La ricerca più tenace che gli uomini conducono sulla terra è la ricerca di consolazioni. È impossibile rinunciarvi, soprattutto nei momenti difficili dell'esistenza, quando il dolore del presente e l'incertezza del futuro generano la tentazione di costruirsi illusioni pur di non morire. Anche le Organizzazioni a movente ideale (OMI) sono profondamente tentate dalla coltivazione di tali consolazioni, indugiando spesso nello status quo invece di cambiare rotta con coraggio.

Il destino delle comunità: tra radici e futuro
Il destino di ogni comunità umana si gioca all'incrocio tra la memoria del passato, la gestione del presente e la fede nel futuro. Le radici non sono solo il passato di una pianta: sono la sua memoria, la sua vita di oggi e la sua fioritura di domani. Se interpretate esclusivamente come passato, scattano le malattie della nostalgia, che portano all'allontanamento dai giovani e dalla realtà. La sola nostalgia generatrice di buon presente è quella di futuro.
Il rischio della "mummificazione"
Quando le radici sono lette in modo statico, il capitale narrativo dell'origine rischia di trasformarsi in una mummia. Ai figli si lascia in eredità un "cadavere" anziché una storia viva. Le comunità carismatiche commettono spesso l'errore di considerare il capitale narrativo come un fatto storico compiuto - le ipsissima verba dei fondatori - impedendo così la possibilità di una vera resurrezione.
- La mummia: eternizza la morte del corpo storico, impedendo la crescita.
- Il seme: vive, cresce e muore proprio perché è vivo, generando cento o mille altri frutti.
Briofite - Ciclo vitale dei Muschi - Visual Map
Accettare la morte per permettere la resurrezione
Le resurrezioni sono eventi rarissimi poiché richiedono di accogliere la morte vera, maturando la consapevolezza che il corpo storico, con tutto il suo fascino, non tornerà mai più. I nemici mortali delle resurrezioni sono le finte resurrezioni, messe in atto da chi propone tecniche di rianimazione o nasconde il "cadavere" per paura del futuro.
La storia della Chiesa primitiva insegna che per salvarsi è necessario talvolta andare contro la lettera delle raccomandazioni dei padri. Paolo, ad esempio, ha "salvato" la prima comunità non temendo i conflitti con Pietro, credendo più al presente che al passato e aggiungendo nuovo capitale narrativo alla storia di Cristo.
Economia e "occhi di resurrezione"
La resurrezione non è un concetto astratto, ma una legge della natura e, per esteso, dell'economia. Dobbiamo imparare a guardare il mondo con "occhi di resurrezione", riconoscendo che i risorti portano con sé le stigmate della passione. La gloria del risorto non è quella di un eroe antico, ma una gloria ferita, umile e debole.
| Concetto | Descrizione |
|---|---|
| Croce | Parte integrante della stessa economia della vita. |
| Resurrezione | Il compimento della passione, non il suo opposto. |
| Stigmate | Ferite che, nella resurrezione, diventano luminose. |
Il desiderio come legge della vita
La crisi che attraversa molte comunità spirituali è una crisi di desiderio. Seguendo la riflessione di Massimo Recalcati, possiamo comprendere che la Legge non è avversa al desiderio, ma ne è il nome più proprio. Il vero peccato capitale è rendere la propria vita sterile, seppellendo il proprio talento per paura di perdere la vita, come accade al terzo servo della parabola.
La resurrezione è ferita trasformata in benedizione. Per trovare le vere resurrezioni nella nostra società, dovremmo cercarle dove nessuno guarda più: tra gli immigrati, nelle carceri, tra i giovani che scelgono di non abbandonare la propria terra e tra i lavoratori che fanno risorgere le proprie aziende. Il seme del Vangelo agisce in noi non perché siamo virtuosi, ma per la sua forza intrinseca.