Paolo, noto come l'«apostolo dei Gentili» (ἐθνῶν ἀπόστολος), fu il principale missionario del Vangelo di Gesù tra i pagani greci e romani. Secondo gli Atti degli Apostoli, Paolo era un ebreo ellenizzato che godeva della cittadinanza romana sin dalla nascita. Pur non avendo conosciuto direttamente Gesù, inizialmente avversò la nascente Chiesa cristiana, arrivando a perseguitarla attivamente.
La narrazione biblica descrive la sua conversione al cristianesimo come un evento improvviso e trasformativo. Mentre si recava da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani locali, fu avvolto da una luce accecante e udì la voce di Gesù che gli chiedeva: "Saul, Saul, perché mi perseguiti?". Reso cieco, vagò per tre giorni a Damasco, dove fu poi guarito da Anania, un membro della comunità cristiana locale. Inizialmente rivolse la sua predicazione agli ebrei, ma in seguito si dedicò prevalentemente ai Gentili, estendendo il suo ministero in Arabia (attuale Giordania), Acaia (attuale Grecia) e Asia Minore (attuale Turchia).
Il successo della sua missione lo portò a scontrarsi con alcuni cristiani di origine ebraica che insistevano sull'osservanza della legge ebraica, inclusa la circoncisione, per i convertiti pagani. Paolo si oppose fermamente a questa imposizione, emergendo vittorioso grazie al suo carattere energico e appassionato. Successivamente, fu imprigionato dai romani a Gerusalemme con l'accusa di turbare l'ordine pubblico. In quanto cittadino romano, appellò al giudizio dell'imperatore e fu condotto a Roma, dove scontò alcuni anni di arresti domiciliari, durante i quali continuò la sua predicazione. La sua vita si concluse come vittima della persecuzione di Nerone, venendo decapitato nel 64 d.C.
L'influenza di Paolo sulla teologia cristiana è stata immensa. Mentre i Vangeli si concentrano sulla vita e gli insegnamenti di Gesù, le lettere paoline definiscono i fondamenti dottrinali del valore salvifico della sua incarnazione, passione, morte e risurrezione, influenzando profondamente il pensiero cristiano nei millenni successivi.

Fonti e Testimonianze
Non esistono riferimenti archeologici diretti (come epigrafi) o testimonianze di autori extra-cristiani che si riferiscano specificamente alla vita e all'operato di Paolo. Le principali fonti di informazione sono i testi biblici e le fonti patristiche.
Gli Atti degli Apostoli
Gli Atti degli Apostoli, tradizionalmente attribuiti a Luca, narrano la vita e i viaggi missionari di Paolo, dalla sua conversione sulla via di Damasco (attorno ai primi anni 30 d.C.) fino al suo arrivo a Roma agli arresti domiciliari (intorno ai primi anni 60 d.C.). Alcune sezioni del testo, scritte in prima persona ("noi"), suggeriscono la possibile partecipazione dell'autore agli eventi narrati, sebbene molti studiosi ritengano improbabile che Luca sia stato un compagno di viaggio di Paolo. Gli Atti si concludono bruscamente, non narrando gli ultimi eventi della vita di Paolo, forse a causa di interruzioni nella stesura.
Le Lettere di Paolo
Le tredici lettere di Paolo, raccolte nel Nuovo Testamento e scritte in greco, sono considerate fondamentali per la comprensione del suo pensiero teologico. Tradizionalmente datate tra gli anni 50 e 60 d.C., alcune di esse sono state oggetto di dibattito riguardo alla loro autenticità. Tuttavia, anche le lettere di dubbia paternità non contraddicono il messaggio teologico delle lettere considerate sicuramente autentiche.
Fonti Patristiche e Apocrifi
Le fonti patristiche e gli scritti apocrifi riferiti a Paolo includono gli Atti di Paolo, gli Atti di Paolo e Tecla, gli Atti di Pietro e Paolo, la Lettera dei Corinzi a Paolo, le Lettere di Paolo e Seneca, la Terza lettera di Paolo ai Corinzi, l'Apocalisse di Paolo greca e l'Apocalisse di Paolo copta. La datazione tardiva di molti di questi testi rende difficile attribuire loro un valore storico certo.
