L'Immacolata Concezione di Federico Barocci: Un Capolavoro tra Devozione e Innovazione

L'opera nota come L'Immacolata Concezione di Federico Barocci, uno dei pittori più significativi del periodo della Controriforma, si presenta come un esempio sublime della sua arte, capace di armonizzare devozione e una raffinata ricerca stilistica. Risalente al 1575 circa, questo dipinto a olio su tela misura 217x144 cm e rappresenta un punto focale nella produzione dell'artista.

Thematic photo of Federico Barocci's Immacolata Concezione

Storia e Provenienza dell'Opera

Il dipinto fu originariamente commissionato all’artista dalla Compagnia dell’Immacolata Concezione per il proprio altare nella chiesa urbinate di San Francesco. L'opera è citata nel “Libro delle Notizie del Convento di San Francesco”, sebbene senza precise indicazioni circa la data della commissione.

In seguito alla soppressione dei conventi avvenuta dopo l’Unità d’Italia (post 1861), e più precisamente nel 1866 con la soppressione degli ordini religiosi, il dipinto giunse nelle collezioni della Galleria Nazionale delle Marche, dove è attualmente conservato con il numero di inventario INV. 1990 D 86.

Descrizione e Analisi Artistica

L’Immacolata Concezione, interamente di mano dell’urbinate Federico Barocci (1528/1535 - 1612), in origine era nata come una Madonna della Misericordia, tipica della cultura quattrocentesca. Tuttavia, fu poi modificata e trasformata nell’iconografia dell'Immacolata. Questa trasformazione è testimoniata da un disegno preparatorio conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, che raffigura Maria secondo l'iconografia della Madonna della Misericordia, con un ampio mantello spalancato per proteggere i fedeli.

La Vergine è ritratta in un equilibrio celeste, in piedi sulla mezza luna, in un turbinio di nubi e contornata da un gruppo di cherubini disposti in maniera simmetrica ad incorniciare l’immagine. Schiaccia il serpente con il suo piede destro, simbolo della vittoria sul peccato originale. La Vergine, avvolta da un grande manto mosso dal vento, sembra avanzare verso lo spettatore compiendo una leggera torsione con il busto, flettendo la gamba sinistra e allargando con grazia le braccia; a completamento di questo delicato avvitamento delle parti la testa, dal dolce viso, si inclina e lo sguardo si abbassa a fissare il serpente sotto il suo piede.

Raffinatissima è la resa del panneggio, le cui pieghe evidenziano la forma del corpo di Maria, rendendole cangianti e in rilievo, quasi a creare un impianto scenografico articolato su differenti piani prospettici. Si noti poi la delicata cromia, con finissime lumeggiature. L’eleganza dei gesti accentua il dialogo con i fedeli e diminuisce la distanza tra essi e Maria. Ogni dettaglio contribuisce ad esaltare la grazia della Madonna.

I Fedeli e i Committenti

In basso, intorno a Maria, sono raffigurati i fedeli, rigorosamente separati per sesso, che la invocano e contemplano con sguardo profondamente devoto. Secondo il Bellori, potrebbero esservi effigiati i membri della confraternita, mentre per il Lazzari sarebbero alcuni componenti della famiglia Ambrosi. Il modo in cui Barocci costruisce l’immagine, in una generale atmosfera di poetico intimismo, determina un particolare coinvolgimento dello spettatore, che si lega intensamente alla cerchia dei personaggi ritratti, a loro volta molto vicini a Maria. Il riguardante sembra entrare in quel gruppo e partecipare all’intimo colloquio, diventando quasi un ritratto tra i ritratti, anch’egli sfiorato appena dall’ombra originata dal gesto poetico della mano protettrice di Maria.

Tra i fedeli, sono particolarmente intensi i ritratti dell’uomo e della donna che occupano il primo piano dell’opera, probabilmente i committenti. L’uomo indossa una casacca color ocra da cui spunta una gorgiera bianca e contempla Maria tenendo le braccia incrociate sul petto. La donna, elegantemente abbigliata con un abito a righe e con il capo coperto da un velo bianco, che lascia intravedere una gemma, sostiene maternamente la sua bambina e sembra sussurrarle qualcosa, come a portare sulla Madonna l’attenzione e la preghiera della piccola. Questo delicato dettaglio domestico del dipinto è stato poi isolato dall’artista in un quadro a sé stante, oggi in una collezione privata, con l’intento di realizzare un ritratto di famiglia di intima soavità, probabilmente su richiesta del committente, che voleva farne un omaggio alla sua consorte.

Close-up of the faithful and committenti in Barocci's Immacolata Concezione

Condizioni di Conservazione e Restauro

Nonostante l’intervento di restauro del 1972, ad opera di Martino e Anna Oberto, la tela purtroppo non mostra ottime condizioni di conservazione, come testimoniato anche da tutta la tradizione storiografica. Il Bellori ricorda che lo stesso Barocci, che aveva eseguito l’opera a guazzo, negli ultimi anni della sua vita intervenne sulla tela e la ridipinse ad olio.

L'Incisione di Thomassin Philippe

Esiste un'incisione dell'Immacolata Concezione, realizzata dall'incisore francese Thomassin Philippe (1562-1622) su invenzione di Federico Barocci. Questa incisione, catalogata con il numero S-CL2324_12210 e conservata alla Calcografia Nazionale, risale a un periodo compreso tra il 1870 e il 1934 (Sec. XIX - XX) e misura 392 x 277 mm, testimoniando la diffusione e l'influenza dell'opera originale.

tags: #immacolata #concezione #barocci