La Lettera ai Bambini della Terra di Madre Teresa: Un Messaggio di Amore e Pace

Questo articolo esplora il significato profondo della "Lettera ai Bambini della Terra" di Madre Teresa, un testo che racchiude l'essenza del suo messaggio di amore, umiltà e servizio. Attraverso le sue parole, Madre Teresa invita a una riflessione sul valore dell'infanzia, sulla pace e sulla responsabilità che gli adulti hanno verso le nuove generazioni.

La "Storia di un'Anima" e la Vocazione di Teresa

Il testo si apre con un'intima confessione di Madre Teresa (identificata qui con Santa Teresa di Lisieux, come suggerito dal contesto dei "Gigli" e della "piccola violetta"), che affida alla sua "Madre diletta" la storia della sua anima. Prima di scrivere, si inginocchia davanti alla statua di Maria, supplicandola di guidare la sua mano. L'apertura del Santo Vangelo rivela le parole: "Gesù salì su un monte, chiamò a sé quelli che volle ed essi andarono da lui" (S. Marco, cap. III, v. 13).

Il Mistero della Vocazione e delle Preferenze Divine

Questo passaggio viene interpretato come il mistero della sua vocazione e dell'intera sua vita, in particolare dei privilegi che Gesù riserva alla sua anima. Non sono i degni a essere chiamati, ma coloro che Egli vuole, o, come dice San Paolo, "Dio usa misericordia con chi vuole, e ha pietà di chi vuole averla. Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell'uomo, ma da Dio che usa misericordia" (Lettera ai Romani, cap. IX, vv. 15-16).

illustrazione di Santa Teresa di Lisieux che scrive, con la statua della Madonna sullo sfondo

Per lungo tempo, Madre Teresa si è interrogata sul perché Dio avesse delle preferenze, non dispensando la grazia in ugual misura a tutte le anime. Si meravigliava nel veder prodigare favori straordinari a Santi che lo avevano offeso, come San Paolo e Sant'Agostino, costringendoli quasi a ricevere le sue grazie. Allo stesso tempo, si chiedeva perché i "poveri selvaggi" morissero senza nemmeno aver sentito il nome di Dio.

La Rivelazione nel "Libro della Natura"

Gesù stesso si è degnato di istruirla su questo mistero, mettendole davanti agli occhi il "libro della natura". Ella ha compreso che "tutti i fiori che ha creato sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del Giglio non tolgono il profumo alla piccola violetta o la semplicità incantevole alla pratolina". Allo stesso modo, nel "mondo delle anime che è il giardino di Gesù", l'amore di Nostro Signore si rivela sia nell'anima più semplice che non resiste alla sua grazia, sia nell'anima più sublime.

L'amore, per sua stessa natura, si abbassa. Se tutte le anime fossero come quelle dei Santi dottori che hanno illuminato la Chiesa con la loro dottrina, sembrerebbe che Dio non scenda abbastanza in basso venendo fino al loro cuore. Scendendo così, Dio mostra la sua grandezza infinita. Egli crea sia i grandi Santi, paragonabili a gigli e rose, sia i più piccoli, che devono contentarsi di essere margherite o violette, destinate a rallegrare lo sguardo del Signore quando si degna di abbassarlo. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell'essere come vuole Lui.

La Diversità della Vita

Il "Fiorellino Colto da Gesù": L'Infanzia e la Fede

In un periodo della sua esistenza che le permette di guardare al passato, l'anima di Madre Teresa, maturata nel crogiolo di prove esteriori e interiori, si rialza come un fiore fortificato dal temporale, realizzando le parole del salmo 22: "Il Signore è il mio Pastore, non mancherò di nulla; mi fa riposare in pascoli ameni e fertili: mi conduce dolcemente lungo le acque; conduce la mia anima senza stancarla...". Sempre il Signore è stato verso di lei compassionevole e pieno di dolcezza, "lento a punire e abbondante in misericordie" (Salmo 102, v. 8). È con gioia che canterà le misericordie del Signore, scrivendo la storia del "fiorellino colto da Gesù" con abbandono, senza preoccuparsi dello stile o delle digressioni.

