La Chiesa Cattolica, in particolare nella Seconda Domenica di Pasqua, celebra la Domenica della Divina Misericordia, un'occasione speciale in cui i fedeli possono ottenere un'indulgenza plenaria. Questa grazia riporta l'anima allo stato di purezza in cui si trovava al momento del Battesimo. Se una persona muore dopo averla ricevuta, va direttamente in Paradiso.
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con provvida sensibilità pastorale e mosso dalla dolce considerazione del Padre delle Misericordie, ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse dedicata a ricordare con speciale devozione questi doni della grazia, attribuendo a tale Domenica la denominazione di “Domenica della Divina Misericordia”. Nel giugno 2002, San Giovanni Paolo II istituì ufficialmente l'indulgenza plenaria per questa festa, pubblicando il “Decreto sulle indulgenze concesse nella Festa della Divina Misericordia”. Questo Decreto ha vigore perpetuo.
Origini e Rivelazioni della Festa
Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a Suor Faustina a Płock nel 1931, quando le comunicò la sua volontà per l'esecuzione del quadro: «Io desidero che vi sia una Festa della Misericordia. Desidero che la Festa della Misericordia sia un rifugio e un riparo per tutte le anime, specialmente per i poveri peccatori… L’anima che si confesserà e riceverà la Santa Comunione otterrà il perdono totale delle colpe e delle pene… Nessuna anima tema di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come scarlatto», disse il Signore in una delle sue apparizioni alla santa polacca.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la Festa della Misericordia, cosa che notò anche Suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore". Gesù spiegò a Suor Faustina perché chiedeva l'istituzione della festa: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre».
Gesù ha sottolineato l'importanza non solo della celebrazione solenne ma anche dell'azione: «Sì, la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta».
Le Indulgenze Plenarie: Applicabilità e Condizioni
Perché l’indulgenza, se Dio ci ha salvato?
Applicabilità ai Defunti
Le indulgenze plenarie sono sempre applicabili ai defunti. Ogni fedele può lucrare per sé stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie. Questo è un aspetto fondamentale della dottrina della Chiesa, che riconosce la possibilità di offrire meriti spirituali a chi ci ha preceduto.
Condizioni Generali per l'Indulgenza Plenaria
Per ottenere l'indulgenza plenaria, sono richieste le seguenti solite condizioni:
- Confessione sacramentale: è sufficiente che sia stata fatta nell'arco dei quindici giorni precedenti o successivi all'opera prescritta. Se uno nel frattempo è caduto in peccato mortale, deve riacquistare la grazia almeno attraverso un atto di dolore perfetto, che include implicitamente il proposito di confessarsi appena possibile. Senza lo stato di grazia non si prende alcuna indulgenza.
- Comunione eucaristica: è conveniente che la Comunione sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l'opera prescritta per l'indulgenza. Con una sola Comunione Eucaristica si può lucrare una sola indulgenza plenaria.
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice: è conveniente che questa preghiera sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l'opera. Si adempie pienamente questa condizione recitando secondo le sue intenzioni un Padre Nostro e un'Ave Maria; è lasciata libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Romano Pontefice. Con una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo pontefice si può lucrare una sola indulgenza plenaria.
- Distacco da ogni peccato, anche veniale: questa è una condizione essenziale. Significa "non manifestare alcun attaccamento al peccato, neppure veniale". Un conto è accettare quanto insegna la Chiesa e crederlo giusto, e un altro conto è comportarsi con coerenza. Come ha detto Gesù, «Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Questo distacco implica una ferma volontà di rifiutare il peccato in ogni sua forma, anche quelle che possono apparire meno gravi, e di eliminare ogni ostacolo che impedisce di vivere pienamente in Cristo.
Le tre condizioni (confessione, comunione, preghiera per il Papa) possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l'opera prescritta.
Opere Specifice per la Domenica della Divina Misericordia
L'indulgenza plenaria viene concessa al fedele che, nella Domenica della Divina Misericordia, in qualunque chiesa o oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale:
- Partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o
- Almeno reciti, alla presenza del Santissimo Sacramento dell'Eucaristia (pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo), il Padre Nostro e il Credo, con l'aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (ad esempio: «Gesù Misericordioso, confido in Te»).
Condizioni Speciali per Situazioni Particolari
Per i naviganti, gli infermi, coloro che per giusta causa non possono abbandonare la casa, o svolgono un'attività non differibile a vantaggio della comunità, e gli innumerevoli fratelli allontanati dal suolo patrio a causa di disastri, guerre o altre cause, potranno conseguire l'Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia se:
- Con totale detestazione di qualunque peccato e con l'intenzione di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni (confessione, comunione, preghiera per il Papa), reciteranno, di fronte ad una pia immagine di Nostro Signore Gesù Misericordioso, il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. «Gesù Misericordioso, confido in Te»).
