di misericordia" presenti in diverse litanie mariane, evidenziano proprio questa sua qualità.

Mosaico raffigurante Maria Regina con Angeli in Paradiso

Maria Ausiliatrice e la Regalità

Il titolo e la festa di Maria Ausiliatrice ebbero origine da notevoli vittorie riportate dal popolo cristiano, come quella a Lepanto sui Turchi nel 1571. Fu allora che San Pio V, attribuendone il merito all'intercessione di Maria, fece aggiungere alle Litanie Lauretane l'invocazione "Auxilium Christianorum". Incoronata Regina dell'Universo, al di sopra degli Angeli e dei Santi, la Vergine Maria ha in questi l'ornamento vivente del suo trono regale. Per la sua dignità di Madre di Dio e per l'intima sua unione con la Trinità Santissima, Maria esercita la regalità sugli Spiriti Celesti come corollario della regalità di Cristo, "Signore dell'Universo". La Santa Madre di Dio è stata esaltata al di sopra dei Cori degli Angeli, nei regni celesti, e gli Angeli, ministri di Dio e della Redenzione, non cessano di servirla nel suo esercizio di ministero regale, come indicato da "Millia millium ministrabant ei, et decies millies centena millia assistebant ei" (Dn 7, 10).

1. Cosa sono le Litanie lauretane?

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