Il Diavolo nella Cattedrale: Un Thriller Storico nell'Europa Medievale

Frank Schätzing, scrittore di successo sia in patria che all'estero, ha conquistato il pubblico con il suo stile narrativo incisivo. Dopo il grande successo del suo romanzo precedente, il thriller catastrofico Il quinto giorno, che ha venduto oltre un milione di copie nella sola Germania, Schätzing ha deciso di esplorare un genere completamente diverso con il suo secondo libro, un avvincente giallo storico: Il Diavolo nella Cattedrale. Il titolo originale del romanzo è Tod und Teufel, che ben introduce la sua atmosfera.

Ritratto dell'autore Frank Schätzing

Contesto Editoriale e Riconoscimenti

La pubblicazione originale de Il Diavolo nella Cattedrale precede di qualche anno quella de Il quinto giorno. Il libro ha ottenuto un eccellente successo di vendite in Germania, superando le 500.000 copie. In Italia, è stato tradotto da Emanuela Cervini e pubblicato da Tea, conta 459 pagine ed è stato rilasciato a gennaio 2013. Un importante riconoscimento per l'opera è stato il Premio Bancarella nel 2007.

L'autore ha presentato il suo romanzo in Italia tra il 6 e il 9 novembre, partecipando a eventi a Milano, Roma e Perugia.

Ambientazione e Trama

Il romanzo è ambientato a Colonia nell'autunno del 1260, una vivace città del Sacro Romano Impero che, grazie alla sua posizione sul basso Reno, era un attivo centro commerciale e sede di un ricco artigianato. La cornice della storia è una comunità in fermento, con i suoi costumi, luoghi caratteristici e personaggi coloriti, che incarna l'animato e complesso universo medievale. Le vicende narrate si svolgono nell'arco di soli cinque giorni cruciali, dal 10 al 14 settembre 1260, un periodo segnato dall'avvento della borghesia, dal declino del potere papale e dall'Impero al crepuscolo del Medioevo.

Ricostruzione storica della Colonia medievale con la cattedrale in costruzione

Al centro della trama c'è la costruzione dell'enorme Duomo di Colonia, un progetto ambizioso fortemente voluto dall'arcivescovo Konrad von Hochstaden, che ne pose la prima pietra nel 1248. Tuttavia, la città è anche teatro di un complotto segreto con il potenziale di cambiare il corso della Storia. Gerhard Morart, il mastro costruttore della cattedrale, architetto che ha ideato e progettato quello che avrebbe dovuto essere il più grande e solenne monumento della cristianità, tenta di sottrarsi al complotto e per questo viene assassinato. Precipita da un'impalcatura in circostanze mai chiarite, un delitto a sangue freddo camuffato da incidente.

Testimone involontario dell'omicidio è Jacop la Volpe, un giovane ladruncolo senzatetto, dai capelli rosso intenso, che vive di espedienti e piccoli furti. Jacop si trovava su un melo intento a rubare frutti quando assiste alla scena. Avendo intravisto solo un'ombra spingere il pover'uomo nel vuoto, inizialmente pensa che sia stato il diavolo in persona ad ucciderlo. L'assassino, tuttavia, vede Jacop, rendendolo l'unico testimone consapevole che non si è trattato di un incidente. Costretto a fuggire per salvarsi la vita, Jacop si avvicina al moribondo Gerhard, che gli sussurra qualcosa all'orecchio prima di spirare, confermando la natura criminale dell'evento.

La morte di Gerhard è stata in realtà un omicidio commissionato da un gruppo di nobili, capitanati dagli Overstolz, in particolare da Johann il più anziano e Mathias il più aggressivo. Essi avevano assoldato un misterioso sicario scozzese, Urquhart, per eliminare Morart, che, a conoscenza dell'intrigo, avrebbe potuto farlo fallire. L'assunto su cui si sviluppa la trama è che l'assassino non solo ha visto la spinta, ma ha anche raccolto le ultime parole del moribondo.

I segreti delle cattedrali medievali

Per metà romanzo, Jacop è costretto alla fuga per istinto di sopravvivenza. Durante questa rocambolesca peregrinazione, incontra Richmodis, la figlia del tintore Goddert, e l'eruditissimo decano, dottore e medico Jaspar Rodenkirchen. Convinto di essere perseguitato dal diavolo, Jacop trova in Jaspar un aiuto insperato: l'erudito comprende subito che la vicenda ha ben poco di sovrannaturale. Insieme a Jaspar, e successivamente ad altri personaggi come Goddert von Weiden e sua figlia Richmodis, Jacop si ritrova invischiato in un complotto che coinvolge le famiglie più potenti della città. Nasce il sospetto che i nobili stiano organizzando una congiura per ripristinare il loro potere a danno dei cittadini "plebei" a cui i protagonisti appartengono. Attraverso questi personaggi, il romanzo offre una lettura più ampia del significato dato alle crociate e una descrizione razionale dell'epoca.