La Semplicità e la Sincerità del Fiorellino

Immagina che, se un fiorellino potesse parlare, racconterebbe semplicemente ciò che Dio ha fatto per lui, senza nascondere i suoi benefici con una falsa umiltà. Il fiore che racconta la sua storia si rallegra di far conoscere le cure gratuite di Gesù, riconoscendo che niente in lui sarebbe capace di attirare i suoi sguardi divini e che solo la sua misericordia ha operato tutto il bene in lui.

È Lui che l'ha fatto nascere in una terra santa, impregnata di profumo verginale, preceduto da otto Gigli splendenti di candore. Nel suo amore, Egli ha voluto preservare il suo fiorellino dal soffio velenoso del mondo, trapiantandolo sulla montagna del Carmelo non appena la sua corolla cominciava a schiudersi, dove altri Gigli spandevano già il loro soave profumo.

Ricordi d'Infanzia e Legami Familiari

Madre Teresa condivide dettagli della sua vita di bambina, convinta che il cuore materno della destinataria troverà "cose incantevoli" anche in un racconto che altri potrebbero trovare noioso. Ha ricevuto la grazia di un'intelligenza precoce e di ricordi d'infanzia così profondi da sembrarle accaduti ieri.

Fin dalla sua nascita, Dio l'ha circondata di amore, e i suoi primi ricordi sono pieni di sorrisi e carezze. Il suo cuore era "amante e sensibile", e amava molto Papà e Mamma, dimostrando tenerezza in mille modi. Talvolta, però, i suoi modi erano "strani", come testimonia una lettera della Mamma: "La bambina è una birichina senza uguali, viene ad accarezzarmi augurandoti la morte: 'Oh! come vorrei che tu morissi, povera Mammina mia!...'. La si rimprovera, e lei dice: 'Ma è perché tu vada in Cielo dato che tu dici che bisogna morire per andarci'."

Un altro aneddoto divertente, sempre dalla Mamma, racconta di Teresa a 18 mesi su un'altalena, tenendosi "come una signorina" e gridando se non andava abbastanza forte. E ancora, l'episodio della caduta dal letto, interpretata come un intervento provvidenziale del suo angelo custode e delle anime del Purgatorio.

La piccola Teresa chiedeva se sarebbe andata in Cielo, e alla risposta affermativa della madre, se fosse stata buona, replicava: "Sì, ma se io non fossi brava, andrei all'inferno... ma io so bene quello che farei, volerei con te che saresti in Cielo, come farebbe il Buon Dio a prendermi?... Tu mi terresti forte forte fra le braccia!".

vecchia foto in bianco e nero di una bambina che dondola su un'altalena

L'affetto per le sorelle era profondo. Maria amava molto la sorellina, che a sua volta aveva "una grande paura di farle dispiacere". Un episodio con una rosa, che Teresa si rifiutava di cogliere perché Maria l'aveva proibito, evidenzia la sua sensibilità. Si emozionava facilmente e aveva bisogno di confessare subito ogni "marachella", come quando aveva strappato un pezzetto di tappezzeria. Il suo carattere era "schietto e affettuosissimo", come emerge dalla confessione alla mamma: "Mamma, ho spinto Celina, ma una volta sola! L'ho picchiata una volta, ma non lo farò più".

La sorella Paolina era il suo "ideale di bambina", e fin da quando aveva imparato a parlare, la risposta alla domanda "A cosa pensi?" era sempre: "A Paolina!". La prospettiva di Paolina di farsi religiosa la spingeva a pensare: "Anch'io sarò religiosa", una decisione che non ha mai cambiato. Paolina fu scelta da Gesù per "fidanzarla a Lui", diventando il suo esempio che la trascinò verso lo Sposo delle vergini.

Leonia occupava anch'essa un grande posto nel suo cuore. Teresa ricorda la sua Prima Comunione e la gioia di essere portata in braccio da una "sorella grande tutta vestita di bianco". Celina, la "piccola compagna della mia infanzia", era un esempio di dolcezza e virtù, a differenza di Teresa che si definiva "cattiva" e "sventata", capace di "furie spaventose" quando le cose non andavano come voleva.

Un viaggio a Le Mans in treno, la prima volta da sola con la Mamma, si conclude con lacrime e un pianto inconsolabile per un anello di zucchero perduto, destinato a Celina. Questo episodio mostra la sua grande emotività e il suo forte attaccamento alla sorella.

