La Confermazione: Significato, Storia e Rito

Introduzione: Il Sacramento della Confermazione

La Santa Cresima è uno dei sacramenti cristiani che talvolta viene sottovalutato, pur rivestendo un significato e un'importanza profondi. Con il Battesimo e l'Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei «sacramenti dell'iniziazione cristiana», la cui unità deve essere salvaguardata. È fondamentale spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale.

Infatti, «con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo». In ordine cronologico, la Cresima viene amministrata dopo il Battesimo e la Prima Comunione ed è un sacramento senza il quale non si può contrarre il Matrimonio con rito religioso. La Santa Cresima è, in questo senso, la confermazione del cammino cristiano.

Le Radici Bibliche della Confermazione

L'Annuncio Profetico dello Spirito

Nell'Antico Testamento, i profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso in vista della sua missione salvifica. Questa profezia trova compimento in Gesù: la discesa dello Spirito Santo su di lui, al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che egli era il Messia, il Figlio di Dio. Concepito per opera dello Spirito Santo, tutta la sua vita e la sua missione si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà «senza misura» (Gv 3,34).

La Promessa di Cristo e l'Effusione dello Spirito

Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico. Più volte Cristo ha promesso l'effusione dello Spirito, promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare «le grandi opere di Dio» (At 2,11) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici.

Miniatura della Pentecoste

Coloro che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, il dono dello Spirito Santo.

La Testimonianza degli Apostoli: Battesimo e Confermazione

Nei primi tempi della Chiesa, l'effusione dello Spirito Santo non si identificava sempre e solo con il Sacramento del Battesimo. Due passi degli Atti degli Apostoli testimoniano il contrario: l'accettazione nella Chiesa dei credenti di Samaria (At 8,15-17) e l'incontro di Paolo con i discepoli di Giovanni Battista a Efeso (At 19,5 ss).

Nel brano di At 8,15-17 è evidente la differenza che c'è tra il Battesimo e la Cresima: i battezzati della Samaria non avevano ancora ricevuto lo Spirito Santo e avevano bisogno dell'imposizione delle mani da parte degli Apostoli (Pietro e Giovanni). Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano soltanto stati battezzati nel nome del Signore Gesù.

In entrambi gli episodi risulta che, accanto al Battesimo, la Chiesa apostolica conosceva un altro Sacramento che conferiva lo Spirito Santo, il quale si manifestava soprattutto nel "parlare in lingue" e nel "profetare", cioè nella forza dell'annunzio e della testimonianza verso l'esterno della Chiesa.

Fin da quel tempo gli Apostoli, in adempimento del volere di Cristo, comunicavano ai neofiti, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello Spirito, destinato a completare la grazia del Battesimo. Questo spiega perché nella lettera agli Ebrei viene ricordata, tra i primi elementi della formazione cristiana, la dottrina dei battesimi e anche dell'imposizione delle mani (Eb 6,2). È appunto questa imposizione delle mani che giustamente viene considerata dalla tradizione cattolica come la prima origine del sacramento della Confermazione, il quale rende, in qualche modo, perenne nella Chiesa la grazia della Pentecoste.

In Paolo, la filiazione adottiva prodotta dal Battesimo è garantita dalla presenza nel credente dello Spirito: «Che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: 'Abbà! Padre!'» (Gal 4,6; cfr. Rm 8,15). Qui il sigillo dello Spirito deriva indubbiamente dal dono della fede e si riferisce anche al Battesimo; ma, data l'ampiezza della sua azione, che si estende fino alla «redenzione completa» dei credenti, cioè fino alla risurrezione finale, di cui lo Spirito costituisce già come una caparra, non può non alludere a successivi interventi della sua operazione trasformante. Ricevere il sigillo di qualcuno significa poi appartenenza a lui, e anche compiere azioni degne di questa appartenenza. Alla stessa conclusione porta anche un altro versetto della lettera agli Efesini: «E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale siete stati segnati per il giorno della redenzione» (Ef 4,30).

