Santuario della Beata Vergine delle Grazie: un gioiello tra arte, fede e storia

Il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie, situato nell'antico e pittoresco borgo di Grazie di Curtatone, rappresenta un luogo di straordinaria importanza storica, artistica e spirituale. La sua imponente struttura sorge sulla riva destra del fiume Mincio, in un punto in cui il corso d'acqua si allarga, formando il Lago Superiore. Da secoli meta di pellegrinaggi, il santuario fu eretto nel luogo in cui originariamente sorgeva un'edicola raffigurante l'immagine della Madonna.

Le prime notizie di un luogo di preghiera nella zona di Prato Lamberto risalgono al 1388. In quel periodo, le rive del Lago Superiore erano abitate principalmente da pescatori, e il culto mariano raccoglieva già un numero considerevole di fedeli, testimoniando un'antica e profonda devozione.

Vista panoramica del Santuario della Beata Vergine delle Grazie con il fiume Mincio in primo piano

La Fondazione e l'Architettura del Santuario

Il santuario, insieme all'annesso convento, fu edificato tra il 1399 e il 1406 per volontà di Francesco I Gonzaga, quarto capitano di Mantova. La sua costruzione fu un voto alla Madonna, espresso durante un'epidemia di peste che affliggeva la città in quegli anni. Si ritiene che il progetto della chiesa sia opera di Bartolino da Novara, architetto all'epoca attivo alla corte dei Gonzaga, che nello stesso periodo progettò anche il castello di San Giorgio a Mantova.

L'esterno del santuario presenta forme gotico-lombarde, caratterizzato da una severa facciata a capanna. Un portico cinquecentesco, con lunette che narrano la storia della costruzione del complesso, arricchisce la facciata. Tuttavia, l'aspetto esteriore non lascia presagire la vivacità e la ricchezza che si celano all'interno.

Facciata del Santuario con il portico cinquecentesco e le lunette

L'Interno: un tesoro di arte e devozione

L'interno del santuario è dominato da una complessa impalcatura lignea, ideata nel 1517 da frate Francesco da Acquanegra. Questa struttura riveste la parte mediana delle pareti della navata unica e ospita, nelle sue numerose nicchie, statue in cartapesta, cera e legno, oltre a una straordinaria collezione di ex voto. Tra questi spicca un coccodrillo impagliato che pende suggestivamente dal soffitto, elemento che contribuisce a creare un'atmosfera unica e quasi misteriosa.

Le pareti dell'impalcatura sono ricoperte da una miriade di elementi antropomorfi in cera: mani, piedi, seni e bubboni. Questi ex voto rappresentano le grazie ricevute e sono stati ricollocati nel corso dei secoli. Molti di essi riportano iscrizioni che narrano la richiesta di grazia da parte dei fedeli, in gran parte pescatori e contadini che affidavano alla Madonna la loro guarigione per ferite subite durante il lavoro.

Dettaglio dell'impalcatura lignea con statue e ex voto anatomici in cera

Nei secoli, il santuario è stato arricchito con nuove decorazioni e arredi. Degna di nota è la prima cappella sulla destra, disegnata da Giulio Romano, che ospita il mausoleo di Baldassarre Castiglione, umanista e celebre autore de "Il Cortegiano".

Il santuario custodiva anche un importante nucleo di armature italiane, risalenti ai secoli XV e XVI, alcune delle quali provenienti dalla rinomata bottega degli armaioli milanesi Missaglia. Queste armature, scoperte negli anni Venti del secolo scorso, sono oggi conservate presso il Museo Diocesano di Mantova.

Il Santuario nella Storia e nella Cultura

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie è stato visitato da numerosi papi e uomini illustri nel corso della sua storia. È stato anche testimone di eventi storici significativi, tra cui gli scontri della Battaglia di Curtatone e Montanara, avvenuta il 29 maggio 1848. Sotto il porticato della facciata, alcune lapidi commemorative ricordano questi eventi, tra cui una dedicata dal generale De Laugier in memoria dei giovani toscani che combatterono valorosamente, e un'altra dedicata da Napoleone Sforsi ai propri fratelli caduti.

Le chiese medievali, come questo santuario, sono state considerate veri e propri musei di storia e scienze naturali, custodi di curiosità e meraviglie. L'impalcatura lignea interna, con le sue ottanta nicchie disposte su due file, ospita statue a grandezza naturale che raffigurano episodi di pericolo scampato per intercessione mariana. Le pareti sono adornate da filari di modellini anatomici in cera, che creano un effetto visivo unico.

Lapidi commemorative sotto il porticato della facciata

La Fiera delle Grazie e l'Incontro dei Madonnari

L'11 agosto 1425, Gian Francesco Gonzaga, marchese di Mantova, dichiarò il piazzale antistante la chiesa un luogo di "libero mercato di merci". Da allora, ogni anno a Ferragosto, si svolge l'Antichissima Fiera delle Grazie, un evento che unisce sacro e profano, attirando numerosi visitatori e costituendo un importante richiamo tradizionale per i mantovani.

Durante la fiera, si tiene l'annuale Incontro Nazionale dei Madonnari, che raccoglie decine di artisti da tutto il mondo. I madonnari, pittori che creano opere d'arte effimera con gessetti colorati sull'asfalto, realizzano grandi riproduzioni di quadri famosi d'arte sacra o immagini dedicate alla Madonna. Il concorso, che si svolge tra il 14 e il 15 agosto, trasforma il sagrato del santuario in una straordinaria galleria d'arte a cielo aperto.

Madonnari alla Fiera delle Grazie 2017 - 2. il giorno di ferragosto

Nel corso degli anni, la Fiera ha assunto una forte vocazione internazionale, con la partecipazione di artisti provenienti da diverse parti del mondo. L'edizione 2025, intitolata "Per Grazia ricevuta. Le Madonne del mondo a Grazie", esplorerà le diverse forme di devozione mariana attraverso le opere dei madonnari, abbracciando continenti e culture diverse.

Il Museo dei Madonnari, situato in Piazzale Santuario, è dedicato alla tutela e valorizzazione di quest'arte effimera, conservando opere originali e pannelli illustrativi che ripercorrono la storia della tradizione madonnara.

Artisti madonnari al lavoro sul sagrato del Santuario durante la Fiera

Un Luogo di Fede, Arte e Tradizione

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie non è solo un importante luogo di culto mariano, ma anche un pantheon gentilizio e un autentico "wunderkammer". In una cappella laterale, si trova il sepolcro di Baldassarre Castiglione, capolavoro disegnato da Giulio Romano. La cappella Mater Gratiae custodisce l'immagine sacra, le spoglie di Carlo II di Gonzaga-Nevers e della moglie, e numerosi quadretti votivi.

La basilica, con la sua struttura gotico-lombarda, è stata arricchita nel tempo da appendici architettoniche di stili diversi. L'interno a unica navata, con il soffitto a volta a crociera decorato con affreschi floreali, colpisce per la ricchezza delle pareti e la presenza del coccodrillo impagliato, la cui origine è avvolta da leggende e teorie.

Il Santuario è stato anche un luogo significativo per il cinema, essendo stato scelto dal regista Bernardo Bertolucci per alcune riprese del suo film "Novecento".

Ancora oggi, nei giorni di Ferragosto, è consuetudine raggiungere a piedi il sagrato delle Grazie come voto alla Madonna o in segno di ringraziamento per una grazia ricevuta, a testimonianza della profonda e duratura devozione che lega i fedeli a questo luogo.

Interno del Santuario con l'impalcatura lignea e le statue

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