Amore, Fede e Identità: Un Viaggio attraverso le Riflessioni di Sorrentino e la Poesia

L'Esplorazione dell'Amore e dell'Etica in "The New Pope"

Paolo Sorrentino, con la sua serie televisiva "The New Pope", ci invita a riflettere sulla complessità dell'amore e sulle sfumature dell'etica contemporanea. Il lato erotico e disinibito della narrazione non si limita a smascherare le distorsioni dell'amore, ma propone una prospettiva etica incentrata sul rispetto e sulla pietà. Invece di rifiutare le forme di amore precario, la serie suggerisce di accoglierle in un percorso di comunione.

Di fronte alla domanda sulle intenzioni del regista, un personaggio risponderebbe con la profondità tipica di Sorrentino: «Sapete qual è la vera bellezza delle domande? Che noi non abbiamo le risposte. Alla fine le risposte le ha solo Dio».

Orfani di Scelta e di Destino: Le Radici dei Pontefici

Le vite dei protagonisti sono segnate dall'assenza genitoriale, seppur con sfumature diverse. John Brannox, il futuro Giovanni Paolo III, vive come un orfano nella sua tenuta britannica a causa della scelta consapevole dei suoi genitori di dimenticarsi di lui, in seguito a un incidente che ha coinvolto il fratello gemello Adam. Dall'altra parte, Lenny Belardo, il Papa giovane, è orfano per scelta dei suoi genitori che lo affidarono in tenera età alle cure di suor Mary, senza più riapparire nella sua vita.

Il Peso del Passato e la Crescita Interiore

Le colpe e le ferite del passato si riverberano sull'attività professionale di entrambi i pontefici. Tuttavia, è attraverso il servizio agli altri che John e Lenny intraprendono un profondo percorso di evoluzione interiore. Nel corso de "The Young Pope", il Cardinal Caltanissetta aveva suggerito a Pio XIII, che si accusava di non essere mai stato veramente giovane a causa della necessità di affrontare la brutalità del reale, che «un orfano maturando può trovare un’inedita gioventù dentro di sé».

John si è sempre tormentato con il dubbio di desiderare realmente di crescere e vivere, arrivando a sostenere di non piacere a Dio. Pio XIII replica con una riflessione sull'amore divino: «Anch’io non piacevo a Dio, perché l’amore di Dio non è mai un regalo, bisogna conquistarlo, passo dopo passo, bisogna crescere. Sei pronto a compiere il primo passo John?».

L'Amore al Centro: Tra Esistenzialismo e Umiltà

Al centro di tutto, da sempre, vi è l'amore. Come avrebbe detto Sartre, «abbiamo bisogno di sentirci giustificati a esistere, per salvarci da noi stessi», suggerirebbe Lenny. Giovanni Paolo III, in "The New Pope", proclama un amore non eccessivo e prevaricante, ma tenero e umile, rispettoso dell'altro e capace di convivenza reciproca.

Pio XIII evoca una dimensione di felicità raggiungibile nella sfera della gentilezza, dolcezza, mitezza e amorevolezza. Nella prima stagione, Lenny aveva dichiarato di amare solo Dio, trovando l'amore umano troppo doloroso per via della sua imperfezione e imprevedibilità, a differenza della natura rassicurante e definitiva di Dio o della Sua assenza.

immagine di Lenny Belardo (Jude Law) nei titoli di testa di The Young Pope, con abiti papali e sigaretta

Dall'Impotenza Umana alla Comprensione Divina

Lenny, emergendo dalle acque del mare, giunge ad accettare l'impotenza umana, simboleggiata da un bambino scheletrico rannicchiato sotto le lenzuola. Inizialmente chiede imperativamente a Dio di intervenire per farlo uomo, per poi comprenderne la condizione già realizzata.

Gutierrez osserva: «Dio ci salva sempre, non gestisce le nostre vite, non rimedia le nostre debolezze, Dio non ferma la nostra mano quando si immerge nel peccato. Noi siamo miserabili rottami, ricorda Giovanni Paolo III, ai quali però Dio sorride, replica Pio XIII».

La serie suggerisce che non siamo il cardine, ma la porta che deve farsi più leggera per accrescere l'apertura e l'inclusività, senza rinunciare al sacrificio di accogliere un Mistero inaccessibile.

La Religione come Narrazione e Indagine sull'Uomo

Le rigide formalità di Lenny iniziano a incrinarsi. In "The New Pope", nove mesi dopo l'attacco cardiaco che colpisce Pio XIII, emerge un nuovo Papa, definito "di velluto", che si interessa alla religione come forma di narrazione e come «indagine incessante sul mistero più grande di tutti: la natura dell’uomo».