Personaggi Chiave

  • Jacop la Volpe: Il protagonista, un misero ladro dai capelli rossi, la cui astuzia gli vale il soprannome "la Volpe". È il testimone chiave dell'omicidio di Gerhard Morart e, per istinto di sopravvivenza, si trova coinvolto in una complessa indagine.
  • Jaspar Rodenkirchen: Un brillante decano, medico ed erudito. Si presenta come una figura intellettuale e un ribelle, in disaccordo con le regole dello Stato e della Chiesa del tempo. La sua ironia è uno strumento per esprimere idee pericolose. Schätzing ha rivelato di avere una particolare "simpatia" per Jaspar, un personaggio così amato da aver pensato di riproporlo, anche se i suoi altri romanzi sono ambientati in secoli successivi.
  • Urquhart: L'antagonista, un sicario scozzese dal passato misterioso, soprannominato "il lupo". Descritto come una personalità forte e cinica, dotato di incredibile forza fisica e morale, ma inspiegabilmente insensibile. È un personaggio ben descritto e molto "cinematografico", tanto da richiedere, secondo l'autore, una combinazione di "Arnold Schwarzenegger intellettuale, George Clooney e Darth Vader".
  • Gerhard Morart: Il mastro costruttore del Duomo di Colonia, la cui morte innesca l'intera vicenda.
  • Richmodis: La figlia di Goddert, una figura femminile con un "indimenticabile" naso, simbolo della bellezza imperfetta e non noiosa, secondo l'autore.
  • Goddert von Weiden: Il tintore, descritto come una persona di buon cuore ma anche come un opportunista, "un classico esempio di persona che non capisce che cosa gli stia accadendo intorno".
  • Konrad von Hochstaden: L'astuto e potente arcivescovo che domina la città, promotore della costruzione del Duomo.

Stile Narrativo e Tematiche

Il romanzo di Schätzing, presentato come un giallo storico, costruisce la sua narrazione su una frase del filosofo francese medievale Pietro Abelardo: “La lingua non è il velo del reale, bensì la sua espressione”. Schätzing riesce a creare un equilibrio quasi alchemico tra finzione e realtà, dove spaccati di storia medievale, spesso spinosi e astrusi da comprendere, sono spiegati con uno spirito semplice e uno stile colloquiale.

L'autore ha dedicato una gran mole di ricerca e documentazione per ricostruire l'ambientazione storica. Riconosce il rischio di "soffocare la storia" con un eccesso di dettagli, e ha dovuto riflettere a lungo su cosa selezionare. Per quanto riguarda il linguaggio, pur essendo un thriller storico che richiede immediatezza e ritmo, Schätzing ha optato per una lingua comune, inserendo occasionalmente parole antiche ormai in disuso, piuttosto che un linguaggio autentico medievale, che risulterebbe incomprensibile.

I romanzi storici, come questo, hanno una funzione "educativa", avvicinando il lettore alla Storia e stimolandone l'approfondimento, senza perdere di vista l'anima evasiva. L'autore sottolinea l'esistenza di un implicito "patto con il lettore" riguardo ai confini tra finzione e verosimiglianza: c'è una base di verità storica su cui si innestano elementi di invenzione, altrimenti il libro sarebbe un saggio. Il suo background in Scienze delle Comunicazioni e la carriera di pubblicitario hanno facilitato il lavoro di ricerca e la capacità di filtrare informazioni utili.

Schätzing ha evidenziato come la cultura araba, durante il Medioevo europeo, fosse più avanzata in medicina, cultura generale e tolleranza religiosa, un aspetto che il Cristianesimo avrebbe poi impiegato secoli per eguagliare. Il romanzo è anche innervato da poderose dosi di commedia e umorismo, che bilanciano la violenza, le miserie e gli orrori di tempi oscuri, rendendo la narrazione scorrevole e piacevole. L'autore concepisce le sue storie con umorismo, sostenendo che "bisogna poter ridere in una storia in cui c'è qualcuno che muore".

Un passaggio significativo del romanzo, attribuito a Jaspar, riflette sulla "funesta mentalità che domina il nostro tempo": "Goddert ci crede... E come lui molti altri che non hanno vere convinzioni e confondono la debolezza con la fede. Passa da una posizione all’altra. Da ciascuna prende qualcosa, però mai qualcosa di giusto, e poi fabbrica quella che considera la sua opinione. (...) Si nasconde la triste consapevolezza che Goddert non ha un’opinione propria. Se la gente smetterà di farsi un’opinione, se prenderà la parte per il tutto e non cercherà più i nessi, il mondo diventerà una chiesa senza malta fra le pietre."

Critica e Ricezione

Il romanzo ha ricevuto recensioni che ne hanno elogiato il "sapore storico" e le "descrizioni autentiche della vita quotidiana di quei tempi", con un "linguaggio robusto ma anche con sensibilità", come riportato dalla Reinische Post. I personaggi sono ben caratterizzati e i dialoghi convincenti. Tuttavia, alcune critiche hanno sottolineato la sua lunghezza e la ricchezza di dettagli, che, sebbene accurati e frutto di un lavoro egregio, talvolta rallentano il ritmo narrativo. Descrizioni eccessive delle strade di Colonia o degli abiti dei personaggi, e alcune parti, specialmente quelle attribuite al "prolisso Jaspar", tendono a dilungarsi troppo, mettendo a rischio la concentrazione sulla storia principale. Si fa notare che in quasi 450 pagine si narrano gli eventi di soli 4-5 giorni.

Nonostante ciò, la maggior parte dei lettori ha apprezzato la composizione narrativa per l'equilibrio tra finzione e realtà storica, trovandolo un'opera avvincente, sebbene per alcuni la storia prenda vita gradualmente, richiedendo di arrivare quasi a metà libro per rimanere "incollati sulle pagine".

Il Mercato Editoriale Tedesco

Frank Schätzing ha anche offerto uno spaccato del mercato editoriale tedesco, osservando che i tedeschi "continuano a leggere relativamente molto" e che il mercato, pur con problemi, ne ha meno rispetto ad altri Paesi. Ha sottolineato che le qualità degli scrittori tedeschi risiedono prevalentemente nella loro "serietà", rendendoli adatti a opere che richiedono documentazione e alla cosiddetta "letteratura impegnata". Per quanto riguarda l'intrattenimento, e in particolare i thriller, Schätzing afferma che questi sono importati per il 99% da America e Gran Bretagna.

In Germania, Schätzing ha pubblicato sette romanzi, inclusi i due tradotti in Italia.

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