Le Connessioni Ferroviarie tra Arcangelo e gli Urali e lo Sviluppo del Nord Sovietico

La regione degli Urali e l'area del nord europeo dell'URSS hanno rappresentato e continuano a rappresentare un'area di cruciale importanza strategica ed economica, grazie alle sue vaste risorse naturali. Lo sviluppo di infrastrutture di trasporto, in particolare le linee ferroviarie, è stato fondamentale per l'estrazione e la movimentazione di queste ricchezze, collegando centri minerari isolati con le principali città e regioni industriali.

Mappa delle ferrovie nel nord-ovest della Russia e degli Urali

Contesto Geografico ed Economico degli Urali

La Morfologia e la Ricchezza Mineraria degli Urali

La catena degli Urali si suddivide in Urali polari, settentrionali, centrali e meridionali. Gli Urali polari sono caratterizzati da una tundra artica, priva di vegetazione, mentre gli Urali settentrionali costituiscono una catena isolata e brulla, con vegetazione limitata a qualche bosco di larice. Dall'estremità meridionale degli Urali settentrionali si estendono verso sud-ovest numerosi altipiani, caratterizzati da ampie valli paludose.

Gli Urali centrali sono coperti da fitte foreste di conifere e sono delimitati a sud da una serie di colline alte tra 300 e 600 metri, separate da profonde gole; il monte più alto è il Konzhakovski Kamen (1.571 m). Gli Urali meridionali sono formati da tre catene parallele densamente alberate e con terreni particolarmente adatti al pascolo. Attraversate da numerosi fiumi, raggiungono un'altezza massima di 1.594 m. Gli Urali si estendono ulteriormente in direzione del Volga prendendo il nome di Obshchi Syrt, una zona di altipiani che non superano i 460 m di altitudine.

Geologicamente gli Urali sono ciò che rimane di una catena innalzatasi verso la fine del Paleozoico (durante il Permiano), 250 milioni d'anni fa. La regione degli Urali presenta estesi giacimenti di ferro e carbone; si estraggono inoltre cromo, manganese, rame, zinco, bauxite, platino, argento, oro e, a est, petrolio.

Gli Urali sono oggi una grande regione metallurgica. L’antica catena è ricca dei minerali più diversi, sfruttati da secoli, motivo per cui vi sono stati installati enormi complessi siderurgici e meccanici, in una posizione strategica per agevolare lo sviluppo della Siberia.

L'Eredità Industriale dei Demidoff

La storia dell'industrializzazione degli Urali è profondamente legata alla famiglia Demidoff. La loro attività iniziò nel 1600 con Nikita Demidoff, un armaiolo di Tula, che divenne fornitore di fiducia dello Zar Pietro Il Grande e realizzò la prima vera fabbrica d'armi. Nel 1702, ottenne dal governo russo il permesso di cercare minerali negli Urali e di costruire nuove fabbriche. L’attività dei Demidoff si trasferì pertanto negli Urali, a 100 chilometri a Nord di Ekaterinburg, lungo il fiume Taghil. Nel 1727 fu completata la costruzione del villaggio minerario e dello stabilimento siderurgico sul fiume Taghil, composto da quindici fucine.

Minerali come ferro, oro, topazi, rubini ed smeraldi contribuirono a formare le immense ricchezze dei Demidoff. Presso la stazione di Asìàskaia e nel paese di Taghil, fu scoperta la malachite a 90 metri di profondità il 22 giugno 1829. È notevole che in un'area relativamente ristretta siano stati trovati la maggior parte dei minerali che rendono celebre tutt'oggi la catena degli Urali. Nel 1870 si stimava che le proprietà Demidoff negli Urali avessero un'estensione pari alla superficie della Toscana. A Nijni-Taghil, i Demidoff lasciarono la direzione tecnica amministrativa dei possedimenti e degli stabilimenti e miniere citati.

Antica miniera negli Urali

Il Bacino Carbonifero della Pečora e lo Sviluppo del Nord

Nascita e Crescita dei Centri Minerari

Un centro minerario dell'URSS, posto a nord del Circolo Polare nel territorio della Repubblica Autonoma dei Komi (RSFSR), deve il suo sorgere e il suo sviluppo allo sfruttamento del bacino carbonifero omonimo, che si estende alle falde occidentali degli Urali polari (bacino della Pečora). La sua utilizzazione ha notevolmente contribuito allo sviluppo dei trasporti e dell'industria nel nord europeo dell'URSS.

La relativa facilità di estrazione e la buona qualità del combustibile (circa 5 milioni di tonnellate annue) hanno portato alla costruzione di infrastrutture cruciali. In questi ultimi anni si è iniziata anche la messa in valore di notevoli ricchezze minerarie, specie carbone e petrolio; due nuove città sono sorte, Vorkuta e Uchta, unite con ferrovia ad Arcangelo. Si è così creato il nuovo Donbass polare (bacino di Vorkuta).

