Il Credo: La Nostra Storia d'Amore con Dio spiegata ai bambini

Il Credo è una delle preghiere più importanti della fede cristiana. Non è solo una formula da imparare a memoria, ma una sintesi di ciò che crediamo come Chiesa e come discepoli di Gesù. Per i bambini che si preparano alla Prima Comunione, imparare il Credo è un passaggio fondamentale: è come ricevere una mappa che indica la strada per vivere da cristiani. Attraverso questo percorso, vedremo un modo semplice e concreto per spiegare il Credo ai bambini del catechismo, rendendolo una storia vissuta.

Cos'è il Credo? Una preghiera speciale

Ai bambini possiamo presentare il Credo come una preghiera speciale che racconta in cosa crediamo. È una dichiarazione d’amore tra Dio e l’uomo, un testo che ci ricorda che non siamo mai soli e che la nostra vita ha un senso. Spiegandolo così, i piccoli non lo percepiscono come un “compito a memoria”, ma come una preghiera che nasce dal cuore.

Le origini del Credo: una storia antica

Per rendere il racconto interessante, si può spiegare che il Credo ha radici antiche:

  • Il Simbolo degli Apostoli, secondo la tradizione, fu composto dai primi discepoli di Gesù, anche se storicamente non si può dimostrare.
  • Il Credo Niceno-Costantinopolitano, invece, è la versione che recitiamo durante la Messa e fu definito nei Concili di Nicea (325) e di Costantinopoli (381). Il Credo Niceno-Costantinopolitano era consuetudine recitarlo ogni giorno nei primi secoli del cristianesimo.

Ai bambini può essere detto così: “Il Credo non l’ha inventato qualcuno a caso, ma è frutto della preghiera e dell’esperienza di tanti cristiani guidati dallo Spirito Santo”. Il rischio che il Credo diventi solo una formula da ripetere meccanicamente è reale, ma più impariamo a conoscere la sua storia e le verità che cerca di esprimere, più diventerà qualcosa di vivo che ci insegna molto su ciò che significa essere cristiani.

illustrazione di apostoli e primi cristiani che pregano

Il significato di "Credo": fiducia e affermazione

Nel Simbolo la parola "credo" ricorre più volte. Con il “credo in” intendiamo esprimere un atteggiamento di fiducia, di incontro e di abbandono a Dio. Credere in Dio è un'espressione che va ben oltre il ritenere vero che Dio esiste; è un affidarsi a Lui con tutto il cuore.

La parola "credo" usata in relazione alla Chiesa, come in “credo la Chiesa”, è ben diversa. Non diciamo “credo nella Chiesa”, perché non affidiamo la nostra vita agli uomini che la formano. Diciamo “credo la Chiesa” per affermare che sappiamo che la Chiesa è opera di Dio e quindi siamo grati a Lui e siamo onorati di farne parte.

Spiegare il Credo passo dopo passo: la nostra storia d'amore

Il Credo ci guida attraverso la storia di Dio e del suo amore per noi. Vediamolo frase per frase con un linguaggio semplice, fatto di immagini e paragoni che aiutano i piccoli a capire.

Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra

Dio è come un papà buono che ci ama e ha creato tutto: il cielo, le stelle, gli alberi, gli animali e ciascuno di noi. Egli è Padre in quanto da Lui parte ogni generazione e ogni iniziativa d'amore. È il nome che Gesù stesso ci insegna ad usare per rivolgerci a Dio, un termine che ci eleva, rendendoci più vicini a Lui.

L'onnipotenza di Dio è universale, misteriosa, e si manifesta nel creare il mondo dal nulla e l'uomo per amore, ma soprattutto nell'Incarnazione e nella Risurrezione del Suo Figlio. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il principio unico e indivisibile del mondo, anche se l'opera della creazione è particolarmente attribuita a Dio Padre.

