Il Lago di Paterno e il Santuario Galleggiante: Tra Storia, Mistero e Antichi Culti

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Il Lago di Paterno, noto anche come Lago di Cotilia o Lacus Cutiliae nell'antichità, è un bacino di suggestiva bellezza situato nella frazione Vasche del comune di Castel Sant’Angelo, in provincia di Rieti. Questo specchio d'acqua, a meno di 18 km da Rieti e lungo la via Salaria in direzione di Antrodoco, si inserisce nel contesto della Piana di San Vittorino. Di origine carsica, il lago è nato da uno sprofondamento del terreno, un "sinkhole", di cui rappresenta uno dei casi più esemplari, e le sue origini risalgono a tempi molto antichi e ignoti.

Veduta panoramica del Lago di Paterno con la vegetazione circostante e i ruderi della villa romana in lontananza

Caratteristiche Geografiche e Utilizzo Attuale

Il Lago di Paterno presenta una forma ellittica con dimensioni contenute, misurando circa 150×190 metri, per un diametro di 204 metri. Nonostante le sue dimensioni superficiali, è estremamente profondo, raggiungendo quasi 54 metri, l'equivalente di un palazzo di 18 piani. È alimentato da una sorgente d’acqua sotterranea, e l'acqua defluisce tramite fenditure nella roccia calcarea. La temperatura sul fondo si mantiene quasi costante a 6 °C durante l'anno, mentre in superficie varia stagionalmente. Le sponde del lago sono caratterizzate da un lato da boschi e canneti, mentre dall'altro, vicino all'abitato di Vasche, è presente una piccola spiaggia erbosa e sassosa, attrezzata con salici per l'ombra, gazebo con panche per picnic e giochi da esterno per bambini.

Il lago è adatto alla balneazione, alla pesca e alle immersioni subacquee. Tuttavia, è bene notare che l'acqua può essere torbida e il fondale presenta reti, funi e oggetti smarriti, motivo per cui il cartello di divieto di balneazione è spesso posto a causa dell'assenza di un servizio di sorveglianza. Il lago è pescoso, ospitando carpe, persici, lucci e tinche. D'inverno, le sue acque sono abitate da germani reali, anatre e gallinelle. Nelle immediate vicinanze del Lago di Paterno, si trovano anche il Lago di Mezzo e il Lago Piccolo, noto come Pozzo di Burino, entrambi di origine carsica.

Il Lago di Paterno nella Storia Antica e la Dea Vacuna

Le Radici Mitologiche e l'Umbilicus Italiae

Le prime attestazioni dell'esistenza del Lago di Paterno, o di Cotilia, risalgono alla fine dell'età del bronzo. Secondo Dionigi di Alicarnasso, presso questo lago si verificò un evento storico significativo: l'alleanza tra la popolazione dei Pelasgi e gli Aborigeni, che permise ai primi di iniziare a popolare l'Italia centrale. Si narra che un oracolo di Apollo a Dodona avesse guidato i Pelasgi a cercare la "terra di Cutilia degli Aborigeni, dove si muove un’isola...", promettendo loro pace e prosperità. Marco Terenzio Varrone, storico reatino, definì il lago "umbelico d’Italia", considerandolo il centro geografico della Penisola Italica in epoca romana.

Il Culto della Dea Vacuna e i Sacrifici Antichi

Successivamente, anche i Sabini attribuirono al lago un profondo valore religioso, consacrandolo alla dea Vacuna, una divinità molto amata e considerata protettrice della natura, dei boschi e delle sorgenti. Si ipotizza che la sacralità del luogo derivasse da fenomeni misteriosi, come lo sprofondamento che diede origine al lago, evento che potrebbe aver impressionato le popolazioni antiche al punto da credere fosse opera di potenti divinità, rendendo il lago un punto di accesso agli inferi. Per ingraziarsi le divinità e assicurarsi protezione, in alcuni periodi si celebravano sacrifici sull’isoletta galleggiante. Questi includevano sacrifici umani, con la decapitazione del prescelto la cui testa veniva gettata nel lago e il corpo bruciato, ma anche offerte di capi del gregge e del bestiame appena nati, e le primizie della terra.

Questi riti cruenti sarebbero stati interrotti grazie all'intervento di Ercole che, transitando per Cotilia in un giorno di sacrificio, rimase inorridito per tale crudeltà e spiegò agli abitanti che le sacre parole incise sull’altare non richiedevano l’uccisione di un uomo. Da allora, la vittima umana fu sostituita da simulacri in cera. In onore della dea Vacuna si celebravano i Vacunalia, durante i quali i lavori agricoli erano sospesi. La dea Vacuna, vicina alla natura, incarnava, con la Dea Feronia, i culti primitivi legati alla madre-terra e alla fertilità, ed era conosciuta tra i Sabini anche come la Dea Vittoria.

