La Basilica di San Marco a Venezia: Un Capolavoro di Storia e Arte

La Basilica di San Marco a Venezia, il cui nome completo è Basilica Cattedrale Patriarcale Metropolitana Primaziale Collegiata di San Marco Evangelista, è la cattedrale della città e sede del patriarcato. Unita al campanile, si trova all'estremità orientale di Piazza San Marco, l'antico centro politico e religioso della Repubblica di Venezia, ed è annessa al Palazzo Ducale. Assieme ad essi, costituisce il più conosciuto simbolo della città e del Veneto nel mondo, un monumento nazionale italiano e uno dei simboli dell'arte veneta e della cristianità.

Tra le attrazioni da non perdere a Venezia, la stupenda Basilica di San Marco, con il suo Campanile, è un vero e proprio simbolo italiano. Situata nell'omonima piazza, a pochi passi dal famoso Palazzo Ducale, questa Basilica è un tripudio di bellezza, arte e storia.

Origini e Sviluppo Storico

Le Prime Costruzioni e la Traslazione delle Reliquie

La primissima Chiesa di San Marco venne costruita nell’828 per ospitare le reliquie di San Marco che, secondo la tradizione, furono trafugate da Alessandria d'Egitto da due mercanti veneziani, Bono da Malamocco e Rustico da Torcello, intorno all'828 o 829. Appena giunsero a Venezia, ricevettero un’accoglienza straordinaria, tanto che il Doge in carica, Giustiniano Partecipazio (in carica dall'827 all'829), dispose subito la costruzione di un tempio in suo onore.

Il Chronicon Venetum et Gradense racconta che inizialmente le reliquie di San Marco furono collocate in una torre d'angolo del castrum, la residenza fortificata del doge e sede del governo situata dove oggi sorge il Palazzo Ducale. Giustiniano specificò nel suo testamento che la moglie e il fratello minore, nonché successore Giovanni (in carica dall'829 all'832), costruissero una chiesa dedicata a San Marco, tra il castrum e la chiesa di San Teodoro, nella quale le reliquie sarebbero state definitivamente collocate. Il modello di riferimento fu la Chiesa dei Santi Apostoli (demolita nel 1461) a Bisanzio. Questa netta rottura con la tradizione architettonica locale, che privilegiava impianti rettangolari, in favore di un modello bizantino a pianta centrale, rifletteva sia la crescente presenza commerciale dei mercanti veneziani nella capitale imperiale sia i legami politici tra Venezia e Bisanzio.

L'edificio che ne risultò fu completamente distrutto da un rovinoso incendio nel 976, durante la rivolta popolare contro il doge Pietro IV Candiano (in carica dal 959 al 976), quando l'incendio appiccato dalla folla per costringere il doge a lasciare il castrum si estese. Resti della chiesa dei Participazio sono probabilmente ancora esistenti e si ritiene che comprendano le fondazioni e le parti inferiori di alcuni dei muri principali, incluso il muro occidentale tra la navata e il nartece. Sebbene la struttura non fu completamente distrutta, fu compromessa al punto che il Concio, l'assemblea generale veneziana, dovette riunirsi nella cattedrale di San Pietro di Castello per eleggere il successore di Candiano, Pietro I Orseolo (in carica dal 976 al 978). Nel giro di due anni, la chiesa fu riparata a spese della sola famiglia Orseolo, segno che in realtà i danni furono relativamente contenuti.

La Basilica Attuale e le Influenze Bizantine

La Basilica di San Marco, nella sua forma attuale, risalente al secolo successivo, fu progettata probabilmente da un architetto greco anche se attuata da maestranze veneziane e lombarde. La costruzione dell'attuale basilica cominciò nel 1063 in stile bizantino per rappresentare il potere della prospera Repubblica veneta, incorporando le fondamenta e i muri di precedenti chiese dedicate a San Marco. I lavori per la sua costruzione non terminarono con la sua consacrazione; la chiesa fu infatti progressivamente arricchita, negli anni, all’interno e all’esterno, con un lavoro febbrile e incessante, sino a raggiungere l’aspetto che ancora oggi conserva. La basilica venne consacrata nel 1094, dopo che i lavori furono iniziati dal doge Contarini e continuati da Domenico Selvo e Vitale Falier.

Simbolo per eccellenza della città, la Basilica riassume in sé innumerevoli stili in un insieme di sorprendente armonia. La matrice bizantina della chiesa attuale, con la pianta a croce greca con cupole, andò arricchendosi nel corso dei secoli di guglie e sculture gotiche e di innumerevoli altre decorazioni. Nella sua architettura, sono evidenti influenze medio-bizantine, romaniche e islamiche, mentre elementi gotici furono incorporati successivamente.

