La Scelta e il Ruolo dei Brani Liturgici Classici per Coro

La scelta dei canti da eseguire nelle azioni liturgiche non è cosa semplice come potrebbe sembrare, ed implica molti fattori. La liturgia ha delle esigenze precise, e il canto liturgico è finalizzato alla gloria di Dio e all'edificazione dei fratelli. A volte, i gusti personali e l'abitudine ad ascoltare un certo tipo di musica possono spingere a fare scelte "soggettive" o "di moda", che non sempre rispondono alle vere necessità della celebrazione.

Un coro liturgico che esegue un canto solenne durante una messa

Le Fonti e i Principi della Musica Liturgica

La Chiesa indica da sempre alcune fonti sicure su cui poter poggiare le scelte dei canti. Nella tradizione della Chiesa, i testi dei canti sono esclusivamente biblici: i Salmi, i brani dell'Antico e del Nuovo Testamento sono la sorgente normale a cui attinge, per esempio, il canto gregoriano.

Il canto gregoriano non è soltanto un corpus prezioso di canti accanto ad altri generi di musica sacra, ma, secondo la mente della Chiesa latina, ne è il referente e la base interiore che deve costituire l’anima per ogni musica autenticamente sacra e liturgica. Esso fu sempre considerato come il supremo modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nell’ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme.

Oggi occorre ritornare alle sorgenti autentiche della riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. Si deve constatare che è prevalsa la tendenza a "cantare nella liturgia" anziché "cantare la liturgia". Questa scelta, infatti, offre maggior libertà creativa, ma a queste condizioni non può affermarsi e aver stabilità una raccolta valida di canti liturgici, comune al popolo di Dio nella sua globalità, né possono risuonare le voci dei fedeli.

Manoscritto medievale di canto gregoriano

Il Concilio Vaticano II e la Musica Sacra

La Costituzione sulla Sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, al n. 116, afferma che la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana e che, perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli sia riservato il posto principale. Gli altri generi di Musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini Uffici, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica.

Il Novus Ordo Missae è stato riformato in totale continuità con l’Ordo precedente. Infatti, rimangono inalterati nel testo e nella loro posizione rituale i canti classici dell’ordinario: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei. Nessuna parte del rito precedente è stata tolta, ma tutto coincide, e questo perché nella mente della Chiesa non si doveva in nulla sacrificare il patrimonio musicale dei secoli codificato nel Graduale Romano, che deve essere tenuto “in sommo onore nella Chiesa per le sue meravigliose espressioni d’arte e di pietà” e deve conservare “integro il suo valore”. Il Graduale simplex poi offre possibilità più semplici - adatte ai vari tempi liturgici e alle principali solennità e feste e ai comuni dei Santi - per i canti del proprio: ingresso, salmo responsoriale, presentazione delle offerte, comunione.

In questo più vasto orizzonte, le Messe gregoriane e quelle polifoniche potranno debitamente continuare a impreziosire la celebrazione liturgica e, da loro formati, i nostri contemporanei potranno procedere ad una autentica creatività, che, fondata sui principi perenni della musica sacra - la santità, la bontà delle forme e l’universalità (Pio X, Motu proprio sulla musica sacra) - eviterà la banalità.

È da condannare come abuso gravissimo, che nelle funzioni ecclesiastiche la liturgia appaia secondaria e quasi a servizio della musica, mentre la musica è semplicemente parte della liturgia e sua umile ancella.

Il Ruolo del Coro Liturgico e dell'Organista

Un coro liturgico è un gruppo di cantori che anima con la musica le celebrazioni religiose, in particolare nelle liturgie cristiane. Gli scopi principali sono elevare la preghiera e la lode a Dio, favorire una partecipazione più attiva e coinvolgente dei fedeli, e aggiungere un elemento di bellezza e solennità alla liturgia.

Obiettivi del Coro Liturgico

  • Elevazione spirituale: Il coro è chiamato a interpretare inni e canti sacri per innalzare la preghiera e offrire un'esperienza di adorazione più profonda. La musica sacra ha il potere di suscitare emozioni e coinvolgere l'anima dei fedeli.
  • Partecipazione dei fedeli: Il coro guida la congregazione nella partecipazione attiva durante le celebrazioni. I canti comuni, in cui coro e fedeli si alternano, creano un senso di comunità e unione spirituale.
  • Enfasi sulla parola di Dio: Il canto liturgico si basa su testi sacri, enfatizzando e rendendo più memorabile il messaggio.
  • Bellezza e solennità: La musica sacra aggiunge una dimensione estetica, creando un ambiente di sacralità e raccoglimento.

