Gli incontri di catechismo con le suore di clausura rappresentano un'opportunità unica per approfondire la fede e comprendere una scelta di vita radicale e profondamente spirituale. Spesso avvolte da un alone di mistero, le monache di clausura dedicano la loro esistenza alla preghiera e al lavoro all'interno del monastero. Ma cosa significa realmente la clausura e come si svolge la vita di queste donne che scelgono di donarsi totalmente a Dio?
La Vita di Clausura: Un Mistero Rivelato
La parola clausura, derivante dal latino clausus (chiuso), significa chiusura. Le monache di clausura sono suore che trascorrono la loro vita chiuse in convento, dedicandosi quasi esclusivamente alla preghiera e al lavoro. Non fanno, perciò, opera di apostolato al di fuori dei conventi, come altre suore che sono infermiere o insegnanti, ma si dedicano a una vita prevalentemente contemplativa. Per ovvi motivi, la loro vita "crea attorno un alone di mistero che però è presto sciolto quando si conosce il trascorrere delle nostre giornate", come spiega una Madre Abbadessa di un antico convento di Nocera Inferiore nel Salernitano.
Definizione e Tipi di Clausura
Esistono due tipi principali di clausura:
- La clausura papale, regolata dal Codice di diritto canonico del 1983, è prevista sia per gli uomini sia per le donne. Per gli uomini è solo passiva (non possono entrare estranei), mentre per le donne è "completa", perché, oltre a non poter ricevere visite, non possono allontanarsi dai conventi, salvo casi speciali.
- Le regole specifiche dei singoli ordini monastici, che possono applicare normative diverse a seconda dell'ordine (benedettine, clarisse, carmelitane, ecc.).
La clausura esiste sin dai primi secoli del cristianesimo, ma lo sviluppo del monachesimo ha avuto luogo soprattutto a partire dal Medioevo, con la nascita dell'ordine benedettino nel VI secolo. Una data importante fu il 1298, quando Papa Bonifacio VIII impose la clausura a tutte le religiose. La disposizione fu resa più rigida da Pio V nel 1566 e le disposizioni attualmente in vigore risalgono al 1983. I documenti più recenti che guidano la vita contemplativa sono la Costituzione apostolica Vultum Dei Quarere (2016) e l'istruzione applicativa Cor Orans (2018) di Papa Francesco, che hanno invitato le suore a usare il web "con discernimento". Attualmente, le suore di clausura nel mondo sono poco meno di 38.000, delle quali circa 5.000 in Italia.
La Giornata Tipo nel Monastero

La vita delle suore di clausura è scandita dal ritmo della preghiera e del lavoro. Le suore si svegliano molto presto, intorno alle 5:00 del mattino. La giornata inizia con le preghiere del mattino (alle 5:30 nel convento di Nocera Inferiore), seguite da un'ora di meditazione personale sulla Liturgia della Parola o su un testo di spiritualità. Alle 6:30 si celebrano le Lodi, seguite alle 7:30 dalla Celebrazione Eucaristica. Successivamente c'è una delle Ore minori (Terza) e la colazione. Fino alle 9:00, le monache hanno uno spazio di tempo per le cose personali.
"Al suono della Campana (che è “Voce dello Sposo” che ci chiama a vivere, nell’obbedienza alla vita, la nostra donazione a Lui) inizia il nostro tempo di lavoro." Il principale compito affidato dalla Chiesa è la Preghiera Liturgica. "Il lavoro è per noi partecipazione all’opera che Dio creatore porta avanti nel mondo", mettendo le suore in stretta relazione con chi lavora e in solidarietà con i poveri.