Divenuta cappella ducale, la chiesa fu presto considerata come il monumento veneziano per antonomasia; vi gravitò attorno la vita pubblica e religiosa: qui si celebrarono le più importanti ricorrenze e qui venne sancita ufficialmente l’elezione di ogni Doge, il supremo magistrato della Repubblica. Solo nel 1807 il patriarcato della città venne spostato in questa chiesa, un tempo a esclusiva disposizione del Doge.

Interno della Basilica di San Marco con i mosaici dorati

Architettura e Decorazioni

Esterno: La Maestosità della Facciata

La facciata consta di due parti, ciascuna con cinque grandi arcate. L'esterno della basilica è suddiviso in due registri. Quella superiore, balaustrata, è arricchita dalla presenza di quattro cavalli di bronzo (copie), stupenda opera di arte bizantina, unica quadriga antica conservatasi fino ad oggi. Questi splendidi cavalli di bronzo dorato giunsero a Venezia con il ricco bottino di guerra raccolto dai Veneziani, guidati dal doge Enrico Dandolo, dopo la conquista di Costantinopoli al termine della IV Crociata nel 1204, insieme ad altre opere di valore inestimabile, molte delle quali sono conservate ancor oggi nel Tesoro della basilica. Oggi i cavalli di San Marco si ammirano nel Museo, sostituiti sulla loggia da riproduzioni.

Il piano inferiore presenta un complesso intreccio di archetti sporgenti, ordini sovrapposti di colonne, rilievi e decorazioni. In linea con le tradizioni bizantine, gli elementi scultorei sono per lo più decorativi: solo negli archi che incorniciano i portali la scultura ha una funzione strutturale, articolando le linee architettoniche. Oltre ai rilievi nei pennacchi, le sculture del registro inferiore, relativamente limitate, comprendono strette fasce in stile romanico, statue, ricche cornici intagliate con motivi vegetali e figure di ispirazione bizantina e islamica.

I mosaici presenti nei portali laterali narrano la translatio delle reliquie di San Marco da Alessandria a Venezia. L'unico rimasto degli originali duecenteschi è quello sopra il primo portale a sinistra, il portale di Sant'Alipio, che rappresenta l'ingresso del corpo del santo nella basilica com'era allora. Gli altri, danneggiati, furono rifatti tra il XVII e il XIX secolo mantenendo i soggetti originali, da sinistra a destra: l'arrivo delle sacre spoglie in città, la venerazione da parte del doge e la deposizione nella chiesa. La lunetta centrale è decorata con un Giudizio universale, incorniciato da tre archi scolpiti di diverse dimensioni, che riportano una serie di Profeti, di Virtù sacre e civili, di Allegorie dei mesi, dei Mestieri e di altre scene simboliche con animali e putti (1215-1245 circa). Il registro superiore è arricchito da una complessa coronatura tardo gotica, realizzata tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Le edicole presenti sulla facciata settentrionale contengono statue dei quattro originari Dottori della Chiesa latini: Girolamo, Agostino d'Ippona, Ambrogio e Gregorio Magno.

Fianchi e Elementi Scultorei

Il fianco della Basilica di San Marco, verso Palazzo Ducale, è introdotto, all’angolo, dalla Pietra del Bando, da cui venivano lette le ordinanze della Repubblica. Seguono il portale d’accesso al Battistero e, agli opposti, i due Pilastri Acritani portati dalla città di S. Giovanni d’Acri dopo il 1256. Sullo spigolo è il gruppo in porfido dei Tetrarchi, probabile opera siriaca del IV secolo raffiguranti effigi di Diocleziano e degli altri tre imperatori che con lui regnarono alla fine del III sec.; la tradizione popolare vuole invece che si tratti di quattro mori, impietriti per aver tentato di trafugare il tesoro della Basilica. Questa statua dei quattro tetrarchi è databile verso la fine del III secolo e venne trasferita a Venezia dopo il saccheggio di Costantinopoli del 1204.

I due alti pilastri quadrangolari detti "acritani", riccamente decorati, fiancheggiano la via d'accesso al Battistero e probabilmente furono collocati in questo luogo intorno alla metà del XIII secolo. La loro dislocazione nel panorama della Piazzetta, che appare priva di una funzione precisa, deriva dall'effettiva sovrabbondanza di manufatti di pregio accumulati dai veneziani durante le diverse guerre che la videro coinvolta nel corso dei secoli, che riconoscendone il valore ma non avendo più spazi vuoti all'interno o sulla facciata della basilica decisero di posizionarli li dove oggi si possono ammirare.