La Rete Ferroviaria Strategica: Da Vorkuta ad Arcangelo

La Costruzione della Ferrovia Vorkuta-Kotlas durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la necessità di trasportare rapidamente il carbone del bacino della Pečora verso le regioni industriali e Leningrado spinse alla costruzione di una ferrovia strategica. Questa ferrovia, lunga oltre 1000 km, collegò Vorkuta a Kotlas, sulla preesistente linea Arcangelo-Vologda, passando per i giacimenti petroliferi del bacino della Pečora. Essa convogliava il carbone verso Leningrado e le regioni vicine.

Le Linee Chiave del Nord Europeo Sovietico

Sebbene le vie marittime e fluviali costituissero le vie di trasporto essenziali nel nord dell'URSS, esisteva anche una rete ferroviaria di una certa importanza. Tra le linee degne di nota si ricordano:

  • La linea Leningrado-Kirov, che attraversa la regione di Vologda.
  • La linea Arcangelo-Vologda, una via di comunicazione fondamentale.
  • La nuova Vorkuta-Kotlass, che si estendeva verso ovest fino ad Arcangelo, consolidando il collegamento tra le risorse artiche e le città portuali.
  • La linea Kirov-Kotlass, che univa il bacino della Dvina con gli Urali e la Siberia.

Il Progetto della Grande Linea della Pečora

Recentemente è stata progettata, e in parte costruita, la grande linea della Pečora (Kotlass-Vorkuta con diramazione verso Salechard per gli Urali Settentrionali), a dimostrazione della continua espansione e miglioramento della rete ferroviaria per lo sfruttamento delle risorse.

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Impatto sullo Sviluppo Economico e Industriale

La Zona Nord-Est e il suo Potenziale

La zona di nord-est, che comprende le province di Arcangelo e di Vologda, oltre alla Repubblica Autonoma dei Komi, ha nelle foreste la sua principale ricchezza, con estese tundre dove si pratica l'allevamento e attività di pesca alla foce dei fiumi. Negli ultimi anni si è sviluppata anche un'attività agricola nella parte meridionale della regione di Vologda.

L'intensificazione dell'attività industriale nella RSFSR è stata favorita anche da uno sviluppo delle vie di comunicazioni fluviali, ferroviarie, stradali ed aeree. La regione di Mosca è poi la località di convergenza di un grande sistema di ferrovie, che unisce la capitale a tutte le più lontane regioni dell'URSS.

L'Industria Metallurgica e Meccanica negli Urali

La ricchezza di metalli utili negli Urali ha favorito lo sviluppo di possenti industrie metallurgiche, siderurgiche e meccaniche. La zona degli Urali vanta grandiosi impianti a Magnitogorsk, Nižne Tagilsk, Čeljabinsk (considerati tra i maggiori d'Europa), Zlatoust (specializzato in acciai speciali), Sverdlovsk, Serov, Lys′va e Alapaevsk. La metallurgia del rame vanta moderne fonderie nelle regioni degli Urali. La lavorazione della bauxite, per l'estrazione dell'alluminio, si compie negli stabilimenti di Krasnoufimsk (bauxite degli Urali). A Čeljabinsk si lavorano il piombo e lo zinco. Dopo la guerra (1946), un imponente sforzo è stato compiuto per la ricostruzione delle varie industrie meccaniche gravemente danneggiate, e attualmente la RSFSR ne possiede tutte le branche, notevolmente localizzate nella Russia europea.

Il carbone si estrae dai giacimenti degli Urali, con centri principali di estrazione che nel 1958 hanno contribuito con 61 milioni di tonnellate. Anche per il petrolio e il ferro la Russia europea ha avuto la prevalenza, grazie ai giacimenti della Seconda Baku e del bacino di Krivoj-Rog. Il platino è estratto nei bacini della Tura, dell'Iš e della Losova (Urali); il rame in quelli di Bajmak, Degtjarka, Krasnoural′sk; la bauxite dai bacini della Krasnaja, di Serov, Kalia, ecc. Nella penisola di Kola si estrae la nefelina; la potassa si trova a Solikamsk (Urali); l'amianto è pure abbondante negli Urali.

L'Esplorazione Geologica e il Ruolo delle Ferrovie

La necessità di mappare e comprendere le immense risorse geologiche della regione fu evidente sin dall'inizio. Durante la VII sessione del congresso geologico internazionale di San Pietroburgo del 1897, il Comitato d’organizzazione, sotto la presidenza del professor A. Karpinsky, organizzò una serie d’escursioni mineralogiche. Un treno speciale fu messo a disposizione degli escursionisti per condurli sino a Perm e permettere loro di esplorare le regioni minerarie. Questi viaggi evidenziarono non solo l'incredibile ricchezza mineraria della zona, ma anche l'importanza delle ferrovie per accedere a queste aree remote e per il loro studio.

Dalla stazione di Urjùm, situata sullo spartiacque tra Asia ed Europa, ad esempio, si facevano escursioni al Monte Alexandrowskaia-Sopka, che sorge anch’esso proprio al confine geografico fra Europa e Asia. La ferrovia, in queste sezioni, saliva il versante occidentale degli Urali con due grandi zig-zag, mostrando l'ingegneria necessaria per attraversare il difficile terreno montuoso e boscoso.

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