Le monache lavorano tutte, con turni settimanali che le vedono impegnate sia in incarichi "materni" (cucina, bucato, sartoria per le sorelle), sia in incarichi per l'esterno (portineria, sartoria per i frati, ricamo, preparazione delle ostie per le parrocchie, piccoli lavori di artigianato e falegnameria, preparazione di confetture, liquori e miele…). Alle 12:15 si ritrovano in Coro per l’Angelus e l’Ora Sesta, seguita dal pranzo. Dopo il pranzo, in genere, partecipano a momenti di meditazione collettiva o svolgono altri lavori manuali. Alle 15:15 si ritrovano per l'Ora Nona e il Santo Rosario. Hanno poi altro tempo di lavoro fino alla Preghiera Vespertina e Ufficio delle Letture alle 17:30, momento che inizia con l'Esposizione Eucaristica e che si conclude alle 19:15. La comunità si riunisce in refettorio per il pasto fraterno, seguito da circa 45 minuti di ricreazione, durante i quali le sorelle condividono avvenimenti della giornata, notizie e intenzioni di preghiera. Infine, alle ore 20:45, si svolge l’ultima preghiera del giorno, la Compieta, che introduce nel grande silenzio.
Testimonianze di Vita Contemplativa
Ascoltare le storie personali di chi ha scelto la vita contemplativa offre una prospettiva profonda e toccante sulla clausura.
La Vocazione di Francesca, una Clarissa
Francesca, una giovane donna di 25 anni, ha scelto la vita contemplativa e di clausura in un monastero di suore Clarisse a Camposampiero (PD), annesso all’antica chiesetta “del Noce”. La sua è una testimonianza di come "il Signore mi ha tenuto (e mi tiene) per mano, come tiene per mano ognuno di noi". Dopo un'educazione cattolica e un periodo di allontanamento durante l'università, Francesca ha vissuto un "incontro straordinario" con Dio che ha definito una "conversione donata solo dalla sua grazia". Questo ha segnato l'inizio di un lungo cammino di discernimento.
Inizialmente riluttante all'idea di diventare suora, ha poi partecipato a un incontro presso le Clarisse di Camposampiero. "Il primo giorno che sono entrata qui in monastero, le suore mi hanno fatto un certo timore, così vestite di nero da capo a piedi… ma alla sera già ero certa: sì, entrerò qui!", racconta. Francesca, postulante, ha scoperto "la grazia e la bellezza di questa vocazione. L’essere in continua tensione verso l’Alto [...] porta nella preghiera personale e comunitaria ad abbracciare chiunque. Anche tutto il mondo." Sente una grande responsabilità, poiché "ogni giorno suonano alla porta per chiedere aiuto, materiale ma soprattutto spirituale, con il bisogno di preghiere."
Intervista a una Monaca di clausura. Suor Fulvia Monaca Agostiniana
La Misteriosa Fecondità Apostolica della Clausura
La clausura non è un isolamento dal mondo, ma una forma unica di partecipazione ad esso. La Madre Abbadessa di Nocera Inferiore sottolinea che, sebbene la vita monastica non parta da una scelta personale, ma da "un seme che il Signore ha messo nel nostro cuore", le monache "non diventiamo estranee o “inutili” agli uomini [...] o “isolate” dal mondo, anzi il mondo viene portato nella preghiera condividendo sofferenze, fatiche e speranze."
La Bolla di Canonizzazione di Santa Chiara descrive questa misteriosa fecondità: "Invero, questa luce si teneva chiusa nel nascondimento della vita claustrale, e fuori irradiava bagliori luminosi; si raccoglieva in un angusto monastero, e fuori si spandeva quanto è vasto il mondo. Si custodiva dentro e si diffondeva fuori. Chiara infatti si nascondeva, ma la sua vita era rivelata a tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava. Si teneva nascosta nella sua cella, eppure nelle città lei era conosciuta." Questo concetto rivela la fecondità apostolica della vita claustrale: "per raggiungere l’uomo sperduto agli estremi confini della terra, quell’uomo che nessun missionario raggiungerà mai… ci siamo noi, dalla nostra clausura!"
Comprendere la Scelta della Clausura
La scelta della clausura è una risposta d'amore totale che comporta un profondo sacrificio, ma offre anche una libertà interiore e una gioia ineguagliabili.
Desiderio di Totalità e Sacrificio
La clausura è "segno dell’unione esclusiva della Chiesa Sposa con il suo Signore, sommamente amato". Santa Chiara esorta: "Lasciate completamente da parte tutte quelle cose che in questo fallace mondo inquieto prendono ai lacci i loro ciechi amanti, ama con tutta te stessa Colui che tutto si è donato per amore tuo". Questo "con tutta te stessa" evidenzia il desiderio di totalità e di dono che sta alla base della scelta claustrale, rendendo necessario lasciare "completamente da parte" tutto il resto.
