Le Nuove Indicazioni Nazionali per la Scuola Italiana: Tra Tradizione e Innovazione

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha chiesto ad una commissione di esperti di aggiornare i programmi dei primi anni di formazione. L'obiettivo è delineare una scuola capace di costruire il futuro, seria, protesa in avanti e attenta all’educazione critica dei ragazzi. Il documento, una bozza di 154 pagine, è il frutto del lavoro di una commissione composta da studiosi di area pedagogica ed esperti di area disciplinare, per un totale di centoquindici professionisti. Tale bozza è finalizzata ad avviare la fase di consultazione che la stessa Commissione effettuerà mediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola. Questa consultazione è propedeutica all’avvio del processo formale di adozione delle Nuove Indicazioni 2025 per la Scuola dell’infanzia e il Primo ciclo d’istruzione, che andranno a sostituire quelle adottate nel novembre 2012, con entrata in vigore prevista a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

Contesto delle Riforme Educative

Il dibattito pubblico sulle nuove indicazioni è esploso da metà gennaio, dopo un’intervista rilasciata dal Ministro Giuseppe Valditara al Corriere della Sera, poi ripresa da altri organi di informazione. La discussione si è concentrata su alcune parole chiave: il ritorno del latino, le poesie imparate a memoria, la centralità della storia d’Italia e lo studio della Bibbia. Il Ministro Valditara ha presentato queste nuove indicazioni nazionali, pubblicate l’11 marzo e che entreranno in vigore dal settembre del 2026, una volta ultimata la consultazione pubblica. L’obiettivo dichiarato è prendere il meglio della tradizione italiana per una scuola moderna e lungimirante.

Infografica: riassunto delle principali novità delle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola italiana

Il Ritorno del Latino

Tra le novità principali, il latino torna ad assumere un ruolo strategico e smette di essere materia extracurricolare. Dalla seconda media, esso diventerà curricolare con un’ora a settimana, pur mantenendo la facoltà di scelta delle famiglie. Le ragioni di questa reintroduzione, come sottolineato dal Ministro Valditara, sono principalmente tre:

  • Aprire le porte a un vasto patrimonio di civiltà e tradizioni.
  • Rafforzare la consapevolezza della relazione che lega la lingua italiana a quella latina.
  • Affrontare il tema, importantissimo, dell’eredità culturale.

Questa mossa fa parte di una serie di interventi il cui obiettivo è migliorare le competenze linguistiche degli studenti di elementari e medie. Una recente indagine OCSE ha rivelato che il 35% degli italiani adulti (tra i 16 e i 65 anni) non riesce a capire frasi semplici, evidenziando l'urgenza di rafforzare le basi linguistiche fin dalla giovane età.

La Riscoperta della Memoria e del Linguaggio

Poesie e Filastrocche a Memoria

Le Nuove Indicazioni Nazionali reintroducono l’apprendimento delle poesie a memoria. Questo esercizio, come attestato da numerosi studi neuroscientifici, rafforza la memoria a breve e a lungo termine, l’attenzione e la concentrazione, arricchisce il linguaggio nel confronto con la lingua colta e stimola la sensibilità. Già intellettuali come Calvino ed Eco, nell’epoca della diffusione della rete e dei rischi di dispersività ad essa indotti, suggerivano la riscoperta di questo importantissimo esercizio. Già in prima elementare, e via via con il passare degli anni, gli alunni si dovranno confrontare con la letteratura, non solo con le lettere. Si inizierà con testi di prosa, non solo per l’infanzia, e poesie da imparare a memoria, con contenuti più semplici all’inizio come filastrocche e scioglilingua, fino agli haiku. Questo incentivo alla lettura si accompagna ad altri interventi per migliorare la comprensione del testo degli studenti.

Maria Cristina Alberini: BIOLOGIA DELL’APPRENDIMENTO E MEMORIA (INTEGRALE)

L'Importanza della Calligrafia e del Riassunto

Si ritorna anche alla calligrafia e al corsivo, che molti giovani oggi non conoscono. Secondo il Ministro Valditara, "Lo stampatello è la calligrafia di chi urla, il corsivo di chi riflette". Inoltre, viene data maggiore importanza al riassunto, in quanto "serve ad andare al cuore dei problemi" e "saper sintetizzare il proprio pensiero significa intrattenere con gli altri relazioni più chiare". Le Nuove Indicazioni attribuiscono un ruolo chiave all’esercizio del riassunto, che insegna a essere chiari e logici nell’individuazione delle parti essenziali di un testo, nonché brevi nella comunicazione. Apprendere a riassumere è una conquista fondamentale per imparare a pensare.

