Aggressione su Autobus a Torino: Il Caso di Fatima Zahra Lafram

A Torino, il 20 marzo 2019, Fatima Zahra Lafram, una giovane musulmana di origini marocchine, insieme a due amiche, è stata vittima di un'aggressione a sfondo razzista a bordo di un autobus. L'episodio ha avuto vasta eco mediatica dopo che Fatima ha pubblicato un video-denuncia, diventato virale in pochi minuti il 21 marzo 2019, in cui raccontava l'accaduto e le sue motivazioni.

illustrazione di un autobus con persone di diverse etnie

I Dettagli dell'Aggressione sul Bus

Le tre amiche, che indossano l'hijab, stavano tornando a casa dal centro di Torino a bordo del bus 59 barrato. Fatima ha spiegato l'inizio della vicenda mentre si trovava al pronto soccorso: "Stavamo tornando dal centro, la mia amica si è allontanata da un cane".

Il Pretesto e le Offese Razziste

Secondo il racconto di Fatima e Samira, un'altra delle ragazze aggredite, una passeggera ha colto l'occasione per scagliarsi verbalmente contro di loro. Samira ha riferito: "E' successo tutto perché una di noi si è spaventata per un cane che era a bordo e si è spostata. Una passeggera ha iniziato a urlare dicendoci: 'Avete paura di un cane ma non di farvi saltare in aria negli attentati'". Fatima ha aggiunto che la ragazza ha detto: "avete paura del cane e poi fate gli attentati?". Questo commento ha anticipato la violenza fisica, trasformando un gesto ingenuo in un pretesto per l'aggressione.

La Violenza Fisica e lo Strappo del Velo

Immediatamente dopo le offese verbali, la situazione è degenerata. La passeggera si è avventata contro le giovani. Il racconto di Fatima prosegue: "In un attimo le si è avventata contro, strappandole il velo e prendendola a pugni". "Si è buttata su di noi, ha preso a pugni Nouhaila e le ha strappato fisicamente il velo", ha spiegato Fatima, aggiungendo: "ha aggredito anche me, ora sono al pronto soccorso". Le ragazze sono state "prese a calci e pugni" e, come Fatima ha raccontato, "mi ha dato un calcio: sono in ospedale per fare una lastra alla mano gonfia".

La Reazione e l'Intervento

Il Coraggioso Intervento dell'Autista e dei Passeggeri

"A quel punto l'autista si è fermato, ha chiuso le porte", ha raccontato Fatima. Fondamentale è stata la reazione degli altri passeggeri: "Tutto il bus, racconta Fatima, si è ribellato a quella scena. 'E' stato bellissimo sentire tutto il bus che diceva: 'Ragazze, l'Italia siamo noi'. Si sono schierati dalla nostra parte'". A testimoniare a favore delle ragazze sono stati tutti i passeggeri del 59 barrato che all’arrivo delle forze dell’ordine hanno confermato quanto era appena accaduto.

L'Arrivo delle Forze dell'Ordine e le Conseguenze Immediate

Il bus si è fermato in via San Donato, angolo via Saccarelli. Le ragazze hanno chiamato la polizia. La protagonista dell’aggressione, una ventenne italiana, è stata isolata fino all’arrivo delle forze dell’ordine ed è stata successivamente identificata dai poliziotti del commissariato San Donato. "Quella ragazza ha sfidato anche la polizia", ha dichiarato Fatima. Le tre amiche sono state portate al pronto soccorso, medicate e dimesse in serata. In merito alle procedure legali, Fatima ha informato: "Ora ci hanno detto che abbiamo 90 giorni di tempo per formalizzare una denuncia".

LA RIBELLIONE DI FATYMZZAHRA,L'EX MUSULMANA,E LA REAZIONE DEL MONDO ISLAMICO.

La Denuncia di Fatima: "L'Islamofobia e il Razzismo sono Cose Reali"

La decisione di Fatima di realizzare un video-denuncia è nata dalla necessità di "fare convincere che 'l'islamofobia e il razzismo sono cose reali'". Non è la prima volta che a Fatima accadono episodi di discriminazione: "Non è la prima volta che io o le mie amiche siamo vittime di gesti e parole razzisti, ma minacciarci di accoltellarci e aggredirci, questo no, non era mai successo". Ha sottolineato l'umiliazione subita: "E' la prima volta però che le prendo ed è stato umiliante, questo è il clima politico in cui viviamo".

Il Significato Simbolico del Velo Strappato

Oltre alle lesioni fisiche subite, un gesto ha ferito più di tutti Fatima e le sue amiche: il velo strappato con forza dalla testa di una di loro. «Con il velo della mia amica quella donna ha strappato anche tutti i valori su cui è fondata l’Europa», ha denunciato la ragazza, esponente tra l’altro dell’Organizzazione Giovani Musulmani d’Italia. Non si è trattato solo di pugni, ma della violazione del simbolo di un’identità culturale e religiosa.

Un Appello ai Politici e alla Società

Fatima ha voluto chiarire la sua richiesta: "Quello che chiedo non è empatia ma il riconoscere che alcune parole possono avere un certo impatto, sia dei politici che dei nostri amici, e che il nostro silenzio rende complici". Ha rivolto un appello anche a coloro che dubitano della reale esistenza di questi fenomeni: "Per tutti quelli che pensano che l’islamofobia e il razzismo non siano reali, questa è la dimostrazione che lo sono eccome. Noi oggi abbiamo pianto, non è questa l’Italia dove vorrei far crescere i miei figli".

Solidarietà e Reazioni Istituzionali

La testimonianza di Fatima ha generato un'ampia ondata di solidarietà. Decine di utenti sui social media si sono dichiarati disgustati da quanto accaduto.

La Vicinanza delle Istituzioni Locali

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha immediatamente espresso la sua vicinanza. Su Instagram, ha inviato un messaggio di solidarietà e nel pomeriggio ha telefonato a Fatima, dichiarando: "Mi spiace, massima solidarietà". Anche il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha manifestato la sua posizione: "Tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà vanno a Fatima e alle sue amiche, aggredite su un bus a Torino perché musulmane. La vera Torino è quella dei passeggeri che si sono subito schierati al loro fianco".

Il Sostegno dell'Assessora alle Pari Opportunità

Immediata è stata anche la solidarietà dell'assessora regionale alle Pari opportunità, Monica Cerutti. L'assessora ha dichiarato: "Mentre eravamo alla moschea Taiba per manifestare solidarietà alle vittime di razzismo in Nuova Zelanda ho sentito che anche nella nostra città delle ragazze italiane di origine marocchina sono state aggredite su un autobus. Questo mi dispiace e come Regione mettiamo a loro disposizione il fondo regionale che sostiene le spese legali di chi è vittima di discriminazione".

La Posizione del PD Torinese

Anche il Pd torinese ha preso posizione sull'episodio: "Ci ha colpito - è scritto in una nota - una parte del racconto di Fatima, la ragazza aggredita su un pullman a Torino. Lei racconta che molti passeggeri l'hanno difesa e qualcuno le ha detto 'l'Italia siamo noi'. Ecco noi abbiamo voluto ribadirlo, chiaramente: l'Italia non è razzista, l'Italia siamo noi". Il Pd di Torino ha anche realizzato una locandina per esprimere vicinanza alle giovani aggredite, raffigurante un ragazzo e una ragazza con le scritte "No racism" e "L'Italia siamo noi".

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