Il dipinto rappresenta un'interessante testimonianza della produzione ritrattistica di Jacopino del Conte (Firenze 1510 - Roma 1598), artista fiorentino attivo a Roma al servizio delle famiglie più in vista della città. Apprezzato da papa Paolo III Farnese, l'autore lavorò soprattutto per le casate Colonna e Orsini.

Identificazione del soggetto: Francesca di Bosio Sforza di Santa Fiora
Il ritratto in esame è legato alla famiglia Orsini ed è stato recentemente identificato con quello di Francesca di Bosio Sforza di Santa Fiora, vedova di Girolamo Orsini e madre di Paolo Giordano. Tale riconoscimento è stato possibile grazie al confronto con una replica del quadro, conservata presso palazzo Sforza Cesarini a Roma, in cui compare un’iscrizione con il nome della nobildonna.
Il primo tentativo di identificazione si deve a Paola della Pergola (1959), che ipotizzò si trattasse di Vittoria Farnese, moglie di Guidobaldo II della Rovere. Successivamente, Antonio Vannugli (1992) propose di identificare la nobildonna con Livia Colonna, basandosi sulla somiglianza con una stampa pubblicata nel 1555. Tuttavia, il rinvenimento della replica presso palazzo Sforza Cesarini ha permesso di scartare definitivamente entrambe le ipotesi precedenti.
Scheda tecnica dell'opera
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Datazione | Seconda metà del XVI secolo |
| Materia / Tecnica | Olio su pietra di lavagna |
| Misure | 126 x 99 cm |
| Provenienza | Collezione Borghese (attestata dal 1693) |
Storia critica e attribuzione
La provenienza dell'opera è nota solo a partire dal 1693, quando appare nell'inventario della collezione Borghese. Inizialmente attribuito a Sebastiano del Piombo, il quadro fu poi assegnato al Bronzino nel 1790. Solo nel 1959 Paola della Pergola pubblicò il quadro come opera autografa di Jacopino del Conte, parere accettato unanimemente dalla critica successiva, tra cui Longhi, Vannugli e Hermann Fiore.
Il supporto utilizzato, ovvero la pietra di lavagna, è analogo a quello del perduto Ritratto di Giulia Gonzaga, già di collezione Borghese. Questa somiglianza suggerisce una provenienza comune, forse parte di un nucleo più ampio dedicato a "donne belle e famose", realizzato da artisti di fama e destinato a collezioni di prestigio. Secondo studi recenti (Iommelli 2022), tali opere potrebbero provenire dalla raccolta di Camilla Orsini.
Contesto artistico: il manierismo romano
L'attività di Jacopino del Conte si inserisce nel vivace panorama del manierismo romano. Oltre alla ritrattistica nobiliare, il clima culturale dell'epoca era fortemente influenzato dalla corte pontificia. A tal proposito, si ricorda il celebre ritratto di Paolo III Farnese, opera attribuita a Perin del Vaga, artista ufficiale della corte papale. Il confronto tra queste figure evidenzia l'importanza dei pittori di matrice raffaellesca nel definire l'iconografia del potere nella Roma del Cinquecento.