Interno: Mosaici e Struttura

La basilica ha una pianta a croce greca con i quattro bracci divisi in tre navate. Le navate centrali sono coperte da cinque cupole, quelle laterali sono voltate a botte. Un nartece, diviso da piccole campate a cupola, precede l’interno della chiesa sui tre lati del braccio frontale ed è aperto, in facciata, da cinque arconi ornati di bassorilievi medievali di straordinaria bellezza. La chiesa è sorretta da possenti pilastri e coperta da volte grandiose, che richiamano l’architettura ampia e distesa dell’antico Impero romano.

All’interno, avrete la possibilità di ammirare più di 4200 metri quadrati di mosaici, eseguiti nell’arco di 600 anni. Quelli che a parere unanime risultano essere i più belli sono senz’altro i più antichi che potete vedere nella Cappella della Pentecoste (la prima entrando). I mosaici, gli oggetti e le decorazioni al suo interno provenivano principalmente dalle navi che arrivavano a Venezia dall'Oriente. Una volta entrati dal grande portone centrale, costruito in legno e decorato in bronzo e ottone, volgete subito il vostro sguardo verso l'alto: sopra di voi troverete innumerevoli mosaici in oro che ricoprono il soffitto. Pensate che i mosaici ricoprono oltre 8.000 mq della Cattedrale, tra pareti, volte e cupole, uno spettacolo davvero unico! La superficie musiva del nartece si estende nei cupolini, nelle volte e nelle lunette, opera di maestranze veneziane: il percorso di visita ha inizio dall’angolo di destra con la Creazione, articolata su tre fasce circolari concentriche su cui si dipanano ventisei scene. In tutti gli altri cupolini le scene si sviluppano lungo una sola fascia alla base. Il racconto biblico prosegue sugli archi e le lunette circostanti presso la porta di San Clemente con le Storie di Caino e Abele, seguono le Storie di Abramo (cupola e lunette presso la porta di San Pietro) e le Storie di Giuseppe (rappresentate nei tre successivi cupolini lungo il fianco settentrionale, verso la piazzetta dei Leoni).

Anche il pavimento della Basilica di San Marco merita uno sguardo attento, dato che è anch’esso a mosaico di marmi colorati e variegatissimi disegni del secolo XII (in parte vennero rifatti successivamente). Mentre percorrete le navate, assicuratevi di fermarvi in prossimità del transetto a sinistra: qui si trova l'icona della Madonna Nicopeia, un'icona di oltre mille anni!

L’altare maggiore custodisce l’urna di San Marco e alla sue Spalle è la Pala d’Oro, grandioso lavoro di oreficeria bizantina in argento dorato. Si trova proprio dietro all'altare maggiore, dove sono conservate le spoglie di San Marco, ed è un vero e proprio tesoro dal valore inestimabile. La Pala d'Oro è una pala d'altare realizzata a Bisanzio su commissione veneziana. Qui sono rappresentati evangelisti, apostoli, profeti e angeli, mentre nelle piccole formelle tutt'intorno sono rappresentati diversi episodi sia della vita di Cristo che di San Marco. È ulteriormente abbellita e decorata da perle e pietre preziose. La cornice tutt'intorno è in argento e in stile gotico, costruita a Venezia intorno alla metà del XIV secolo. Il suo aspetto attuale risale al 1343-1345, quando il doge Andrea Dandolo commissionò la cornice in argento dorato e pietre preziose, ad arco romanico nella parte superiore ed arco gotico in quella inferiore.

Dettaglio dei mosaici interni della Basilica di San Marco

Aree Speciali della Basilica

Il Museo di San Marco e le Terrazze

Al piano superiore della Basilica si trova il Museo di San Marco, costruito a fine '800, luogo in cui scoprire la storia della Basilica. Recentemente ristrutturato e ampliato, comprendendo anche la ex sala dei banchetti del doge, qui sono conservati ed esposti numerosi oggetti provenienti dalla Basilica. L'opera più famosa è sicuramente la Quadriga Marciana, ovvero la famosa opera che ritrae 4 cavalli e che fu portata a Venezia come bottino di guerra a termine della IV Crociata nel 1204, dove venne conquistata Costantinopoli. Sistemati inizialmente sulla facciata della basilica, dopo un lungo lavoro di restauro si trovano oggi all'interno del museo. Potrete inoltre ammirare anche meravigliosi tappeti persiani, frammenti di mosaici e codici miniati con i testi delle liturgie. Uno dei punti forti del museo è sicuramente l'accesso alla terrazza, accessibile solo acquistando il biglietto per il museo e inclusa nel tour guidato.