La religione, secondo questa prospettiva, stempera la percezione della mancata onnipotenza umana, ridimensiona la presunzione di farcela da soli e amplia la capacità di ascolto. Non allontana dalla realtà, ma la avvicina in forma intima e delicata.

Domande Esistenziali e la Natura dell'Essere

Pio XIII pone una serie di domande esistenziali che risuonano con la condizione umana:

  • Siamo morti o siamo vivi?
  • Siamo stanchi o siamo energici?
  • Siamo sani o siamo malati?
  • Siamo buoni o siamo malvagi?
  • Abbiamo ancora tempo o il tempo è scaduto?
  • Siamo giovani o siamo vecchi?
  • Siamo puliti o siamo sporchi?
  • Siamo stupidi o siamo in gamba?
  • Siamo veri o siamo falsi?
  • Siamo ricchi o siamo poveri?
  • Siamo re o siamo servitori?
  • Siamo bravi o siamo belli?
  • Siamo caldi o siamo freddi?
  • Siamo contenti o siamo ciechi?
  • Siamo delusi o siamo gioiosi?
  • Ci siamo persi o ci siamo trovati?
  • Siamo uomini o siamo donne?

Riflessioni sulla Poesia: Dettatura, Varianti e Nuclei Tematici

Il testo si sposta poi verso una profonda disamina della poetica, attraverso un dialogo tra due interlocutori, CC e MDA. L'analisi verte sulla natura della scrittura poetica, in particolare sul concetto di "dettatura" e sull'importanza delle varianti testuali.

MDA, riflettendo sulle proprie opere, distingue tra la "vulgata critica" che considera la sua poesia lontana dal lavoro meticoloso della variante, e la realtà di un processo creativo che include "infinite correzioni e varianti" per ripetere fedelmente ciò che è stato dettato.

La "dettatura" viene descritta non come un processo passivo, ma come un'imposizione che richiede di spezzare una frase senza spiegazioni e di amare questa "spaccatura" in una visione totale della poesia. Le varianti, in questo senso, sono tentativi di raggiungere una "voce originaria".

MDA riconosce anche la possibilità di errori nella "mitologia della sottrazione", dove la ricerca dell'essenzialità può condurre all'imprecisione e all'insensato. Viene citato un esempio specifico di una poesia in cui una variante ha reso un verso meno preciso.

Si sottolinea come il grado di elaborazione e meditazione preliminare influenzi la presenza e la natura delle varianti. Libri concepiti con un forte impegno costruttivo presentano meno varianti, mentre quelli scritti in uno stato di maggiore "sbaraglio" ne accumulano un numero maggiore.

illustrazione di un manoscritto antico con annotazioni e correzioni

I Nuclei Tematici e la Metafora della Partita di Calcio

MDA si definisce uno "scrittore concentrico", i cui pochi nuclei tematici rimbalzano da un libro all'altro attraverso variazioni, ripetizioni e digressioni. Questi nuclei sono presenti fin dalla giovinezza, come testimoniato dal ricordo dell'infanzia dedicata al calcio.

La passione per il calcio diventa una metafora per comprendere la poetica e la questione delle varianti. La partita più memorabile dell'adolescenza viene descritta come un "archetipo" o una "metafora dinamica", la cui narrazione cambia nel tempo, a seconda del contesto e della prospettiva del poeta.

"Niebo" e la Ricerca di un'Eternità Poetica

Il discorso si sposta sull'esperienza del gruppo milanese "Niebo" negli anni Settanta. Si descrivono le tensioni ideologiche dell'epoca, il confronto con il terrorismo e l'impegno politico radicale, contrapposti alla ricerca di un'«eternità poetica, appunto, un’eternità senza appoggio e senza paradiso».

MDA narra le divergenze politiche vissute, il contrasto con professori e militanti, e la sensazione di essere braccato da qualcosa di ben più violento e totale della rivoluzione di classe.

"Somiglianze": Una Svolta nella Rappresentazione dell'Io Lirico

L'opera "Somiglianze" viene individuata come un momento di svolta, principalmente per due motivi: il modo di rappresentare "la funzione umana che dice io in poesia" e l'adozione di uno sperimentalismo che si discosta da quello imperante all'epoca.

La voce poetica in "Somiglianze" è scissa, disperata, ma conserva una tensione verso l'assoluto. Termini come "attimo" e "gioia" emergono come poli vitalistici, contrapposti a immagini di suicidio. Gli attimi sono momenti di tensione sessuale o gesto atletico, in cui si percepisce concentrazione vitale e autenticità, sospendendo il senso di panico.

L'interruzione in questa poetica è "atomistica, franta, temporanea", e gli incontri che determinano gli attimi ricordano il clinamen di Lucrezio.

L'Alterità nella Poesia: Luzi, Pavese e Lacan

Viene approfondito il modo in cui l'alterità viene inclusa nel testo e nella rappresentazione dell'io. Si menzionano le letture di Mario Luzi, Cesare Pavese e Jacques Lacan come influenze significative.