Per amore "nessun sacrificio costa… ma ciò non toglie che il sacrificio si senta". Le monache si privano "spontaneamente e liberamente non solo di tante cose, come chiede il voto di povertà, ma anche “dello spazio, dei contatti, di tanti beni del creato”". Dunque, la clausura è una risposta d’amore che giunge fino al sacrificio della vita, unendo l'aspetto sponsale a quello sacrificale.
Non Isolamento, ma Connessione Profonda col Mondo
Le suore di clausura non si sentono escluse dal mondo. La clausura non isola "da", ma "per" il mondo, e "paradossalmente così siamo nel mondo, come Chiara, con la nostra preghiera che raggiunge “gli estremi confini della terra”." Papa Francesco ha sottolineato l'importanza vitale della loro missione: "Non è facile che questo mondo [...] comprenda la vostra speciale vocazione e la vostra missione nascosta, eppure ne ha immensamente bisogno. Come il marinaio in alto mare ha bisogno del faro che indichi la rotta per giungere al porto, così il mondo ha bisogno di voi. Siate fari, per i vicini e soprattutto per i lontani. Siate fiaccole che accompagnano il cammino degli uomini e delle donne nella notte oscura del tempo. Siate sentinelle del mattino che annunciano il sorgere del sole."

Affrontare Sofferenze e Difficoltà nella Vita Claustrale
La vita di clausura non è esente da difficoltà. In monastero si arriva con la "mentalità del mondo, dove l’io è sempre messo al centro", ma le occasioni e i formatori aiutano ad "uscire da te stessa per essere come il Signore ti vuole, nella santità." La sofferenza è parte integrante della vita; chi ha il dono della fede deve affrontarla, non evitarla, perché "Gesù ci ha liberato dalla paura e ci ha dato il coraggio necessario per affrontare la vita."
Una monaca ha confessato di aver avuto "sicuramente dei momenti difficili" e che ciò che l'ha aiutata è stato "andare in un convento e incontrare alcune monache, e scoprire che sono esseri umani reali con giorni felici come tutti. Le monache non amano sempre pregare! Hanno distrazioni come chiunque altro. Non sono in ogni momento al culmine della contemplazione. È molto dura." Tuttavia, il "fardello più leggero" è il passaggio da una famiglia all'altra, entrando "in una famiglia stupenda, con una madre e delle sorelle."
Anche la noia può essere una "croce con la quale bisogna lottare", ma è mitigata dal "ritmo molto bello fatto di preghiera e lavoro" e da una "bellissima ora di ricreazione la sera in cui ci si riunisce tutte per parlare e cantare. E si formano amicizie incredibili."
Incontri con le Suore di Clausura: Cosa Sapere
Contrariamente a quanto si possa pensare, le suore di clausura non sono completamente separate dal mondo esterno, e gli incontri con loro possono essere estremamente arricchenti, anche per i gruppi di catechismo.
Contatti con il Mondo Esterno e i Mezzi di Comunicazione
Pur trascorrendo la vita soprattutto in contemplazione, le suore di clausura non sono completamente separate dal mondo esterno. Anzitutto, leggono giornali e ascoltano la radio, il che consente loro di sapere cosa accade. In alcune occasioni, possono ricevere visitatori nei monasteri, seppure solo in ambienti specifici, come i parlatori. Entro certi limiti, possono anche utilizzare i mezzi di comunicazione digitali, inclusi i social media, "con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione." L'uso è consentito per informazione, formazione o lavoro, sempre per servire la comunità e non per usi personali.
In occasioni speciali, possono allontanarsi, sospendendo temporaneamente la clausura, se autorizzate dal vescovo. Un esempio noto riguarda le suore di clausura dei conventi di Napoli, che il 21 marzo del 2015 furono autorizzate dal cardinale Crescenzio Sepe a uscire per partecipare all’incontro in Cattedrale con Papa Francesco. In quell'occasione, andarono incontro a Francesco per abbracciarlo e salutarlo, strattonandolo e rischiando persino di farlo cadere.
