Il Pellegrinaggio alla Mecca (Hajj): Storia, Riti e Significato

Introduzione al Pellegrinaggio Islamico

Il pellegrinaggio alla Mecca, noto come Hajj, è un'esperienza mistica e un'occasione fondamentale per stringere i legami tra i musulmani della Umma, la comunità islamica, senza distinzione di status e nazionalità. Se nel cristianesimo il pellegrinaggio è un atto facoltativo di devozione individuale, nel mondo islamico esso è invece uno dei pilastri della fede e un dovere per ogni musulmano.

È il rito che certifica e sostanzia il legame profondo fra una terra e un popolo, la sua religione e la sua lingua. La Mecca è il luogo sacro e mitico di questo ricorrente e necessario appuntamento. Il viaggio nella città santa è un obbligo da compiere una volta nella vita, ma è prescritto solo a chi ha la possibilità economica e la salute per affrontarlo. Il pellegrinaggio si compie una volta l'anno e coinvolge circa due milioni di persone.

Mappa dei percorsi del pellegrinaggio alla Mecca

I Cinque Pilastri dell'Islam e l'Hajj

Durante la propria vita, il fedele musulmano si impegna nel rispettare cinque obblighi primari, quelli che vengono chiamati i pilastri dell’Islam (in arabo, Arkān al-Islām). L'Hajj è uno di questi, insieme alla professione di fede (Shahada), alla preghiera (Salat), al digiuno durante il Ramadan (Sawm) e all'elemosina (Zakat). Il pellegrinaggio come pilastro dell’Islam è considerato un obbligo che, almeno una volta nella vita, deve essere compiuto.

Tipi di Pellegrinaggio: Hajj e Umrah

Il pellegrinaggio ha come meta la Mecca, dove si trova la Ka’ba. Esistono due tipi di pellegrinaggio:

  • Il pellegrinaggio canonico (Hajj): Deve necessariamente svolgersi durante l’ultimo mese del calendario islamico, il cosiddetto mese di Dhū l-Ḥijja (i giorni dedicati sono l’8, il 9 e il 10) e deve rispettare dei riti prestabiliti.
  • Il pellegrinaggio non canonico (‘Umrah): Consiste nella possibilità di visitare la Mecca in qualsiasi momento dell'anno. La visita non ha lo stesso valore del tipico pellegrinaggio e, preferibilmente, va effettuata in uno dei mesi sacri dell’Islam.

I Riti del Pellegrinaggio alla Mecca

I riti del pellegrinaggio sono sequenziali e profondamente simbolici, culminando in un'esperienza spirituale intensa per il fedele.

L'Iḥrām: L'Abito della Purezza

Prima di iniziare i riti principali, i pellegrini si radunano alla Mecca, spesso transitando per la Medina, dove si trova la Casa del Profeta Maometto. Qui, indossano l’abito della purezza, in arabo «Iḥrām». Per gli uomini sono previsti due lunghi teli bianchi, uno avvolto intorno alla vita e uno che copre la spalla sinistra. Le donne indossano un abito lungo che copre tutto il corpo e il capo, scoprendo solo mani e viso, e che non deve essere stato indossato prima.

Il Tawaf e la Ka'ba

Una volta entrati nello stato di purità, si compie il «Tawaf», che consiste nella circumambulazione (camminare intorno) della Ka’ba per sette volte in senso antiorario. La Ka’ba (كَعْبَة‎) è una struttura cubica coperta da un drappo nero e dorato, sormontata da una cornice dorata, situata al centro della Grande Moschea della Mecca. In epoca preislamica, veniva usata per ospitare idoli pagani adorati dalle tribù locali. Ogni giro del Tawaf inizia toccando o baciando la Pietra Nera - spesso, a causa della folla, si potrà soltanto indicarla - e si continua il rito recitando una preghiera.

Foto della Ka'ba durante il Tawaf

Da Mina ad 'Arafāt e il Lancio dei Sassolini

Il nono giorno del mese di Dhū l-Ḥijja, i pellegrini si spostano a Mina, precisamente sul monte ‘Arafāt - anche chiamato “il monte della misericordia” - dove viene recitata la «talbiyah». Grazie a questa preghiera, i pellegrini esplicano che vogliono compiere il pellegrinaggio solo per la gloria di Allah.

Il decimo giorno del mese di Dhū l-Ḥijja prevede un ulteriore spostamento. Da Muzdalifah si ritorna a Mina, dove si conclude uno degli ultimi riti del pellegrinaggio: si lanciano sette sassolini contro tre grandi pilastri. Con questo gesto, il fedele rappresenta l’obbligo di vincere le tentazioni di Satana.

Infografica dettagliata dei riti dell'Hajj, inclusi Tawaf e rito del lancio delle pietre

La Conclusione: La Festa del Sacrificio

Questo sarebbe il rito conclusivo; tuttavia, per abitudine, i pellegrini tornano alla Mecca per compiere nuovamente la circumambulazione della Ka’ba e replicare la “corsa” tra le due colline. Poi si ritorna a Mina per la cosiddetta “festa dei sacrifici”, legata all’Eid al-Adha, dove i pellegrini acquistano un capo di bestiame di cui si consuma la carne. All’inizio di questa festa, i musulmani di tutto il mondo sacrificano un animale in ricordo del sacrificio di Abramo, che anche nel racconto coranico è pronto a obbedire all’ordine divino di immolare il proprio figlio (identificato però nella tradizione islamica con Ismaele), prima di venire fermato dall’angelo, che gli chiede di sacrificare un ariete al posto del ragazzo.

