La Romita di Cesi: storia, spiritualità e rinascita di un eremo francescano

Situata nel cuore dell'Umbria, tra Cesi e Portaria, la Romita di Cesi rappresenta un luogo unico di spiritualità, immerso in una natura incontaminata a 800 metri di altitudine. Questo antico complesso eremitico, un tempo ridotto a rudere, è tornato a nuova vita grazie a un profondo progetto di recupero fisico e morale, diventando oggi un punto di riferimento per pellegrini e ricercatori di silenzio.

Veduta panoramica dell'eremo e del bosco circostante

Storia e origini: dalle radici siriache a San Francesco

Le radici della Romita affondano nel VI secolo d.C., quando monaci siriaci si ritirarono nelle caverne del monte Torre Maggiore. Successivamente, i benedettini vi eressero una cappella, trasformando il sito in un rifugio per la comunità monastica e i pastori locali.

Un momento cruciale per la storia del luogo fu il 1213, anno in cui San Francesco d'Assisi, affascinato dal luogo, vi soggiornò. La tradizione vuole che il Poverello d'Assisi abbia qui restaurato una cappella e composto la "Exhortatio ad laudem Dei", un testo che anticipa il più celebre Cantico delle Creature. Nel 1420 il complesso vide anche la presenza di San Bernardino da Siena, che ne curò l'ampliamento. Dopo secoli di vita francescana, il convento fu demanializzato nel 1867, subendo un lungo periodo di abbandono e saccheggi fino agli anni '90.

La rinascita guidata da Fra Bernardino

La storia moderna della Romita inizia trent'anni fa, quando Fra Bernardino, seguendo una chiamata interiore, decise di riportare alla luce le antiche pietre del monastero. Con l'aiuto di centinaia di volontari, il rudere è stato ricostruito, trasformandosi in una "utopia realizzata": un luogo di accoglienza, riflessione e preghiera, aperto a chiunque cerchi una pausa dalla frenesia quotidiana.

Foto di fra Bernardino all'interno del chiostro dell'eremo

Struttura e architettura del complesso

Il complesso attuale è un intreccio di storia e semplicità, composto da elementi essenziali:

  • La chiesa della Santissima Annunziata e la cappella di San Bernardino.
  • Il chiostro, la sala del noviziato e le celle dei frati.
  • Lo splendido cedro del Libano che svetta al centro del complesso.
  • La suggestiva grotta, luogo di meditazione francescana e sito di antichi culti neolitici.

L'eremo si avvale di un ingegnoso sistema idrico storico, che raccoglie l'acqua piovana per tutte le necessità quotidiane, in armonia con la gestione oculata delle risorse naturali.

Vita all'eremo: spiritualità e quotidianità

La Romita propone uno stile di vita basato sulle cosiddette "tre P": Pasto, Posto, Pace. Non si tratta di un hotel, ma di una comunità basata sulla condivisione. Il programma quotidiano, ispirato alla tradizione francescana, prevede:

  • Sveglia all'alba e preghiera in silenzio.
  • Lavoro manuale (cura dell'orto, dei boschi e degli edifici).
  • Pasti consumati insieme in un clima di fraternità.
  • Rispetto rigoroso del silenzio, inteso come strumento di ricerca interiore.

Fra Bernardino e la sua Romita

Informazioni utili per i visitatori

Accesso Raggiungibile solo a piedi tramite sentiero.
Soggiorno È richiesta una donazione volontaria.
Regole Non sono ammessi cani (presenti nel branco residente) e non è consentito fumare.

La Romita è una scuola di vita che invita alla sobrietà contro il consumismo, alla meditazione contro la dispersione di energia e al contatto diretto con la "madre terra". Come ricordava Fra Bernardino, il suo è un invito a fermarsi, a conoscersi e a riscoprire, nel silenzio e nel lavoro, il proprio legame con il creato.

tags: #la #romita #di #cesi #eremo #francescano