Il Sinodo dei Vescovi, in particolare quello dedicato ai giovani nel 2018 e il successivo percorso sulla sinodalità, ha generato un'ampia produzione editoriale che offre spunti di riflessione e strumenti pastorali preziosi. Questi volumi esplorano le sfide del mondo contemporaneo, il ruolo della Chiesa e l'importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni, tracciando un cammino di discernimento e speranza.
Il Sinodo dei Vescovi 2018: "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale"
Papa Francesco ha dedicato il Sinodo dei Vescovi del 2018 al tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Questo evento non è stato un semplice raduno, ma un lungo e profondo processo sinodale, durato molto tempo, che ha comportato un ampio ascolto nelle realtà locali, da cui sono giunti a Roma messaggi e riflessioni che hanno contribuito a creare il documento iniziale. Il cammino verso il Sinodo dei Vescovi del 2018 è iniziato con un documento preparatorio, accompagnato da un questionario per ascoltare la voce del "popolo di Dio" e da una lettera del Papa. Questo corposo testo dell'Instrumentum Laboris, guida ai lavori dell'Assemblea, è un documento prezioso e il risultato di un lungo lavoro. Il senso del percorso sinodale può riassumersi come l'opportunità offerta alla Chiesa intera di lasciarsi rinnovare dallo Spirito che, prendendo l'occasione di guardare ai giovani con speciale attenzione, riceve in dono la forma della «feconda pedagogia della santità».
La genesi di questo tema risale a un "giorno piovoso a Cracovia", il 30 luglio 2016, quando Papa Francesco, parlando con un gruppo di gesuiti, anticipava il cuore di quello che sarebbe stato il tema del Sinodo, annunciato solo due mesi dopo. Il racconto di padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, si snoda con interesse e curiosità lungo tutto il processo sinodale, dalla genesi, alla preparazione, allo svolgimento, fino alla stesura del documento finale di questo grande evento ecclesiale, che segna la storia della Chiesa nel Terzo Millennio.
Il Sinodo si è configurato come una grande antenna di ascolto della situazione dei giovani in generale, non solo dei giovani cristiani e credenti, che rappresentano non il futuro della società e della Chiesa ma il presente. Le grandi istanze e i grandi desideri vengono espressi proprio dai giovani di fronte a un mondo pieno di tensioni, conflitti e muri. Il discernimento è la parola chiave di questo pontificato, significando cercare e trovare dove Dio è attivo e all’opera nel mondo, e riconoscere le dinamiche spirituali nella società odierna per sostenere i processi positivi. Questo richiede molta ricerca, pazienza e meditazione, oltre all'ascolto delle inquietudini dei giovani, dentro e fuori la Chiesa. La profezia, inoltre, spinge verso il futuro per cercare soluzioni ai grandi problemi attuali.
Il Sinodo ha affrontato le grandi novità che oggi la Chiesa e la società sono chiamate ad affrontare: l’ambiente digitale, i temi cruciali come le migrazioni e la mentalità abusiva da combattere con ogni mezzo, ma anche la famiglia, i rapporti intergenerazionali, il corpo e l’affettività. Si è compreso che questa profezia può essere vera se si ascoltano anche gli anziani, in un appello a che giovani e anziani tornino a dialogare. Gli anziani possono sognare solo se questi sogni, fondati sull’esperienza, sono comunicati ai giovani, perché possano vedere il futuro.

La Sinodalità come Stile di Chiesa e il Coinvolgimento dei Giovani
Papa Francesco può a pieno titolo dirsi “il Papa della sinodalità”, avendo deliberatamente scelto di governare la Chiesa “all’interno del” e “attraverso il” Sinodo dei vescovi, mettendo l’accento sulla sinodalità e affermando con chiarezza che la conversione sinodale della Chiesa è un atto di risposta al discernimento che questa fa della volontà di Dio. Questa realtà, tuttavia, occorre guardarla non da posizioni di potere o cercando il controllo spasmodico su ogni situazione, ma riuscendo a decentrarsi per assumere lo stesso punto di vista di chi è povero, ultimo, scartato.