Affermare che Dio è creatore di tutto significa anche affermare che tutto ciò che esiste ha uno scopo, che nulla è inutile, che tutto è stato fatto con Sapienza. Di ogni creatura «Dio vide che era cosa buona». Per quanto creatore di ogni cosa, Dio non è in alcun modo la causa del male. La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene. A queste entità spirituali, che sfuggono alla normale osservazione dell'uomo, ci riferiamo comunemente come ad angeli e demòni. Sappiamo che sono creature di Dio puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà e che non sono pari a Dio.

immagine di Dio Padre che crea il mondo con elementi stilizzati per bambini

Credo in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore

Gesù è il Figlio di Dio ed è il nostro amico speciale. È venuto sulla terra per insegnarci ad amare e a vivere bene. Dando a Cristo (l'Unto, in greco; Messia in ebraico) il titolo di Signore riconosciamo la Sua divinità, poiché nella Bibbia questo titolo designa abitualmente Dio Sovrano. Gesù lo attribuisce a Sé stesso, rivelando la Sua sovranità divina mediante il Suo potere sulla natura, sui demòni, sul peccato e sulla morte, soprattutto con la sua Risurrezione.

Non è un caso che il passo che fa riferimento a Cristo sia il più lungo in entrambe le versioni del Simbolo: è Lui che ci fa conoscere il Padre e ci conduce a Lui, ed è in Cristo che si è manifestato lo Spirito Santo. Conoscere Gesù e seguirlo è la via per conoscere Dio. Egli è l'Unigenito, perché nessuna creatura, uomo o angelo che sia, può arrogarsi diritti divini. Cristo è generato da Dio come Dio e non creato come una creatura. Non è "un altro" Dio, alternativo al Padre, ma Seconda Persona della Trinità. È Dio vero e completo, non fasullo, parziale, apparente. La creazione è attuata tramite la Parola di Dio, il Suo pensiero, e Cristo è il Verbo (in greco il logos: λόγος) stesso di Dio. È per questo motivo che ogni creatura è completa quando può riflettere la gloria del Figlio e ogni creatura mi dice qualcosa della Trinità.

illustrazione di Gesù sorridente che accoglie i bambini

Fu concepito per opera dello Spirito Santo, nacque da Maria Vergine

Qui possiamo sottolineare il “sì” di Maria, la mamma di Gesù, che con amore e fiducia si è affidata a Dio. L'Incarnazione è il Mistero dell'ammirabile unione della natura divina e della natura umana nell'unica Persona divina del Verbo, Cristo. L'Incarnazione di Cristo nel grembo della Vergine Maria è avvenuta per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo, secondo quanto l'Angelo aveva annunciato a Maria: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35).

Cristo è Figlio del Padre secondo la natura divina e Figlio di Maria secondo la natura umana, ma propriamente Figlio di Dio nelle due nature, essendoci in lui una sola Persona, quella divina. Maria è rimasta Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua. Quando i Vangeli parlano di "fratelli e sorelle di Gesù" si riferiscono a parenti prossimi, secondo un'espressione frequente nella Sacra Scrittura. Maria è Madre di Dio, perché madre di Gesù, che è Dio, e perché ha compiuto la volontà di Dio. L'incarnazione del Figlio di Dio è una delle affermazioni basilari della fede.

illustrazione dell'Annunciazione a Maria con colori tenui

Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto

Gesù ha donato la sua vita per noi. Non è una fine tragica, ma l’atto più grande di amore. Il Mistero pasquale, che comprende la passione, morte, risurrezione e glorificazione di Cristo, è al centro della fede cristiana, perché il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del suo Figlio.

Gesù è stato crocifisso, ha conosciuto una vera morte e una vera sepoltura. Gli interventi di Dio sono concreti, reali, avvengono nel tempo, in un luogo preciso, con testimoni oculari. La croce è stata, ed è ancora per molti, scandalo e stoltezza. L'affermazione del Simbolo educa l'uomo ad accettare la morte come passaggio normale e sano della vita, partecipazione a quella di Cristo, e in preparazione ad essa a vivere con distacco dal mondo. Se il Figlio di Dio l'ha vissuta e vinta, la morte per l'uomo non è più un valico insormontabile.

Nel Simbolo degli Apostoli troviamo anche la discesa agli inferi. Gli inferi - diversi dall'inferno della dannazione - costituivano lo stato di tutti coloro, giusti e cattivi, che erano morti prima di Cristo. Con l'anima unita alla sua Persona divina, Gesù ha raggiunto negli inferi i giusti che attendevano il loro Redentore per accedere infine alla visione di Dio. In questo modo anche i giusti vissuti prima di Cristo sono stati salvati da Lui.

rappresentazione stilizzata della crocifissione, adatta ai bambini, con Gesù che dona amore

Il terzo giorno è risuscitato dai morti

Questo è il cuore della fede: Gesù è vivo! L’amore ha vinto la morte. La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo e rappresenta, con la Croce, una parte essenziale del Mistero pasquale. Anche nella Risurrezione scorgiamo l'opera della Trinità. Le tre Persone agiscono insieme secondo ciò che è loro proprio: il Padre manifesta la Sua potenza; il Figlio riprende la vita che ha liberamente offerto (Gv 10,17) riunendo la Sua anima e il Suo corpo, che lo Spirito vivifica e glorifica. La Risurrezione è il culmine dell'Incarnazione: conferma la divinità di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza tutte le promesse divine in nostro favore.