L'Evoluzione Storica del Sacramento

Unità Iniziale e Separazione dei Riti

Nei primi secoli la Confermazione costituisce in genere una celebrazione unica con il Battesimo, formando con questo, secondo l'espressione di san Cipriano, un «sacramento doppio». Ma, tra le altre cause, il moltiplicarsi dei Battesimi di bambini, e questo in qualsiasi periodo dell'anno, e la crescita numerica delle parrocchie (rurali), con il conseguente ampliamento delle diocesi, non permisero più la presenza del Vescovo a tutte le celebrazioni battesimali.

In Occidente, poiché si preferisce riservare al Vescovo il portare a compimento il Battesimo, avvenne la separazione temporale dei due sacramenti. L'Oriente ha invece conservato uniti i due sacramenti, così che la Confermazione è conferita dal presbitero stesso che battezza. La pratica delle Chiese Orientali sottolinea maggiormente l'unità dell'iniziazione cristiana. Quella della Chiesa latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il proprio Vescovo, garante e servo dell'unità della sua Chiesa, della sua cattolicità e della sua apostolicità, e, conseguentemente, il legame con le origini apostoliche della Chiesa di Cristo.

Il Ruolo dell'Unzione e il Termine "Consignatio"

Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all'imposizione delle mani si è aggiunta una unzione di olio profumato (crisma). Tale unzione spiega il nome di «cristiano» che significa «unto» e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che «Dio consacrò [ha unto] in Spirito Santo» (At 10,38). Questo rito di unzione è rimasto in uso fino ai nostri giorni sia in Oriente sia in Occidente. In Occidente il termine Confermazione suggerisce che questo sacramento nel medesimo tempo conferma il Battesimo e rafforza la grazia battesimale.

Una consuetudine della Chiesa di Roma ha facilitato lo sviluppo della pratica occidentale: la duplice unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo. La prima unzione, compiuta dal sacerdote sul neofita, al momento in cui esce dal lavacro battesimale, è portata a compimento da una seconda unzione fatta dal vescovo sulla fronte di ogni neo-battezzato. La prima unzione con il sacro crisma, quella data dal sacerdote, è rimasta unita al rito del Battesimo: significa la partecipazione del battezzato alle funzioni profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Se il Battesimo viene conferito ad un adulto, vi è una sola unzione post-battesimale: quella della Confermazione.

Cessati i carismi che avevano accompagnato l'effusione dello Spirito Santo nell'epoca apostolica, i successori degli Apostoli continuarono a conferire lo Spirito mediante un rito speciale, distinto da quello del Battesimo. L'uso di questo speciale conferimento dello Spirito Santo è documentato in tutte le Chiese: a Milano e a Roma, a Gerusalemme e a Cartagine, in Gallia e in Africa. Le Catechesi di San Cirillo di Gerusalemme e quelle di Sant'Ambrogio ne illustrano ai neofiti il significato. Nonostante ciò, non risulta che un tale coronamento dell'iniziazione cristiana venisse considerato come indispensabile: i malati battezzati in pericolo di morte, ad esempio, non lo ricevevano affatto, e San Cipriano non tollerava assolutamente che si metta in dubbio l'efficacia del Battesimo così amministrato. Via via la separazione dei due riti andò sempre più accentuandosi, almeno nella Chiesa Latina. Mentre nei primi tempi il Vescovo, quando c'era, procedeva anche al rito propriamente battesimale, prevalse poi pian piano l'uso che il Vescovo si riservasse soltanto quello del conferimento dello Spirito Santo.

