Il concetto de "il sermone del diavolo" si manifesta in diverse sfumature, toccando sia l'espressione artistica che la riflessione teologica e filosofica. Da una parte, abbiamo l'approccio diretto e provocatorio di band come i Marduk, che con il loro album "Serpent Sermon" esplorano tematiche oscure e anticristiane, radicate nella tradizione del black metal. Dall'altra, la figura del diavolo è al centro di secolari dibattiti sulla natura del male, la sua origine e il suo impatto sulla condizione umana, come dimostrato dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica e dalle riflessioni di filosofi illustri.

I Marduk e il "Serpent Sermon": L'Espressione del Black Metal
I Marduk, un quartetto svedese con all'attivo dodici album, hanno inciso un pezzo di storia del black metal. Morgan e soci si rigenerano di album in album, dando nuova vitalità al loro marchio di fabbrica infuocato. Il classico stile Marduk è vivo e presente più che mai nel liturgico "Serpent Sermon", una devastante release. Il sound del 2012 dei Marduk, pur non essendo immediato da assimilare, rappresenta un capolavoro frutto di costanza e convinzione.
Un Album Diverso e Incisivo
Secondo Morgan, "Serpent Sermon" è un album diverso e suona differente dal suo predecessore "Wormwood". Non c'è ragione di registrare due album uguali. C'è un'atmosfera differente, la registrazione è diversa così come lo sono le canzoni e naturalmente lo stile. La band non pianifica a tavolino il nuovo album, ma scrive la musica così come viene ispirata, lasciando che l'energia scorra e mostri fino a dove il potere delle tenebre e la creatività possano trascinarli. Il passaggio a una nuova etichetta, Century Media tramite la loro Blooddawn Productions, ha garantito un supporto al 100%, dopo un periodo difficile con Regain Records.
La Line Up più Forte
Morgan considera l'attuale line up dei Marduk come la più forte che la band abbia mai avuto, pur non vedendola come un nuovo inizio, ma come l'entrata in una seconda fase della loro carriera. I quattro elementi mostrano la stessa devozione, bruciano della stessa ambizione e prendono attivamente parte nel processo creativo. Il contenuto del messaggio presente nell'album non deve essere spiegato dalla band, ma deve essere trovato dall'ascoltatore, assieme al potere in esso contenuto.
Il Black Metal e il Satanismo
Morgan afferma con decisione che, se non è un album religioso, allora non è black metal, e che il satanismo è il fondamento di questo genere musicale. Se viene a mancare, non si può più parlare di black metal.
Territori da Conquistare
I Marduk cercano sempre di realizzare le proprie visioni e spesso ottengono ciò che vogliono. Hanno girato molto durante innumerevoli tour, diffondendo il loro messaggio e incontrando moltissimi fan. Tuttavia, ci sono ancora alcuni territori che non hanno conquistato. Morgan esprime il desiderio di vedere in agenda dei futuri impegni paesi del Medio Oriente o dell'Africa. La loro creatività, a suo dire, viene sempre dall'interno. I Marduk torneranno presto in Italia con due date nel prossimo tour, ricordando con piacere il primo concerto del 1995 e la volontà di ritornare sempre.
La Figura del Diavolo nella Teologia e nella Filosofia
La figura del diavolo, inteso come demone o Satana, è onnipresente in molte religioni, inclusa quella cristiana, sollevando interrogativi sulla sua essenza e sul suo statuto ontologico. È un dio inferiore, o di pari potenza rispetto al Dio del bene? E, in ogni caso, la sua esistenza non pregiudica l'onnipotenza del Signore?
Il Potere del Principe di Questo Mondo
La prima lettera di Giovanni (3:8) afferma che "per questo il Figlio di Dio si è manifestato, per distruggere le opere del diavolo", mentre (1 Gv 5:19) aggiunge che "tutto il mondo giace nel potere del Maligno". La Sacra Scrittura descrive i demoni come esseri spirituali dotati di intelligenza, volontà, libertà e potere. Essi, pur essendo angeli ribelli condannati per l'eternità, non hanno perso la loro natura e conservano il loro potere. Satana e i suoi seguaci usano questo potere per rendere l'uomo schiavo del peccato. San Agostino sosteneva che se Satana avesse avuto "mano libera" da Dio, nessuno di noi rimarrebbe in vita.

