La diffusione di contenuti illeciti su Telegram e Reddit e la violenza online

Il panorama digitale contemporaneo, pur offrendo opportunità di connessione e condivisione, è anche teatro di gravi fenomeni di violenza, in particolare quella di genere, che si manifestano attraverso forum, gruppi sui social media come Telegram e Reddit, e sterminati archivi online.

Il "far west" di Telegram e Reddit: Scambio di contenuti illeciti

In Italia, fotografie di minori, video di donne (mogli e sorelle) ignare, e contenuti riguardanti stupri o ripresi da spycam sono costantemente oggetto di conversazioni e scambi su piattaforme come Telegram e su siti internet. Questi spazi si configurano come "far west" organizzati, traboccanti di immagini violente e abusi verbali, dove l'incesto è talvolta un "divertissement" e l'apologia dello stupro una consuetudine.

Telegram: La crittografia e "La Bibbia"

È noto che Telegram adotti una policy di non collaborazione con le autorità, fornendo gli indirizzi IP per risalire agli utenti solo in caso di indagini obbligatorie e utilizzando una crittografia end-to-end che "blinda" le chat segrete, come quelle nascoste dai campi di ricerca a cui si accede tramite link.

Gli adepti del gruppo “La Bibbia”, smantellato più volte dalla Polizia Postale, continuano a rianimare la chat cambiando nome. L’ultima rinascita, a metà gennaio, ha visto il ritorno di 17mila iscritti in 24 ore. Nel 2023, aveva superato i 121mila iscritti. Oggi la chat ha cambiato ancora nome, intitolata, come “omaggio”, a un personaggio trash molto noto online ma non coinvolto nella sua gestione.

Nella maggior parte dei casi gli utenti oscurano l’immagine del profilo, poiché Telegram è ufficialmente un normale servizio di messaggistica. Tuttavia, alcuni mostrano sia il nome di battesimo che la foto, presentandosi come "uomini comuni" che, protetti dalla crittografia, si dedicano a conversazioni in codice, come «Cerco foto 010» (riferito all'anno di nascita 2010), «chi ha mino?» (minorenni) e «sorella in spy» (ripresa di nascosto).

Questa chat funge da "sala d'attesa" per accedere, tramite link che si rinnovano di continuo, alla “Private Room”. In questo spazio, i messaggi più frequenti sono «Cerco / ho video di stup...», accompagnati da insulti e violenze verbali di ogni sorta. La richiesta più grave è quella di deepfake con foto di bambine, dove i volti delle vittime vengono incollati su video porno preesistenti tramite app di editing o intelligenza artificiale per creare filmati pornografici o pedopornografici iperrealistici da diffondere in rete.

L'Archivio: Contenuti a pagamento e spycam

Tutto il materiale mai prodotto e condiviso dai tempi de “La Bibbia” a oggi è conservato nell’unica stanza a pagamento, "l’Archivio". Con un pagamento di 40 euro una tantum si accede a una immensa videoteca virtuale che include seimila video, altri 5.500 amatoriali, e duemila registrazioni da spycam in bagni pubblici, piscine, hotel e camerini di negozi. Vi è anche un "canale spycam più grande d’Italia" a pagamento con 22mila registrazioni rubate, contenente di tutto, da "tettona spiata" a "spogliatoi piscina". Esiste anche un gruppo gratuito, "Spycam canale demo", che offre contenuti simili.

Reddit: Rape Culture e Revenge Porn

Reddit, uno dei forum più popolati al mondo, ospita subreddit italiani che sono focolai di rape culture e revenge porn. In questi spazi virtuali, migliaia di utenti unici al minuto (dai tremila ai 3.500) si scambiano fotografie rubate dai social di donne, ragazze e ragazzine ignare, descritte come “amica”, “sorella” o “zia”, con l'intento di farle “denudare” e “pisellare” (ovvero "scop...", si spera virtualmente) da altri utenti, e soprattutto usate per insulti e masturbazione. Esempi di didascalie includono «Che le fareste?» per la foto di una ragazzina con l'apparecchio, o «papà, vuoi ......?» accanto al volto infantile di un'altra. Le storie di accompagnamento più credibili e le immagini "vere" e verificate sono particolarmente apprezzate e talvolta retribuite.

