Pochi minuti dopo la conclusione della prima messa di Papa Leone XIV nella Cappella Sistina, celebrata insieme ai cardinali, dai cancelli del Vaticano è uscito a passo svelto il cardinale francese Jean-Paul Vesco. Vestito con l'abito bianco dei domenicani e con la custodia della mitria sotto il braccio, il sessantaduenne arcivescovo di Algeri sembrava voler proseguire, ma è stato richiamato a gran voce dai giornalisti francesi. Sempre disponibile e sorridente con la stampa, il cardinale si è avvicinato a telecamere e microfoni per condividere le sue impressioni sull'elezione del nuovo pontefice.
Il Cardinale Jean-Paul Vesco: Profilo di un "Maratoneta" Spirituale
Nato a Lione, in Francia, nel 1962, Jean-Paul Vesco è un domenicano con un profondo legame con l'Algeria, dove risiede da oltre vent'anni. La sua carriera ecclesiastica lo ha visto prima presso il convento domenicano di Tlemcen, nella diocesi di Orano, poi come vicario generale della stessa diocesi nel 2005. Eletto priore provinciale dei domenicani di Francia, è tornato in patria nel 2010, ma questo rientro fu breve, poiché Papa Benedetto XVI lo nominò capo della diocesi di Orano solo due anni dopo. Nel 2021, Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Algeri, e l'8 dicembre scorso ha ricevuto la berretta cardinalizia nell'ultimo Concistoro di Bergoglio, diventando uno dei 21 prelati. Il suo percorso testimonia un'esperienza di missione e governo che lo ha portato ad essere una figura di rilievo nella Chiesa contemporanea.
Il cardinale Vesco è noto anche per la sua passione per la corsa, in particolare per la maratona, condividendo questa esperienza sportiva con Athletica Vaticana. Da giovane, aveva l'obiettivo di diventare un atleta, raggiungendo un personale di 2h52′ nella maratona. Egli stesso ha raccontato: "Ho scoperto che la motivazione su queste grandi distanze non è la competizione con gli altri, ma è l'ascolto di te stesso. La corsa è libertà perché trasforma qualsiasi percorso, anche urbano, in ampi spazi. Basta indossare le scarpe da corsa perché l'universo interiore ed esteriore superi i propri limiti". Questa filosofia di vita si riflette anche nel suo approccio relazionale: pur essendo un uomo che "corre", è spesso l'ultimo ad arrivare alle congregazioni generali, fermandosi a salutare e ringraziare tutti, inclusi i giornalisti, mostrando una gentilezza e una disponibilità che lo contraddistinguono.

Il Conclave e l'Elezione di Papa Leone XIV: Una Profonda Esperienza Spirituale
Interrogato sull'elezione del cardinale Prevost a Papa Leone XIV, il cardinale Vesco ha spiegato che la scelta "non è stata difficile". Ha sottolineato l'assenza di campagne elettorali, candidati o gruppi di pressione prima del Conclave, pur riconoscendo che i media creano liste di "papabili". "La chiave di lettura del Conclave non è solo umana", ha affermato Vesco, "si tratta di una profonda esperienza spirituale". Nelle congregazioni pre-Conclave, i cardinali hanno discusso e ciascuno ha espresso diverse sensibilità, ma il processo di elezione è stato "molto più rapido di quanto si possa immaginare".
Secondo il cardinale Vesco, l'azione dello Spirito Santo è stata determinante: "Lo Spirito Santo è entrato in azione, tutti i pianeti si sono allineati e a un certo punto abbiamo capito che non c’erano alternative a lui, non c’erano altri nomi possibili". Questa consapevolezza ha portato una "gioia profonda" nell'intero collegio cardinalizio. Per Vesco, questa gioia aveva un significato speciale: "L’8 maggio si celebra la memoria dei martiri d’Algeria, i 19 religiosi uccisi durante la guerra civile algerina alla fine degli anni Novanta. Inoltre, Papa Leone è un agostiniano e Sant’Agostino era un figlio della terra di Algeria. Quando era superiore della congregazione, Prevost aveva visitato l’Algeria. Ora aspettiamo il suo ritorno". Riguardo alla maggioranza ottenuta dal nuovo Pontefice, Vesco ha dichiarato che Papa Leone XIV "ha avuto il sostegno dell’insieme del collegio cardinalizio".
