Il Noviziato di Padre Pio: Una Feroce Disciplina e la Nascita di un Santo

Il percorso spirituale di Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, iniziò con l'ingresso nel noviziato, un periodo di rigorosa disciplina e profonda formazione spirituale che avrebbe plasmato la sua futura missione. Il 6 gennaio 1903, all'età di quindici anni, Francesco varcò per la prima volta la soglia del Convento cappuccino di Morcone, distante 30 Km da Pietrelcina.

Ritratto di Padre Pio da giovane frate cappuccino

Il Convento di Morcone: Sede del Noviziato

Il convento di Morcone, situato ai piedi della cittadina sul lato nord-orientale, a qualche centinaio di metri dall'antico circuito murario, fu il luogo scelto per la formazione di innumerevoli frati, incluso Padre Pio. Fu edificato nel 1603 per volontà del marchese di Morcone, Giovan Francesco da Ponte, e con il concorso unanime della popolazione e dell'Università (Comune), che concessero ai cappuccini la sorgente degli Stampacci. Il periodo iniziale del convento, inserito in un contesto cittadino già frequentato da monaci Basiliani, Celestini, Domenicani e, in epoca vicina a noi, dai Redentoristi, fu qualificato dalla presenza di San Giovanni da San Severo (+ 1631), che vi fu presente tra il 1611 e il 1612, mentre il convento era ancora in costruzione, lasciando fama di santità in tutta la zona.

Costruito nella forma tipica prevista nelle Costituzioni dei Cappuccini, il convento fu scelto come luogo di Noviziato e, salvo brevi pause dovute a fattori esterni, ospitò i novizi dal 1700 al 1981. La Chiesa, semplice e povera nelle sue linee, è dedicata ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo e sede di Parrocchia, si presenta con una facciata in pietra sormontata da un campaniletto a vela. L'interno è a due navate, una centrale e l'altra laterale sulla sinistra. Gli ultimi restauri, posteriori al terremoto dell'Irpinia nel 1980, hanno completamente snaturato l'ingresso e il relativo tamburo, mentre hanno rispettato le preesistenze, ove si eccettui l'altare maggiore in legno, collocato davanti a quello antico rivestito di marmi. Sulla parete di fondo, dietro l'altare maggiore, si aprono tre nicchie: al centro è collocata la statua dell'Immacolata, a destra Sant'Elisabetta Regina d'Ungheria e a sinistra San Giuseppe.

Veduta esterna del Convento dei Cappuccini di Morcone

L'Ingresso e la Vestizione

Prima di partire per il convento, il giovane Francesco aveva chiesto la benedizione della madre. Ella, sebbene sconvolta, gli disse: "Figlio mio... tu mi stracci il cuore, ma in questo momento di distacco non pensare al dolore di tua madre; San Francesco ti chiama e tu devi andare". Per tutta la notte precedente la partenza, il fanciullo non aveva fatto altro che torturarsi ed assillarsi, ma il Signore proprio in quei momenti lo aveva confortato ed incoraggiato dandogli la forza di non versare nemmeno una lacrima.

Entrato in convento, Francesco fu accolto dal padre dei novizi, fra Tommaso da Monte Sant'Angelo, che lo dispose alla riflessione con gli esercizi spirituali. Dopo due settimane di esercizi spirituali, il 22 gennaio 1903, nella chiesa conventuale dei cappuccini di Morcone, alle 9 del mattino, si svolse la Cerimonia di Vestizione dei panni di probazione, ovvero la vestizione del saio dei cappuccini. Francesco lasciò gli abiti borghesi e, aiutato dal padre maestro, fra Tommaso da Monte Sant’Angelo, indossò prima il saio, poi il cappuccio e quindi il cingolo.

La Vita Quotidiana nel Noviziato: Un Anno di Prova

Il Noviziato, durato un anno (dal 3 gennaio 1903 al 25 gennaio 1904), fu un periodo estremamente duro, definito "della prova" e cruciale per la scelta del giovane cappuccino. La vita nel noviziato era quanto di più rigoroso si potesse immaginare. In effetti, benché la vita conventuale sia soggetta a regole rigidissime, nel periodo che precede la nomina dei voti solenni i giovani frati sono costretti a discipline ancor più dure. Fra Pio le affrontò con tutta la serenità e lo spirito di adattamento che solo un'anima eletta dal Signore può avere. Durante tutto l’anno di noviziato vigeva il silenzio perpetuo e il totale distacco dalle cose e dagli affetti terreni.