Lo Studio della Bibbia come Fonte Culturale

La Bibbia sarà letta e commentata in alcuni passi in quanto fonte storico-letteraria, insieme all’Iliade e all’Odissea, per via della sua "grande testimonianza culturale". Nelle scuole elementari, gli insegnamenti verteranno anche sullo studio del patrimonio storico, e nei primi anni ci saranno i primi accenni di epica classica, mitologia greca e orientale, ma anche saghe nordiche. La lettura della Bibbia verrà stimolata "per rafforzare le conoscenze delle radici della cultura italiana".

La Posizione dell'Associazione Biblia

In relazione allo studio della Bibbia, l’Associazione laica di cultura biblica Biblia ha espresso alcune riserve. Pur riconoscendo la Bibbia come uno dei codici fondamentali della cultura occidentale, l'associazione osserva che l'enfasi sbandierata sullo studio della Bibbia si riduce a ben poca cosa nel documento, con un unico riferimento esplicito nel capitolo relativo alla Storia. Viene specificato che lo studio riguarderà "Le radici della cultura occidentale attraverso alcune grandi narrazioni: p. es. Bibbia, Iliade, Odissea, Eneide (in forma molto semplificata)". Biblia si chiede se, appellandosi a "una forma molto semplificata", si sia consapevoli del carattere plurale della Bibbia, sia a livello testuale (i diversi canoni dei libri) sia a livello ermeneutico (le diverse interpretazioni), fattori che influenzano anche le narrazioni apparentemente più semplici. Viene inoltre sottolineato il perdurante influsso di precomprensioni apprese in giovanissima età (come l'inesistente mela mangiata da Adamo ed Eva).

L'associazione solleva questioni fondamentali riguardo alla lettura e al commento dei passi biblici da parte degli insegnanti: quale versione verrà adottata? Resta aperta la questione della formazione degli insegnanti, chi li formerà e secondo quali criteri? E come far dialogare i racconti biblici con quelli contenuti in altri testi religiosi, a cominciare dal Corano, tenuto conto della significativa presenza di alunni musulmani nella scuola primaria? Biblia avverte che la Bibbia è un testo da maneggiare con cura, sempre a rischio di uso distorto e ideologico. L'impressione è di una certa dose di superficialità nell’approccio, con il pericolo di utilizzare il testo biblico all’insegna di un’identità fin troppo assertiva e autoreferenziale tipica di un Occidente che si avverte minacciato e invaso. L'Associazione Biblia continuerà a proporre un approccio culturale maturo, pluralistico e dialogico.

Riforma della Storia e della Geografia

La "Storia senza Ideologie" e l'Occidente

La storia viene separata dalla Geografia, laddove era stata accorpata alle superiori trasformandosi in Geostoria. La «Storia senza ideologie», come la definisce il Ministro Valditara, diventerà la scienza degli uomini nel tempo. L’idea è sviluppare questa disciplina come una grande narrazione, senza caricarla di sovrastrutture ideologiche, privilegiando inoltre la storia d’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Già dalla scuola primaria, l’insegnamento verterà anche sullo studio del patrimonio storico. Negli ultimi due anni della primaria, l’attenzione si concentrerà sui popoli italici, le origini e le vicende dell’antica Grecia e di Roma, le loro civiltà, e i primi secoli del Cristianesimo.

Nello specifico, all’interno dei nuovi programmi scolastici sarà dato peso alle radici delle civiltà occidentali, con un focus sulle civiltà greca e romana; il Risorgimento e il processo di unificazione nazionale; la storia europea del secondo dopoguerra. Per questo la storia dell’Occidente, dipanatasi fra Atene, Roma e Gerusalemme, acquista una sua centralità. Le Indicazioni per il curricolo del primo ciclo aprono la storia a una dimensione europea e fin dove appare possibile e sensato anche a un ambito mondiale, mantenendo comunque ben fermo, specie per il primo ciclo, l’innegabile rilevanza della dimensione italiana, non solo come la più vicina all’esperienza dell’alunno, ma anche quella così fortemente connessa al contesto mediterraneo dove si svolge la vicenda greco-romana. Alle medie, si preferisce lasciare da parte il resto del mondo per concentrarsi su Europa e Stati Uniti.

Geografia e Tematiche Ambientali

La geografia viene invece associata a tematiche ambientali, soprattutto legate alla penisola italiana. Questo nuovo approccio è particolarmente rilevante dato che la conoscenza della biodiversità e del funzionamento degli ecosistemi, recentemente inseriti nell’Art. 9 della Costituzione, è fondamentale per affrontare la transizione ecologica.