In Cosa Consiste il Potere del Demonio?
Il diavolo è "il padre della menzogna" (Gv 8:44), operando principalmente attraverso la tentazione e l'inganno. È astuto, più intelligente degli uomini, e sa come indurli al peccato, possedendo un grandissimo potere di seduzione. Ne sono esempi l'inganno ad Adamo ed Eva e i tentativi di sedurre Cristo, non solo nel deserto ma anche per mezzo di Pietro (Mt 16:23: "Va’ via da me, Satana! Tu mi sei di inciampo, poiché i tuoi sentimenti non sono quelli di Dio, ma quelli degli uomini").
I poteri del demonio sono fondamentalmente:
- Indurre l'uomo in tentazione ("azione ordinaria").
- Provocare mali, influssi e disturbi malefici su uomini, animali e cose (oppressione, vessazione, possessione, infestazione, etc. - "azione straordinaria"). Esempi biblici includono l'entrata di Satana in Giuda (Gv 13:27) e la donna inferma da diciotto anni (Lc 13:11).
- Compiere fenomeni strabilianti e prodigiosi, come l'arte magica di Simone (At 8:9) e i bastoni dei maghi egizi che si trasformarono in serpenti (Es 7:11-12).
Tutto il suo potere è usato per opporsi ai piani di Dio e portare gli uomini alla dannazione eterna, ma sempre e solo nella misura in cui Dio gli permette di agire.
Perché Dio Consente a Satana di Tentare?
Gesù crocifisso e risorto ha sconfitto Satana definitivamente, eppure il capo degli angeli ribelli continua a combattere. Questa lotta è più attuale che mai: Satana può tentare l'uomo, indurlo al peccato e, a volte, possederne il corpo o infestare luoghi e cose, sempre con il permesso divino. La vita terrena è un tempo di prova, e Dio permette a Satana di "indurre l'uomo in tentazione" per metterne alla prova la fede. I demoni, precipitati sulla terra e in attesa della loro condanna definitiva, conservano ancora un grande potere, mantenendo intatte l'intelligenza e la volontà della loro natura angelica, sebbene orientata al male.
Essendo puri spiriti, i demoni non sono soggetti a spazio, materia, né al bisogno di nutrirsi o riposare, esercitando il loro potere costantemente. Tuttavia, Dio permette che l'uomo sia sottoposto a "prova", ma mai oltre le proprie forze. Come afferma (1 Co 10:13): "Nessuna tentazione vi ha mai colti se non umana, e Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le forze, ma con la tentazione darà anche il mezzo di sopportarla".
Non ogni tentazione è frutto diretto dell'azione demoniaca; il "mondo" e la "concupiscenza" sono spesso sufficienti a indurci in tentazione. Tuttavia, in certi casi, può esserci un'azione diretta del demonio, come nel caso di Eva o di Gesù nel deserto. Non è necessario un intervento diretto del diavolo per essere tentati; altrimenti, chi avrebbe tentato alla ribellione gli angeli decaduti in cielo?
La Presenza dei Demoni nel Mondo
Secondo la teologia di San Tommaso d'Aquino, la presenza demoniaca si localizza attraverso la sua attività. Il diavolo si trova dove opera, e la sua dimensione operativa rivela la sua presenza. Non avendo un corpo, è improprio cercare di "localizzarli" in un punto specifico, ma si può determinare "dove stanno agendo". I demoni possiedono conoscenza intellettuale e volontà, sebbene perennemente orientate al peccato. La potenza di Satana non è infinita; egli è una creatura, potente come puro spirito, ma non può impedire l'edificazione del Regno di Dio. La sua azione, sebbene causi gravi danni, è permessa dalla divina Provvidenza. "Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rom 8:28).
Gesù e il Diavolo nel Deserto - La Tentazione di Cristo - Storie Bibliche
Cristo Ha Già Vinto il Male Definitivamente
Il Male oggi, come ribadito dalla Santissima Vergine in vari messaggi, è più scatenato che mai. Tuttavia, ciò non significa che trionfi. Cristo ha già vinto il peccato e il Male in ogni sua forma con la sua morte e risurrezione. "Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo" (Gv 16:33). Gesù è il "più forte" che ha vinto "il forte" (Lc 11:21-22). I battezzati sono vincitori con Lui. Il diavolo lo sa e, in odio a Dio e agli uomini, cerca di portare quante più anime possibile all'inferno, sapendo che per lui non c'è redenzione.