Un testo paradigmatico sottolinea che «in questa Chiesa, come in una piramide capovolta, il vertice si trova al di sotto della base. Per questo coloro che esercitano l’autorità si chiamano “ministri”: perché, secondo il significato originario della parola, sono i più piccoli tra tutti». Soltanto nella misura in cui gli organismi ecclesiali rimangono connessi col “basso” e partono dalla gente, dai problemi di ogni giorno, può incominciare a prendere forma una Chiesa sinodale. Tra le grandi sfide della Chiesa sinodale c’è senz’altro il coinvolgimento dei giovani.
Jorge Mario Bergoglio aveva le idee molto chiare già nel 2003, quando la diocesi di Buenos Aires tenne un’assemblea sul tema: Come essere Chiesa oggi. L’assise, presieduta dal futuro Papa Francesco, si presentava come «uno spazio di affermazione della nostra identità e di presa di coscienza della nostra missione in un ambito di comunione e di partecipazione». Le parole da sottolineare in questa frase - comunione, partecipazione e missione - sono gli stessi tre sostantivi che costituiscono il sottotitolo del percorso sinodale intrapreso oggi dalla Chiesa universale, e che porterà nel 2023 alla celebrazione del Sinodo dei vescovi sulla sinodalità. La rotta tracciata dal cardinal Bergoglio si rivela in tutta la sua lucidità, per esempio sfogliando le pagine del discorso alla riunione del Consiglio presbiterale della diocesi di Buenos Aires, pronunciato il 15 aprile 2008.
Dopo aver anticipato concetti come quello del “cambiamento d’epoca” ed esortando i sacerdoti a mettere da parte il criterio dell’“abbiamo sempre fatto così”, Bergoglio affermava: «Peculiarità del cambio d’epoca è che le cose non sono più al loro posto. Ciò che prima serviva per spiegare il mondo, le relazioni, il bene e il male, ora sembra non funzionare più». Le stesse domande erano risuonate nella Conferenza di Aparecida del 2007, e il cardinal Bergoglio riprendeva le conclusioni di quella riunione: «La Chiesa di Aparecida è una comunità di discepoli missionari che vogliono ascoltare il Signore e la realtà con umiltà, per discernere che cosa devono essere e fare». Questo è uno stile sinodale, come poi esplicitato e definito nel corso del ministero petrino.
Libri e Approfondimenti sul Sinodo dei Giovani
"Giovani dalla A alla Z" di Mons. Bruno Forte
È bello condividere la bellezza di queste parole che sono il vocabolario essenziale per vivere felici e diffondere felicità attorno a noi. Mettono dentro il desiderio di essere protagonisti di felicità, aprono gli orizzonti della vita beata, ci ricordano che siamo fatti per intraprendere un cammino, per condividere la strada verso una meta comune. Queste parole, dalla prima «Accompagnare» all’ultima «Zaino», invitano a vivere e testimoniare l'incontro con Cristo nella Chiesa per contribuire a far diventare il mondo un crocevia di bene, di giustizia, di pace, un paradiso, un giardino di felicità.
Monsignor Forte affronta in questo volume il tema del Sinodo dei Vescovi del 2018 a partire dall’esame dei cambiamenti epocali che caratterizzano il nostro tempo, secondo la chiave di lettura di Max Horkheimer e Theodor W. Adorno, esposta in Dialettica dell’Illuminismo. La causa primaria di tale rivoluzione viene attribuita alla pretesa dell’Illuminismo di spiegare razionalmente la totalità del mondo. Questo sogno, che ha ispirato i processi emancipatori dell’epoca moderna, si propone, nel nome del progresso, l’oggettivazione della natura, della vita e dell’uomo stesso, per conformarli forzatamente alle proprie istanze attraverso la tecnologia e le scienze.