Origini e Formazione
Nome e Identità
Nelle prime apparizioni negli Atti, il nome proprio utilizzato è Saulo (Σαούλ o Σαῦλος), dal significato ebraico "colui che è stato chiesto (a Dio)". Questo era il nome del primo re degli Ebrei. Nelle sue lettere, tuttavia, Paolo si identifica con il nome Paolo (Παῦλος), la traslitterazione greca del nome latino Paulus. Nell'Impero romano, era comune per gli Ebrei adottare un secondo nome greco-latino, talvolta per assonanza con il nome originale, indicando un cambiamento radicale nella vita, come nel caso di una conversione.
Paolo si definisce "il più piccolo fra gli apostoli" (1Corinzi 15,9), indegno di tale titolo per aver perseguitato la Chiesa di Dio. Il titolo di «apostolo», che egli si attribuisce con frequenza nelle sue lettere (Rm 1,1; 1Cor 1,1; Ef 1,1; Col 1,1), è la traslitterazione del termine greco ἀπόστολος, che significa "inviato". Sebbene il titolo si riferisca propriamente ai dodici apostoli che seguirono Gesù, Paolo si considera "apostolo per vocazione" (Rm 1,1).
Nascita e Cittadinanza
Paolo nacque a Tarso, nell'attuale Turchia, da una famiglia benestante ebraica, appartenente alla tribù di Beniamino. Sebbene il territorio tradizionale della tribù fosse situato nel centro di Canaan, questa appartenenza etnica non era legata alla zona geografica. Paolo era, per nascita, cittadino romano (Atti 16,37-38; 22,25-29; 25,7-12). L'origine di questo status, dato che non era nato nella penisola italica né aveva prestato servizio militare, non è chiara, ma si ipotizza che i suoi avi, residenti a Tarso, abbiano beneficiato di un privilegio concesso a Ebrei della Cilicia durante la campagna di Cesare nel 47 a.C. Potrebbe anche aver fatto parte della famiglia regale degli Erodiani.
Formazione Culturale e Linguistica
Paolo appare come un ebreo perfettamente ellenizzato. Oltre all'ebraico, lingua del Tanakh riservata al culto, conosceva il greco, lingua franca della parte orientale dell'Impero romano, in cui scrisse le sue lettere. È probabile che conoscesse anche il latino, data la sua cittadinanza romana. Ricevette una solida formazione greco-ellenista, probabilmente a Tarso, un importante centro culturale, o a Gerusalemme. Strabone descrive Tarso come un centro culturale superiore ad Atene e Alessandria nel I secolo a.C., e Paolo stesso la definì "una non oscura città".
Appartenenza Religiosa e Formazione
Paolo era un laico, non appartenente alle classi sacerdotali. Si definiva "fariseo quanto alla legge" (Filippesi 3,5; Atti 23,6; 26,5), appartenente a un movimento che si era sviluppato prima dell'era cristiana e che si contrapponeva ai sadducei. I farisei accettavano l'immortalità dell'anima, l'esistenza degli angeli, altri libri della Tanakh oltre alla Tōrāh, e una tradizione orale. Si formavano in scuole collegate alle sinagoghe e si presume che Paolo abbia iniziato la sua formazione farisaica a Tarso, per poi perfezionarla a Gerusalemme presso il maestro Gamaliele. I suoi scritti mostrano metodi argomentativi tipici delle scuole rabbiniche, come la "gezerah shavah". L'appartenenza di Paolo al Sinedrio, suggerita da Atti 26,10, è generalmente esclusa dai biblisti.
La Conversione e il Ministero Apostolico
Saulo, come era inizialmente conosciuto, era uno dei più accaniti persecutori dei primi cristiani. La sua conversione avvenne in modo drammatico sulla via di Damasco, dove fu accecato da una luce divina e udì la voce di Gesù. Dopo questo evento, recuperò la vista grazie all'intervento di Anania e si dedicò interamente alla diffusione del Vangelo.