I novizi dovevano vivere scalzi, a piedi nudi. Nel convento non c’era riscaldamento, e d’inverno c’era freddo intenso. Fra Pio doveva alzarsi alle 5 del mattino, rifare il letto e metterci sopra un grosso Crocifisso di ferro. Alle 8 la colazione consisteva in pane bollito e olio. Poi tornava in cella per studiare le Regola e le Costituzioni dell’Ordine dei frati minori cappuccini, un piccolo libretto di 20 pagine. Alle 12 pranzava in refettorio con gli altri confratelli; il pranzo consisteva in pane e stufato. Dalle 17 alle 19 c’erano lavori vari. Alle 20 una cena frugale, subito dopo era consentita mezz’ora di ricreazione. Alle 21, fra Pio tornava in cella per le preghiere personali, l’esame di coscienza, e il riposo notturno. Senza spogliarsi, con ancora indosso lo stesso abito cappuccino, si coricava supino sul letto e raccoglieva il saio fra le gambe, posizione prescritta per mortificare il corpo. Dopo un’ora e mezza ritornava a letto e cercava di dormire sino alla sveglia delle 5 del mattino. Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dopo cena, c’era la disciplina.

Le Regole e le Mortificazioni

Ogni minima infrazione alla Regola veniva severamente punita. Come raccontava Padre Pio ai suoi figli spirituali: "Se uno rompeva il silenzio nei tempi proibiti, doveva stendersi sul pavimento con le braccia distese a forma di croce, e recitare cinque Pater Noster e cinque Ave Maria". Nel convento non c’era riscaldamento, e d’inverno il freddo era intenso; il maestro dei novizi poteva dare un breve permesso di riscaldarsi al fuoco comune, in un locale con camino sempre acceso.

Numerosi erano i digiuni imposti dalla Regola:

  • Tutti i venerdì dell'anno.
  • In onore della Madonna, dal 30 giugno al 15 agosto.
  • Dell'Avvento, dal 2 novembre al 25 dicembre.
  • Della Quaresima, dal mercoledì delle ceneri al venerdì santo.

Alla vigilia delle feste della Madonna e dei Santi dell’Ordine, si mangiava per terra, in ginocchio. La disciplina era dura e pochi potevano resistere. Ognuno lavava i propri panni nel rannaio, alternando Ave Maria al tonfo dei panni battuti nell’acqua e sulla pietra del lavatoio. Anche quando pulivano le latrine i novizi dovevano recitare il rosario ad alta voce o cantare inni sacri. Gli altri frati del convento portavano i sandali ai piedi, senza calze, ma i novizi erano sempre a piedi nudi. Gli indumenti che passava il convento erano di varie misure, ma venivano sempre distribuiti a caso, proprio per offrire al giovane religioso l’occasione di adattarsi a tutte le difficoltà.

Il maestro dei novizi, Padre Tommaso da Monte Sant’Angelo, molto probabilmente soffriva di uno stato epilettico non-convulsivo, con assenze prolungate possibilmente per ore, senza manifestazioni motorie. Il novizio non poteva iniziare attività senza la sua benedizione. Poteva così accadere che Padre Tommaso fosse soggetto ad assenza proprio quando il novizio stava in ginocchio pronto per ricevere la sua benedizione.

La Professione Temporanea

Dopo aver trascorso l'anno di Noviziato, il 22 gennaio del 1904, nella chiesa conventuale dei frati minori cappuccini di Morcone, fra Pio da Pietrelcina emise la professione temporanea. Un anno dopo, quando emise i voti semplici prima di lasciare Morcone, era già un frate completo. Questa la dichiarazione autografa di Padre Pio sulla Professione temporanea:

«Io, fra Pio da Pietrelcina, che al secolo mi chiamavo Francesco Forgione di Grazio e di Giuseppa Di Nunzio, nato il dì 25 maggio 1887, con l’obbedienza del molto reverendo padre Pio da Benevento della Provincia di Sant’Angelo di Foggia, vestito per chierico in questo nostro convento di Morcone il dì 22 gennaio 1903 alle ore 9 antimeridiane, avendo compiuto l’anno del mio Noviziato a norma dei decreti della Sacra Congregazione sopra i Regolari, ho fatto questa mattina alle ore 11,30 la Professione dei voti semplici nelle mani del reverendo padre Francesco Maria da Sant’Elia, con l’obbligo di assoggettarmi al regolamento di perfetta vita comune in adempimento di quanto venne prescritto dalle Ordinazioni e Decisioni del Capitolo Generale del 1886 e dichiaro di aver fatto questa mia Professione liberamente, spontaneamente, sinceramente e con piena cognizione di quanto ho promesso, non conoscendo ostacoli che si possano opporre alla validità della medesima. In fede di che mi sottoscrivo fra Pio da Pietrelcina M. P.»

