Di fronte al mistero della Trinità, di cui ci parla la liturgia, sentiamo davvero di non essere capaci di portarne il peso. Eppure, il concetto di Trinità esprime una convinzione fondamentale, vale a dire che Dio rivela se stesso come egli veramente è. La rivelazione di Dio nella storia della salvezza è una genuina auto-rivelazione.
Il Mistero della Santissima Trinità
Che cos'è la Trinità? Questo concetto suggerisce l'idea che all'interno dell'essenza unica della divinità, dobbiamo distinguere tre persone che non sono né tre parti, né tre espressioni di Dio, ma bensì tre persone distinte e coeterne. Come afferma Emil Brunner, "L'unità della natura e la rivelazione di Dio è ciò che costituisce il significato della Trinità."

La Rivelazione della Trinità nell'Antico Testamento
Il contributo essenziale dell'Antico Testamento alla dottrina della Trinità è la sua insistenza sull'unicità di Dio. «Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE» (Deut 6:4). Dio non è uno tra i tanti (cfr. Es 20:2,3), Egli è il solo, l'unico. L'ebraico usa il termine echad per indicare un'unità composita, mentre per un'unità semplice utilizza yachid.
Per esempio, per descrivere il matrimonio la Bibbia dice: «Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne» (Gn 2:24). L'espressione «una stessa carne» (lebasar echad) implica un'unità plurale: i due coniugi sono uniti pur rimanendo personalità distinte.
Tuttavia, già nell'Antico Testamento noi troviamo un insegnamento implicitamente trinitario, come se Dio preparasse lentamente e progressivamente la via a una piena rivelazione della sua natura. Fin dai primi versetti della Bibbia, Dio e lo Spirito di Dio appaiono come distinti. Per cui si legge che, quando Dio creò i cieli e la terra, lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque (Gn 1:1,2). Si fa allusione ripetutamente allo stesso Spirito di Dio in altri brani dell'Antico Testamento (Gn 41:38; Esodo 31:3; 1 Samuele 10:10; Isaia 61:1). Nel salmo messianico Davide enuncia: «Il SIGNORE ha detto al mio Signore: «Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi» (Sl 110:1).
La Piena Rivelazione nel Nuovo Testamento
Nel Nuovo Testamento vi sono testi che menzionano le tre persone insieme, rendendo esplicita la dottrina trinitaria. Tra questi, la formula battesimale di Matteo 28:19: «battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Un altro esempio è la benedizione che conclude 2 Corinzi 13:14: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi». Inoltre, vi sono numerosi riferimenti neotestamentari a Gesù e allo Spirito Santo come divini (ad es. At 5:3,4; Gv 1:1-2, ecc.). In sintesi, crediamo in Dio, unico e nel contempo TRINO.
Le Relazioni Intradivine: Padre, Figlio e Spirito Santo
La relazione intradivina è profonda e dinamica. Lo Spirito ode, ascolta, la parola del Figlio. È una relazione che sta in piedi prima di tutto nell’attesa del messaggio che viene dall’altro. Il Figlio si riceve eternamente dal Padre, e lo Spirito è colui che il Padre continuamente dona. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Lo Spirito prende da quello che è del Figlio, fa suo quello che gli viene donato, dipende da ciò che accoglie dall’altro.
Nel nostro piccolo anche noi, se sappiamo ascoltare, accogliere e ridonare, ci scopriamo unici e singolari eppure uno con gli altri, al di là del tempo e dello spazio.
La Santissima Trinità e gli Evangelisti nell'Arte
Il dipinto "I Quattro Evangelisti e la Santissima Trinità con Santi" di Francesco Guardi è un capolavoro dell'arte religiosa del XVIII secolo. Conosciuto per il suo stile Barocco veneziano, Guardi utilizza una palette di colori vibranti e ricchi, con ori, rossi e blu che contrastano contro lo sfondo scuro del dipinto. La composizione dell'opera è un esempio dell'abilità di Guardi nel creare una scena dinamica ed equilibrata.
In quest'opera, i quattro evangelisti sono posti nella parte inferiore del dipinto, mentre la Santa Trinità si trova al centro, affiancata da santi e angeli. La storia dietro il dipinto è poco conosciuta, ma si ritiene che sia stato commissionato da una chiesa veneziana nel XVIII secolo. In sintesi, "I Quattro Evangelisti e la Santissima Trinità con Santi" di Francesco Guardi è un'impressionante opera d'arte che combina la tecnica barocca con temi religiosi in modo magistrale.

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