Isaia Sales: Analisi e storia della criminalità organizzata

Isaia Sales, nato a Pagani nel 1950, rappresenta una delle figure intellettuali più autorevoli nello studio della criminalità organizzata in Italia. La sua carriera, che coniuga impegno politico e accademico, si è distinta per un'analisi costante e critica del fenomeno mafioso e camorristico, con particolare attenzione alle dinamiche che legano il Sud Italia al resto del Paese.

Mappa concettuale del sistema delle mafie in Italia e loro ramificazioni nel territorio nazionale

Percorso accademico e impegno civile

Docente di Storia delle mafie presso l'Università 'Suor Orsola Benincasa' di Napoli, Sales ha dedicato decenni alla ricerca scientifica su questo tema complesso. Il suo impegno non si è limitato all'ambito universitario: è stato un attivo protagonista della vita politica italiana, militando nel Partito Comunista Italiano e successivamente nei Democratici di Sinistra, distinguendosi come uno dei dirigenti maggiormente impegnati nella lotta alla camorra. Ha ricoperto inoltre il ruolo di sottosegretario al Ministero del Tesoro durante il primo governo Prodi.

La sua attività pubblicistica è vasta e influente. Tra le sue opere principali si annoverano:

  • La camorra, le camorre (1988)
  • Leghisti e sudisti (1993)
  • I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra Mafie e Chiesa cattolica (2010) - opera premiata con il Premio Feudo di Maida.
  • Storia dell’Italia mafiosa. Perché le mafie hanno avuto successo (2015)
  • Atlante delle mafie (curato insieme a Enzo Ciconte e Francesco Forgione)

L'analisi del contesto criminale contemporaneo

Secondo l'analisi di Sales, la cattura dei boss di Cosa Nostra non deve trarre in inganno: essa fotografa solo una relativa debolezza rispetto al passato. Oggi lo scenario criminale nazionale e internazionale è dominato da camorra e 'ndrangheta, organizzazioni caratterizzate da strutture molto più impermeabili rispetto alle forme tradizionali di criminalità.

Un fattore decisivo nella diffusione del fenomeno è la porosità del confine tra economia legale e illegale. Le organizzazioni criminali si sono espanse su tutto il territorio nazionale, Nord incluso, operando secondo le leggi di mercato pur in violazione delle norme dello Stato. In questo contesto, le organizzazioni campane mostrano una capacità adattiva unica, traendo la loro forza dal radicamento urbano storico nel sottoproletariato partenopeo, a differenza dei clan corso-marsigliesi.

L'evoluzione dell'impresa mafiosa: limiti di predazione e successi nell'economia del Nord

Geopolitica e squilibri del Paese

Sales evidenzia come un "burrone" geopolitico e culturale divida la penisola, con un divario economico che è tornato ai livelli del 1965. La secessione strisciante di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna viene vista dall'autore come un elemento che aggrava la frattura Nord-Sud, minando l'unità del Paese. Per il meridionale, osserva Sales, il regionalismo rischia di trasformarsi in una tassa aggiuntiva.

La capitale del Mezzogiorno, Napoli, viene descritta come una realtà diffamata e abbandonata, che vive una complessità sociale dove gli immigrati - spesso nigeriani o cinesi - vengono integrati nei meccanismi criminali dai clan locali, ai quali spetta il predominio assoluto, mentre agli stranieri sono delegate mansioni secondarie. Sales sottolinea come la qualità e la natura dell'intervento dello Stato possano fare la reale differenza nello sviluppo urbano e nella lotta alla criminalità.

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