S.Paolo (1): sulla via di Damasco
Dopo la conversione, Paolo si dedicò alla predicazione, prima tra gli ebrei di lingua greca nelle sinagoghe, cercando di dimostrare che Gesù era il Messia atteso. Di fronte alle forti ostilità incontrate, si rivolse principalmente ai pagani, fondando numerose comunità cristiane in Asia Minore e Grecia. A Corinto visse per un periodo in casa di Aquila e Priscilla, anch'essi fabbricanti di tende, un mestiere che Paolo apprese dal padre.
I suoi viaggi missionari, descritti negli Atti degli Apostoli, furono numerosi e intensi. Tra i più significativi:
- Primo viaggio: Cipro e diverse città della Galazia.
- Secondo viaggio: Galazia, Macedonia, Grecia (Corinto, Efeso).
- Terzo viaggio: Efeso (tre anni), Macedonia, Corinto, e ritorno a Gerusalemme.
Durante questi viaggi, Paolo si confrontò con le questioni dottrinali emergenti, in particolare riguardo all'obbligatorietà della legge mosaica per i convertiti pagani. La sua ferma opposizione all'imposizione della circoncisione e di altri precetti ebraici segnò una netta distinzione tra il cristianesimo e il giudaismo.
A causa delle tensioni sorte con gli ebrei a Gerusalemme, che lo accusarono di predicare contro la legge e di introdurre pagani nel tempio, Paolo fu arrestato. In qualità di cittadino romano, fece appello all'imperatore, venendo trasferito a Roma per essere giudicato.
Opere e Pensiero Teologico
Le 13 lettere attribuite a Paolo costituiscono una parte fondamentale del Nuovo Testamento e offrono una profonda riflessione teologica. Tra le più importanti si annoverano:
- La Lettera ai Romani, considerata il suo capolavoro teologico, che esplora la giustificazione per fede e il piano salvifico di Dio per ebrei e pagani.
- Le Lettere ai Corinzi (Prima e Seconda), che affrontano questioni pratiche e dottrinali relative alla vita della comunità cristiana, inclusi temi come l'unità, la morale, i doni spirituali e la risurrezione.
- La Lettera ai Galati, dove Paolo difende con vigore la libertà dei cristiani dalla legge mosaica.
- La Lettera ai Filippesi, un testo caratterizzato da un tono di gioia e incoraggiamento, nonostante le sofferenze dell'apostolo.
- La Lettera ai Colossesi, che combatte le prime forme di eresia cristologica.
- Le Lettere Pastorali (Prima e Seconda a Timoteo, Lettera a Tito), che offrono indicazioni sulla leadership ecclesiastica e sulla sana dottrina.
Il pensiero di Paolo si concentra su alcuni pilastri fondamentali:
- Giustificazione per fede: Paolo sottolinea che la salvezza non si ottiene attraverso le opere della legge, ma attraverso la fede in Gesù Cristo e nella sua opera redentrice.
- La morte e risurrezione di Cristo: Questi eventi sono visti come il cuore della teologia cristiana, il fondamento della salvezza e della nuova vita in Cristo.
- La Chiesa come Corpo di Cristo: Paolo descrive la Chiesa come un corpo unito, di cui Cristo è il capo, e i credenti sono membra diverse ma interdipendenti.
- La vita nello Spirito: Il credente è trasformato e guidato dallo Spirito Santo, che permette di vivere secondo la volontà di Dio e di manifestare i frutti spirituali.
- Escatologia: Paolo riflette sulla venuta finale di Cristo, la risurrezione dei morti e la creazione di un nuovo cielo e una nuova terra.

Eredità e Influenza
La figura di San Paolo è centrale nella storia del cristianesimo. La sua opera missionaria ha esteso il Vangelo ben oltre i confini del mondo ebraico, rendendolo una religione universale. Il suo pensiero teologico ha plasmato in modo indelebile lo sviluppo della dottrina cristiana, influenzando innumerevoli teologi e pensatori nel corso dei secoli.
Paolo è considerato, insieme a Pietro, una delle colonne della Chiesa. La sua determinazione, il suo coraggio intellettuale e la sua instancabile dedizione alla diffusione del messaggio cristiano continuano a ispirare ancora oggi.