Metodo e Linee Guida per il Coro

  1. Selezione del repertorio: I canti e gli inni devono essere appropriati per la celebrazione specifica, tenendo conto del tempo liturgico, del tema della messa e delle letture del giorno. La musica sacra deve essere composta per la celebrazione del culto divino ed essere dotata di santità e bontà di forme, evitando canti non creati con questa finalità.
  2. Esercitazione e prove: Un'adeguata preparazione musicale, con esercizi vocali e prove, è fondamentale per garantire una performance di qualità.
  3. Coordinazione con il celebrante: Il coro collabora strettamente con il celebrante per determinare i momenti di esecuzione dei canti e garantire una liturgia armoniosa.
  4. Adattamento alla liturgia: Il coro deve essere consapevole della natura della celebrazione e dell'importanza di non sovrastare o distrarre la comunità, ma di supportare e guidare la preghiera dei fedeli.
  5. Sensibilità all'assemblea: Il coro deve essere sensibile alle esigenze e alle reazioni della congregazione.
  6. Formazione liturgica: I membri del coro devono avere una formazione liturgica, poiché la Messa ha delle regole da rispettare, insegnate dalla Chiesa stessa.
  7. Rispetto dei riti: Alcune formule costituiscono un rito a sé stante (es. Gloria, Salmo responsoriale, Alleluia), altre accompagnano un rito (es. canti d’ingresso, offertorio, Agnus Dei, Comunione). Non si possono modificare le antichissime preghiere della Chiesa per far “suonare meglio” il canto. Ad esempio, il canto d'ingresso deve accompagnare la processione, e l'Agnello di Dio accompagna la frazione del pane, e non la pace.
  8. Partecipazione e umiltà: I coristi partecipano all’Eucaristia non solo cantando, ma anche ascoltando Dio nel Vangelo e nell’omelia. Il servizio deve essere fatto con umiltà, ricordando che il centro della Messa è Cristo, non la voce dei cantori.

Video Scrittura del Canto Gregoriano

Il Ruolo dell'Organista Liturgico

All'organista liturgico è richiesta una profonda preparazione musicale. Il suo repertorio dovrebbe spaziare tra la musica strumentale di autori classici collaudati, il repertorio latino e gregoriano, ed esecuzioni di grandi musicisti del passato come Bach, Buxtehude, Wagner, Schubert, Mendelssohn, sempre con grande pertinenza liturgica. Una dote fondamentale per l'organista è l'improvvisazione, utile per accompagnare i momenti liturgici senza interruzioni. È opportuno evitare musica libera o d'autore durante i momenti strettamente liturgici che prevedono il canto, ad eccezione di un postludio o una toccata come finale, dove si possono eseguire anche alcuni dei pezzi più conosciuti di Bach o di altri compositori.

La musica sacra ha un compito ministeriale nel servizio divino. L'azione liturgica riveste una forma più nobile quando i divini Uffici sono celebrati solennemente in canto. È importante perfezionare sempre più la preparazione musicale e avere passione, volontà, gioia nel servizio della propria comunità.

Un organista al concerto in una grande cattedrale

Esempi di Brani Liturgici Classici

Nell'ambito della tradizione, numerosi sono i brani liturgici classici che arricchiscono le celebrazioni. Tra questi si annoverano le Messe gregoriane come la Missa VIII “De Angelis” e la Missa cum jubilo, oltre alla solenne Messa da requiem gregoriana per la Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti (2 novembre). Anche la polifonia offre un vasto repertorio, con la possibilità di ricorrere a valide Messe polifoniche in occasioni particolari.

Brani specifici come il Panis Angelicus e l'Ave Verum sono esempi di canti solenni e di grande significato che si inseriscono perfettamente nel contesto liturgico, contribuendo a un'atmosfera di raccoglimento e spiritualità.

Mons. Marco Frisina: Un Esempio nel Panorama della Musica Sacra

Mons. Marco Frisina, nato a Roma nel 1954, è una figura eminente nel campo della musica sacra. Dopo gli studi classici, si è diplomato in Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia e si è specializzato in Sacra Scrittura. Ordinato sacerdote nel 1982, ha svolto un ministero attivo nella Diocesi di Roma, ricoprendo ruoli come Direttore dell'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma e Presidente della Commissione Diocesana per l'Arte Sacra.

Nel 1984 ha fondato e da allora dirige il Coro della Diocesi di Roma, con il quale anima le più importanti liturgie diocesane, alcune presiedute dal Santo Padre. È stato anche Maestro Direttore della Pontificia Cappella Musicale Lateranense. La sua vasta produzione musicale include numerosi canti liturgici, oltre trenta Oratori Sacri ispirati a personaggi biblici o alla vita di santi, e colonne sonore per film a tema storico e religioso. È stato promotore e coordinatore di importanti eventi come il Primo Convegno delle Corali Italiane (2014) e il Giubileo delle Corali (2016), che ha visto la partecipazione di migliaia di cantori da tutto il mondo.

Le sue riflessioni sottolineano l'importanza di una scelta consapevole dei canti, basata sulle esigenze della liturgia e sulle fonti sicure della Chiesa, con l'obiettivo della gloria di Dio e dell'edificazione dei fedeli.

Ritratto di Mons. Marco Frisina

La Sfida della Qualità e dell'Autenticità

È cruciale che la musica liturgica esprima una “trasparente bellezza: trasparenza divina”. Il desiderio di spettacolo non deve essere cercato in chiesa, ma piuttosto la capacità di “coinvolgere per creare la festa intorno al Risorto”. Le nuove generazioni non dovrebbero scoprire il gregoriano e la grande musica polifonica solo in ambienti profani, mentre il grembo originale che ha generato tale esperienza offre un livello basso e sterile. Occorre ritornare al Concilio vero e integrale, perché “nel rapporto con la liturgia si decide il destino della fede e della Chiesa” (J. Ratzinger).

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