La Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo: Storia, Significato e Opere d'Arte

La Cappella Chigi, situata nella basilica di Santa Maria del Popolo a Roma, rappresenta un capolavoro artistico che fonde il genio rinascimentale di Raffaello Sanzio con la grandiosità barocca di Gian Lorenzo Bernini. Questa cappella, seconda sulla navata sinistra, fu commissionata dal banchiere senese Agostino Chigi, uno dei più importanti mecenati dell'epoca.

La Visione di Raffaello: Il Progetto Rinascimentale

Agostino Chigi affidò a Raffaello Sanzio il compito di progettare la sua cappella funeraria familiare. Il Sanzio non solo disegnò l'architettura a pianta centrale, ma fornì anche i cartoni e gli schizzi per le decorazioni, in particolare per i mosaici della cupola. L'opera venne avviata tra il 1513 e il 1514.

L'interno della cappella è uno spazio cubico sormontato da una cupola decorata a cassettoni dorati e mosaici. Al centro della cupola campeggia l'immagine di Dio Padre, circondato dalle allegorie del Sole e degli altri pianeti, raffigurati come divinità pagane a mezzo busto. Ogni figura celeste è guidata da un angelo, secondo un concetto neoplatonico che rappresenta l'ordine motore che ne limita la potenza dirigendone il corso. Questi mosaici furono eseguiti dal veneziano Luigi de Pace nel 1516 su disegno di Raffaello. Sebbene i cartoni originali siano perduti, alcuni disegni preparatori confermano l'originalità dell'opera, concepita per una visione dal basso.

mosaico della cupola della cappella Chigi raffigurante Dio Padre circondato da pianeti

L'architettura della cappella rientrava pienamente nelle ricerche spaziali dell'epoca, essendo stata vista come una riproposizione in piccolo della crociera ottagonale sperimentata da Bramante nella basilica di San Pietro in Vaticano. Tuttavia, la cappella Chigi si distingue per una nuova concezione dello spazio, rappresentando l'unico edificio religioso di Raffaello conservatosi nella sua forma originale.

Le Decorazioni e le Opere d'Arte

La cappella è arricchita da numerosi capolavori artistici che spaziano dal Rinascimento al Barocco.

Affreschi e Pitture

  • Gli affreschi tra le finestre, raffiguranti le Storie della Genesi, e i pennacchi con le Stagioni sono opera di Francesco Salviati, realizzati intorno al 1550.
  • Sull'altare, la Nascita della Vergine è un'opera attribuita a Sebastiano del Piombo e completata dallo stesso Salviati.
  • Nelle lunette della volta si trovano pitture di Francesco Vanni.

Sculture

  • Le prime sculture a decorare la cappella furono quelle di Lorenzetto, raffiguranti Giona ed Elia.
  • Gian Lorenzo Bernini, incaricato di completare l'opera nella metà del Seicento, realizzò due splendide statue: Abacuc e l'Angelo (1656-1661) e Daniele e il leone (1655-57). Queste opere, sebbene poste agli estremi della cappella, sono collegate da un episodio biblico. L'angelo trasporta il profeta Abacuc per i capelli fino a Babilonia per nutrire Daniele, prigioniero nella fossa dei leoni.
  • Bernini realizzò anche la celebre statua di Daniele nella fossa dei leoni, caratterizzata da un potente senso di movimento e intensità espressiva.
statua del Bernini raffigurante Abacuc e l'Angelo nella Cappella Chigi

Le Tombe e il Significato Simbolico

Le pareti della cappella ospitano le tombe piramidali di Agostino Chigi e del fratello Sigismondo Chigi, simboli di eternità che richiamano le forme dell'antico Egitto, dimostrando la visione erudita e moderna del committente.

Il pavimento della cappella è caratterizzato da un commesso marmoreo centrale, su disegno del Bernini, che riporta la suggestiva scritta "Mors ad caelos" (La morte è la strada per il cielo), da alcuni detta anche "Morte alata". Le lettere maiuscole nella citazione riprendono la data di realizzazione degli interventi berniniani in numeri romani: MDCL (1650). Questo decoro pavimentale reca l'immagine di uno scheletro alato che regge lo stemma della famiglia Chigi.

Interventi di Gian Lorenzo Bernini

Gian Lorenzo Bernini fu coinvolto nella cappella in un secondo momento, completando l'opera tra il 1652 e il 1656 per volere del cardinale Fabio Chigi, futuro papa Alessandro VII. Il suo intervento arricchì la cappella con il suo inconfondibile tocco barocco.

Bernini realizzò anche una pregiata lampada votiva in bronzo, composta da una corona dorata decorata con le otto stelle dei Chigi e sorretta da tre cherubini volanti. Il modello è un riferimento simbolico alla corona della Vergine, patrona della cappella e della famiglia. La lampada fu modellata da Peter Verpoorten, assistente fiammingo del Bernini.

Due monumentali candelieri in bronzo alti 1,5 metri, con simboli associati ai Chigi, custodiscono l'ingresso della cappella. Questi venivano accesi durante la celebrazione della messa.

candelieri in bronzo della Cappella Chigi

Fabio Chigi, come papa Alessandro VII, concesse alla cappella otto reliquiari nel 1654 e nel 1656, contenenti le ossa di diversi santi. Originariamente, furono posti sull'altare sei candelabri in bronzo dorato, la cui forma e numero evocavano le sei montagne dello stemma dei Chigi.

La Cappella Chigi nella Cultura Popolare

La Cappella Chigi ha trovato spazio anche nella letteratura contemporanea, venendo citata nel celebre romanzo "Angeli e Demoni" di Dan Brown. Nel libro, la cappella è il primo dei quattro "altari della scienza" e punto di partenza del percorso segreto chiamato Cammino dell'Illuminazione, associato all'elemento terra.

Prof.Antonio Paolucci- Michelangelo e la Cappella Paolina

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