- Se neanche questo si potesse fare, in quel medesimo giorno potranno ottenere l'Indulgenza plenaria quanti si uniranno con l'intenzione dell'animo a coloro che praticano nel modo ordinario l'opera prescritta per l'Indulgenza e offriranno a Dio Misericordioso una preghiera e insieme le sofferenze delle loro infermità e gli incomodi della propria vita, avendo anch'essi il proposito di adempiere non appena possibile le tre condizioni prescritte per l'acquisto dell'Indulgenza plenaria.
Differenza tra Indulgenza Plenaria e "Secondo Battesimo"
Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta degnamente il giorno della festa della Misericordia: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia è qualcosa di decisamente più grande che l'indulgenza plenaria. È essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, elevandola al rango di "secondo battesimo".
La Dottrina della Chiesa sulle Indulgenze
È dottrina divinamente rivelata che i peccati comportino pene inflitte dalla santità e giustizia di Dio, da scontarsi sia in terra, con i dolori, le miserie e le calamità di questa vita e soprattutto con la morte, sia nell’aldilà, in Purgatorio, anche con il fuoco e i tormenti o con le pene purificatrici. Tutti gli uomini che peregrinano sulla terra ogni giorno commettono peccati almeno leggeri, di modo che tutti hanno bisogno della misericordia di Dio per essere liberati dalle conseguenze penali dei peccati.
L'Unigenito Figlio di Dio ha procurato un tesoro alla Chiesa militante, costituito dai meriti di Cristo stesso, della Beata Madre di Dio e di tutti gli eletti. Questo tesoro è stato affidato a San Pietro e ai suoi successori, vicari di Cristo in terra, affinché lo dispensassero salutarmente ai fedeli e, per ragionevoli cause, lo applicassero misericordiosamente a quanti si erano pentiti e avevano confessato i loro peccati, talvolta rimettendo in maniera totale (indulgenza plenaria), e tal altra in maniera parziale (indulgenza parziale), la pena temporale dovuta per i peccati.
La Chiesa, con le indulgenze, non solo intende aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato, ma anche spingerli a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità, specialmente quelle che giovano all'incremento della fede e al bene comune.
Ulteriori Concessioni di Indulgenze Plenarie
Oltre a quelle specifiche della Divina Misericordia, la Chiesa concede indulgenze plenarie per diverse altre opere di pietà, sempre alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica, Preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice e distacco da ogni peccato, anche veniale). Tra queste:
- La recita dell'Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù pubblicamente in questa solennità.
- L'Atto di Consacrazione del Genere umano a Cristo Re fatto pubblicamente (indulgenza applicabile solo ai defunti!).
- La partecipazione devota all'adorazione della Croce e il bacio della stessa durante la solenne azione liturgica.
- La rinnovazione delle Promesse Battesimali, fatta con qualsiasi formula.
- La prima Santa Comunione (concessa ai fedeli che si accostano per la prima volta).
- La partecipazione alla Santa Messa (per il Sacerdote Celebrante e per i fedeli che devotamente assistono).
- La partecipazione agli Esercizi Spirituali per almeno tre giorni interi.
- La ricezione pia e devota della Benedizione impartita dal Sommo Pontefice “urbi et orbi”, anche via radio e televisione.
Indulgenza in Punto di Morte
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un Sacerdote per i Sacramenti e la Benedizione Apostolica con l’annessa indulgenza plenaria, la Santa Madre Chiesa concede ugualmente l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato durante la vita qualche preghiera. Questa stessa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che nello stesso giorno abbia già acquistato un’altra indulgenza plenaria.
Altre Opere Meritorie per l'Indulgenza
- Adorazione del Santissimo Sacramento per almeno mezz'ora.
- La recita del Santo Rosario, purché le cinque decadi siano recitate senza interruzione e alla preghiera vocale si aggiunga la pia meditazione dei misteri (enunziandoli secondo l’approvata consuetudine vigente).
- Lettura della Sacra Bibbia per almeno mezz'ora.
- La Via Crucis, osservando le condizioni di spostarsi da una stazione all'altra e recitare il Credo, il Padre nostro e una preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice.
I sacerdoti che svolgono il ministero pastorale, soprattutto i parroci, informino nel modo più conveniente i loro fedeli di questa salutare disposizione della Chiesa, si prestino con animo pronto e generoso ad ascoltare le loro confessioni, e nella Domenica della Divina Misericordia, dopo la celebrazione della Santa Messa o dei Vespri, o durante un pio esercizio in onore della Divina Misericordia, guidino, con la dignità propria del rito, la recita delle preghiere indicate.
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