La "caccia" aperta nell'estate del 2023, dopo lo stupro del Foro Italico di Palermo, non si è mai arrestata. A gennaio 2025, un forum "del settore" mostra 24 pagine dedicate alla vittima, con screenshot dai suoi social e, in attesa di trovare video girati nel cantiere, sono state condivise registrazioni di rapporti sessuali a cui avrebbe partecipato, con titoli come «Threesome italiano con amica zocc...» o «Orgetta con Flavia» parte 1, 2 e 3. Sullo stesso forum, esistono sezioni dedicate a celebrità e categorie come mogli, sorelle, fidanzate e incesto, sebbene quest'ultima desti sospetti sulla veridicità dei contenuti.

L'ambivalenza delle tecnologie digitali e la violenza contro le donne (VAW)

Le tecnologie digitali, pur essendo state associate a un'accelerazione delle innovazioni e a una maggiore inclusione, hanno mostrato una realtà contraddittoria, con l'emergere di nuove e vecchie forme di misoginia. Il saggio esamina le manifestazioni della violenza contro le donne (VAW) online, il ruolo delle piattaforme web e le dinamiche identitarie della Manosphere.

Definizioni e manifestazioni della VAW online

La letteratura sulla VAW online è vasta e settorializzata. Nonostante la difficoltà di categorizzare fenomeni ibridi e opachi, la fenomenologia comprende manifestazioni eterogenee, alcune assimilate all'hate speech online. Le ricerche nazionali e internazionali dimostrano che le donne sono le più colpite da messaggi di odio e incitamento alla violenza. L'odio online rivolto alle donne assume spesso il carattere della stigmatizzazione a sfondo sessuale, con offese legate al genere e minacce di violenza estrema, stupro e morte.

La VAW online include comportamenti che si situano in continuità con la violenza tradizionale, come un "upgrading digitale", e nuove forme di violenza, in particolare l'image-based violence, che non sarebbero possibili senza il supporto tecnologico. L'attenzione di ricercatori e legislatori si è concentrata sul revenge porn (diffusione non consensuale di immagini sessuali private) e sullo stupro online (cyber-rape, inclusi lo stupro virtuale e la trasmissione dal vivo di stupri offline).

La diffusione di pornografia non consensuale, inclusi il fappening e i deepfake, è difficile da normare. Molto diffuse e difficili da intercettare sono anche le pratiche di scambio di foto e video di donne all'interno di community misogine chiuse, dove uomini di ogni età e estrazione sociale si scambiano immagini di donne ignare usate come bersaglio di violenza misogina.

infografica che mostra l'aumento della violenza di genere online

Impatto e incidenza della VAW online

Nonostante la mancanza di dati adeguati a rappresentare in toto la diffusione della VAW online, le ricerche esistenti evidenziano un'incidenza significativa e un notevole impatto sulla vita e la salute delle vittime. Negli USA, le donne hanno molte più probabilità degli uomini di essere molestate sessualmente online (16% contro 5%) o stalkerate (13% contro 9%), specialmente le più giovani (33% delle donne sotto i 35 anni). Le molestie online sono ritenute gravi dalle donne e in grado di turbare la loro vita. Il fenomeno non sembra aumentare, ma ha un andamento stabile, rimanendo grave per le giovani donne.

Secondo uno studio del 2020 di Plan International, il 58% delle ragazze tra i 15 e i 25 anni in ventidue paesi ha subito una forma di molestia online sui social network, percentuale che sale al 63% tra le ragazze europee. La fluidità sempre maggiore tra esperienze online e offline affievolisce la consapevolezza dei rischi, soprattutto tra gli adolescenti.

Sexting e produzione di contenuti violenti

Il sexting, la pratica di scambiare foto intime con connotati sessuali espliciti, è sempre più diffusa tra gli adolescenti. Dati raccolti in tutto il mondo mostrano che per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni è normale pubblicare informazioni personali online, comprese foto con connotazioni sessuali. La creazione e diffusione di immagini che rappresentano violenza su donne o bambini ha avuto un'esplosione inarrestabile con la diffusione del web, aumentando soprattutto i user generated content e la produzione pornografica.

La moderazione dei contenuti: Limiti e sfide

La diffusione di contenuti violenti, pornografici e illegali in rete ha evidenziato una rottura tra la visione ideale di una tecnologia aperta e inclusiva e la necessità di tutelare gli utenti. La resistenza strutturale alla regolamentazione degli ambienti digitali e la retorica individualista hanno reso la moderazione dei contenuti da parte dei player privati l'unica via di governance percorribile.