Mappa dell'Italia con indicazioni geografiche e ambientali

Innovazione Didattica e Approcci all'Apprendimento

L'Apprendimento Induttivo vs. Deduttivo

L’apprendimento, soprattutto nelle prime fasi, è eminentemente induttivo: si imparano cose particolari dall’esperienza, e poi si cerca di derivare da esse le regole generali. Una scuola deduttiva (prima le regole e poi la pratica) è contronatura. I bambini hanno la biofilia: una naturale propensione verso le cose viventi, verso la natura. Se fornite spiegazioni di quel che un bambino sta sperimentando, le ricorda. La critica sollevata è che a scuola i bambini spesso stanno seduti nel banco e imparano cose a memoria senza comprenderne il significato o l'utilità pratica immediata, mentre fuori non conoscono gli alberi che incontrano. Per contro, imparano a memoria i nomi dei dinosauri (o dei calciatori) o i testi delle canzoni perché per loro sono interessanti, senza alcuna fatica, trattandosi di apprendimento naturale.

Sarebbe bene mantenere un bilanciamento tra l'approccio induttivo e quello deduttivo, senza pretendere che tutti i bambini siano Darwin (induttivo) oppure Einstein (deduttivo). L’approccio deduttivo, che insegna regole astratte da applicare in futuro, può essere utile in fasi successive, ma nelle prime fasi l'esperienza diretta e la curiosità giocano un ruolo cruciale.

L'Integrazione delle STEM

Le Nuove Indicazioni Nazionali promuovono un’istruzione matematico-scientifico-tecnologica (STEM) integrata e interdisciplinare. L’informatica sarà introdotta sin dalla scuola primaria. L’obiettivo primario è formare cittadini capaci di navigare nella complessità del mondo contemporaneo e di progettare il futuro. In coerenza con le Linee guida per le discipline STEM del 2023, si sottolinea la necessità di partire dalla realtà e dall’esperienza dell’alunno per giungere alla teoria. Le STEM diventano un vero e proprio “laboratorio di idee” dove gli studenti sperimentano la conoscenza in modo concreto e attivo: formulano congetture, progettano, discutono e argomentano.

La Rivincita della Lettura

Per quanto riguarda la letteratura, l’obiettivo principale è far prendere gusto alla lettura affinché gli studenti ricavino dai testi strumenti per capire sé stessi e il mondo. La letteratura è vista come un mezzo potente per conoscersi, trovare un’umanità comune e imparare a relazionarsi con consapevolezza nel mondo. Si promuove la lettura integrale di classici e testi di buona qualità, scoraggiando la frammentazione antologica, e incoraggiando la discussione e il confronto tra diversi punti di vista. Oltre ai classici come Verne e Stevenson, si aggiunge Stephen King per aiutare i ragazzi a trovare un rapporto più sincero con la lettura. Alle medie arriva l’epica in forma moderna, con la saga di Percy Jackson, semidio che vive nella New York contemporanea, che si affianca a Omero e Virgilio. La commissione di esperti che ha assistito il ministero sostiene anche la visione di film e la lettura di romanzi a fumetti per agevolare la comprensione.

Musica e Altre Novità

Infine, fra le tante novità, sin dalla prima elementare si avvicineranno i bambini alla musica, alla sua comprensione, alla civiltà musicale. La disciplina viene già insegnata nelle classi e a questo si sommano diversi progetti all’interno degli istituti, ma l’idea sarebbe quella di aumentare l’impegno per suonare insieme e cantare in coro. A questo hanno lavorato esperti come il violinista Uto Ughi.

La Commissione di Esperti

I programmi sono stati elaborati da una commissione guidata da Loredana Perla, professoressa di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Bari, alla quale è stato affidato il coordinamento scientifico. La commissione è affiancata da Ernesto Galli della Loggia, Francesco Emmanuele Magni (consulente del ministro), Laura Sara Agrati (pedagogista dell’Università telematica Pegaso), Paolo Calidoni (ex professore a Parma), Giuseppe Cappuccio (ordinario di Pedagogia sperimentale a Palermo), Massimiliano Costa (ordinario di Pedagogia Sperimentale a Ca’ Foscari), Evelina Scaglia (associato di Pedagogia a Bergamo), Alessia Scarnisci (ordinario di Pedagogia dell’Universitas Mercatorum), e Viviana Vinci dell’università di Foggia. L’ultimo aggiornamento risaliva al 2012, sotto il Ministro Francesco Profumo del governo Monti. I lavori della commissione sono appena conclusi, e ora inizierà un confronto "aperto a tutto il mondo della scuola, ai corpi intermedi, alle associazioni disciplinari".

Maria Cristina Alberini: BIOLOGIA DELL’APPRENDIMENTO E MEMORIA (INTEGRALE)

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