Ne fa testimonianza, all'inizio del V secolo, una lettera di Papa Innocenzo I, il quale dice espressamente che soltanto il Vescovo ha il potere per quello che egli chiama la consignatio dei fanciulli: «De consignandis infantibus manifestum est non ab alio quam ab episcopo fieri licere» ("Riguardo alla consignatio degli infanti è chiaro che a nessun altro che al Vescovo è lecito farla"). È della stessa epoca la testimonianza di San Girolamo, secondo la quale i Vescovi usavano andare nei luoghi lontani a dare lo Spirito Santo a coloro che dai preti o dai diaconi erano stati già battezzati. Il nome latino antico di questo Sacramento è Consignatio, "Consegnazione": esso fu usato per molto tempo nella liturgia latina, ed è quello che esprime meglio e con maggior esattezza l'atto sacramentale.

In Occidente l'unzione che si aggiunge al rito primitivo dell'imposizione delle mani compare la prima volta all'inizio del III secolo nella Traditio Apostolica di Ippolito. Quel segno di croce, che in principio concludeva l'imposizione delle mani, non tardò ad essere fatto con il pollice intinto nel Crisma, e così all'imposizione delle mani venne ad aggiungersi una crismazione sulla fronte (diversamente da quella post-battesimale, fatta sulla testa). Papa Innocenzo I († 417) pose in rilievo tale diversità, e riservò la seconda unicamente ai Vescovi. Questa crismazione fu poi citata dai Sacramentari Gelasiano e Gregoriano, apparendo con il suo carattere originario di un segno di croce conclusivo della cerimonia della Crismazione: «Signum Christi in vitam aeternam» ("segno di Cristo per la vita eterna"), diceva il Vescovo nel farla. L'unzione aggiunta gli fece annettere lentamente un'importanza maggiore. Nonostante la persistenza tradizionale dell'imposizione delle mani con l'invocazione dello Spirito Santo, la crismazione venne anch'essa posta in relazione con il dono dello Spirito.

La Definizione Pre-Conciliare: Dal Concilio di Firenze al Codice Pio-Benedettino

Piuttosto che considerarlo come un semplice segno di croce, si mise in rilievo l'unzione fatta con il crisma, e la si considerò come il rito propriamente detto della Confermazione. La formula usata e prescritta fino al Concilio Vaticano II nella Chiesa Latina era: «Signo te signo Crucis et confirmo te chrismate salutis in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti» ("Ti segno con il segno della croce e ti confermo con il crisma di salvezza nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo").

Quando nel XIV secolo si vollero classificare i riti della Chiesa aventi un vero e proprio valore sacramentale, la Confermazione fu da tutti considerata come un Sacramento distinto dal Battesimo e capace di conferire per se stesso una grazia speciale. Il Concilio di Firenze (1431-1445) consacrò ufficialmente tale dottrina ponendo la Confermazione nel numero dei sette Sacramenti della Nuova Legge, dichiarandola del tempo apostolico.

Il Codice Pio-Benedettino fece poi una precisazione sul modo di amministrare la Confermazione. Se il Concilio di Firenze si era limitato a dire che la materia è il Sacro Crisma e la forma sono le parole citate sopra, il can. 780 dichiarò espressamente che la Confermazione dev'essere conferita «per manus impositionem cum unctione chrismatis in fronte» ("per mezzo dell'imposizione della mano con l'unzione del crisma sulla fronte") e mediante le parole prescritte dai Pontificali approvati dalla Chiesa. In questo modo si approvò formalmente la "forma" usata dalle Chiese Greche unite e si manifestò il proposito di non volersi allontanare dall'uso tradizionale dell'imposizione delle mani, congiungendola con la crismazione sulla fronte.

I Segni e il Rito Attuale della Confermazione

Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell'unzione e ciò che l'unzione indica e imprime: il sigillo spirituale.

Il Simbolismo dell'Olio e del Sigillo Spirituale

Nel simbolismo biblico e antico, l'unzione presenta una grande ricchezza di significati: l'olio è segno di abbondanza e di gioia, purifica, rende agile; è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza. Questi significati si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione con il sacro crisma nella Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il profumo di Cristo.

Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve «il marchio», il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, il segno della sua autorità, della sua proprietà su un oggetto - per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone -; esso autentica un atto giuridico o un documento e, in certi casi, lo rende segreto. Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: «È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2 Cor 1,21-22). Questo sigillo dello Spirito Santo segna l'appartenenza totale a Cristo, l'essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica.

La Celebrazione Sacramentale

La consacrazione del sacro crisma è un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione, ma che, in un certo senso, ne fa parte. È il Vescovo che, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la sua diocesi.

Vescovo che consacra il sacro crisma durante la Messa crismale

Rinnovazione delle Promesse Battesimali

Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo. Quando viene battezzato un adulto, egli riceve immediatamente la Confermazione e partecipa all'Eucaristia.

L'Imposizione delle Mani e l'Invocazione dello Spirito

Nel rito romano, il Vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Spetta al Vescovo invocare l'effusione dello Spirito con questa preghiera:

«Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo, nostro Signore».

L'Unzione con il Crisma e la Formula Sacramentale

Segue il rito essenziale del sacramento. Il termine Cresima deriva da Crisma, un olio consacrato dal vescovo il Giovedì Santo e che viene applicato sulla fronte del cresimando. Nel rito latino, «il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l'unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l'imposizione della mano, e mediante le parole: "Accipe signaculum doni Spiritus Sancti" - "Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono"». Questo sancirà il legame tra il cresimando e Gesù Cristo.

Spesso il Vescovo dà anche un leggero schiaffo al cresimando. Questo gesto significa che in virtù di questo sacramento, il cresimando si impegna a sopportare pene e sofferenze in nome della fede.

Il Bacio di Pace

Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fedeli.

Gli Effetti e il Ministro della Confermazione

Frutti dello Spirito Santo

L'effetto del sacramento della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste. Ne deriva che la Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:

  • ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo: «Abbà, Padre» (Rm 8,15);
  • ci unisce più saldamente a Cristo;
  • aumenta in noi i doni dello Spirito Santo;
  • rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa;
  • ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l'azione la fede, come veri testimoni di Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non vergognarci mai della sua croce.

«Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale, lo Spirito di sapienza e di intelletto, lo Spirito di consiglio e di fortezza, lo Spirito di conoscenza e di pietà, lo Spirito di timore di Dio, e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito».

Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell'anima un marchio spirituale indelebile, il «carattere»; esso è il segno che Gesù Cristo ha impresso sul cristiano il sigillo del suo Spirito rivestendolo di potenza dall'alto perché sia suo testimone. Il «carattere» perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo, e «il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale (quasi ex officio)».

Il Ministro del Sacramento

Ministro originario della Confermazione è il Vescovo. La Cresima si svolge alla presenza del Vescovo, a testimonianza dell’importanza del Sigillo dello Spirito Santo che riceviamo. I Vescovi sono i successori degli Apostoli, essi hanno ricevuto la pienezza del sacramento dell'Ordine. Il fatto che questo sacramento venga amministrato da loro evidenzia che esso ha come effetto di unire più strettamente coloro che lo ricevono alla Chiesa, alle sue origini apostoliche e alla sua missione di testimoniare Cristo.

3MC 37 - Cos’è la Confermazione?

In Oriente, è ordinariamente il presbitero che battezza a conferire subito anche la Confermazione in una sola e medesima celebrazione. Tuttavia lo fa con il sacro crisma consacrato dal Patriarca o dal Vescovo: ciò esprime l'unità apostolica della Chiesa, i cui vincoli vengono rafforzati dal sacramento della Confermazione. Nella Chiesa latina si attua la stessa disciplina nel Battesimo degli adulti, o quando viene ammesso alla piena comunione con la Chiesa un battezzato che appartiene ad un'altra comunità cristiana il cui sacramento della Confermazione non è valido.