L'approccio tecno-soluzionista, che mira a fornire soluzioni tecniche per ogni problema, è diffuso, e quasi tutte le piattaforme stanno lavorando a regole stringenti e strumenti di rilevazione automatica di contenuti sessuali non consensuali. Tuttavia, il ricorso alla moderazione automatica dei contenuti ha limiti, come la sensibilità dei dati utilizzati per l'addestramento degli algoritmi di intelligenza artificiale. Questi algoritmi, basati su procedure di pattern matching e addestrati su dati esistenti, presentano un limite intrinseco dovuto all'adattabilità nel tempo, sia rispetto alla mutevolezza degli ambienti tecnologici, sia rispetto alle forme di molestia e violenza che il medium specifico è in grado di intercettare. Un esempio sono le sfide poste dagli universi immersivi come il Metaverso, che richiedono un passaggio dalla moderazione dei "contenuti" alla moderazione dei "comportamenti".

Genere e identità online: Il persistente male gaze

Le tecnologie digitali, pur essendo un passo verso uno svincolamento della sessualità dal corpo, non consentono un affrancamento completo dalle "marcature" di genere che caratterizzano la vita sociale. Nonostante le disparità di accesso a internet in Europa siano diminuite, persistono differenze significative tra donne e uomini nel modo di stare online.

Gli uomini sono in maggioranza sulle piattaforme dedicate al discorso politico e alla vita professionale, mentre le piattaforme che incoraggiano la condivisione di immagini sono popolate in percentuali maggiori dalle donne. Queste differenze sono effetto della cultura di genere, dei ruoli sociali e del tipo di contenuti, funzioni e stile comunicativo degli ambienti digitali. Il ruolo e l'immagine delle donne online sono ancora, in buona parte, un prodotto del male gaze e del male logos. L'enfasi sulla spettacolarità e la popolarità, connaturata alle politiche algoritmiche delle maggiori piattaforme, si basa su visioni che esercitano un effetto conservativo sui ruoli e le rappresentazioni di genere, promuovendo contenuti in linea con visioni tradizionali del corpo e degli interessi femminili considerati più redditizi.

Le differenze di genere nei livelli di assertività e nella propensione a esprimere opinioni in rete sono influenzate anche dalle esperienze di molestie e abusi online, che rendono donne e ragazze più caute. Le norme di genere continuano a condizionare non solo la VAW, ma anche lo stile di comunicazione, le rappresentazioni identitarie e le immagini di sé da mostrare online.

È violenza anche su internet: revenge porn e altre formi di abuso | The Big Interview

Indagini e consigli della Polizia Postale

A seguito di un'indagine coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono stati identificati e denunciati gli amministratori di tre canali Telegram contenenti immagini denigranti e commenti offensivi: LA BIBBIA 5.0, IL VANGELO DEL PELO e uno dei canali denominati STUPRO TUA SORELLA 2.0. Tra le vittime, anche personaggi del mondo dello spettacolo che hanno deciso di esporsi in prima persona per sensibilizzare sull'importanza della denuncia.

L'amministratore di STUPRO TUA SORELLA 2.0 e di IL VANGELO DEL PELO, un 35enne della provincia di Nuoro, è stato trovato in flagrante. L'amministratore di LA BIBBIA 5.0 è risultato essere un minore di 17 anni, che aveva raccolto circa 5.000 euro dalla vendita di immagini pornografiche dell'archivio "La Bibbia 5.0".

Consigli per difendersi dal revenge porn:

  • La migliore prevenzione è evitare di documentare la propria intimità, poiché l'invio di foto e filmati anche al solo partner rappresenta un anello debole ed espone a ricatti o vendette.
  • Se si decide di documentare rapporti intimi, è bene tutelarsi usando dispositivi non connessi alla rete e memorizzando immagini e video su supporti esterni protetti da password.
  • L'interessato può chiedere ai social network la rimozione del contenuto che lo riguarda.
  • Se la rimozione non è possibile, si può ricorrere al diritto all'oblio, chiedendo all'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali la de-indicizzazione e le conseguenti attività risarcitorie. Questo non elimina il materiale dalla rete, ma lo rimuove dai motori di ricerca, rendendolo irraggiungibile senza l'URL esatto.
  • È opportuno che la vittima presenti tempestivamente la querela, data la velocità di diffusione dei contenuti online. L'"effetto tam tam" della rete rende difficile eliminare definitivamente il materiale, poiché può diffondersi su altre piattaforme in modo incontrollabile.

Il Commissariato di P.S. online della Polizia Postale e delle Comunicazioni è sempre presente per fornire supporto.

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