Gesù è risuscitato, non è tornato in vita come Lazzaro, la figlia di Giairo o il figlio della vedova di Nain: essi hanno ripreso la vita di prima e poi sono morti nuovamente. La risurrezione di Gesù è diversa: «Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore».

illustrazione gioiosa di Gesù risorto con luce e farfalle

Salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre

Gesù non ci ha abbandonati: è con Dio, ma continua a guidarci e ad ascoltarci. Questa ascensione al cielo significa che Gesù ha completato la sua missione terrena ed è tornato alla gloria del Padre, da dove intercede per noi.

Credo nello Spirito Santo

Lo Spirito Santo è come un vento invisibile che ci dà forza, ci aiuta a fare il bene e a capire la Parola di Dio. È la Terza Persona della Santissima Trinità, inviato da Gesù e dal Padre per rimanere con noi.

Professare la Trinità, cioè credere che Gesù e lo Spirito Santo sono anch'essi Dio e Signore, non introduce alcuna divisione nel Dio Uno e non significa che esistano tre divinità. Il termine Trinità non compare esplicitamente nei Simboli, così come non compare nella Sacra Scrittura, ma è frutto di una riflessione su Dio. Dio rimane Uno nella Sua essenza, benché si manifesti in Tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo è il mistero della Tri-unità.

disegno dello Spirito Santo come una colomba o un vento gentile che porta gioia

La Chiesa, la comunione dei santi

La Chiesa è una grande famiglia: siamo tutti uniti nella fede e abbiamo l’esempio dei santi come amici di Dio, che ci mostrano come vivere bene la nostra vita cristiana. Siamo tutti parte di questo meraviglioso "popolo di Dio".

Il perdono dei peccati

Quando sbagliamo, Dio non ci abbandona: ci perdona e ci rimette in cammino. È come una carezza che ci rialza. Il sacramento della Riconciliazione è un grande dono che ci permette di ricevere questo perdono e di ricominciare con un cuore nuovo.

La risurrezione della carne e la vita eterna

Questa è la promessa più bella: un giorno vivremo per sempre con Dio in un mondo pieno di amore. Crediamo che alla fine dei tempi anche i nostri corpi risusciteranno per vivere una vita nuova e senza fine insieme a Dio nel Paradiso.

illustrazione di bambini felici che immaginano il paradiso con angeli e luce

Un metodo semplice ed efficace per insegnare il Credo ai bambini

Insegnare il Credo ai bambini non deve essere un elenco di concetti astratti, ma un percorso narrativo. Ogni parte del Credo può diventare un racconto, un’immagine, un’esperienza di amore. Ai bambini si può proporre di collegare ogni frase a un disegno, a un gesto o a una piccola drammatizzazione. In questo modo il Credo diventa “vissuto”, non solo ripetuto.

Una delle strategie di insegnamento più efficaci è lasciare che i bambini scoprano da soli la lezione. Si può iniziare chiedendo: “Se incontraste qualcuno che non ha mai sentito parlare della Chiesa cattolica, cosa gli direste che crediamo?” Scrivete le risposte alla lavagna. Potrebbe essere necessario sollecitare i bambini ponendo altre domande come: “Chi crediamo abbia creato la terra? Cosa crediamo sia successo a Gesù a Natale o a Pasqua? Chi crediamo sia stata la Madre di Gesù?” Molti bambini sanno già tutto quello che c'è nel Credo degli Apostoli senza rendersene conto, e questo metodo li aiuta a formulare e rafforzare la loro fede.

IL CREDO SPIEGATO CON LE IMMAGINI PER I BAMBINI

Il Credo come storia d'amore

Alla fine, possiamo dire ai bambini che il Credo è una storia d’amore tra Dio e noi. Ogni frase ci ricorda che Dio ci ama, ci perdona e ci accompagna in ogni momento della nostra vita, dalla creazione fino alla promessa della vita eterna.

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