L'Appello dei Bambini di Taranto: Una Voce per il Futuro

Il testo si sposta poi su un appello contemporaneo, "La Lettera ai Bambini della Terra", che pur essendo attribuito a Madre Teresa nel titolo, contiene una sezione distinta che riflette le parole e i sentimenti di bambini moderni.

La Forza della Sincerità Infantile

Viene sottolineata l'idea che un bambino di dieci anni possa rivolgersi ai potenti della Terra in modo più convincente degli adulti, grazie alla loro "logica, schiettezza e sincerità" disarmante. Un'insegnante "utopista ed illusa" ha voluto dare ai suoi bambini la possibilità di lanciare un appello, affinché "le persone che hanno spazio nella società ascoltino la voce di chi - pur non contando nulla oggi nelle decisioni cruciali - eppure costituirà l'uomo o la donna della prossima futura società". Dare ai bambini questa consapevolezza e gli strumenti informativi è dare loro la possibilità di far sentire la propria voce.

I bambini possono insegnare molte cose agli adulti, inclusa "l'umiltà degli animi semplici". Citando il Vangelo di Matteo (18,2-5), dove Gesù dice: "Vi assicuro che se non cambiate e non diventate come bambini, non entrerete nel regno di Dio. Chi si fa piccolo come questo bambino, quello è il più grande nel regno di Dio".

Le Richieste dei Bambini di Taranto ai Potenti della Terra

I bambini di Taranto rivolgono ai potenti della Terra le loro richieste:

  • "Di non vantarsi molto perché i bambini poveri sono senza soldi, io ai potenti della Terra non sto chiedendo di dare un po' di oro ma di offrire un po' di soldi ai poveri e a tutti quelli che sono senza soldi."
  • "Cercate di ritornare un po' come noi, perché non badiamo alla pelle di colore diversa, ma badiamo alla BONTA' e all'AMICIZIA."
  • "Di avere bontà nel cuore e di non essere egoisti. Ci sono bambini che non possono nemmeno andare a scuola, ma loro vorrebbero andarci. Quindi diamo una possibilità ai bambini bisognosi."
  • "Noi chiediamo la pace nel vostro cuore, e di aiutare i bimbi poveri. Se avete troppi soldi e volete sbarazzarvi degli altri non fatelo."
  • "Tutti i bambini hanno diritto ad una infanzia bella, e vi chiediamo di rinunciare a qualcosa di vostro per darlo agli altri. Chiediamo di tornare un po' bambini tutti, e di essere generosi con tutti, perché il futuro siamo noi!!"
  • "Se al mondo ci fosse un po' più rispetto e soprattutto comprensione, il mondo cambierebbe."
  • "Carissimi signori vi chiediamo con rispetto di migliorare il mondo, di capire che tutti, i grandi e i piccoli siamo un'unica famiglia."
  • "A volte, per favore, vi chiediamo di ritornare un po' bambini, un po' più generosi, pieni di dolcezza e bontà... Noi bambini siamo il futuro, perché se noi abbiamo un buon esempio e lo trasmettiamo agli altri, magari un domani avremo un mondo migliore."
  • "Noi, tutte le persone del mondo, siamo come un grande girotondo di persone gialle, nere, rosse, bianche che ruotiamo intorno al mondo."
  • "Chiediamo gentilmente ai ricchi del mondo di essere molto gentili, di avere gioia nel cuore e di aiutare il prossimo."
disegno di bambini di diverse etnie che si tengono per mano in un girotondo intorno al mondo

La Realità dei Bambini di Strada e la Solidarietà

Il testo poi riporta la dura realtà dei bambini di strada. Nell'antichità, il bambino non riconosciuto era destinato a morire. Anche oggi, milioni di bambini vivono sulla strada, abbandonati o fuggiti da situazioni di violenza. Vengono citati gli "meninos de rua" del Brasile, braccati dagli "squadroni della morte" e senza futuro.