Nel rito latino, il ministro ordinario della Confermazione è il Vescovo. Sebbene, qualora se ne presenti la necessità, il Vescovo possa concedere ai presbiteri la facoltà di amministrare la Confermazione, è opportuno che la conferisca egli stesso, non dimenticando che appunto per questa ragione la celebrazione della Confermazione è stata separata temporalmente dal Battesimo. Se un cristiano si trova in pericolo di morte, qualsiasi presbitero può conferirgli la Confermazione.

Requisiti per Ricevere la Confermazione

Chi può e deve Riceverla

Può e deve ricevere il sacramento della Confermazione ogni battezzato, che non l'abbia ancora ricevuto. Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, ne deriva che «i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento»; senza la Confermazione e l'Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l'iniziazione cristiana rimane incompiuta.

Età e Preparazione

La consuetudine latina da secoli indica come punto di riferimento per ricevere la Confermazione «l'età della discrezione». Se il percorso cristiano viene rispettato, allora la Cresima viene amministrata tra gli 11 e i 13 anni. Tuttavia, quando fossero in pericolo di morte, i bambini devono essere cresimati anche se non hanno ancora raggiunto tale età.

Se talvolta si parla della Confermazione come del «sacramento della maturità cristiana», non si deve tuttavia confondere l'età adulta della fede con l'età adulta della crescita naturale, e neppure dimenticare che la grazia del Battesimo è una grazia di elezione gratuita e immeritata, che non ha bisogno di una «ratifica» per diventare effettiva. Lo ricorda san Tommaso: «L'età fisica non condiziona l'anima. Quindi anche nell'età della puerizia l'uomo può ottenere la perfezione dell'età spirituale di cui la Sapienza (4,8) dice: "Vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni". È per questo che molti, nell'età della fanciullezza, avendo ricevuto la forza dello Spirito Santo, hanno combattuto generosamente per Cristo fino al sangue».

La preparazione alla Confermazione deve mirare a condurre il cristiano verso una più intima unione con Cristo, verso una familiarità più viva con lo Spirito Santo, la sua azione, i suoi doni e le sue mozioni, per poter meglio assumere le responsabilità apostoliche della vita cristiana. Di conseguenza la catechesi della Confermazione si sforzerà di risvegliare il senso dell'appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa universale che alla comunità parrocchiale. Su quest'ultima grava una particolare responsabilità nella preparazione dei confermandi. Per ricevere la Confermazione si deve essere in stato di grazia. È opportuno accostarsi al sacramento della Penitenza per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo. Una preghiera più intensa deve preparare a ricevere con docilità e disponibilità la forza e le grazie dello Spirito Santo. Naturalmente, questi consigli sono validi anche nel caso si sia adulti e si stia per ricevere la Cresima.

Il Padrino o la Madrina

Per la Confermazione, come per il Battesimo, è conveniente che i candidati cerchino l'aiuto spirituale di un padrino o di una madrina. È opportuno che sia la stessa persona scelta per il Battesimo, per sottolineare meglio l'unità dei due sacramenti. Per la Cresima occorre un padrino o una madrina, da scegliere con molta cura e attenzione tra le persone che il bambino (o l’adulto) ritiene più vicine e considera una guida, un supporto, un esempio di fede cristiana che lo accompagni nel suo cammino di fede.

Le regole del diritto canonico sono poche e molto chiare: il padrino o la madrina, attraverso un’autocertificazione da consegnare al parroco, deve dichiarare di aver compiuto i 16 anni, deve aver ricevuto Battesimo, Prima Comunione e Cresima a sua volta e deve fornire una testimonianza di vita cristiana coerente (non deve appartenere ad altri movimenti religiosi e non deve avere situazioni di irregolarità nella vita matrimoniale, come convivenza, separazione o divorzio). Spiritualmente, è richiesto che per la sua Cresima, una ragazza scelga una madrina, mentre un ragazzo un padrino, non necessariamente tra le persone di famiglia, ma comunque una figura presente da sempre nella vita del cresimando e non troppo in là con gli anni.

tags: #la #cresima #prima #e #dopo #il