Il Santuario possiede nella Chiesa una «grande valenza simbolica», e farsi pellegrini è una genuina professione di fede. Attraverso la contemplazione dell’immagine sacra, infatti, si attesta la speranza di sentire più forte la vicinanza di Dio che apre il cuore alla fiducia di essere ascoltati ed esauditi nei desideri più profondi. Fin dai primi secoli, infatti, si pensò al pellegrinaggio anzitutto verso i luoghi dove Gesù Cristo aveva vissuto, annunciato il mistero dell’amore del Padre e, soprattutto, dove si trovava un segno tangibile della sua risurrezione: la tomba vuota. I pellegrini, successivamente, si misero in cammino verso i luoghi dove, secondo le diverse tradizioni, si trovavano le tombe degli Apostoli.

Il Santuario come Risposta alla Crisi di Fede Contemporanea
I Santuari permangono fino ai nostri giorni in ogni parte del mondo come segno peculiare della fede semplice e umile dei credenti, che trovano in questi luoghi sacri la dimensione basilare della loro esistenza credente. Qui sperimentano in modo profondo la vicinanza di Dio, la tenerezza della Vergine Maria e la compagnia dei Santi: un’esperienza di vera spiritualità che non può essere svalutata, pena il mortificare l’azione dello Spirito Santo e la vita di grazia.
Questi luoghi, nonostante la crisi di fede che investe il mondo contemporaneo, vengono ancora percepiti come spazi sacri verso cui andare pellegrini per trovare un momento di sosta, di silenzio e di contemplazione nella vita spesso frenetica dei nostri giorni. Un desiderio nascosto fa sorgere in molti la nostalgia di Dio; e i Santuari possono essere un vero rifugio per riscoprire sé stessi e ritrovare la necessaria forza per la propria conversione. Nel Santuario, infine, i fedeli possono ricevere un sostegno per il loro cammino ordinario nella parrocchia e nella comunità cristiana. Questa osmosi tra il pellegrinaggio al Santuario e la vita di tutti i giorni è un valido aiuto per la pastorale, perché le consente di ravvivare l’impegno di evangelizzazione mediante una testimonianza più convinta.
Il Ruolo del Santuario nella Nuova Evangelizzazione
Attraverso la spiritualità propria di ogni Santuario, i pellegrini sono condotti con la “pedagogia di evangelizzazione” ad un impegno sempre più responsabile sia nella loro formazione cristiana, sia nella necessaria testimonianza di carità che ne scaturisce. Il Santuario, inoltre, contribuisce non poco all’impegno catechetico della comunità cristiana; trasmettendo, infatti, in modo coerente ai tempi il messaggio che ha dato inizio alla sua fondazione, arricchisce la vita dei credenti, offrendo loro le ragioni per un impegno nella fede più maturo e consapevole.
I Santuari sono luoghi in cui la pietà popolare viene custodita e alimentata. In questi spazi si fa esperienza della fede semplice di tanti pellegrini che vi si recano per il ristoro dello spirito e del corpo. Papa Francesco ha felicemente ribadito in diverse occasioni che la pietà popolare è un patrimonio da non trascurare, da rivitalizzare e difendere. Proprio per questo il Santuario è il luogo naturale in cui evangelizzazione e cultura possono essere rese feconde dalla pietà popolare per il bene di coloro che visitano, frequentano e vivono queste realtà.
La pietà popolare e la vita cristiana - d. Andrea Lonardo
La Nuova Evangelizzazione: Necessità e Contesto Culturale
L’istituzione del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (28 Giugno 2010) e la successiva Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, riflettendo su "Nuova evangelizzazione e trasmissione della fede cristiana", evidenziano la rilevanza di questo tema per la Chiesa. All’origine della riflessione sull’urgenza di una nuova evangelizzazione vi è la constatazione di una diffusa situazione di crisi, percepibile soprattutto nei Paesi di antica cristianità.
Benedetto XVI nel “Motu proprio” Ubicumque et semper (21 Settembre 2010) descrive la crisi come un fenomeno di distacco dalla fede, manifestatosi in società e culture che per secoli erano state impregnate dal Vangelo. Le trasformazioni sociali degli ultimi decenni, quali i progressi della scienza e della tecnica, l’ampliarsi delle libertà individuali, i cambiamenti economici, i fenomeni migratori e l’interdipendenza tra i popoli, hanno modificato profondamente la percezione del mondo e influenzato la dimensione religiosa. La crisi affonda le sue radici in un processo di autonomia del mondano, iniziato con il “secolo dei Lumi”, che ha portato a un’etica della solitudine dove l’uomo perde il punto di riferimento esistenziale trascendente, lasciando la strada aperta alla manipolazione.
Per uscire dalla crisi, secondo Romano Guardini e Benedetto XVI, è fondamentale aprire gli occhi di fronte alla verità e uscire dall'ipertrofia del soggetto, misurandosi con la realtà dell’altro e del trascendente. Il volto “post-moderno” di questa crisi si manifesta nel rifiuto di orizzonti ideologici, e anche la proposta religiosa viene spesso equiparata alle ideologie, portando a un pregiudiziale rigetto. La “modernità liquida” descritta da Zygmunt Bauman, caratterizzata dalla frammentarietà e dalla mancanza di punti di riferimento certi, vede i parametri etici biblici diluiti, parlando di “relativismo”, “nichilismo” e “pensiero debole”.