L'Esperienza dell'Incontro: Superare i Pregiudizi
Il cantautore Simone Cristicchi ha condiviso la sua esperienza con le suore di clausura, notando che "le persone più gioiose e felici che ho incontrato, sono quelle appartate dal mondo, ma non per una questione di fuga o di snobismo. Nel silenzio - conclude Cristicchi - ci si connette a qualcosa." Da uno di questi incontri è nato il suo progetto “Happynext”, incentrato sulla felicità e la gioia. Cristicchi racconta anche di aver chiesto a centinaia di persone, insieme al regista Andrea Cocchi, "che cos’è la felicità e cosa dovremmo fare per diventare gioiosi noi". Per lui, "le persone più gioiose e felici che ho incontrato sono quelle appartate dal mondo."
Anche il sacerdote Maurizio ha raccontato il suo primo "abbastanza traumatico" incontro con le Clarisse Cappuccine di Napoli, dette “Le trentatré”. Inizialmente, le alte mura del monastero gli davano l'idea di una fortezza o una prigione, ma le lunghe chiacchierate con Madre Gabriella e Madre Chiara, divise dalla "vecchia ruota di legno massiccio", rivelarono voci "squillanti, allegre, quasi infantili".

Maurizio, scettico, chiedeva: "Proprio non riesco a capire perché dovete rimanere chiuse qua dentro... non vi annoiate? Come potete pretendere che una ragazza di oggi venga a farsi monaca?" Le suore, con pazienza, rispondevano: "Maurizio, guarda che noi non ci annoiamo affatto. Abbiamo tante cose da fare. Lavoriamo, in cucina, in guardaroba, in giardino. Ricamiamo. Realizziamo bambinelli di cera. Preghiamo. Studiamo. Riceviamo tante persone che vengono a chiedere consigli, preghiere, piccoli aiuti. Ti assicuro che la giornata è sempre troppo breve." Alla fine, Maurizio, dopo aver superato le sue resistenze, fu ammesso "alla grata", dove finalmente le vide, descrivendole come "donne senza età". Questo rapporto di fiducia le ha portate a stringere un "patto" spirituale: "A loro quella più tosta, più onerosa: essere radici invisibili perché l’albero del mio sacerdozio porti frutti."
Idee per Incontri di Catechismo
Per i gruppi di catechismo, organizzare un incontro con le suore di clausura può essere un'esperienza formativa unica:
- Visita e Offerta: Prima di Natale, si può decidere di portare una "cassetta" (un'offerta) alle suore di clausura del monastero della propria città. Questo gesto di carità offre un'opportunità pratica ai bambini di interagire con questa realtà.
- Pellegrinaggio e "Maternità Spirituale": Un'ottima iniziativa, specialmente in occasione o in prossimità della festa della mamma, è organizzare un piccolo pellegrinaggio o gita a un monastero di clausura per un incontro con le monache. Il tema dell'incontro può essere la maternità spirituale, chiedendo alle monache come si sentono madri e come vivono la loro particolarissima maternità nei confronti del mondo e della Chiesa. È importante che, se possibile, il pellegrinaggio/incontro sia riservato alle sole mamme, di qualunque età, affinché possano godere in pienezza un momento di ricarica spirituale e fisica.
Domande Frequenti per un Incontro Significativo
Per un incontro significativo, è utile preparare delle domande che aiutino i giovani o i partecipanti a comprendere meglio la spiritualità e la vita claustrale. Ecco alcune possibili domande, pensate per stimolare un dialogo profondo:
- Come la Chiesa e le persone che la compongono (sacerdoti, religiosi, laici) ti hanno aiutato a custodire e coltivare la tua spiritualità?
- Come vivi la preghiera personale? Quali difficoltà incontri?
- Come pensi sia vissuta e curata la preghiera comunitaria nella tua realtà (oratorio, parrocchia)?
- In cosa senti la Chiesa lontana e distante rispetto al tuo bisogno di spiritualità?
- Quali aspetti della clausura, come scelta vocazionale, ti sono più difficili da comprendere e da accettare?
Queste domande possono guidare un dialogo sincero e profondo, permettendo di esplorare la ricchezza della vita contemplativa e di dissipare dubbi e preconcetti, rivelando il valore e la bellezza di una vita donata a Dio e al mondo.