L'ISOLA del Lago di Paterno

Il Leggendario Santuario Galleggiante e l'Oracolo

Ciò che rendeva il Lago di Paterno particolarmente suggestivo e misterioso nell’antichità era un’isoletta galleggiante al centro, ancora visibile a inizio Ottocento e oggi scomparsa. Formata principalmente da torba e calcare, e coperta da una folta vegetazione, si spostava frequentemente, scomparendo e riapparendo. Gli autori latini riferiscono di questo fenomeno, che alimentava l'idea di un'origine divina. Seneca, nelle sue Quaestiones Naturales, cercò una spiegazione razionale, suggerendo che potesse essere formata da accumuli di rami e terra, trattenuti dalla densità dell’acqua lacustre e spinti dal vento.

Su quest'isoletta, considerata da alcuni il "ventre della dea Vacuna", sorgeva il Santuario della Dea Vacuna, un luogo sacro e di difficile accesso. Coloro che riuscivano ad arrivare dovevano percorrere un lungo e pericoloso viaggio. Una volta giunti, venivano interrogati da una sacerdotessa che ne attestava le doti morali e spirituali. In epoca pre-romana, questo celebre "santuario galleggiante" svolgeva probabilmente la funzione di oracolo, un'autorità infallibile considerata fonte di saggi consigli e profezie. Le cronache antiche parlano di una donna, forse una sacerdotessa, che si trasformava in serpente, aggiungendo al fascino e al mistero del luogo.

L'oracolo del Lago di Paterno fu un punto di riferimento spirituale importantissimo per tutte le popolazioni della regione sabina e dell’area velina. La sua influenza è testimoniata anche da ritrovamenti più recenti: sul fondo del lago è stata rinvenuta una pietra datata 1520, con incisi nomi di personaggi famosi di Spoleto, confermando la continuità di riti esoterici in questi luoghi anche in epoca post-romana.

Rappresentazione artistica dell'isola galleggiante con il santuario, circondata da fitta nebbia

Il Territorio della Piana di San Vittorino: Terme, Ville e Borghi

La Piana di San Vittorino, attraversata dal fiume Velino e dalla strada statale Salaria, è un territorio ricco d’acqua e di fenomeni carsici. Qui si trovano le Sorgenti del Peschiera, le più ricche di tutto l’Appennino, che alimentano l’omonimo acquedotto di Roma, fornendo acqua alla capitale. In zona sono presenti anche sorgenti di acqua sulfurea, impiegate sin dall’antichità a scopo curativo nelle Terme di Cotilia, conosciute dai Romani per le loro acque medicamentose e frequentate da poeti, storiografi e nobili dell'Impero.

Lo stesso Lago di Paterno è dominato dai pittoreschi ruderi di una maestosa villa risalente al I secolo a.C., probabilmente identificabile con quella degli imperatori Flavi (Vespasiano, Tito e Domiziano), la cui famiglia era originaria di questi luoghi. Questa appare come una grandiosa costruzione di cui rimangono alcune arcate, ben inserite nel contesto paesaggistico.

Nei dintorni del Lago di Paterno e della Piana di San Vittorino, numerose sono le attrazioni che offrono un tuffo nella storia e nella natura:

  • Il grazioso borgo medievale di Castel Sant’Angelo, con il laghetto carsico di Canetra nell'omonima frazione.
  • I ruderi della Chiesa di Santa Maria in Vittorino, nota come la "chiesa che sprofonda" a causa dell'instabilità delle strutture, con il tetto crollato e l'acqua che ha invaso il pavimento.
  • A Antrodoco, la splendida chiesa romanica di Santa Maria Extra Moenia, lungo la Salaria, e il santuario seicentesco della Madonna delle Grotte.
  • Proseguendo sulla Salaria verso Posta, si possono ammirare numerosi tagli nella roccia, tra cui il "Masso dell’Orso" e le "Vene Rosse", legate a lugubri leggende medievali.
  • Il centro storico di Cittaducale, che vanta la Cattedrale di Santa Maria del Popolo e la caratteristica Torre Angioina.
Inforgrafica con i punti di interesse della Piana di San Vittorino, inclusi i laghi, le terme e i ruderi romani

Informazioni Utili per i Visitatori

La visita al Lago di Paterno è libera e offre un'occasione per rilassarsi in un luogo ameno, lontano dai circuiti turistici più battuti. Il lato del lago vicino all'abitato di Vasche è organizzato con una spiaggetta erbosa e sassosa, ideale per prendere il sole e per picnic familiari. Tuttavia, soprattutto in alta stagione e durante il fine settimana, può essere complicato trovare parcheggio; si consiglia di parcheggiare accanto alla piccola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo e proseguire a piedi, o di cercare posti auto lungo la strada di accesso più lunga.

È consigliabile portare con sé acqua e spuntini, poiché negli immediati paraggi del lago non sono presenti ristoranti o bar. In alternativa, prima di arrivare al Lago di Paterno, si può fare una sosta alle Terme di Cotilia, dove si trovano chioschi che vendono prodotti locali come panini, porchetta e formaggi. Per chi decide di fare il bagno, si raccomanda cautela, specialmente con i bambini, data la notevole profondità del lago e la possibile scivolosità delle coste. Un punto panoramico dal Belvedere di Paterno offre un'ampia vista sulla Piana di San Vittorino e gli specchi d'acqua circostanti.

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