Il Tesoro di San Marco

All'interno della Basilica è possibile visitare anche il Tesoro di San Marco, ospitato nelle antiche stanze che si trovano tra la Basilica e il Palazzo Ducale. L'ingresso è situato nel transetto meridionale e facilmente riconoscibile: la porta è infatti decorata con un meraviglioso mosaico risalente al XIII secolo. Il Tesoro si compone di circa 283 pezzi in oro, argento, vetro e altri materiali preziosi, appartenuti tutti al Tesoro della Repubblica. Purtroppo questo è tutto quello che rimane a Venezia in seguito al saccheggio del 1797.

Il Campanile di San Marco

Vicino alla Cattedrale, troviamo il Campanile di San Marco che con i suoi 98,6 metri d'altezza è uno dei simboli veneziani per eccellenza. Viene chiamato dai veneziani "el paròn de casa", ovvero il padrone di casa. In questo caso, l'ingresso si trova sul lato che si affaccia sul Palazzo Ducale. Anticamente utilizzato anche come faro dei naviganti, è stato il modello base su cui poi sono stati progettati tutti i campanili lagunari.

Ma il Campanile che possiamo ammirare oggi in realtà non è l'originale: subì, infatti, un disastroso crollo il 14 luglio 1902. I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1903 e si conclusero nel 1912, riportando il campanile alla sua originaria bellezza. Fortunatamente, la basilica fu salvata dal disastro. Ai primi del Cinquecento fu aggiunta la cella campanaria con la cuspide rivestita in rame e una piattaforma girevole sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele con funzione di banderuola. Tra il 1536 e il 1549 fu infine aggiunta la loggetta ornata di marmi e bronzi opera di Jacopo Sansovino.

Il Campanile di San Marco e Piazza San Marco

Informazioni Utili per la Visita

Orari e Biglietti

La Basilica di San Marco è aperta tutti i giorni: da lunedì a sabato dalle 9:30 alle 17:15, la domenica dalle 14:00 alle 17:15, con ultimo ingresso alle ore 16:45. Il Campanile osserva orari molto simili. Il consiglio è quello di raggiungere l'entrata quanto prima, per evitare le lunghe code che in estate possono facilmente superare anche un'ora. La chiesa è visitabile gratuitamente, ma alcune aree al suo interno necessitano di un biglietto, ovvero: il Museo di San Marco e le Terrazze della Basilica, il Tesoro di San Marco, e la Pala d'Oro. Il Campanile, invece, richiede il pagamento di un biglietto unico, mentre l'ingresso è gratuito per i minori di 6 anni. Sono previste riduzioni per bambini e ragazzi 6-18 anni.

Come Arrivare

  • A piedi: Piazza San Marco 328, nel sestiere San Marco.
  • In vaporetto: terminal vaporetti San Marco (linea B) e terminal vaporetti San Marco-San Zaccaria, con diversi moli (Linee 1, N - fermata S. Marco Vallaresso DX/SX; Linee 2, 10 - fermata S. Marco Giardinetti; Linee 1, N - fermata S. Zaccaria Danieli "E"; Linee 5.1, N, 14 - fermata S. Zaccaria Danieli "F"; Linee 5.2, 4.2 - fermata S. Zaccaria Jolanda "C"; Linee 4.1, N - fermata S. Zaccaria Jolanda "D"; Linee 2, N - fermata S. Zaccaria M.V.E. "B"; Linea 14 - fermata S. Marco).
  • In treno: arrivo alla Stazione di Venezia Santa Lucia.

Consigli per la Visita

  • Visita guidata: oltre ad ammirarne la bellezza, puoi conoscere storie, curiosità, dettagli e capolavori artistici all'interno del complesso. Partecipa ad una visita guidata per un'esperienza decisamente più ricca. Il tour con una guida locale comprende l'opzione salta la fila e il biglietto al Museo di San Marco, che permette di accedere anche alle terrazze. Durata 1 ora.
  • Biglietto combinato Basilica + Palazzo Ducale: partecipa ad una visita guidata che comprende la Basilica di San Marco, le terrazze e il Palazzo Ducale, approfittando dell'ingresso prioritario.
  • Restrizioni: non è consentito introdurre acqua o cibo. È richiesto un abbigliamento consono (no pantaloncini o canottiere) e un comportamento adeguato al luogo (è richiesto di non parlare ad alta voce). Non si possono introdurre zaini; è disponibile il servizio di deposito bagagli nella vicina Piazzetta dei Leoncini.
  • Tempo minimo: si consiglia di considerare un minimo di 2 ore per la visita.
  • Acqua alta: Sapevi che durante l'acqua alta si può visitare la basilica camminando sulle passerelle? Quando il mare Adriatico inonda Venezia, l'alta marea arriva a circa 90 cm al di sopra del suo livello normale. In caso di alluvione tempestiva, in città suonano gli allarmi e alcune passerelle sono collocate nelle zone di maggiore traffico.

Basilica di san marco-artemondo

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