Il termine «nuova evangelizzazione» richiama l’esigenza di una rinnovata modalità di annuncio, soprattutto per coloro che vivono in un contesto di secolarizzazione. Ciò che cambia non è il Vangelo, ma il destinatario: occorre aprirsi alle nuove sfide, apprendere nuovi linguaggi, tentare nuove forme di approccio. L’aggettivo “nuova” non indica una novità cronologica, ma una novità qualitativa, del “kainós”, non del “neós”. La «nuova evangelizzazione» si manifesta come un impegno per la riforma della Chiesa a partire dalla conversione dei cuori, un rinnovamento che è semplificazione e un ritorno alla vera semplicità, eco della semplicità di Dio.
La Svolta del Pontificato: Sanctuarium in Ecclesia e il Pontificio Consiglio
Volendo favorire lo sviluppo della pastorale che viene svolta nei Santuari della Chiesa, Papa Francesco ha deciso di trasferire al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione le competenze relative ai santuari. Questa decisione si colloca nel contesto di una rivisitazione dell’impianto tradizionale dell’azione pastorale, che un tempo era principalmente impostato sulla parrocchia, la catechesi e la sacramentalità, come indicato dal Concilio di Trento. Oggi, la situazione è largamente cambiata, con una prevalenza di popolazione urbana e l'influenza pervasiva dei sistemi di comunicazione, rendendo necessaria una riconsiderazione degli approcci pastorali.
Con la Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» Sanctuarium in Ecclesia (11 febbraio 2017), Papa Francesco ha affidato al Pontificio Consiglio l’incarico di valorizzare la pastorale dei santuari. Questa unificazione non è solo una mera competenza giuridica, ma una reale provocazione volta a impostare una pastorale più corrispondente alle esigenze del nostro tempo. I santuari, infatti, «sono insostituibili perché mantengono viva la pietà popolare» e sono i luoghi dove «il nostro popolo più volentieri si raccoglie per esprimere la propria fede nella semplicità».

I Pilastri dell'Evangelizzazione nei Santuari secondo Papa Francesco
Papa Francesco, accogliendo i partecipanti al Convegno internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari, ha messo a fuoco l'importanza di alcuni elementi chiave:
- Accoglienza e Ospitalità: Sempre più spesso, i santuari sono meta di pellegrini singoli o di piccoli gruppi. È fondamentale che ogni persona si senta «a casa», come un famigliare atteso, ricevendo una parola di benvenuto e un clima di amicizia. L'attenzione deve essere primariamente rivolta ai pellegrini stessi, non solo alle esigenze materiali.
- Preghiera: I santuari sono soprattutto luoghi di preghiera, spesso dedicati alla pietà mariana. È essenziale favorire sia la preghiera della Chiesa, attraverso la celebrazione dei Sacramenti, sia la preghiera del singolo pellegrino nel silenzio del suo cuore. La preghiera comunitaria, la celebrazione della santa Eucaristia e il sacramento della Riconciliazione non possono essere improvvisati, richiedendo un'attenta cura e richiamo al silenzio.
- Misericordia: La misericordia non conosce confini. Un pellegrino non dovrebbe mai sentirsi un estraneo, soprattutto «quando vi giunge con il peso del proprio peccato». La "Porta della misericordia", voluta nei santuari durante il Giubileo Straordinario, sottolinea come la misericordia vissuta diventi una forma di evangelizzazione reale. È necessaria la presenza di sacerdoti «santi», ben formati e capaci di far gustare il vero incontro con il Signore che perdona, veri «missionari della misericordia» capaci di incontrare il popolo «senza pregiudizi».
- La Via Pulchritudinis (Via della Bellezza): I santuari sono spesso localizzati in luoghi di particolare bellezza naturale e contengono opere d'arte. Abbiamo il compito, pastoralmente, di far emergere in tutta la sua forza questa via pulchritudinis. Questa via privilegiata permette di scoprire la bellezza della fede, poiché credere è bello in senso profondo. I santuari possono diventare il volto della santità e far riscoprire il Vangelo attraverso narrazioni artistiche, autentiche catechesi che verificano l'azione misericordiosa di Dio.
Opportunità Pastorali per la Nuova Evangelizzazione
Il legame tra santuari e nuova evangelizzazione è intrinseco. I santuari sono dappertutto e offrono diverse opportunità. Una di queste è la rivalutazione della pietà popolare, che Papa Francesco definisce «il sistema immunitario della Chiesa». Un tempo si parlava della necessità di evangelizzare una religiosità popolare inquinata da tratti folcloristici; oggi, invece, si avverte l’urgenza di lasciarsi evangelizzare da essa, nel cogliere l’essenziale che è il richiamo alla conversione e alla fede.
In un contesto in cui le parrocchie faticano ad attirare fedeli, i santuari mariani, anche a orari insoliti, continuano a riempirsi, dimostrando la loro capacità di intercettare le esigenze dei fedeli. È importante valorizzare armonicamente queste presenze. Un altro esempio sono i funerali, momenti in cui le chiese si riempiono, offrendo un’opportunità per un annuncio motivato della speranza cristiana della risurrezione.
Un capitolo importante riguarda i giovani. Il pellegrinaggio a piedi, con le sue "provocazioni di fatica e di stare insieme", affascina i giovani e può essere una risposta alla solitudine e all'isolamento della cultura digitale. La missione popolare parrocchiale, animata dall'intera comunità sotto la guida del Parroco, è un'altra speciale iniziativa di «nuova evangelizzazione» che può sprigionare energie naturali e soprannaturali, portando a una conversione progressiva dei protagonisti e all'annuncio della salvezza attraverso il dialogo e la promozione umana.