Mario Luzi è ammirato per l'arte del dialogo e per aver introdotto il "chiaroscuro" e il "precipitare nel profondo" nella poesia italiana, sebbene MDA lo percepisca come un uomo troppo equilibrato per essere un maestro diretto.

Cesare Pavese è visto come una figura paterna severa, che ha insegnato verità indelebili sul piano umano e dato un'importanza capitale al libro, ma non è considerato un maestro di poesia.

Jacques Lacan, incontrato negli anni parigini, ha influenzato la formazione con la sua "passione scrutatrice per la singola parola" e la sua capacità di addentrarsi nelle "zone buie dell'altro". Da Lacan MDA ha appreso una nozione cruciale sull'alterità come "crepa subitanea e letale che si spalanca nel dialogo".

Altri Insegnanti e Maestri

Vengono citati altri uomini e scrittori importanti: Giorgio Colli, Elémire Zolla, Sergio Quinzio, Giovanni Raboni, Angelo Maria Ripellino e Franco Fortini. Questi vengono definiti "insegnanti" piuttosto che "maestri", poiché per essere maestri occorre un'anima più grande e innocente.

L'Amore Mancato e la Ricerca di Identità

Un passaggio lirico e malinconico esplora il tema dell'amore perduto e trovato, partendo da una domanda: "Cos’è più bello, amore mio, l’amore perso o l’amore trovato?". L'orfano, privo dell'amore primordiale materno e paterno, si sente goffo e ingenuo nelle questioni d'amore.

Il ricordo di un amore mancato su una spiaggia della California, dove non fu possibile accarezzare le gambe dell'amata, genera un interrogativo persistente sulla sua sorte: "tu hai perso o hai trovato?".

The New Pope - Sharon Stone e John Malkovich nei nuovi episodi (CLIP)

Lenny Belardo: L'Icona Pop e il Peso di Dio

La figura di Lenny Belardo, Papa Pio XIII, viene descritta attraverso l'iconica sequenza dei titoli di testa di "The Young Pope", con la sua camminata elegante sulle note di Bob Dylan e il suo sguardo che rompe la quarta parete.

La serie, definita un "capolavoro" e "opera prima per la produzione seriale" di Sorrentino, è diventata un cult, con l'immagine del giovane Papa che campeggia sulla copertina del libro di Sorrentino, "Il peso di Dio. Il Vangelo di Lenny Belardo".

Il libro, introdotto dallo stesso regista, affronta le insidie delle prefazioni e l'avversione alla ricerca di un senso ultimo nelle opere d'arte. Il viaggio di "The Young Pope" ruota attorno alle domande: chi è Dio per noi e cosa significa dare peso a Dio?

Il libro ripercorre gli episodi salienti della serie, dall'insolito Gaudium Magnum in Piazza San Pietro alla rivelazione ai fedeli in Piazza San Marco. È un'opera che invita alla riflessione, al sorriso e al sussulto, con parole spiazzanti, proprio come la figura di Pio XIII.

Una Rivoluzione Tematica: L'Amore nell'Era della Violenza

La serie televisiva viene analizzata come un'opera di grande valore, capace di affrontare temi metafisici in un medium spesso associato alla "trashata" o, al contrario, a capolavori stilistici.

Sorrentino, con "The Young Pope", sorprende per la "dolcezza" e per un modo "umano e toccante" di parlare di Dio, capace di regalare una "carezza tanto morbida sul cuore", anche a chi è ateo o disilluso.

In un panorama seriale sempre più variegato e violento, la serie offre un "centimetro di dolcezza". Racconta la storia di un orfano che diventa Padre, di un bambino egoista e ferito che si trasforma in Uomo.

Il tema centrale è l'Amore, esplorato attraverso una figura che non vive l'amore secondo le convenzioni. Mentre la serialità e l'informazione tendono a concentrarsi su Violenza, Odio e Rancore, Sorrentino sceglie di parlare d'Amore.

Dio: Un Sorriso nell'Inconoscibile

Le figure dei Papi che appaiono a Pio XIII gli ricordano che spesso le banalità si rivelano vere, così come il potere e, talvolta, persino Dio.

La risposta della Beata Juana alla domanda "Chi è Dio?" è emblematica: "Dio è una linea che si apre". Le sue parole, pronunciate in punto di morte, descrivono un Dio che non si concede, non si fa vedere, non parla, non conforta, ma che, in ultima analisi, "sorride".

Le domande esistenziali poste dai bambini alla Beata Juana rispecchiano le grandi incertezze della condizione umana, a cui lei risponde con una superiore serenità, affermando che "Non ha importanza", prima di rivelare l'essenza del sorriso divino.

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