Manoscritto originale di Padre Pio

Gli Anni Post-Noviziato e i Primi Passi verso il Sacerdozio

Gli anni che seguirono al noviziato furono per Padre Pio un continuo trasferirsi da un convento all'altro per seguire i vari corsi che si tenevano dove erano i precettori, i quali d'anno in anno potevano cambiare sede. Ma anche, in qualche caso, per motivi di salute. Le sue erano permanenze non lunghe, perché la salute aveva subito cominciato ad apparire precaria, con malesseri generali, febbri, impossibilità di ritenere ciò che mangiava. E tirate le somme era più il tempo che trascorreva a Pietrelcina.

Nonostante la salute cagionevole, continuava, come poteva, a studiare, mantenendo un'assidua corrispondenza con i superiori, padre Benedetto e padre Agostino, tutti e due di San Marco in Lamis, che, specialmente il secondo, avevano ben compreso che tutto ciò che accadeva in quel frate malaticcio non era proprio del tutto naturale. Dopo aver preso i voti semplici, iniziò gli studi per diventare sacerdote. Si recò a S. Elia a Pianisi in provincia di Campobasso per iniziare prima lo studio della "retorica", cioè il ginnasio, e poi della "filosofia", ossia il liceo. Dopo una temporanea partenza nell'ottobre del 1905, assieme ad altri chierici, per S. Marco La Catola in provincia di Foggia, dove trovò Padre Benedetto da S. Marco in Lamis che sarebbe stato il suo direttore spirituale fino al 1922, fra Pio nell'aprile 1906 tornò a S. Elia a Pianisi per continuare gli studi. Il 27 gennaio del 1907 prese i voti solenni, legandosi così definitivamente all'Ordine e verso la fine del 1908 andò a Montefusco in provincia di Avellino, dove ricevette gli ordini minori il 19 novembre e il suddiaconato due giorni dopo. Chi vide fra' Pio studente a Montefusco, nel novembre del 1908, lo descrisse come "un bel giovane paffuto, dal viso roseo che nulla lasciava trapelare della malattia della quale era affetto".

L'Ordinazione Sacerdotale e i Primi Tormenti

È durante la sua permanenza a Pietrelcina, protrattasi per quasi sette anni dal maggio 1909 al febbraio 1916, che egli compì i passi più importanti della sua vita spirituale e gettò le basi per quella che sarebbe stata la sua futura missione apostolica. Egli trascorreva giornate intere assorto in preghiera, ore di intensa e devota contemplazione, isolato dai rumori della frenetica vita del paese, nei campi o nei boschi di Piana Romana a Pietrelcina, dove i genitori possedevano degli appezzamenti di terra e un casale, oppure nella stanza della torretta della sua casa natale, dove si dedicava a letture spirituali e alla fervente invocazione del Signore.

Purtroppo la dimora presso i suoi non era ben vista dai superiori, ma soltanto tollerata e perciò fu richiamato più volte in convento. Padre Pio, obbediente, partiva, ma dopo breve tempo era costretto a ritornare a casa. In questo periodo alle sofferenze fisiche, che aumentavano di giorno in giorno, si aggiunsero tormenti spirituali nella lotta per respingere gli assalti veementi del tentatore. Ma con una volontà di ferro superò ogni difficoltà, e il 10 agosto del 1910 si realizzò il suo sogno: venne ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento da monsignor Paolo Schinosi, arcidiacono e visitatore generale della diocesi. La madre Giuseppa era presente. «Il giorno di san Lorenzo fu il giorno in cui trovai il mio cuore più acceso di amore per Gesù. Quanto fui felice, quanto godei quel giorno!», scrisse in seguito Padre Pio. Il 14 agosto seguente celebrò la sua prima messa a Pietrelcina. La solitudine del convento, tuttavia, spariva mano a mano che anime assetate di Dio scoprivano nel nuovo arrivato un richiamo potente del divino. Insisteva molto sulla meditazione quotidiana e la lettura spirituale, spiegandone l'efficacia, la necessità, suggerendo i temi ed insegnandone il metodo.

Padre Pio: Il Santo che Sanguinava per i Peccati del Mondo documentario biografico

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