Le Qualità di Papa Leone XIV (Prevost)
Il cardinale Vesco ha elogiato le numerose qualità del nuovo Papa, sottolineando la sua umiltà e discrezione. Ha un "capitale di esperienza enorme", avendo svolto esperienze di missione e di governo. È stato superiore generale degli Agostiniani e prefetto del Dicastero per i Vescovi, ruoli che gli hanno conferito una profonda conoscenza della Chiesa.
La sua visione globale è un altro punto di forza: "Nella sua vita riassume l’emisfero nord e quello sud, ha viaggiato molto, conosce tanti paesi e ha una visione globale". Nonostante sia un uomo di governo, Vesco ha specificato che "non è un burocrate, è un uomo che sta sul campo". Le persone che hanno lavorato con lui confermano il suo amore per il lavoro di squadra, la sua capacità di ascolto e la sua decisione. "Queste qualità hanno certamente pesato nella nostra scelta. Abbiamo davvero un buon Papa, buono come il pane, come si usa dire", ha concluso Vesco.
Il Conclave di Leone XIV, le rivelazioni dei cardinali - La vita in diretta 13/05/2025
Il Processo del Conclave: Regole e Composizione Internazionale
Alla morte del Papa, si apre ufficialmente la sede vacante, un periodo in cui il governo della Chiesa passa temporaneamente al Collegio dei Cardinali. In questo contesto viene convocato il Conclave, un'assemblea riservata ai cardinali elettori sotto gli 80 anni, incaricata di eleggere il nuovo pontefice. I cardinali si riuniscono nella Cappella Sistina in Vaticano, dove si svolgono le votazioni in un clima di preghiera, riflessione e isolamento dal mondo esterno.
L'elezione del Papa avviene tramite votazione segreta, detta scrutinium. Ogni giorno possono essere celebrate fino a quattro votazioni e, per essere eletto Papa, un candidato deve ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali elettori presenti e votanti (circa 90 su 135). Questo Conclave è il più internazionale di sempre, con cardinali provenienti da ogni angolo del mondo, sempre meno eurocentrico e con uno sguardo rivolto alle periferie del mondo. Di questi, l'80% (108 cardinali) è stato nominato da Papa Francesco, 22 da Benedetto XVI e solo cinque da Giovanni Paolo II.
La composizione del Collegio cardinalizio riflette questa internazionalizzazione. Tra i cardinali elettori, il continente più rappresentato è l'Europa con 53 cardinali, seguito dalle Americhe con 37 (di cui 16 dall'America del Nord, quattro da quella centrale e 17 dall'America del Sud) e dall'Asia con 23. Chiudono Africa con 18 elettori e Oceania con 4. In totale, i cardinali elettori provengono da 71 paesi e sei continenti, inclusi molti tradizionalmente meno rappresentati.

I Cardinali "Papabili" Secondo l'Analisi Pre-Conclave
Anche se il cardinale Vesco ha ribadito che in Conclave non ci sono "candidati", l'analisi esterna e della stampa ha spesso individuato figure di spicco considerate "papabili". Tra questi, il cardinale italiano Pietro Parolin, attuale Segretario di Stato, è stato considerato uno dei favoriti grazie alla sua esperienza diplomatica e al suo ruolo di primo piano nella Santa Sede, ponendolo come candidato di continuità. Anche il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, già presidente di Caritas Internationalis e Prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, è stato molto quotato.
Altri nomi rilevanti includevano il cardinale italiano Matteo Zuppi, noto per la sua mediazione in conflitti internazionali, e il cardinale ungherese Peter Erdo, apprezzato per la sua preparazione teologica e giuridica.