Questa volontà di potenza, declinata nelle varie ideologie, ha provocato esperienze di alienazione e di morte, risolvendo nel loro contrario le premesse illuministiche. Ne è derivato un processo di decadenza che ha investito la post-modernità, con conseguente consumazione della fede nella ragione, indifferenza verso la ricerca della verità e una crisi ecologica. Questo è un tempo post-ideologico, contraddistinto da un pensiero debole, incapace di afferrare una ragione ultima del vivere e del morire; tempo della fruizione, della contaminazione e della frustrazione, secondo la definizione di Vattimo. Le conseguenze di questa crisi ricadono soprattutto sui giovani, più facili prede del nichilismo, perché privi degli strumenti di discernimento e perciò più soggetti al condizionamento. Tuttavia, sulla soglia del naufragio, si delinea una certa resistenza - come viene messo in risalto da Hans Blumenberg -, che prende le forme dell’attenzione al prossimo e della nostalgia del trascendente. Per i cristiani, l’Ultimo è Cristo crocifisso e risorto, unica risposta all’esigenza di fondazione della verità e alla motivazione di un impegno etico. Alla Chiesa si impone la necessità di ripristinare il primato della fede; il dovere di una testimonianza che rigeneri una identità debole, e l’urgenza della sfida educativa. Sull’educazione, infatti, poggia la scelta decisiva della persona, l’opzione fondamentale che qualificherà il suo stile di vita, il cui compimento è la scelta del bene.
"Sinodo" di Papa Francesco (a cura di N. Becquart)
Questo volume, della collana Le parole di Francesco, raccoglie i pensieri del Papa sulla sinodalità. L'introduzione di suor Nathalie Becquart, sottosegretaria al Sinodo dei vescovi, riflette su come Papa Francesco abbia deliberatamente scelto di governare la Chiesa attraverso il Sinodo dei vescovi, mettendo l’accento sulla sinodalità e affermando con chiarezza che la conversione sinodale della Chiesa è un atto di risposta al discernimento che questa fa della volontà di Dio.
"Per una Chiesa sinodale. Mai senza i giovani!" di Don Salvatore Miscio
L'altro volume significativo, pubblicato da Ave, è Per una Chiesa sinodale. Mai senza i giovani!, scritto da don Salvatore Miscio. Sacerdote pugliese, già apprezzato per il suo testo Faber, uomo in ricerca, dedicato alla ricerca spirituale nei testi di Fabrizio De André, don Miscio fonde in questo libro il suo vissuto con una ricerca approfondita che attraversa varie fonti: dai testi del Magistero vaticano alle riflessioni della Chiesa italiana e a un’ampia letteratura teologica e pastorale. Lo scopo è offrire prospettive concrete e prassi per costruire la comunità dei “discepoli-missionari”.
Alla base del lavoro di don Miscio c’è una domanda fondamentale: «Come far sì che il potenziale che si acquisisce in giovinezza, e che crea competenze necessarie per tutta la vita, non vada disperso nelle fughe in avanti di chi anticipa vissuti senili o, al contrario, nell’inerzia che “promuove il mito di un’adolescenza eterna” senza mai vivere a pieno la giovinezza?». Il contributo dei giovani alla Chiesa sinodale, secondo don Miscio, deve essere quello tracciato da Papa Francesco nell’esortazione apostolica Christus vivit, scritta al termine del Sinodo del 2018 dedicato proprio ai giovani. Affermava il Pontefice al numero 15: «Un giovane non può essere scoraggiato, la sua caratteristica è sognare grandi cose, cercare orizzonti più ampi, osare di più, aver voglia di conquistare il mondo, saper accettare proposte impegnative e voler dare il meglio di sé per costruire qualcosa di migliore».
Ma perché tutto questo si realizzi, i giovani devono essere prima di tutto se stessi all’interno degli ambienti ecclesiali: è importante che si sentano accolti e rispettati, valorizzati e ascoltati, all’interno di uno spazio che riconoscano come «casa». «Si tratta - spiega don Miscio - di uno stile comunitario dal profilo molto alto, che è tanto urgente attuare, ma che richiede al contempo competenze appropriate, che possono nascere solo da una umanità vera portata a maturazione dall’incontro con il Cristo accogliente».
Dopo il capitolo introduttivo dedicato a La Chiesa in ascolto dei giovani, l’autore delinea proprio le «nuove competenze comunitarie» richieste nel percorso di apertura alle giovani generazioni. Tra queste, la prima evidenziata è la capacità di «superare la frattura con la cultura»: lo Spirito parla sempre attraverso linguaggi inattesi, e oggi potrebbe parlare anche attraverso le nuove forme espressive (dall’arte, alla musica, all’utilizzo dei social network...) fatte proprie da ragazze e ragazzi del nostro tempo. L’ultimo capitolo del libro presenta l’esito di un’interessante ricerca condotta con alcuni giovani seminaristi del Seminario regionale pugliese di Molfetta, futuri leader all'interno della comunità cristiana.