Paolo VI in un celebre discorso ha affermato che il diavolo è un soggetto vivo e reale, non un concetto astratto. "Il Male oggi non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore..." (Papa Paolo VI - 1972). Non sappiamo perché Dio permetta che qualcuno sia tentato maggiormente o addirittura posseduto. Grandi Santi subirono vessazioni diaboliche e possessioni. Il motivo rimane un mistero; forse Dio purifica le anime attraverso queste prove o le induce a tornare sulla retta via, ricavando il bene anche dal male. Una cosa è certa: Dio è Onnipotente, e il diavolo è una sua creatura con un certo potere, ma nulla se Dio non vuole.
Il Diavolo nella Modernità: Tra Metafora e Realtà
La questione dell'essenza o statuto ontologico del male e del diavolo ha impegnato secoli di teologia e filosofia. Le teologie cristiane hanno elaborato la "teodicea", una giustificazione del male e della sua presenza nel mondo. La Chiesa cattolica ha anche ammesso l'attività degli esorcisti, come documentato dal manuale "De exorcizandis obsessis a Demonio". Il tema del demoniaco è presente anche nella letteratura e nella filosofia moderna, come evidenziato nel volume di Ewan Fernie "The Demonic. Literature and Experience".
Nonostante l'era moderna di internet e della tecnologia, il diavolo "non è stato ancora esorcizzato", come scrive Demien Karas, curatore del Manuale del Melangolo. Tuttavia, se si colloca il discorso in un ambito metaforico, il problema diventa quello ontologico ed etico della presenza del male nel mondo. Benedetto Croce, interessato all'argomento, nel 1943 tradusse e pubblicò "Die Apologie des Teufels" (1795) del medico e filosofo tedesco Johann Benjamin Erhard. Croce rimase deluso, non trovando la sua idea della non negatività dell'egoismo. Egli intendeva che l'egoismo, pur essendo negativo per la morale, è anche il positivo che accompagna necessariamente ogni attività umana; senza quella forza "diabolica" che ci domina (etimologicamente, entusiasmo significa essere posseduti da un demone), non esisterebbe quella "gioia del male" cieca e innocente che deve accompagnarla. Satana, per Croce, non è il negativo ma simboleggia "la forza vitale che si concilia con la spiritualità, che è amore, poesia, lavoro, scienza, spontaneità, progresso, e, insomma, ….il bene concepito nella sua interezza, pienezza, concretezza e storicità".

Gli Insegnamenti di Paolo VI sul Diavolo
Papa San Paolo VI si è soffermato esplicitamente sulla questione del diavolo in diverse occasioni, sebbene non in contesti magisteriali definitori, manifestando il suo pensiero di pastore universale della Chiesa. In un'omelia del 29 giugno 1972, avvertì che "da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio", intendendo "il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa". Riconobbe la presenza attiva del diavolo per turbare la vita della Chiesa e "soffocare i frutti del concilio ecumenico".
Il 15 novembre 1972, durante un'udienza generale, Paolo VI dedicò l'intero discorso al diavolo, dichiarando che il male è "occasione ed effetto di un intervento in noi e nel nostro mondo di un agente oscuro e nemico, il demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa". Citando numerose fonti bibliche, ribadì che il diavolo "è il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero". Lamentò la trascuratezza dell'argomento nell'insegnamento teologico, definendolo "un capitolo molto importante della dottrina cattolica da ristudiare", e riprese l'allegoria delle fessure attraverso cui il maligno entra nella Chiesa, con riferimento alla rilassatezza morale, alla droga e agli inganni ideologici.
Il terzo insegnamento di Paolo VI risale al 21 febbraio 1977, dove, in relazione alla presenza del male nel creato, riprese il termine biblico "principe di questo mondo", riferito al diavolo, che ha un dominio sul mondo inteso come realtà in opposizione a Dio. Questi interventi di Paolo VI non erano discorsi dottrinali nuovi, ma richiami alla verità dell'esistenza personale del demonio, del suo potere avverso e delle sue insidie contro la Chiesa e nel mondo, una verità che non può essere esclusa dal patrimonio della fede cristiana.