L'Evoluzione Storica e la Dimensione Culturale dell'Hajj

Dall'istituzione dell'Hajj da parte di Maometto nel VII secolo, il pellegrinaggio è molto cambiato. Alla sua evoluzione storica è stata dedicata la mostra "Hajj, le pèlerinage à La Mecque" all'Institut du monde arabe di Parigi, che ha presentato 230 opere dal medioevo all'età contemporanea, provenienti da collezioni pubbliche e private d'Europa, Asia e Africa. Tra le opere in mostra, una foto del 1861 raffigurava i pellegrini in viaggio a dorso di cammello, mentre un'altra mostrava un fedele seduto nella sala d'attesa dell'aeroporto di Parigi, evidenziando la trasformazione dei mezzi di trasporto.

Immagine comparativa di pellegrini dell'Hajj nel XIX secolo e nel XXI secolo

Mostre e Rappresentazioni Artistiche

Tra i contributi contemporanei al tema, si annovera "The Black Arch", installazione delle sorelle saudite Raja e Shadia Alem presentata alla Biennale di Venezia nel 2011. Raja Alem è anche conosciuta come autrice di "Il collare della colomba", romanzo ambientato alla Mecca, sua città natale.

Il Pellegrinaggio nella Letteratura di Viaggio

Nei secoli, l’Hajj ha alimentato il ricco filone della letteratura di viaggio, che ha documentato scene accurate e ricordi preziosi. La prima scintilla della maggior parte dei libri di viaggio della tradizione islamica è stata il pellegrinaggio, come dimostrano le opere di Ibn Jubayr (m. 1217) e Ibn Battuta (m. 1369). Questi testi si sono espansi fino a comprendere i racconti delle città del mondo, delle condizioni delle nazioni e dei popoli, diventando infine un’accurata fonte storica e una testimonianza oculare basata sull’osservazione sul campo.

Ibn Jubayr descrive con fascino il suo pellegrinaggio a Mecca, narrando di Mina come una "città grande per monumenti, estesa di circuito, antica di fondazione ora è distrutta, eccettuati pochi luoghi che servono di locanda. Essa occupa due lati di una strada estesa, i quali si allungano e si allargano a foggia di circo."

Il pellegrinaggio alla Mecca

Impatto Sociale, Economico e Geopolitico dell'Hajj

Effetti Sociali e Tolleranza

Per i musulmani, l’Hajj non è soltanto un dovere religioso obbligatorio. Uno studio del 2008 ha rilevato che le comunità musulmane diventano più positive e tolleranti dopo l’esperienza dell’Hajj, sottolineandone la profonda influenza sulla coesione sociale e sul rispetto reciproco tra diverse culture e nazionalità all'interno della Umma.

L'Hajj come Motore Economico e Turistico

Il pellegrinaggio rappresenta una parte importante dell’azione di diversificazione economica del Regno dell'Arabia Saudita e dà un impulso significativo al turismo religioso. Il numero dei fedeli giunti per compiere il pellegrinaggio ha raggiunto i livelli pre-covid (2,5 milioni di persone nel 2019), con l’Arabia Saudita che ha accolto pellegrini da 57 Paesi, la maggior parte dei quali provenienti dai Paesi asiatici, dove si concentra il 67% dei musulmani del mondo. L’auspicio è che il turismo religioso possa fungere da traino per tutto il settore, potenziando anche le visite ai siti archeologici e alle bellezze naturalistiche del Paese, in vista del raggiungimento degli obiettivi della Vision2030.

I pellegrini che decidono di visitare il Paese al termine dell'Hajj o dell’'Umrah (il piccolo pellegrinaggio) «potrebbero diventare ambasciatori del turismo saudita nei loro Paesi».

Infografica sull'impatto economico dell'Hajj in Arabia Saudita

Riflessi sulle Relazioni Internazionali

Al di là della dimensione religiosa ed economica, il pellegrinaggio riflette anche le relazioni che legano l’Arabia Saudita agli altri Paesi islamici. Il recente elogio del ministro degli Esteri iraniano alla leadership saudita per gli sforzi profusi nell’organizzazione del pellegrinaggio, dopo anni di denunce e proposte di "internazionalizzazione dell'organizzazione del pellegrinaggio", riflette un clima di distensione tra i due Paesi, favorito dalla ripresa dei loro rapporti diplomatici mediata dalla Cina.

Gli Studi Scientifici sul Pellegrinaggio Islamico

Il pellegrinaggio alla Mecca è stato oggetto delle curiosità scientifiche di molti studiosi europei, che non hanno esitato a ricorrere a stratagemmi avventurosi per indagare da vicino questo misterioso fenomeno della religiosità orientale. Un testo fondamentale che ha segnato la letteratura antropologica sull'argomento è stato elaborato da Christiaan Snouck Hurgronje. Sebbene all'epoca della stesura di questo lavoro (pubblicato a Leida nel 1880) non avesse mai visto l'Oriente né la Mecca, Hurgronje diede alle stampe il primo lavoro d'insieme sull'origine del pellegrinaggio islamico, sulla fase storica della sua formazione e sui motivi che indussero il fondatore dell'Islam a incorporare "questo pezzo massivo di paganesimo" nella sua dottrina nascente.

Fondato su una critica rigorosa delle fonti islamiche e su una prudente rivisitazione dei resoconti europei, il volume di Hurgronje divenne antesignano di ogni ricerca che volesse spingersi sul terreno degli studi orientalistici e della storia comparata delle religioni. Al tempo stesso, mentre introduceva i filologi fra le pieghe del Corano e nell'intricato viluppo di significati sottesi ai molti rituali del pellegrinaggio, si faceva preziosa testimonianza di se stesso.

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