La Raccolta dei Documenti del Sinodo 2018 (a cura di P. Antonio Spadaro)
In un volume, edito da Editori l’Ancora e La Civiltà Cattolica, sono raccolti tutti i documenti del Sinodo 2018 su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Il racconto di padre Antonio Spadaro si snoda lungo tutto il processo sinodale, dalla genesi, alla preparazione, allo svolgimento, alla stesura del documento finale. In oltre 400 pagine sono raccolti tutti i documenti che rendono testimonianza dell’impegno profuso da tutti i protagonisti di questa assemblea - vescovi e giovani, sacerdoti, religiosi e laici - di aprirsi al futuro, rispondendo all’appello lanciato da Francesco in apertura del Sinodo: “far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani - a tutti i giovani, nessuno escluso - la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo”. Una ‘Chiesa empatica’, è questa l’impressione di fondo che il curatore ha tratto ordinando a posteriori questi materiali.

Una Guida Salesiana per l'Impulso Missionario
Un altro volume, nato dal cammino di animazione della Congregazione salesiana, offre spunti per un rinnovato impulso missionario sull’onda del Sinodo dei giovani tenutosi nel 2018: una “guida” per avvicinarsi alla Parola e farne la bussola del cammino pastorale. I capitoli sono introdotti da diversi autori salesiani, che commentano e analizzano un passo scelto dall’Antico o dal Nuovo Testamento e vi aggiungono una meditazione e una preghiera. Il testo è suddiviso in un’introduzione (”Il bambino/adolescente nel contesto sociale e religioso del Nuovo Testamento”), una conclusione (”Il ragazzo nel Nuovo Testamento”) e quattro parti: ”I giovani”, ”Itinerari di fede per educatori dei giovani”, ”Tre giovani, tre vocazioni” e ”Tre modelli di discernimento vocazionale”.

L'Eredità del Sinodo: Sfide Aperte e Continuità
Papa Francesco ci ha insegnato che dobbiamo abituarci a vedere le cose in termini processuali, cioè in cammino, poiché non ci sono soluzioni definitive. Le questioni aperte per la Chiesa sono le grandi questioni aperte per il mondo, quindi le grandi tensioni politiche su cui il Papa insiste spesso, ma anche la grande questione della fede, cioè come si fa oggi a trasmettere la fede. In fondo è la visione di Dio, cioè di che Dio abbiamo in mente. In un momento in cui Dio diventa spesso occasione per le divisioni e per le tensioni, la grande sfida che la Chiesa ha oggi è di essere strumento di cattolicità, cioè di universalità, di apertura, di riconciliazione.
Questo Sinodo può essere inteso anche come una lezione per la società e per affrontare temi che vanno al di là del mondo ecclesiale. In un mondo di contrapposizioni, anche di ordine politico, c’è bisogno di comprendere le grandi questioni e di capire anche quale può essere il rapporto tra la sinodalità e la democrazia che viviamo: cioè, come i cristiani possono esprimersi e confrontarsi sui grandi temi, i grandi dibattiti della società civile. In fondo, un grande frutto di questo Sinodo è proprio la sinodalità: cioè, i giovani hanno risvegliato la capacità sinodale della Chiesa di dialogare, di conversare, di trovarsi insieme senza aver paura dei conflitti e delle visioni differenti.
Riflettere sui giovani e con i giovani è stato un investimento per tutta la Chiesa. Si deve evitare di parlare di Chiesa e giovani come se i giovani fossero un oggetto; sono invece soggetti, sono parte della Chiesa. Quindi, non un Sinodo sui giovani ma con i giovani. La pubblicazione di questi volumi serve non tanto a documentare questo processo come se fosse materiale d’archivio o di museo, ma al contrario vuole contribuire a una riflessione ulteriore perché il Sinodo deve poi incarnarsi nelle realtà locali: la gente deve tornare ad incontrarsi, le parrocchie devono tornare a dialogare.
Signore Gesù, la tua Chiesa in cammino verso il Sinodo volge lo sguardo a tutti i giovani del mondo. Ti preghiamo perché con coraggio prendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e più profonde e conservino sempre un cuore libero.