Ma non c'è solo violenza, c'è anche solidarietà. Esempi sono padre Renato Kizito e la comunità di Koinonia a Nairobi, e padre Julio Lancellotti a San Paolo, che dedicano la loro vita ai bambini di strada. Viene menzionata anche Amnesty International, che si batte per la liberazione dei "prigionieri per motivi d'opinione" e si oppone alla pena di morte e alla tortura, agendo sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

La Diversità della Vita

Lettere di Madre Teresa (di Lisieux) e il "Piccolo Cammino"

Il testo include anche frammenti di lettere personali, che, per il loro stile e contenuto (riferimenti al "Carmelo", ai "Gigli", al "piccolo fiore", al "Volto Santo"), sono chiaramente riconducibili a Santa Teresa di Lisieux e non a Madre Teresa di Calcutta, nonostante il titolo generico della sezione. Questi frammenti rivelano l'intima spiritualità di Santa Teresa, la sua "piccola via" dell'amore e della fiducia.

L'Amore per Gesù e la Sofferenza

Nelle sue lettere, Teresa esprime un profondo amore per Gesù, desiderando essere "tutta di Gesù" e comprendendo il valore della sofferenza come mezzo per "accumulare tesori" per il Cielo. Vede la vita come un "attimo fra due eternità", invitando a "soffrire in pace", anche se la pace non significa sempre gioia sentita. La sua anima si sente "un'ombra fedele di Gesù", un "titolo umile e glorioso ad un tempo".

La sofferenza è vista non come una punizione, ma come un privilegio d'amore. "Privilegiata del suo amore, ti vuole rendere simile a se". La debolezza non è un ostacolo, ma un'opportunità per "rialzarsi dalla caduta con più forza di prima". La sua spiritualità è incentrata sull'amore: "L'amore si paga soltanto con l'amore".

La "Piccola Via" della Santità

Teresa crede che la perfezione sia "molto facile a praticarsi", basta "riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi come un bambino nelle braccia del buon Dio". Le "più piccole azioni, fatte per amore, sono quelle che affascinano il suo cuore". Questo è il suo "piccolo cammino", un'offerta di se stessa come "vittima all'amore" di Gesù, nonostante la sua debolezza e imperfezione.

La sua santità non risiede in "opere clamorose", ma nel "gettare fiori", cioè nel non lasciar sfuggire "alcun piccolo sacrificio, alcuna premura, alcuna parola, e profittare di tutte le cose piccole, e farlo per amore". Anche quando deve cogliere i suoi fiori "in mezzo alle spine", il canto sarà "tanto più melodioso quanto più le spine saranno lunghe e pungenti".

Preghiere e Insegnamenti Finali

Il testo si conclude con preghiere e insegnamenti che riprendono il tema dell'infanzia spirituale e dell'amore per Gesù.

Preghiera a Gesù Bambino

Una preghiera a Gesù Bambino rivela il desiderio di Teresa di abbandonarsi ai suoi "divini capricci", non volendo altra gioia che "quella di farti sorridere". Chiede di imprimere in sé le sue "grazie e virtù infantili", affinché gli Angeli e i Santi la riconoscano come la "piccola sposa Teresa di Gesù Bambino". Il suo "cielo" è "nascosto nella particola dove Gesù, il mio Sposo, si vela per amore".

La Rosa Sfogliata

La metafora della "rosa sfogliata" simboleggia il cuore che vuole "ad ogni istante immolarsi soltanto per te". La rosa, sebbene modesta e senza pretese, si dona per non essere più, camminando senza rimpianto sui suoi petali. Teresa desidera morire per amore di Gesù, "bellezza suprema", e provargli il suo amore "con tutto il cuore".

L'Importanza dell'Amore e della Comprensione

Un ultimo appello finale, che sembra unire le voci dei bambini di Taranto e la spiritualità di Madre Teresa (di Calcutta), invita a "smettere di fare la guerra" e a imparare ad amare invece di odiare. Viene introdotto il concetto di "empatico", ovvero "sentire quello che prova l'altro e farlo nostro". Si chiede ai potenti di dare l'esempio di "un 'capo' che sa accogliere e sorridere davvero a tutti coloro che incontra".

Questo messaggio, attraverso le voci dei bambini e le profonde riflessioni di una santa, ci ricorda il potere trasformativo dell'amore, della semplicità e della compassione, elementi essenziali per costruire un mondo più giusto e pacifico.

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