Nel Nuovo Testamento, e in particolare nel Vangelo di Luca e negli Atti degli Apostoli, il tema della missione è inscindibilmente legato al potere di guarire le malattie e scacciare gli spiriti maligni. Questo mandato non è un'iniziativa umana, ma una partecipazione diretta all'autorità di Cristo.

Il mandato apostolico nel Vangelo di Luca
Gesù, convocati i dodici, diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie. Li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Le istruzioni per il viaggio erano precise e radicali: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno». Il loro agire non doveva fondarsi su sicurezze materiali, ma sulla fiducia nel mandato ricevuto. Essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.
Questo ministero provocò lo stupore e la perplessità delle autorità del tempo. Il tetrarca Erode, udendo parlare di questi avvenimenti, non sapeva che cosa pensare e cercava di vedere Gesù, interrogandosi sulla natura di colui che compiva tali opere.
I miracoli come segni di salvezza
Negli Atti degli Apostoli, la missione prosegue con la stessa potenza. Le guarigioni compiute dagli apostoli, come quella dello storpio alla porta del tempio o i prodigi operati da Paolo, non erano fine a se stesse, ma segni di salvezza. Esse scaturivano dalla potenza di Cristo e dello Spirito Santo. Come dichiarato da Pietro: «La fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi».

La natura straordinaria delle guarigioni
L'episodio descritto in Atti 19,12, dove si narra che persino fazzoletti e grembiuli a contatto con il corpo di Paolo portavano guarigione, va inteso come un evento straordinario, volto a manifestare la supremazia del Vangelo in contesti fortemente segnati dalla magia e dall'idolatria. Non era l'oggetto a guarire, ma l'azione di Dio che rispondeva a una fede, seppur semplice o superstiziosa, orientata verso Cristo.
La prospettiva della sofferenza e la preghiera della comunità
Il dolore umano rimane una verità esistenziale profonda, spesso circondata dal mistero. La fede cristiana non garantisce l'assenza della malattia, né esige miracoli. Tuttavia, la Lettera di Giacomo istituisce una pratica ecclesiale definita: «Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore». Questa unzione manifesta la fede della comunità nella potenza del Risorto e offre al malato un sostegno per attraversare la prova.
| Elemento della Missione | Significato |
|---|---|
| Potere nel nome di Gesù | Autorità delegata dal Risorto per guarire e liberare. |
| Dovere di cura | Obbligo della comunità di farsi prossima a chi soffre. |
| Senso della croce | Accettazione della sofferenza alla luce dell'amore divino. |
Papa: la vera missione non è proselitismo, ma testimonianza
In definitiva, fare missione significa accettare lo stile delle beatitudini, vivere la libertà dello Spirito e non considerare se stessi come la misura di ogni cosa. Come sottolineato dai teologi, l'apostolato è il prolungamento del ministero di Gesù: la sua missione continua attraverso la vita, la parola e l'amore di coloro che, nel nome del Signore risorto, si fanno carico del dolore dei fratelli.